Tutti gli articoli con tag giuseppe pizza

Elezioni amministrative a rischio per una Pizza democristiana ?

pubblicato da m.paganini in: Democrazia Cristiana DC Strategia elettorale


Ve lo ricordare Giuseppe Pizza, il segretario nazionale della Democrazia Cristiana? Colui che ottenne un posto da sottosegretario dopo aver rinunciato a presentare un ricorso sul simbolo dello scudocrociato che avrebbe potuto invalidare le elezioni politiche del 2008? Ebbene, Pizza è vivo e lotta insieme a noi!

Solo che, come si suol dire, chi di ricorso ferisce….. Il nostro Pizza si è fiondato, lancia in resta, contro i rivali dell’Udc, per impedirgli l’utilizzo del simbolo della Dc a suon di carte bollate e avvocati. La sfortuna ha voluto che il Consiglio di Stato abbia ritenuto infondata la questione ed anzi, con un effetto boomerang da manuale della politica 2.0, abbia intimato alla Dc di cambiare il proprio simbolo, riconoscendo solo all’Udc il diritto di usare lo scudo crociato. La decisione del Consiglio di Stato ha portato la Prefettura di Milano a stabilire che le schede per le elezioni provinciali di Milano e Monza e Brianza devono essere ristampate con i loghi che vedete nell’immagine.

Il ricorso si è quindi ritorto contro il nostro Pizza, che ora dovrà scegliere - alla svelta - un altro simbolo per allettare i suoi elettori. In attesa che il segretario della Dc presenti un altro ricorso, motivato dall’esigenza di prolungare la campagna elettorale in modo da permettere agli elettori di assimilare il nuovo logo, c’è da rimanere col fiato sospeso perché la decisione del Consiglio di Stato vale ovviamente in tutto il territorio nazionale e quini, teoricamente, in ogni collegio in cui è stato presentato il simbolo della Dc si ripropone lo stesso problema. Ad esempio, sulla scheda per le provinciali di Napoli, Dc e Udc sono alleate ed hanno in bella vista due scudi crociati…

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Tutti i sottosegretari del Governo Berlusconi IV

pubblicato da V. in: Interni Palazzo Chigi Palazzo Madama

senato

Dopo il salto trovate l’elenco completo di tutti i sottosegretari freschi di nomina del governo Berlusconi IV. Ci sono nomi noti e meno noti, come per esempio Roberto Castelli, già Ministro della Giustizia - essendo un ingegnere, logico - , oppure Eugenia Roccella, Aldo Brancher, o anche la Mvb, si proprio lei, Maria Vittoria Brambilla, che sembrava dovesse far sfracelli, invece si è dovuta accontentare - eufemismo - di un posto da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Come non menzionare poi Giuseppe Cossiga, figlio dell’ex Presidente, sottosegretario alla difesa? E soprattutto c’è il grande ritorno di Giuseppe Pizza, un uomo che credevamo di avere dimenticato, che fosse già stato inghiottito dalla storia, e che invece carsicamente ritorna, con una poltrona di sottosegretario al Ministero dell’Università dell’Istruzione e delle Ricerca.

Foto: erasmunguivan, Flickr

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Italia: paese di tifosi e bastian contrari

pubblicato da Luca Landoni in: L'Italia fa schifo Dichiarazioni Campagna elettorale Dì qualcosa di destra Dì qualcosa di centro Dì qualcosa di sinistra Interni Silvio Berlusconi Walter Veltroni Analisi e Dati Umberto Bossi Il punto politico

A una settimana esatta dalla chiusura dei seggi poniamoci chiaramente quella domanda che alberga in ognuno di noi: ma il centro-destra può perdere? A giudicare dai bookmaker stranieri sicuramente no, visto che la quota di Berlusconi nell’ultimo mese ha sempre oscillato tra l’1.25 e l’1.45, contro il 3-3.50 di Veltroni. Secondo Veltroni la rimonta è spettacolare (ma non si è mai spinto ad affermare di aver raggiunto il rivale) mentre il Cavaliere ribatte che l’unica cosa spettacolare sono le bugie del Walter nazionale.

