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La DC di Pizza farà annullare le elezioni: il caso Messina

pubblicato da Descanso

Giuseppe Pizza è il legittimo segretario politico della Democrazia Cristiana fondata da Alcide De Gasperi nel 1942. Almeno secondo una sentenza del 2006 del Tribunale di Roma, impugnata in appello già sedici mesi fa. La parola definitiva la dirà probabilmente la Corte di Cassazione, fra almeno dieci anni.

Nel frattempo la lista elettorale di Pizza - “Democrazia Cristiana”, con tanto di scudo griffato libertas - è stata esclusa dalle elezioni politiche 2008 perché, secondo il Ministero dell’Interno e l’Ufficio Elettorale Centrale Nazionale, il simbolo poteva confondersi con quello dell’UDC di Pierferdinando Casini. Quindi, niente Pizza.

Contro l’esclusione fu presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale di Salerno, che il 20 marzo ribadì: ancora niente Pizza. Ma ieri è arrivato un colpo di scena, che potrebbe innescare una reazione a catena assolutamente imprevista dagli attori di questa disputa.

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Le pagelle del 2 aprile

pubblicato da Massimo Falcioni

Giuseppe Pizza: resuscitato. Voto: + 9. Il segretario dello Scudo crociato gioisce perché la Democrazia Cristiana è riammessa alle elezioni. Il Consiglio di Stato ha giudicato illegittima l’esclusione della Dc, così come “illegalmente” deciso dal Ministero dell’Interno. Pizza:“In troppi e troppo presto ci avevano dati per morti. La Dc c’è, sta con Berlusconi, e sarà decisiva in queste elezioni”. Tant’è. Vicenda all’italiana. C’è qualcosa di grave che non funziona nel sistema politico-istituzionale. Questa storia puzza più della monnezza napoletana. Imbrogli. Repubblica delle banane.

Silvio Berlusconi: recidivo. Voto – 9. Il Cavaliere attacca l’ex Capo dello Stato Ciampi e sfiora l’incidente diplomatico. Berlusconi, di mattina: ”La sinistra ha messo le mani su tutte le istituzioni. Non sarà facile governare. Le leggi devono passare sotto le forche caudine del capo dello Stato e mi ricordo con Ciampi …”. Ed è subito caos. Replica Napolitano: ”Il Quirinale mai di parte, sempre funzione di garanzia”. Berlusconi, di pomeriggio, è costretto a rettificare, prima con un comunicato, poi con una telefonata personale al Presidente. Siamo alle solite. Lanciare il sasso e ritirare la mano.

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Fuori la DC di Pizza (ed anche quella di Sandri)

pubblicato da Massimo Falcioni

E’ finita come oramai anche a Piazza del Gesù pensavano finisse: con la Democrazia Cristiana fuori! Il partito che ha governato per 50 anni l’Italia, distrutto da Mani pulite, frantumato dalla diaspora per 15 anni, passato per tribunali e carte bollate, rimesso in piedi in pochi mesi, non può correre il 13-14 aprile.

L’esclusione, piombata come una mannaia sul segretario nazionale Giuseppe Pizza , è stata decretata oggi pomeriggio dall’Ufficio centrale elettorale della Cassazione presieduto da Giovanni Prestipino in quanto il simbolo dello scudocrociato DC “crea confusione” con lo scudo crociato dell’Udc. Così dopo ripetute sentenze della Cassazione a favore della Dc di Pizza, questo risultato, oltre che sconcertare, sa anche di beffa. Tant’è.

La Dc è esclusa dalle elezioni e l’apparentamento elettorale tanto faticosamente raggiunto con Berlusconi e il Pdl va a carte quarantotto. A Piazza del Gesù, fra grida di vendetta, minacce di ricorsi (a chi?) c’è già chi chiede a gran voce le dimissioni di Pizza e di quanti hanno gestito l’intera incresciosa vicenda. Si parla di firme di numerosi segretari regionali del partito e di esponenti nazionali e territoriali che richiedono l’immediata convocazione della Direzione e del Consiglio nazionale del partito. La richiesta è una sola: a casa Pizza! Nuovo segretario e nuovo gruppo dirigente.

L’accordo fatto con Berlusconi diventa carta straccia. C’è da dare l’indicazione di voto a quel milioni di elettori che i sondaggi indicavano sullo Scudo crociato con la scritta Libertas. Molte sono già le voci che invitano gli elettori Dc a votare per Casini premier. E già si punta alla ricostruzione del partito quale soggetto costituente del nuovo partito di centro (se mai nascerà) di Casini, Pezzotta, Tabacci, Braccini. La Dc ha toccato il punto più basso della sua storia. Per adesso tutti si leccano le ferite. A Pizza non rimane che preparare le valige. E in fretta.

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