Tarantini arrestato per estorsione al premier. Il Cav: “Aiutavo solo una famiglia in difficoltà”. Un vero benefattore, un santo. San Franc-escort
La manovra cambiava di continuo, la maggioranza fibrillava e Tremonti si nascondeva in montagna. In molti, nel centrodestra, si auguravano che decidesse di restarci e magari che facesse qualche brutto incontro (oltre a Bossi in canottiera). Yeti, oggi e domani
Gianni Letta cercava di smorzare la rabbia degli enti locali, ma poi si è stretto nelle spalle e ha ammesso: “Tremonti non risponde nemmeno al telefono”. Il ministro dell’Economia si serve di un operatore mobile che ha grossi problemi di ricettività quando chiamano quelli del Pdl. 3-monti
In Grecia entra in vigore l’aumento dell’Iva sul settore ristorazione, ma la situazione rimane disperata e l’economia continua a languire. Dorme come un ghiros
E’ iniziato alle 11 l’atteso summit di Arcore fra Berlusconi e Bossi e i vertici Pdl e Lega per trovare l’accordo sulle modifiche della manovra.
La inutile e iniqua manovra scritta da Giulio Tremonti rischia di diventare, stravolta pur con il no del ministro dell’Economia, ancora più inutile e più iniqua. Se davvero passasse l’aumento dell’Iva con Tremonti contrario, quale credibilità avrebbe ancora il super ministro?
In attesa di conoscere nel dettaglio i vari punti della manovra dopo l’ok ufficiale di Berlusconi e Bossi, non c’è dubbio che sul piano politico, pare proprio che a uscirne vincente sia la Lega. Ancora una volta il Senatur fa e disfa come gli pare e piace. I tagli veri alla Casta e la riforma delle pensioni restano un sogno. La Lega resta dunque il dominus dell’alleanza.
Non a caso cresce la protesta: oggi i 1000 sindaci in piazza a Milano e già dietro l’angolo il grande sciopero generale della Cgil il 6 settembre, una protesta che andrà ben oltre i confini del sindacato di Corso Italia.
Ma c’è di più. Il Pdl aveva l’obiettivo di trovare alleanze dentro e fuori il Parlamento, dentro e fuori i confini della politica. Fin qui il bottino di Angelino Alfano è magro: l’Udc sul piano politico e la Confindustria sul piano sociale gridano forte e chiaro il loro “no”.
Insomma, si vedrà più tardi cosa c’è sotto il cappello del premier e del Senatur. L’impressione è che ci sia solo un piatto di minestra riscaldata e rancida. Pannicelli caldi, nessuna riforma vera, nessuna nuova base strutturale per frenare la caduta e rilanciare lo sviluppo del Paese. Di certo, sarà Bossi a gridare vittoria. Di certo saranno gli italiani a pagare duramente. Cornuti e mazziati?
Pier Luigi Bersani: sbadato. Voto 5-. Il capo del pidì:”Tremonti deve dirci come e a carico di chi intende trovare 20 miliardi di euro l’anno prossimo”. Quanto al ‘no’ della Lega a modifiche del sistema previdenziale e alla patrimoniale: “Dicono no a tutto, vedremo”. E il Pd danza fra “no” e “ni”. Quo vadis?
Giulio Tremonti: sbandato. Voto 4. Oggi il super ministro illustra la strategia anticrisi, di fatto nuova stangata: stretta sulle pensioni, l’introduzione della patrimoniale, aliquota unica al 20% sulle rendite finanziarie. Certe altre sorprese. Premier muto. Governo senza bussola. Paese alla deriva.

Aggiornamento ore 19:00: Susanna Camusso, al termine dell’incontro, ha espresso un giudizio molto duro sull’incontro stesso, definendolo Non all’altezza dei problemi che abbiamo e della trasparenza che sarebbe necessaria. Ha aggiunto anche che, qualora la manovra fosse diretta nuovamente verso ceti mediobassi la Cgil si mobiliterà.
