Non c’è stupore, c’è nausea. Sante parole di Marco Pannella. Perché l’ultimo “scandalo” copre il vuoto della lotta politica: “Tutto – chiosa il leader radicale - è falsa lotta politica”.
In effetti, questa storiaccia, come il pesce avariato, oramai puzza, e puzza dalla testa. Orbene, quando Silvio Berlusconi premier nel 1994 aveva 58 anni veniva per la prima volta “braccato” e inquisito da Ilda Boccassini pm, allora 45enne. Oggi Berlusconi premier ha 75 anni ed è ancora inquisito dalla ultra sessantenne Boccassini pm..
In 17 anni i magistrati hanno rivoltato come un calzino i fatti e i … misfatti del Cavaliere. Risultato? Montagne di accuse, irrilevanti (allo stato attuale) sul piano giudiziario e politicamente solo utili a Berlusconi, sempre al potere, allora come oggi.
In America persino Al Capone fu incastrato e fatto cadere su una buccia di banana. E qui?
Possibile che dopo 17 anni (non 17 giorni) neppure la più fortificata e agguerrita delle procure, sempre certa al 100% e arrembante quando apre un fascicolo e poi muta e con la coda fra le gambe quando rimane con un pugno di foglie secche, non abbia saputo (o potuto) far “cadere” il Cav., (accusato persino di mafia e di strage) almeno su una buccia di banana?
Ora nuovi gravi sospetti verso Berlusconi e la verità va presto accertata. Il Cav. è accusato di concussione e prostituzione minorile (mica poco per un premier …), vale anche per lui la presunzione d’innocenza e come tutti i cittadini deve potersi difendere (in tribunale). Se alla fine il giudice dimostrerà che è colpevole, deve pagare, come tutti i colpevoli di un reato. Ma se è innocente?
Chi ripaga il premier, il Pdl, il governo (e il Paese) dopo questa nuova spalmata di letame?
La Boccassini apre fascicoli e manda invii di garanzia (è un suo diritto-dovere costituzionale), ma ha mai risposto delle tante cause perse? In Italia come si può evitare che un giudice sia rallentato nella sua carriera per i continui e pesanti flop? Il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati fu rovesciato da nuove leggi fatte dal Parlamento. Cane non morde cane. Questo è il punto.
Così a perdere la faccia è la giustizia. A perdere qualche penna è Berlusconi, che però può mettersi la maschera acchiappavoti del “martire”. A illudersi è l’opposizione ancora frastornata per la spallata fallita il 14 dicembre. A pagare per tutti sono gli italiani, frastornati, gabbati e mazziati. Di corsa verso le urne?
La notizia, e non per tutti, era la guerriglia dell’altro ieri a Roma. La notizia oggi non c’è, perché gli 11 scarcerati dei 23 fermati nella capitale scivolano come i fiocchi di neve di queste ore.
Non ci sta il sindaco Gianni Alemanno: “Sono costretto a protestare contro le decisioni di rimettere in libertà in attesa di giudizio quasi tutti gli imputati degli incidenti di martedì”.
Giustizia o ingiustizia del primo bilancio dei processi per direttissima degli scontri che hanno provocato danni e paura? Uno dei “bravi” ragazzi arrestato è stato strenuamente difeso da mammà, avvocatessa.
Sta’ a vedere che aveva ragione il “comunista eretico” Pier Paolo Pasolini quando, negli anni sessanta, commentando la guerriglia romana fra studenti e celerini difendeva questi ultimi : “I figli dei proletari del meridione sono i poliziotti, gli altri sono figli della borghesia che giocano…”.
E sul Giornale, Random64 commenta: “Sono i giudici e la sinistra parlamentare i veri capi guerriglia: urge la formazione di vere e proprie squadre di difesa dei commercianti e degli onesti cittadini”. Ecco, cotta e mangiata.
Gianfranco Fini: picconatore. Voto 8. Sulla giustizia il leader di Fli minaccia la crisi di governo: “Piaccia o no la legge è uguale per tutti”. Terreno minato. Colpo in canna. Chi stacca la spina?
Silvio Berlusconi: picconato. Voto 3. Il premier è alle corde, teme un accordo Pd, Udc, Fli per un governo tecnico e cerca di evitare di cadere nella “trappola” di Fini. Ultimo gong. Poi il ko.

Con 24 voti su 26 (e 2 schede bianche) il Consiglio Superiore della Magistratura ha eletto ieri il suo nuovo Vicepresidente: è l’on. Michele Vietti, avvocato cassazionista, vice-capogruppo alla Camera dell’Udc, ex sottosegretario alla Giustizia e già componente, in passato, dello stesso Csm.
Molto istituzionale il discorso di insediamento, nel quale il neoeletto ha posto in evidenza la necessità di recuperare il prestigio e la credibilità dell’ordine giudiziario (soprattutto dopo i recenti scandali che hanno coinvolto alcuni magistrati) ed ha invitato lo stesso Csm ad impegnarsi per porre fine alla “contrapposizione tra politica e giustizia”.
Il Presidente Napolitano, che - secondo consuetudine - ha presieduto la seduta senza votare, si è rallegrato del fatto che il Consiglio è riuscito ad eleggere il proprio vicepresidente quasi all’unanimità. La designazione, tuttavia, non è stata accolta positivamente da tutti.
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“Chi litiga è un uomo morto. È stato un omicidio di due anni più che a rivelare, a certificare la “mutazione genetica” della ‘ndrangheta. Si chiamava Carmelo Novella, detto compare Nuzzo, aveva sessant’anni e il 14 luglio del 2008 viene ammazzato in un bar di San Vittore Olona”
Sembra l’incipit di un romanzo di Carlo Lucarelli, ma è un articolo di Repubblica, che spiega molto bene le conseguenze della maxi operazione anti-‘ndrangheta (coinvolti circa tremila uomini tra carabinieri e poliziotti). L’operazione, coordinata dalle procure antimafia di Reggio Calabria e Milano, ha portato a rivelazioni interessanti (qui sopra un video del Tg3 sulla vicenda).
