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Tutti gli articoli con tag giuliano pisapia

“La sinistra arancione, da Milano all’Italia?”. Oggi Giuliano Pisapia e Marco Doria presentano il libro di Tomaso Greco e Jacopo Perazzoli

pubblicato da il passator cortese

Marco Doria, candidato sindaco a Genova, prenderà parte, insieme al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, all’iniziativa di oggi, sabato 10 marzo alle 18.30 presso la Feltrinelli Express della Stazione Centrale dove si presenterà il libro di Tomaso Greco e Jacopo Perazzoli “La sinistra arancione. Da Milano all’Italia?”.

Oltre a Pisapia e Doria interverranno Paolo Limonta, coordinatore dei Comitati X Milano, Antonella Meiani e Marta Pelazza del coordinamento dei Comitati, e gli autori. L’incontro sarà moderato dal giornalista Leonardo Coen.

La vittoria di Marco Doria alle primarie di Genova, per molti aspetti simile alla vittoria di Pisapia, proietta uno scenario nuovo per quel movimento arancione, fatto di partecipazione alla politica e di autorganizzazione, nato a Milano durante la scorsa campagna elettorale. E’ possibile tornare, a partire dalle esperienze amministrative, a una politica vicina ai cittadini, che faccia della apertura e della partecipazione la propria marcia in più?

Del resto appare significativo il titolo del libro: La sinistra arancione. Da Milano all’Italia? Il vento che ha portato alla conquista di Palazzo Marino potrebbe presto soffiare su altre realtà, cambiando modalità di pensare e fare politica.

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Boeri rimette le deleghe a Pisapia: ora la palla al sindaco

pubblicato da V.

boeri pisapia deleghe licenziamentoQuanto sembrano lontane la primavera scorsa e le amministrative 2011: le elezioni comunali che avevano travolto il PdL, maggioranza di governo, avevano avuto in due candidati il simbolo del trionfo. Quei candidati risultati vincenti erano stati capaci di conquistare Milano e Napoli. I nomi li ricorderete: Giuliano Pisapia e Luigi de Magistris. Oggi parliamo di Pisapia.

Perché come spesso accade durante la campagna elettorale c’è tempo e modo di sognare e far sognare. Ma alla fine arriva il reality check: e a Milano ha portato alla lettera di dimissioni - in cui rimette le deleghe - di Stefano Boeri, Assessore alla Cultura. La palla ora passa a Pisapia, che dovrà scegliere se tenersi Boeri, con meno deleghe, oppure accettarle e rimpiazzarlo.

Una brutta perdita e un sogno che si infrange: perché per molti quello era stata la coppia Pisapia-Boeri. Ma soprattutto la sinistra a Milano, il PD che entra a Palazzo Marino, la potentissima, a livello simbolico, sconfitta per Letizia Moratti. Ma perché Boeri se ne va? Principalmente, come riporta 02Blog, per l’Ex Ansaldo e per una “mancanza di fiducia” sorta sul versante della comunicazione dove forse boeri si era mostrato troppo disinvolto. Ma la realtà era a mio modo di vedere un’altra: due sindaci erano troppi. Ed è stato Boeri a doversi fare da parte.

Il PD, di cui Stefano Boeri era il candidato “preferito” alle primarie, aveva raccolto 13mila preferenze alle elezioni comunali 2011. Un patrimonio che ora potrebbe scomparire, sepolto sotto - almeno a quanto raccontai i bene informati - dalla giunta di Pisapia che non tollerava più un sindaco-bis. Troppi galli nel pollaio: due sindaci sono troppi per questa città.

E così si è consumata la rottura.

Veritometro: Podestà, l'abolizione delle Province e la città metropolitana di Milano

pubblicato da Giulio Mattioli

“Milano è la città in Italia che più ha la vocazione a essere governata a livello metropolitano.”


Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano (PdL), 6 settembre 2011

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Anci e sindaci contro il Governo: oggi a Milano in 800 contro il decreto Tremonti

pubblicato da V.

manovra protesta sindaci 2011 29 agostoOggi è il 29 agosto, e circa ottocento sindaci manifesteranno a Milano contro il decreto anticrisi di Giulio Tremonti. Perché manifestano? Per i tagli. Per gli accorpamenti dei piccoli comuni. Per il prelievo fiscale che sicuramente dovrebbero aumentare localmente per riavere i trasferimenti perduti nella manovra. Ci saranno nomi importanti: Giuliano Pisapia - sindaco di Milano - Piero Fassino - Torino - Marta Vincenzi - Genova - Virginio Merola - Bologna - e ancora Gianni Alemanno - Roma - Giorgio Orsoni - Venezia - e Flavio Tosi - Verona - insomma, tutti, e di ogni schieramento, a voler marcare un “no” trasversale alla manovra così com’è impostata ora.

Un “no” trasversale: ma così com’è ora, la manovra naturalmente danneggerebbe di più la Lega Nord e il suo bacino elettorale, infatti la manovra cambierà - probabile un aumento di un un punto percentuale dell’iva, per “coprire” i tagli ai comuni - ma c’è poco tempo. Esattamente fino alle 20 di stasera, per presentare emendamenti

Se, come pare, i tagli agli enti locali dovranno essere alleggeriti (lo chiede la Lega) e il cosiddetto contributo di solidarietà per i redditi sopra i 90 mila euro corretto o eliminato (lo vuole il Pdl), bisognerà trovare qualche miliardo di euro per far fronte alle minori entrate. Questa è l’ ipotesi più gettonata: un intervento minimo sulla manovra, probabilmente con un leggero aumento (mezzo punto o un punto) dell’ aliquota più alta dell’ Iva, quella del 20%, o al massimo anche di quella del 10%

Scrive oggi Enrico Marro.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giuliano Pisapia: aria nuova. Voto 8+ Il sindaco di Milano con l’assessore Boeri vogliono riportare “Quarto stato” di Pellizza da Volpeda, il dipinto-simbolo delle lotte sociali nel ‘900, a Palazzo Marino “nella casa di tutti i milanesi”. Piccolo atto? Passo da gigante!