A noi frega poco, francamente, di queste dispute verbali e vogliamo stare sul sodo. Il fatto concreto sotto gli occhi di tutti è che gli italiani non sono mai stati contenti di un governo. Sarà perché siamo storicamente bastian contrari, sarà che a sentir parlare di sacrifici ci viene l’orticaria, sarà che è sempre molto più facile criticare che costruire, ma di fatto è così. Piove governo ladro è il motto nazionale. Questo peraltro è anche il motivo del fioccare di listine e partitini che la loro fetta di voto di protesta se la mangiano sempre; e poi come si fa a negare un voto ai pensionati, ai diversamente abili, ai consumatori, agli ecologisti o all’amore, citando i tempi della compianta Moana? Sono tutte categorie meritevoli di consenso, no?

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Pizza si ritira: tanto rumore per nulla

pubblicato da Descanso in: Campagna elettorale Democrazia Cristiana DC

Dopo aver trascinato in tribunale e sconfitto il Ministero degli Interni, dopo aver minacciato un rinvio assolutamente inedito delle elezioni politiche nazionali, dopo aver chiesto la ristampa delle schede elettorali e dei manifesti dei candidati al Senato - sia in Italia che tra i militari in missione di pace - per un costo stimato di trentacinque milioni di euro pubblici, dopo tanto clamore assordante per Giuseppe Pizza è arrivata l’ora di uscire di scena. Nel silenzio quasi totale.

Il segretario della DC, parlando con la stampa a Palazzo Marini al fianco dei suoi alleati del PDL Maurizio Gasparri e Sandro Bondi, ha gettato la spugna. Si è detto «costretto, per il bene del Paese, a ritirare la lista Democrazia cristiana-DC dalla prossima competizione elettorale».

Finisce così, nel nulla, uno psicodramma vuoto e autoreferenziale, tutto interno alle dinamiche tecniche del voto (come la contestuale polemica sulle schede elettorali), che non ha lambito nemmeno di striscio i veri problemi della società italiana. Se, come sembra, gli indecisi sono ancora tantissimi, in che modo riuscirà a orientarli una campagna elettorale come questa, basata sempre più sul vuoto pneumatico?

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Campagna elettorale: del peggio del nostro peggio

pubblicato da Alessandro T. in: Dichiarazioni Campagna elettorale Mediaticamente Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD

C’è chi si è annoiato, ma a me questa è sembrata una delle peggiori campagne elettorali degli ultimi anni. Interventi diffamatori nei confronti degli avversari, battute di infimo gusto, cartelloni pieni di doppi sensi, utili solamente ad essere modificati su internet; dove lo si vede tutto questo fair play? Proviamo a stilare una top five delle peggiori bestialità della campagna elettorale 2008. Al quinto posto metterei il video “Si può fare” del Partito Democratico.

Va bene adottare una sorta di parallelismo con Barack Obama e il suo stramaledetto “Yes, we can”, ma addirittura produrre un video praticamente identico, nello stile e nel contenuto è veramente troppo. Copiare gli americani in tutto e per tutto è sempre stata una pratica adottata da Berlusconi (a partire dall’enorme cartellone blu con scritto “Presidenza del consiglio dei ministri” messo alle spalle del Premier), ma stavolta nemmeno il centrosinistra ha saputo resistere, producendo anche un video, ma questo è soggettivo, di pessimo livello.

Quarto classificato il “Senatur” e il suo “pronti ad imbracciare i fucili” se non verranno ristampate le schede elettorali. Il leader del carroccio non è certo nuovo a certe uscite e forse è ora di smetterla. Va bene quando c’era da movimentare le masse padane contro “roma ladrona”, quando la Lega portava il suo celodurismo in giro per il nord, ma ora, dopo più di un decennio di poltrone occupate in camera e senato, è forse ora di cambiare toni e parole. Uscita di pessimo gusto.

