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Tutti gli articoli con tag giulio andreotti

Intervista – Carlo Lucarelli a polisblog: “A Blu Notte parlo della P2 e di Silvio Berlusconi”

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’ottimo risultato, in termini di ascolto, registrato ieri da Michele Santoro ci induce a pensare che al pubblico tutto ciò che riguarda Silvio Berlusconi interessa. Molto. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare Carlo Lucarelli.

Lo scrittore aprirà questa sera (a partire dalle 21.10 su RaiTre) la nuova serie di Blu Notte raccontando ai suoi spettatori la storia della P2 che spesso si è intrecciata con quella dell’attuale Presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi.

Quali sono i misteri che affronterai in questa serie?

In questa serie ci sono un po’ di argomenti che avevamo lasciato indietro dalle altre. Nel mosaico della storia d’Italia abbiamo incontrato dei tasselli che non abbiamo mai avuto modo di approfondire. Uno di questi è relativo, ad esempio, alla storia della P2.
Ci occuperemo anche di ecomafie e altri crimini legati all’ambiente.

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Il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi vent'anni? Secondo gli italiani è "di gran lunga" Giulio Andreotti

pubblicato da Giulio Mattioli


L’attuale premier Silvio Berlusconi ha suscitato come suo solito grande clamore quando ha affermato senza false modestie di essere di gran lunga il miglior primo ministro che l’Italia abbia avuto negli ultimi 150 anni. Peccato che gli italiani, stando alle rilevazioni di SWG, la pensino diversamente.

L’istituto di ricerca ha messo in fila tutte le rilevazioni dal ‘91 ad oggi in cui ha chiesto “Lei quanta fiducia ha nel Presidente del Consiglio?“, e ha sommato le modalità di risposta “molto” e “abbastanza”. Il risultato? Sorprendente, se è vero che il più amato risulta anche il primo in ordine cronologico: “Il Divo” Giulio Andreotti, con un 51% di gradimenti.

Il governo Berlusconi IV si piazza comunque buon secondo, perlomeno per il semestre gennaio-giugno 2009, anche se con un punteggio di ben 10 punti inferiore (vedi infografica ingrandibile di SWG in gallery). Ne dobbiamo concludere che la Prima Repubblica era davvero - come alcuni sostengono - meglio della seconda? Non necessariamente.

La fiducia nei presidenti del consiglio 1991-2009
La fiducia nei presidenti del consiglio 1991-2009

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Ore 12 - I 25.000 "feudatari" delle società partecipate. Quando la casta politica si moltiplica

pubblicato da Massimo Falcioni

altroLo ricorda il senatore Giulio Andreotti che “a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.

Specie in politica. Con la sua casta, i suoi privilegi, i suoi soprusi, i suoi eccessi. E le spese inutili, gli sprechi abissali.

Per anni c’è stata battaglia sacrosanta contro gli “Enti inutili”. Qualche buon risultato s’è visto. Poi il tiro è stato spostato principalmente contro le segreterie dei partiti e soprattutto contro i parlamentari, oggi sempre più “nominati” che effettivamente eletti. Spesso si fa di tutta un’erba un fascio, scadendo nell’antipolitica.

Fra gli “scandali”, quello delle “società partecipate” è quello più … scandaloso. Sottovalutato dai media e quindi non compreso dall’opinione pubblica.

Fra società partecipate e consorzi, regioni ed enti locali si contano 25 mila (venticinquemila!) rappresentanti negli organi di gestione.

Compensi da nababbi, impegno discutibile, criteri di selezione prettamente politici (cioè scandalosi). Un qualcosa come il cimitero degli elefanti per politici in età avanzata o “contentini” per politici trombati.

E’ la più vergognosa spartizione politica dal dopoguerra ad oggi.

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Ore 12 - Reentreé di Romano Prodi (con la nuova tessere del Pd) e dell'Ulivo (riverniciato)?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroL’ha (ri)presa la tessera Romano Prodi. Quella del Pd, la sua “creatura” prima osannata, poi ripudiata, adesso di nuovo amata.

E Prodi non fa mai niente per caso.

Il Professore non fu mai democristiano. Prese la tessera dello Scudo crociato una sola volta, quando Giulio Andreotti lo chiamò in un suo governo e lo fece ministro.

Allora perché si è (ri)messo in tasca il simbolo del Partito democratico? Per una questione di “nostalgia”?

No, l’ex premier è uno che sa guardare avanti. Allora?