C’è anche il premier Silvio Berlusconi, all’incontro con le parti sociali in corso dalle 17 di oggi, a sconfessare i maligni che lo volevano ancora in vacanza in Sardegna. Presente il Sottosegretario Gianni Letta, quasi tutto l’esecutivo (il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, del Lavoro Maurizio Sacconi, della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini, delle Infrastrutture Altero Matteoli, per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, alle Politiche comunitarie Anna Maria Bernini, allo Sviluppo economico Paolo Romani, all’Agricoltura Saverio Romano, alla Pubblica amministrazione Renato Brunetta, all’Ambiente Stefania Prestigiacomo), i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Emma Marcegaglia per Confindustria. L’incontro dovrebbe fornire un primo quadro di risposte - dopo le indiscrezioni di questi giorni - che il Governo ha in programma per fronteggiare la crisi del debito. Il tutto mentre a Milano la Borsa perde il 6,6%.
Consiglio dei Ministri
La prima novità è l’annuncio di un Consiglio dei ministri, probabilmente il 18 agosto, ma forse anche prima.
E’ lecito attendersi dunque che attraverso questa convocazione del CdM si arriverà a emanare l’ennesimo Decreto Legge di stampo governativo, questa volta per fronteggiare la crisi. Il Decreto Legge sarebbe pensato, nell’ordinamento politico italiano, per casi d’urgenza in cui non si possa passare attraverso il normale iter parlamentare. Probabilmente, la crisi lo è. Ma siamo sicuri che non si potesse procedere, nei lunghi anni di Governo di Berlusconi, attraverso una legiferazione tradizionale? I Governi Berlusconi hanno da sempre fatto un uso abnorme del Decreto Legge.
Modifiche alla costituzione
Berlusconi ha chiarito che tutte le voci e le speculazioni su possibili cambi alla Costituzione rispondono al vero.
I temi dell’agenda restano validi, anzi sulla modifica costituzionale dell’art. 41 e 81 ci stiamo già muovendo.
I quattro pilastri
Berlusconi e Tremonti ribadiscono come un mantra il pilastro del pareggio di bilancio, da inserire anche nella Costituzione. Tremonti ha confermato che la manovra economica va ristrutturata. Ancora nessuna conferma sulle indiscrezioni di ieri.
Con i mercati in ebollizione e le Borse nella bufera il Terzo Polo non si accontenta di Giulio Tremonti e domani alla Camera, per l’informativa alle Commissioni unificate, chiede la presenza di Silvio Berlusconi.
“Sarebbe un gesto di importante consapevolezza in un momento eccezionale per la vita dell’Italia”. Lo dichiarano, in una nota congiunta, Pier Ferdinando Casini (Udc), Francesco Rutelli (Api) e Italo Bocchino (Fli).
Il Terzo Polo si fa sentire anche sulla patata bollente della patrimoniale. E’ Francesco Rutelli (Api) a chiudere la porta: “Una tassa patrimoniale? E’ una parola che neanche voglio pronunciare. Parlarne sarebbe un modo per far scappare i capitali e fare immaginare che i ceti medi possano essere colpiti”. Forte e chiaro.
Tremonti cerca di rifarsi un’immagine dopo lo scandalo Milanese. Ora a Roma vive in albergo, torna più spesso dalla moglie a Pavia e va pure a fare la spesa al supermercato. Anche spingendo un carrello si può ritrovare l’equilibrio interiore in stile Siddharta. Hesse-lunga
Per affrontare questa crisi ci vuole cervello e sangue freddo. Bossi non va a fare la spesa come l’amico Giulio e la sua rudezza da macho in pensione può creare problemi. Conad il barbaro
Gli indici di Milano soffrono, ma anche il Dax tedesco o il Cac francese ballano sotto i colpi della speculazione. In fondo, nemmeno Parigi è del tutto al riparo. E l’intraprendenza di Sarkozy lo dimostra. Nella Cac fino al collo
Il governo continua a incontrare imprese e sindacati sotto Ferragosto. Devono parlare della crisi, ma preferirebbero fare un cocktail a bordo piscina con la Camusso che fa gli scherzi a Bonanni e lo spinge in acqua vestito. Party sociali
C’è attesa per il discorso che giovedì prossimo Giulio Tremonti terrà alle Commissioni congiunte di Camera e Senato ma sono in pochi a illudersi che le proposte del Governo possano frenare la bufera dei mercati, anche oggi in tilt.