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Ping Pong - botte (e risposte) della campagna elettorale

pubblicato da il passator cortese in: Dichiarazioni Campagna elettorale Walter Veltroni Fausto Bertinotti Alle 5 della sera Giuliano Ferrara

Fausto Bertinotti non esclude alleanze post elettorali col Pd. Veltroni:”No a vecchie alleanze”. Bondi:”Torneranno insieme dopo la sconfitta”. Bertinotti:”Oggi noi lottiamo per evitare un sistema bipartitico e perché in Italia la sinistra viva. La Sinistra arcobaleno alleata futura del Pd? Mai dire mai!”. Veltroni:”Il Pd deve dialogare con tutti ma non può rifare le vecchie alleanze”. Bondi:”Bertinotti è un leader onesto e credibile. Dopo la sconfitta di Veltroni il 14 aprile, tutto sarà possibile, anche le vecchie alleanze”. A volte ritornano.

Giuseppe Pizza non rinuncia al simbolo della Dc sulle schede elettorali. Berlusconi: “ Pizza è un politico responsabile”. Calderoli:” Basta farsa ”. Pizza: “Non è vero che la Dc si ritira. Potremmo decidere di rinunciare alla legittima richiesta di rinvio del voto per senso di responsabilità e rispetto delle Istituzioni e dello Stato. Ma non rinunciamo al simbolo sulle schede. Il Viminale ammetta l’errore ”. Berlusconi: “ Mai dubitato sul senso di responsabilità di Pizza. Non ci sarà nessun rinvio del voto”. Calderoli: “ Basta con questa manfrina “ . Si festeggia: Pizza … alla Berlusconi? O Pizza, tarallucci e vino?

Giuliano Ferrara combattivo contro i contestatori violenti di Bologna. La Palermi: “Ben gli sta “. Bertinotti:” Sto con Giuliano”. Ferrara: “Posso accettare i fischi e gli insulti ma no alle botte e al lancio di uova rispondo con i pomodori. Finchè i carabinieri impediscono ai violenti di linciare gli oratori di parte avversa, l’Italia resta un Paese democratico “. La Palermi: “ Il promoter della battaglia pro-life andrebbe attaccato ovunque “. Bertinotti: “ Solidarietà a Giuliano, resta un avversario, ma no alla violenza. Mai ”. Menù del giorno alla bolognese, con uova e pomodori.

Alessandra Mussolini
insulta Max Mosley, ricco - sudicio - figlio dell’amico di Hitler che schiavizza le donne. La Bonino: “Concordo”. La Mussolini: “Quelle di Mosley, presidente Fia, sono volgari performances. Il fango è quello in cui vive lo sporco ricattatore che ha ripreso le vergognose scene di Mosley, ma come chiamare le frustate a pagamento sul corpo di una donna?”. La Bonino: “Vergogna doppia per il ricattatore del filmaccio e vergogna doppia per un ricco che va a puttane e gode nello schiavizzare le donne “internate” in un campo nazista virtuale”. “Vier, Funf, Sechs!” Non sono i secondi prima della partenza della F 1! E’ la scansione in tedesco del patron della Fia dei colpi di frusta che si fa dare e dà alle sue “vittime”.

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Pizza si presenta: le elezioni saranno decise dai militari?

pubblicato da Descanso in: Campagna elettorale Esteri


Giuseppe Pizza cambia ancora idea. Dopo aver annunciato di voler fare «campagna elettorale simbolica», precisa che invece la campagna elettorale sarà vera, seppur menomata, perché la DC parteciperà al voto.

Ciò a cui Pizza avrebbe rinunciato è infatti il ricorso al Ministero degli Interni per chiedere una proroga di 15 giorni che garantisse alla sua lista un congruo periodo di campagna elettorale, ovvero i 30 giorni complessivi prescritti dalla legge. Resta ferma però la volontà di avvalersi del “diritto” di partecipare alle elezioni sulla base di un’ordinanza cautelare.

Ciò comporta che, ad oggi e salvo nuovi colpi di scena, bisognerà ristampare le schede elettorali e gli elenchi delle liste dei candidati al Senato. Ma soprattutto, il voto dei militari italiani all’estero, che in molti paesi si sta già svolgendo o si è addirittura concluso, sarà probabilmente invalidato e ripetuto.

Qualora slittasse a dopo il 14 aprile, e qualora si ripetesse una situazione di quasi-pareggio come nel 2006, potrebbero essere proprio i militari all’estero - una volta conosciuto il risultato del voto in patria - a ribaltare col proprio voto l’esito delle elezioni.