Prodi con la nuova tessera festeggia la chiusura di un ciclo: sancisce la fine definitiva di Veltroni (il vero killer del suo governo dell’Unione) e del “veltrusconismo” (il vero killer dell’Ulivo), del partito a vocazione maggioritaria, del tentativo del patto di sistema con il capo del Pdl per fare il bipartitismo, del kappaò del centro sinistra.

Il giuramento di Prodi: “Non torno alla politica attiva” non è credibile.

Romano è uno che se le segna al dito. E’ un cattolico “adulto” che prega ma che nutre rancore, sa aspettare con la certosina pazienza presa dalla millenaria lezione del cristianesimo, tende l’agguato nei modi e nei tempi che decide da solo, sa coltivare, lavorando sotto sotto, il sogno della rivincita. E’ uomo malato di politica. E di potere.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giulio Andreotti: costituente. Voto + 9. Sullo scontro istituzionale tra Berlusconi e Napolitano interviene l’ex presidente del Consiglio, leader democristiano e costituente: “La Costituzione continua a mantenere salda tutta la sua validità, durerà altri 50 anni. Interferenze sovietiche? Non abbiamo ricevuto alcuna influenza, né russa né di chicchessia”. Lui c’era.
Walter Veltroni: (ri)costituente. Voto + 9. Il leader del Pd al Tg 1: “Silvio Berlusconi ha provocato lo scontro con il Quirinale perché vuole cambiare la Costituzione, che non è nata, come dice il Premier, dall’influsso di ideologie totalitarie, ma dal contributo delle forze migliori del Paese, alla fine della dittatura fascista”. Forte e chiaro: la prima volta di Uolter. Mai dire mai.

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Giulio Andreotti colpito da un malore durante Questa Domenica

pubblicato da Luca Landoni

Il senatore a vita Giulio Andreotti è stato colpito da un improvviso malore durante la diretta del programma Questa Domenica, in onda oggi pomeriggio su Canale 5. La conduttrice Paola Perego lo stava intervistando e gli aveva appena posto una domanda sul futuro dei bambini, quando Andreotti, impietosamente inquadrato dalle telecamere, è rimasto con lo sguardo sospeso a mezz’aria come incapace di rispondere.

Dopo qualche secondo di imbarazzo la regia ha fatto partire la pubblicità, al termine della quale il senatore è rientrato scherzando, tra gli applausi del pubblico, chiudendo persino la sua apparizione con una battuta, come riportato da Repubblica.it, “Sono contento del fatto che mi avete messo tra due belle ragazze invece che tra due ladroni..”.

La notizia era stata data in anteprima dai colleghi di Tvblog, che hanno comprensibilmente scelto di non pubblicare il video. Noi facciamo una scelta diversa dal momento che sono passate alcune ore e fortunatamente Andreotti, 89 anni per la cronaca, pare essersi pienamente ripreso.

Venerabile Italia: Licio Gelli, Andreotti e Dell'Utri insegnano la storia attraverso Odeon Tv

pubblicato da paganini


L’unico che può andare avanti con il Piano di rinascita democratica è Silvio Berlusconi: non perché era iscritto alla P2 ma perché ha la tempra del grande uomo che ha saputo fare, anche se ora è in momento di debolezza perché usa poco la maggioranza parlamentare”. Quanto a Dell’Utri, la magistratura prende decisioni su teoremi e non su prove e su Dell’Utri il processo non ha fatto chiarezza.

Così parlò Licio Gelli, a margine della presentazione del programma Venerabile Italia, la nuova trasmissione di Odeon Tv, in fase sperimentale anche sul web. Da lunedì 3 novembre alle 22 e 30, infatti, il Venerabile Maestro della Loggia P2, già camicia nera e repubblichino di Salò, dispenserà la sua visione della storia patria, ospite della giornalista Lucia Leonessi, dopo una sigla sulle struggenti note di O Sole mio.

Il programma inizierà il suo percorso dal Fascismo, con una puntata dedicata ai rapporti tra il regime e la massoneria e con una inedita testimonianza dell’incontro tra Gelli e Mussolini: in studio ci saranno Aldo Mola, Massimo Griffo e Umberto Cecchi, mentre si succederanno le interviste a Giulio Andreotti, Marcello Veneziani, Marcello Dell’Utri (che probabilmente parlerà ancora dei suoi Diari di Mussolini) e Licio Gelli in collegamento da Villa Wanda.

In fondo, quale curriculum migliore di quello di un pluripregiudicato si poteva trovare per l’ospite d’onore di una trasmissione che vorrebbe rileggere la storia d’Italia?

