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Come notava ieri sera Giuseppe Cruciani, conduttore de “La Zanzara”, i mass media non hanno messo il proprio accento su quanto dichiarato dal Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, su chi amministra il Sud Italia.
“Quando incontri un assessore spesso non ha chiaro se è un assessore o un camorrista. Il problema dei costi della politica sta nella fondamentale immoralità di una quota enorme del sistema di governo, come ad esempio nella sanità”.
Contrario al pensiero dell’esponente politico si è già detto Gianfranco Micciché (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) secondo il quale Giulio Tremonti dovrebbe chiedere scusa per essersi comportato come un militante leghista.
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Giulio Tremonti: lanciapietre. Voto + 8. Suona l’allarme il ministro dell’Economia: “La sanità in metà Italia costa il doppio e rende la metà!. Poi denuncia: “Al Sud, quando incontri un assessore non sai se è un assessore o un camorrista”. Parole come pietre.
La Russa e Polverini: lanciafiamme. Voto – 9. Il ministro (“Siamo pronti a tutto”) e la candidata (“ Vogliono la prova di forza della piazza e oggi gliela daremo) gettano benzina sul fuoco del pasticcio-liste. Film già visto. Ottanta anni fa. Calma e gesso.
Davanti ai tagli che puntualmente vengono decisi su tutto ciò che dovrebbe migliorare la condizione dei cittadini italiani non ci si chiede mai perché l’Italia debba continuare a risparmiare.
Tralasciando per un momento il problema, non certo secondario, del debito pubblico perché l’attuale Governo ha deciso, ad esempio, di ridurre gli investimenti sulla scuola pubblica?
Probabilmente, come ci racconterà di seguito Francesco Vignarca che con Massimo Paolicelli ha scritto “Il Caro Armato”, per permettere all’Italia di essere uno dei paesi al mondo che per l’assetto militare spendono di più.
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Qualcosa è successo, o sta accadendo, se la politica internazionale del nostro paese sembra essere un progetto troppo velletario per radicarsi. A poco meno di un giorno dall’attacco iraniano all’ambasciata italiana, si discute sul ruolo dell’Italia in Europa.
Stando a quanto pubblicato dalla Stampa Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, non potrebbe diventare il nuovo Presidente della Banca Europea a causa di un veto, implicito, che molti Capi di Stato avrebbero adottato contro nostro paese.
Pronta subito la smentita del Ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo il quale la candidatura del funzionario italiano è stata ipotizzata prima del previsto. D’accordo con l’esponente politico anche Silvio Berlusconi che dell’articolo pubblicato da la Stampa ha parlato durante la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa.
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Dopo 15 anni l’Italia dei valori celebra il suo primo congresso. Pare che in occasione dell’evento unico, e forse irripetibile, alcuni morti siano usciti dalle tombe, Mourinho sarà educato con i giornalisti, Berlusconi si presenterà a un’udienza dei suoi processi, D’Alema farà qualcosa di sinistra, a Sanremo vincerà una bella canzone, Del Bono raggiungerà Marrazzo in convento e Totò Riina chiederà di cenare con Giancarlo Caselli. L’Italia dei prodi-gi
“Basta all’opposizione solo di pancia”. Fa strano sentire il buon Tonino che esprime questi propositi. E’ come se Bersani dicesse: “Non mi piace l’Emilia rossa”. O come se il SuperCav declamasse: “Ho deciso, da domani non vado più in televisione e mi circondo solo di candidate ultra 50enni”. Sopra la panc(i)a Di Pietro campa…
Giulio Tremonti al G7 chiede riforme forti per la finanza mondiale e punta sul primato della politica. Solo così, secondo lui, si può evitare un’altra crisi nel prossimo futuro. Poi esce dal summit, sale in slitta e si gode il Canada freddo e innevato. Yeti, oggi e domani
Vaticano ancora in subbuglio per il caso Boffo. Cosa c’entrano il direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian e addirittura il cardinal Bertone? Tutto un complotto contro Bagnasco e Ruini? Feltri ha seminato zizzania, ora il Pontefice in persona vuole vederci chiaro. Le Vian del Signore sono infinite
Giulio Tremonti: Zorro. Voto + 8. Il ministro dell’Economia brandisce la spada contro banche e banchieri (“Non fanno il loro mestiere”) e contro i governi (“passivi”). Anche Sarkozy “tuona”. Tace Berlusconi. Why?