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Pizza rinuncia alle elezioni

pubblicato da Descanso in: Ma non aveva detto che? Democrazia Cristiana DC

Giuseppe Pizza rinuncia a correre con la sua lista “Democrazia Cristiana” alle elezioni del 13-14 aprile. Viene così scongiurato il pericolo di rinvio o annullamento ex post della consultazione elettorale.

Dopo la problematica riammissione della lista della DC alle elezioni politiche per decisione del Consiglio di Stato due giorni fa, alle 10:30 di oggi il segretario Pizza continuava a promettere battaglia: «Berlusconi non ci comprerà, non siamo in vendita. Ci chiede di rinunciare al ricorso? Da lui ho accettato in questi anni due caffè. Nè soldi, nè poltrone, nè spazi in tv potranno convincerci a gettare la spugna. Si voti il 27 e 28 aprile».

Alle 12:30 correggeva il tiro: «stiamo lavorando a una soluzione politicamente accettabile di compromesso che spero possa trovarsi nelle prossime ore».

Alle 13:40 Pizza ha rinunciato definitivamente a presentare la propria lista alle elezioni. Cambio di idea radicale nel giro di un’ora. Resa totale e incondizionata, in cambio - apparentemente - di nulla. È un compromesso onorevole? Aspettiamo le prossime ore per scoprire chi o cosa ha convinto Pizza a rinunciare di colpo a tutte le sue pretese, proprio mentre venivano confortate dal favore degli organi giudiziari.

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La DC di Pizza farà annullare le elezioni: il caso Messina

pubblicato da Descanso in: L'Italia fa schifo Campagna elettorale Democrazia Cristiana DC Il punto politico

Giuseppe Pizza è il legittimo segretario politico della Democrazia Cristiana fondata da Alcide De Gasperi nel 1942. Almeno secondo una sentenza del 2006 del Tribunale di Roma, impugnata in appello già sedici mesi fa. La parola definitiva la dirà probabilmente la Corte di Cassazione, fra almeno dieci anni.

Nel frattempo la lista elettorale di Pizza - “Democrazia Cristiana”, con tanto di scudo griffato libertas - è stata esclusa dalle elezioni politiche 2008 perché, secondo il Ministero dell’Interno e l’Ufficio Elettorale Centrale Nazionale, il simbolo poteva confondersi con quello dell’UDC di Pierferdinando Casini. Quindi, niente Pizza.

Contro l’esclusione fu presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale di Salerno, che il 20 marzo ribadì: ancora niente Pizza. Ma ieri è arrivato un colpo di scena, che potrebbe innescare una reazione a catena assolutamente imprevista dagli attori di questa disputa.

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Le pagelle del 2 aprile

pubblicato da Massimo Falcioni in: Silvio Berlusconi La pagella del giorno

Giuseppe Pizza: resuscitato. Voto: + 9. Il segretario dello Scudo crociato gioisce perché la Democrazia Cristiana è riammessa alle elezioni. Il Consiglio di Stato ha giudicato illegittima l’esclusione della Dc, così come “illegalmente” deciso dal Ministero dell’Interno. Pizza:“In troppi e troppo presto ci avevano dati per morti. La Dc c’è, sta con Berlusconi, e sarà decisiva in queste elezioni”. Tant’è. Vicenda all’italiana. C’è qualcosa di grave che non funziona nel sistema politico-istituzionale. Questa storia puzza più della monnezza napoletana. Imbrogli. Repubblica delle banane.

Silvio Berlusconi: recidivo. Voto – 9. Il Cavaliere attacca l’ex Capo dello Stato Ciampi e sfiora l’incidente diplomatico. Berlusconi, di mattina: ”La sinistra ha messo le mani su tutte le istituzioni. Non sarà facile governare. Le leggi devono passare sotto le forche caudine del capo dello Stato e mi ricordo con Ciampi …”. Ed è subito caos. Replica Napolitano: ”Il Quirinale mai di parte, sempre funzione di garanzia”. Berlusconi, di pomeriggio, è costretto a rettificare, prima con un comunicato, poi con una telefonata personale al Presidente. Siamo alle solite. Lanciare il sasso e ritirare la mano.

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