Primo, la ‘ndrangheta sta creando al suo interno, sulla falsariga di Cosa Nostra, una struttura verticistica. Durante una serie di incontri presso il santuario della Madonna di Polsi, tradizionale punto di ritrovo della ‘ndrangheta, messi sotto osservazione dalle forze dell’ordine, si è assistito a questa mutazione della criminalità organizzata calabrese…
Quotidiani cartacei di “peso” come Il Corriere della Sera, pubblicano oggi ciò che Ore 12 (beccandosi qualche democratico … insulto) già scriveva ieri e i giorni precedenti.
Dall’editoriale di Francesco Verderami: “Berlusconi ha intuito di essere nell’angolo, perché il rischio di una crisi di governo sulle intercettazioni è dietro l’angolo”. Appunto.
Il Premier è al bivio, con il rischio agguato già in commissione la prossima settimana. Numeri alla mano, i finiani potrebbero mandar sotto l’esecutivo.
Il presidente della Repubblica (così com’è il ddl non ha il via libera del Quirinale) ha fatto … “da sponda” al presidente della Camera, tutt’altro che isolato.
Fini, rilanciando anche le tesi del procuratore antimafia Grasso, sulle intercettazioni (cioè sulla giustizia), ne ha fatto una questione non più solo politica, ma etica. E ora l’affondo combinato Napolitano-Fini fa temere all’”inner circle” berlusconiano l’avvicinarsi della crisi.
In un vicolo cieco ci si è infilato Berlusconi.
La palla è adesso in mano al Cavaliere, che non può limitarsi a minacciare: “Ma con un altro governo faremmo rivoltare il Paese”.
Stavolta Berlusconi sbaglia i conti. Non si rivolterebbe nessuno per difendere il governo del “non fare”, delle tasse, e delle cricche.
L’applauso potrebbe arrivare, ma per l’uscita del Cav. da Palazzo Chigi.

Se anche Ernesto Galli della Loggia ha dubbi sul governo Berlusconi, il mondo sta davvero per finire.
“Parlare di crisi finale di Berlusconi e del berlusconismo è senz’altro azzardato. Niente lascia credere, infatti, che se tra sei mesi ci fossero le elezioni politiche il Cavaliere non riuscirebbe per l’ennesima volta a riportare la vittoria […] Se però il futuro appare incerto, il presente invece non lo è per nulla. Dopo due anni alla testa di un’enorme maggioranza parlamentare il governo Berlusconi può vantare, al di là della gestione positiva della crisi economica, un elenco di risultati che dire insoddisfacente è dire poco.”
Il commentatore del Corsera elenca i problemi che attanagliano B. e la sua maggioranza: rifiuti a Palermo, mancata separazione delle carriere dei magistrati, liberalizzazioni, termovalorizzatori. Addirittura si parla di evasione fiscale. Il compagno Ernesto, verrebbe da dire.
Silvio Berlusconi: esagerato ma. Voto 6. Il premier lancia l’affondo sulle intercettazioni: “In Italia siamo tutti spiati, non c’è vera democrazia”. Esagera coi numeri, sbaglia priorità, ma il “nodo” è reale e va sciolto. Nessun alibi, ma nessun tabù.
Pierluigi Bersani: Passo giusto. Voto 8. Il segretario del Pd chiede in una lettera al Presidente del Consiglio di “evitare i tagli agli assegni di invalidita’ per i Down”. Ripristinare la protezione sociale. Questione di giustizia e di civiltà.
E’ stato raggiunto un compresso all’interno della maggioranza sul decreto delle intercettazioni. Secondo quanto pubblicato dal Giornale decisiva sarebbe stata la mediazione attuata dal Presidente del Senato Renato Schifani che in questi giorni ha provato a metter d’accordo gli ex di Alleanza Nazionale e gli ex di Forza Italia.
Il compresso, raggiunto per evitare uno stop del disegno di legge alla Camera (dove i finiani sono in maggioranza), è stato apprezzato sia da Italo Bocchino che dall’opposizione. Smentendo la posizione di Antonio Di Pietro Luigi Li Giotti, rappresentante dell’Idv in commissione Giustizia, ha fatto sapere che le ultime modifiche sono interessanti.
Salvo modifiche dell’ultimo minuto, ad oggi, al Pm sarà concesso di prorogare di 48 ore in 48 le intercettazioni oltre il limite dei 75 giorni. Del materiale, chi di dovere, potrà usufruirne anche oltre il tempo massimo stabilito precedentemente.
Il ddl intercettazioni è stato approvato dalla commissione Giustizia del Senato, con soddisfazione del Pdl e contrarietà di Pd e Idv. Lunedì la battaglia si sposta in aula al Senato.
La maggioranza fa altalena, avanza sulla propria linea dura, pur confermando la disponibilità a modifiche “sostanziali”. Bonaiuti sbatte le ali e si trasforma in colomba, dicendo che “Una intesa la si trova sempre”. A rischio, si sa, è la libertà di informazione, almeno di quel che ancora resta.
E’… “rischioso”, ma proviamo a spezzare una lancia a favore del Governo. Limitare le intercettazioni? Perché no? In Italia sono dieci volte più degli USA.
Giusto limitare drasticamente le intercettazioni ai normali cittadini. Altrettanto giusto renderle … obbligatorie” per i politici.
Se “lorsignori” non hanno nulla da nascondere, non hanno neppure nulla di cui lamentarsi! O no?