Si parla apertamente di recessione, o meglio, di una nuova recessione internazionale, cui l’Italia, per l’inadeguatezza della sua leadership politica non è in grado di far fronte. In altre parole, ci si aspetta una nuova stangata, la solita toppa peggio del buco.
Due americani su tre vogliono “spesa pubblica e lavoro, non il pareggio di bilancio” e sempre il New York Times scrive che “soltanto un clamoroso errore induce a credere che tagli e austerità porteranno alla crescita”. Si teme cioè che tutti intenti a far calare il febbrone del malato, nessuno pensa a sostenerlo e quindi il termometro scende ma il malato è morto.
In Italia, premier e governo sono in pieno smarrimento, di fatto commissariati dalla Bce e dintorni. Berlusconi è il padre del fallimento, dimostrando di aver toppato anche di fronte alla crisi. Ma va con sé che il problema non è più “solo” Berlusconi: alla crisi di credibilità politica del premier e del suo governo si aggiunge il caos economico mondiale, cui qualsiasi governo deve comunque far fronte. Adesso i mercati hanno risposto picche anche all’anticipo della manovra. Che evidentemente così non serve e non basta, servono nuovi contenuti per la ripresa. Tremonti, invece, giovedì tornerà a spremere il solito limone: pensioni e welfare. Di fatto si comprimeranno ancor di più i consumi e l’economia scenderà ancora.
Torniamo al cane che si morde la coda. Quindi il nodo è politico. Berlusconi e il suo governo non sono in grado di sbloccare l’empasse e rompere la tenaglia della crisi. Le opposizioni, divise, giocano ancora di rimessa. Al Paese serve un nuovo Governo. E serve una nuova classe politica.
Anche in Italia è l’ora che la piazza si faccia sentire. Ma non con i sit in o sotto bandiere logore e portatrici di vecchi e nuovi fallimenti. Non ci vorrà molto perché una scintilla accenda un bel falò.
Maurizio Lupi: terra santa. Voto 5-. Il vice presidente della Camera organizza un pellegrinaggio di 170 deputati e senatori cattolici dal 3 al 9 settembre. Così la Camera riapre solo il 12. Furbetti e assenteisti. Il miracolo? Che non ritornino!
Giulio Tremonti: terra bruciata. Voto 4-. Il ministro dell’Economia salterà il Cdm di stamane alle 10 sulla crisi: è impegnato in Lussemburgo in un incontro con il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker. Lascia il premier solo. A far danni.

Non potranno essere utilizzate le intercettazioni telefoniche fra Denis Verdini (coordinatore del PdL) e l’imprenditore Carlo Fusi nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti all’Aquila (la richiesta di autorizzazione a procedere del gup).
La cosa interessante - la memoria è importante - è che il 5 marzo 2010 Verdini ammette ai pm di Firenze di aver raccomandato l’impresa Btp di Carlo Fusi perché avesse “qualche appalto” in Abruzzo. E si è giustificato, all’epoca, al punto che il gip di Firenze apprezzò il suo non negare l’evidenza e scrisse:
Ammette infine di avere raccomandato Fusi perchè avesse qualche appalto in Abruzzo. Anche perchè era in un momento in cui lavorava poco; parla delle attuali difficoltà economiche della Btp e del fatto che se può aiutare un’impresa con 3 mila dipendenti lo fa.
Eppure, oggi la Camera ha votato contro l’uso delle intercettazioni, nonostante l’evidenza, 301 voti contro 278.
Ma se il fedelissimo di Berlusconi incassa questo successo, l’ex consigliere politico di Giulio Tremonti, Marco Milanese, non può essere altrettanto lieto.
Continua a leggere: Denis Verdini: no alle intercettazioni. Via libera per Marco Milanese
Giulio Tremonti: commissariato. Voto 4-. Il super ministro è in caduta libera e il premier lo mette da parte: “Prendo io in mano la situazione”. Replica Tremonti: “Suicidio politico!”. Giulio, super furbo pronto per il ribaltone anti Cav.?
Gianni Alemanno: scaricato. Voto 4-. La Lega non dimentica e non perdona: “Alemanno si occupa di tutto meno che dei problemi di Roma. E’ un politico mediocre e pessimo amministratore locale”. Fuoco amico estivo. Autunno caldo?