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Tutti gli articoli con tag giuliano ferrara

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Paolo Romani: inimmaginabile. Voto 3-. Mentre il commissario Ue per l’energia Oettinger evoca il peggio e parla di “apocalisse” atomica, il ministro dello sviluppo Economico rassicura: “’inimmaginabile tornare indietro sul nucleare”. Siamo in buone mani. Castronerie prezzolate.

Giuliano Ferrara: immaginabile. Voto 4-. Il direttore del Foglio nel suo sermone dopo il Tg1 delle 20 “scambia” l’adultera con la prostituta, Ruby con la Maddalena e consiglia la marocchina: “Vai e non peccare più”. E sulle sue notti ad Arcore del Cav.: “Fatti suoi”. Trombonate prezzolate.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Per il Cav è brutto passare dalla cerniera lampo al processo lampo. E dall’Udc accusano il Pdl: “Confondete Lele Mora con Aldo Moro”. Amintore Fanf-anal

Il direttore dell’Espresso Manfellotto: “Ferrara è bravo a nascondere molte delle cose che sono successe”. Certo, basta che ci si sieda sopra per far sparire praticamente tutto. Lato B(erlusconi)

L’Italia si rotola nel fango e tutto il mondo osserva in attesa del gran finale. La finestra sul porcile

Il premier è fissato con le farfalle. Infatti le regala sempre alle ’sue’ ragazze sotto forma di ciondoli. Sono una sorta di prologo al bunga bunga? Il baco da sega

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giulio Tremonti: a fondo. Voto 4 -. Il super ministro dell’economia va a Bruxelles all’Eurogruppo con la “scomunica” di Ferrara e il fardello dei nuovi pesanti dati di Bankitalia sul debito pubblico: +4,3% negli ultimi 12 mesi. Lo Stivale affonda.

Gianfranco Fini: affondo. Voto 4. Risse interne al battesimo del Fli, con le “colombe” sul piede di guerra per le poltrone. Nuovi strappi e nuove defezioni in vista. Il leader stacca il telefono: “Di questi non ne posso più”. C’è lo zampino del Cav?

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Alleati con o senza Di Pietro? Con o senza Vendola? Con o senza Fini? Con o senza primarie? Nel Pd, da tempo, si litiga come a una riunione di condominio. AscenSoru

Fa impressione Giuliano Ferrara circondato dalla biancheria intima ma deciso e incacchiato come una bestia. L’uomo che non deve chiedere (Yama)may

Ora agli intellettuali di sinistra tipo Eco o Vattimo tremano i polsi al pensiero della tenzone con queste illuminate menti liberal-conservatrici. Fare i conti senza l’oste(llino)

Sostituito Emilio Fede, il Tg4 guadagnerà una posizione e toni più indipendenti, battaglieri e coraggiosi nei confronti del potere? Si calano il Brachino

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Berlusconi, "pro" e "contro". La rivoluzione per gioco, fra sciarpe e mutande

pubblicato da Massimo Falcioni

Anche di manifestazioni (pacifiche) vive la democrazia. Ma anche di indigestione di (mini) manifestazioni muore la democrazia.

Ieri (dopo il penoso prologo-gazzarra davanti al palazzo di giustizia meneghino guidato da una personcina elegante, educata, misurata e di bonton come la Santadeché) al teatro Dal Verme di Milano Giuliano Ferrara ha aperto il fronte chic “pro” Berlusconi “In mutande ma vivi”, contro “giudici violenti e media puritani”.

Sempre ieri a Milano il Popolo (si fa per dire) Viola si è fatto sentire alla … cilena del ‘73, con fischietti, mestoli e coperchi per dimissionare il premier. Oggi è la volta delle donne di “Se non ora, quando”, in piazza “contro” Berlusconi.

Mutande contro sciarpe bianche. Manifestazioni rigorosamente senza bandiere, a cominciare dai partiti, i quali, evidentemente si vergognano di esibire i propri vessilli. Due considerazioni.

La prima. L’Italia rischia una sindrome da “rivoluzione culturale” cinese quando un’avanguardia estesa agitata come “marionette” scendeva tutti i giorni per le strade e le masse (inermi) di cittadini non facevano più nulla, aspettando l’esito finale che si sa come poi andò.

La seconda. Da una parte e dall’altra dei due fronti in lizza c’è un unico denominatore: il Cavaliere. Tutto ruota nello schierarsi “pro” o “contro” Berlusconi.

Dov’è uno straccio di analisi, un’idea rivelatrice di un progetto capace di chiamare tutti alla stanga, una proposta politica concreta per non fare affondare un Paese che di fronte ai 4000 disperati immigrati di queste ore – la nuova ondata africana definita dal Governo emergenza nazionale – schiera una manciata di carabinieri a fare da balie?

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Bunga bunga, prostituzione e caso Ruby: Ferrara difende Berlusconi, ma...

pubblicato da Bruno Marino


Se anche voi state leggendo le centinaia di pagine dell’invito a comparire presentato a Silvio Berlusconi (qui trovate il link al pdf integrale), probabilmente vi starete chiedendo che tipo di risposta stiano organizzando i berluscones. Bene, Giuliano Ferrara, sul Foglio, ha detto la sua. Ed è interessante notare come inizialmente difenda il Premier, per poi successivamente cambiare idea. Andiamo con ordine ed iniziamo la lettura.