Umberto Bossi: reuccio. Voto – 8. Ufficializzata la candidatura (a Brescia) del figlio del leader del Carroccio, Renzo. Per il leghista Roberto Castelli è “Un gesto di coraggio”. Per gli italiani è l’ultima presa per i fondelli.
Giulio Tremonti: rinvia. Voto – 9. Il ministro dell’economia annuncia la riforma del fisco. Ma non adesso. Si farà …“entro il 2013”. Salta così la riforma delle riforme di Berlusconi. Promettere non costa niente. Dura minga.
Emma Bonino: esonda. Voto – 8. La (quasi) candidata del centro sinistra a governatore del Lazio passa subito il segno: “Io non chiamerò un prete a benedire il mio comitato elettorale”. Chi glielo aveva chiesto? Eccesso di zelo.

Difficile immaginarsi l’attuale maggioranza senza Silvio Berlusconi. Attorno a lui non solo l’agenda del paese. Dietro di lui tutti gli altri che alla sua comunicazione si ispirano per non rispondere alle domande che i cittadini gli pongono.
Per risolvere, ad esempio, i problemi connessi alle leggi ad personam il Premier ha cominciato a parlare di provvedimenti ad libertatem come se l’utilizzo di sinonimi, stringi stringi, siano sufficienti per risolvere i vari grattacapi.
Ebbene. Ispirato dal ricco vocabolario del Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti durante un convegno ha precisato che per capire il benessere del nostro paese è sbagliato soffermarsi sul Pil secondo il quale l’Italia non è che se la passi troppo bene.
Continua a leggere: Il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti odia il Pil
Premier e ministro dell’Economia d’accordo sulla riforma fiscale: così l’esecutivo cerca nuovo slancio per il 2010. Red Bull ti mette le ali(quote)!
Fini e finiani disarmati dal nuovo clima di amore improvviso? Forse non del tutto e i conciliaboli del presidente della Camera con i suoi stanno lì a dimostrarlo. Tuttavia il SuperCav appare più tranquillo e il ‘rischio attentati’ alla sua rotta di governo non è proprio dietro l’angolo. Gody scanner
Bersani dà l’endorsement alla Bonino e tenta così di togliersi dagli impicci. Lo stesso fanno alcuni cattolici ‘adulti’ come Marini e Fioroni. Stavolta a trovarsi spiazzata, stranamente, è il presidente Bindi, che invoca piuttosto la soluzione ‘politically correct’ delle primarie. Eppure lei è una coraggiosa che ci ha abituati al rischio. Chi non risica, non Rosy-ca
Ghedini ne avrebbe pensata un’altra delle sue: un decreto blocca-processi ad hoc per il presidente del Consiglio, basato sulla possibilità di scegliere il rito abbreviato a fronte di nuove contestazioni del pm a dibattimento aperto. Una vera diavoleria. Cavillo pazzo
Alle elezioni regionali del 2010 mancano circa tre mesi - si vota il 28 e il 29 marzo - ma la campagna elettorale, è già stra-iniziata. Sarà interessante vedere come procederà: prevedibile che il PdL sfrutti il ferimento in piazza del Duomo di Silvio Berlusconi, come ha già fatto, più qualche classico colpo ad effetto di SB, magari in tema tasse, vera musica per le italiche orecchie.
E il PD? Per ora, una brutta figura, una pessima figura, in particolare dalla vicenda Puglia - che però ha permesso di coniare un calembour delizioso: Parapuglia! - mentre nel Lazio, per il post Piero Marrazzo, la candidatura di Emma Bonino, si prende sì, la benedizione di Bersani, ma si prende anche i mal di pancia dei cattolici del PD, che la vedono troppo impegnata sui diritti civili.
Ah, brutta roba l’impegno radicale sui diritti civili… credo che però, l’uscita migliore, già da campagna elettorale, sia stata l’intervista rilasciata a Repubblica, da Berlusconi: prima di tutto, un evento in sé, secondariamente anche per i contenuti. Un po’ di promesse cadute a spizzichi e bocconi, da cui Sergio Rizzo, oggi sul Corriere, suggerisce di stare in guardia…
Continua a leggere: Elezioni regionali 2010: con le due aliquote è partita la campagna elettorale?