Cinema & politica: Il Divo, vita spettacolare di Giulio Andreotti

pubblicato da fc

Lui, come noto, non ha apprezzato. Ha detto che “è molto cattivo, è una mascalzonata, è maligno. Cerca di rivoltare la realtà facendomi parlare con persone che non ho mai conosciuto”. Ma il film è un vero e proprio capolavoro.

Il Divo, il lungometraggio su Giulio Andreotti, arriva domani nelle sale italiane dopo lo strepitoso successo riscosso a Cannes. Noi, lo abbiamo visto stamani in anteprima (assieme al Dr. Apocalypse di ‘Cineblog‘, potete leggere qui la sua recensione) e subito abbiamo capito che non è un semplice ritratto: il film di Sorrentino, infatti, non racconta solo una persona ma, un sistema di Potere.

In una scena puramente surreale Toni Servillo che interpreta egregiamente il senatore a vita, si lancia in un monologo a tratti inverosimile: “La nostra inconfessabile contraddizione è perpetuare il male per garantire il bene”. E ancora: “La verità no, è la fine del mondo. E noi non possiamo consentire la fine del mondo per una cosa giusta. Abbiamo un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa. E lo so anch’io”.

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"Essere poveri non è reato": Giulia Bongiorno contro il pacchetto sicurezza

pubblicato da V.

Grazie al cielo non tutti si allineano alle posizioni del leader, fedeli alle linea come un certo gruppo di punk filosovietico di qualche anno fa. Giulia Bongiorno, che fino a poco tempo fa sembrava essere tra i più accreditati eredi di Mastella al dicastero della Giustizia, è finita a presiedere la commissione giustizia. Non male comunque, anzi, tutto molto normale, per una che a ventotto anni difendeva e faceva assolvere Giulio Andreotti da accuse che non erano esattamente taccheggio o abigeato. Oggi sul Corriere Aldo Cazzullo intervista la quasi-ministra alla Giustizia, e lei, molto intelligentemente, spiega che classificare la povertà come reato, non è il massimo della costituzionalità:

E il reato di immigrazione clandestina? «Formulato in modo generico, non mi convince. Si dovrebbe introdurre il reato di “immigrazione clandestina pericolosa”: stabilire che è reato non la mera clandestinità dello straniero, ma una clandestinità colorata da elementi oggettivi — che devono essere accertati dal giudice —, da cui risulti una pericolosità sociale. Gli indicatori possono essere i più diversi. Ma non la sola povertà

Voi cosa ne pensate?

Ma... e i senatori a vita?

pubblicato da Luca Landoni

Tutti presi dal discorso di Silvio Berlusconi, dai pranzi con Walter Veltroni, da Pisanu che si dimentica di votare dopo aver saputo che per lui non ci sono incarichi di rilievo e, buon ultimo da super-Baccini, che si è affrettato a correre in soccorso dei vincitori scordandosi davvero presto dell’opposizione “seria” promessa dal suo leader Casini, abbiamo dimenticato le sorti dei “senatori pannoloni”. Era, quest’ultima, la famosa autodescrizione del proteiforme Cossiga, che nella scorsa legislatura ironizzò più volte sull’essere decisivi dei molti quasi centenari presenti a Palazzo Madama.

Ma chi si è accorto, o chi si è interessato a come gli ottuagenari hanno votato in occasione della fiducia al nuovo governo? Nessuno. Eppure può essere curioso verificare se il loro comportamento sia rimasto coerente o meno col passato, e cosa sia avvenuto in aula alla “resa dei conti”. E allora vediamo.

Il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi ha dichiarato che voterà sempre secondo coscienza, per poi uscire dall’aula. L’altro ex-presidente Oscar Luigi Scalfaro non si è proprio fatto vedere, così come Pininfarina. Emilio Colombo si è astenuto (cosa che in Senato equivale a voto contrario) in perfetto stile democristiano quale lui fu. Giulio Andreotti e lo stesso Cossiga hanno votato a favore, ma il pirotecnico ex-capo di stato ha tenuto a sottolineare di averlo fatto solo “per carità di patria” e con riserva nei confronti del ministro dell’Interno Roberto Maroni, definito un “reazionario”.

E Rita Levi Montalcini? Provata dalle innumerevoli corse (va be’, si fa per dire) a Palazzo Madama quando la cosa aveva la sua importanza, questa volta ha pensato bene di restarsene a casa. D’altronde alla sua età tutti questi strapazzi… brava senatrice, è il momento di pensare alla salute!