“Noi […] siamo amareggiati per la breccia che lo stile di vita di Berlusconi ha aperto all’irruzione del suo peggior nemico, l’alleanza guardona e moralizzatrice di magistratura e media.”

Ecco, subito identificato il nemico: l’alleanza di toghe e giornalisti. Che è interessata solo a guardare dal buco della serratura (ignorando ovviamente i risvolti in termini di sicurezza del Presidente del Consiglio e di ricattabilità - Fabrizio Corona in un’intervista al Fatto si dice quasi certo della esistenza di filmini e foto dei vari bunga bunga).
Il punto, comunque, è un altro. Seguiteci dopo il salto.

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Ore 12 - La politica del TTB (tutto tranne Berlusconi)

pubblicato da Massimo Falcioni

altroL’elefantino, alias Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, attacca tutto e tutti perché tutto e tutti sono uniti solo nello slogan del TTB“Tutto tranne Berlusconi!”.

Scrive il saggio ex comunista “pentito&traditore”: “Sono sedici anni che ci sta sulle palle. Ci sembra invischiato più o meno in tutte le ribalterie possibili: mafia stragi grandi affari loschi sesso perverso, e non sappiamo nemmeno noi dire cos’altro. Però quell’uomo ha vinto tre volte, quasi sempre a sorpresa, contro forze istituzionali e mediatiche e giudiziarie soverchianti”.

La risposta, stavolta, la affidiamo a Mario Pirani (La Repubblica) con il suo: “Il Censis dal Te Deum al De Profundis” : “C’è una perdita di senso della società italiana. Al centro di tutto vi è la pervasività del berlusconismo, un fenomeno unico nella storia d’Italia e anche il peggiore. Mai vi è stato un ceto di governo e un capo che rinunciassero in partenza a qualsiasi pedagogia positiva di valori. Con Berlusconi i valori sono rappresentati ostentatamente dai vizi antropologici degli italiani (non pagare le tasse, vilipendere ed eludere la legge, inalberare il machismo esibito agli estremi della volgarità e della violenza, disprezzare lo Stato e le sue Istituzioni. Non che prima la virtù trionfasse, sol che la sua violazione era mascherata e procurava vergogna. Oggi è innalzata a valore di governo, dai grandi farabutti ai più meschini furbastri possono identificarsi nell’esempio esaltato dall’alto. Da lì il vuoto sociale”.

Ce lo teniamo (il Cav.) o tiriamo lo sciacquone?

Legge Bavaglio: speciale sullo sciopero dei giornalisti della Fnsi

pubblicato da Giovanni Molaschi


Oggi, come anticipato da polisblog.it nei giorni scorsi e raccontato bene dal Post, molti quotidiani non saranno in edicola per protestare contro il disegno di legge proposto dal Ministro Angelino Alfano secondo il quale nel nostro paese è necessario ridurre le possibilità di pubblicazione delle intercettazioni.

Allo sciopero, malgrado la campagna fatta in queste settimana da Repubblica, non hanno aderito tutti i colleghi di Ezio Mauro. Contrari alla posizione presa dal quotidiano del gruppo Espresso si sono detti sia le testate vicine alla maggioranza che quelle pronte a sostenere l’opposizione.

Significativa, di questa spaccatura, è la posizione del direttore della Stampa Mario Calabresi che prima di trasferirsi a Torino collaborava come corrispondente con Repubblica.

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Legittimo impedimento: Aldo Brancher rinuncia dopo le critiche della maggioranza

pubblicato da Giovanni Molaschi


Il profilo politico delle persone che in questi giorni hanno scritto della promozione di Aldo Brancher, neo Ministro per il Federalismo, è molto chiaro e non riconducibile al Popolo delle Libertà.

Contro l’esponente politico si sono espressi o i simpatizzanti della Lega, secondo i quali un Ministero per il Federalismo già esiste ed è di competenza di Umberto Bossi, o chi è contrario al legittimo impedimento di cui potrebbe usufruire lo stesso Brancher per evitare i processi aperti a suo carico.

Qualcosa, dallo scorso fine settimana, è cambiato. Contro il nuovo Ministro del Governo Berlusconi si sono detti anche alcuni esponenti politici e giornalisti che da sempre sostengono la maggioranza.

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Giuliano Ferrara sulla legge bavaglio: il partito giustizialista ha battuto i liberali

pubblicato da Bruno Marino


Non c’è niente da fare, Giuliano Ferrara è triste. Dopo che Berlusconi ha aperto alla possibilità di rinviare l’approvazione del ddl intercettazioni a Settembre (ovviamente non è sicuro, conosciamo bene il rapporto tra Berlusconi e la verità), il direttore del Foglio ha scritto un commovente articolo, intitolato “Ritirata non strategica”. L’inizio è dei migliori, infatti neanche Ferrara sembra più credere alle sparate di B:

“Vedremo (se mollerà, nda), perchè con il Cav. non si sa mai.”

Comunque, il punto non è aver ceduto. Ma aver ceduto così, ad un partito ben specifico.

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