Angelino Alfano: aria viziata. Voto 4- Il segretario del partito di Berlusconi rassicura i frondisti scontenti della manovra: “Il Pdl è un luogo di democrazia, c’è spazio per le idee di tutti”. Tutti per uno. Da Guardasigilli a guardiano dell’inquilino di Palazzo Chigi. Pro tempore.

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"La magistratura invade la politica". Lo dice Pisapia. E la sinistra?

pubblicato da il passator cortese

Ciò che dice il sindaco di Milano Giuliano Pisapia non assolve Silvio Berlusconi, i cui attacchi furibondi alla magistratura sono sempre serviti e servono per cercare di evitare il giudizio dei tribunali, fare valere le regole del più forte, cancellare la Costituzione.

Però, come scrive Affaritaliani.it riportando una intervista del settimanale Tempi al neo sindaco del capoluogo lombardo, il problema dell’eccesso di invasivita’ della magistratura nella politica “c’e’ ed e’ serio”, perche’ “l’idea di risolvere i problemi della politica col ricorso al dispositivo penale e’ una scelta profondamente sbagliata”. Così il sindaco di Milano sembra rompere un tabù.

Spiega Pisapia che sulle questioni inerenti all’amministrazione pratica, quotidiana, di una citta’ si rimane spesso “alla merce’ - ogni volta che c’e’ un appalto, un lavoro urgente, un problema che richieda decisioni immediate - di un ricorso, fondato o infondato, che blocca tutto. Bisogna trovare altri strumenti - ha detto -. Se uno ha ‘barato’ paghera’ i danni, ma non si puo’ sempre e comunque fermare tutto”.

Parole vere, parole sante. Cosa aspetta la sinistra (e il Pd) a farle proprie, difendendo la magistratura ma senza andargli a rimorchio e senza delegarle la politica?

Milano, casse vuote a Palazzo Marino. Pisapia: "La Moratti ha mentito sul bilancio"

pubblicato da il passator cortese

E chi ne dubitava? Come recitava l’antico adagio, tutti i nodi vengono al pettine. Letizia Moratti aveva stragiurato di lasciare il comune di Milano con le casse a posto, un avanzo di 48 milioni di euro. Invece mentiva.

Il bilancio di Palazzo Marino è in profondo rosso, con un disavanzo potenziale di 186 milioni di euro di spesa corrente nel 2011 destinato a salire a 452 milioni in caso di rispetto dei vincoli imposti dal patto di stabilità.

A togliere il coperchio dal pentolone a secco è stato il sindaco di Milano insieme all’assessore al bilancio Bruno Tabacci, che ha attaccato l’ex sindaco: “Le polemiche non mi interessano, i conti parlano da soli. La Moratti ci aveva parlato di un avanzo di 48 milioni che io non ho trovato». Un buco che, secondo Tabacci, “la Moratti non poteva ignorare”. E adesso?

Pisapia e Tabacci escludono l’ipotesi di chiedere normative speciali come fatto, negli anni scorsi, il comune di Catania: “Milano - hanno assicurato il sindaco e l’assessore centrista – non ha bisogno di leggi speciali sul bilancio. Milano ce la farà da sola se ci sarà una buona amministrazione”.

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giuliano Pisapia: discontinuità. Voto 5-. Il neo sindaco di Milano vuole dare subito un primo forte segno di discontinuità patrocinando il “Gay pride” meneghino di fine giugno. New deal? Eccesso di zelo? O primo passo falso?

Silvio Berlusconi: continuità. Voto 4- . Paura del Cav per le ultime inchieste legate al piduista faccendiere Bisignani: “Vogliono farmi fuori con ogni mezzo. Se cade Letta cado pure io”. Il ”berlusconismo” delle cricche si incricca?

Veritometro: Bersani, Pisapia e Milano - previsione azzeccata

pubblicato da Giulio Mattioli

“‘A Milano vinciamo”

Pierluigi Bersani, 11 maggio 2011

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

In campagna elettorale la Moratti denunciava il pericolo di invasione islamica a Milano se avesse vinto Pisapia. E ballava sulle note di ‘Viva la mamma’ al PalaSharp. Ora Pisapia ha vinto e si cambia musica. Viva l’imam-ma

Pomeriggio dolce per Pisapia e per De Magistris. Anzi dolcissimo. E ben raccontato dagli approfondimenti de La7. Barattolino SamMentana

Paura per il cetriolo infetto che viene dalla Germania. A Berlusconi ne sono arrivati un paio, letali, da Milano e Napoli. E non li ha assunti per via orale. A capo (zuc)chino

Nicola Porro, vicedirettore de ‘Il Giornale’, se ne fa una ragione: “Inutile prendersela con la Moratti. In quelle condizioni contro Pisapia non avrebbe vinto nemmeno Mazinga Zeta”. Infatti sarebbe stato impossibile perché Mazinga è notoriamente di sinistra e amico di Pisapia. Mazingaropoli

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