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Tutti gli articoli con tag gomorra

Vanity Fair. Perché Roberto Saviano ha ragione quando accusa la Lega Nord?

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’intervista che Roberto Saviano ha rilasciato a Vanity Fair ha generato, fin da ieri, una serie di polemiche tanto che la Lega Nord, responsabile secondo lo scrittore della crescita della ‘ndrangheta nell’hinterland milanese, ha già fatto sapere di non condividere quanto scritto dal settimanale di Condé Nast.

Roberto Saviano, che ne dica Roberto Castelli (ex Ministro della Giustizia oggi impiegato alle Infrastrutture), ha ragione. Per capirlo è sufficiente soffermarsi sulle notizie delle ultime settimane.

In meno di sette giorni Gad Lerner, sul proprio blog (sul quale aveva anticipato il maxi arresto che a Milano avrebbe consegnato alla giustizia più di 300 malavitosi), ha spiegato per ben due volte perché la Lega Nord è responsabile della crescita della ‘ndrangheta al Nord che come spiegato su 02blog.it rischia di inficiare la realizzazione, già pericolante, di Expo 2015.

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Si è dimesso Nicola Cosentino

pubblicato da Giovanni Molaschi

Nicola Cosentino una settimana prima del presunto voto di sfiducia che l’opposizione, con il sostegno dell’ala finiana del Pdl, intendeva chiedere contro di lui ha consegnato le dimissioni rinunciando al ruolo di Sottosegretario che esercitava presso il Ministero dell’Economia di Giulio Tremonti.

Le dimissioni, come dichiarato dallo stesso Cosentino, sono state accettate da Silvio Berlusconi che in precedenza, a ridosso delle elezioni regionali alle quali l’ex Sottosegretario si sarebbe dovuto presentare per diventare Presidente della Campania, non aveva avvallato l’uscita di scena dell’esponente politico.

Secondo una nota pubblica diramata poco dopo l’annuncio delle dimissioni di Nicola Cosentino, la persona coinvolta nelle indagini riguardante la nascita di una probabile P3 (qui trovate l’approfondimento scritto da V.) continuerà a fare politica in Campania dove per il Pdl esercita il ruolo di coordinatore.

Emilio Fede contro Saviano: rompe

pubblicato da Bruno Marino


Emilio Fede non sopporta Saviano. Andrea Scanzi ha scritto un resonconto dell’intervento di Emilio al tg4 di qualche giorno fa (le frasi tra parentesi sono di Scanzi):

[…] ha scritto dei libri contro la camorra ma lo ha fatto anche tanta altra gente (tu no di sicuro) senza fare clamore senza firsulpripagne (traduco sbobinando le crasi: senza finire sulle prime pagine) senza raccogliere firme senza rompere ehhh volevo dire scusate (volevi dire “rompere”, tranquillo) senza ehhmmehhh disturbare la riflessione della gente (che è già troppo intenta a dormire) […]

Inutile ricordare l’importanza che le opere di Saviano hanno avuto nella creazione di una coscienza collettiva antimafia. Infatti, Fede ieri sera ha giustamente ricordato Joe Marrazzo, grande giornalista e autore di indimenticati reportage sulla criminalità organizzata, ma non ha considerato ( di proposito?) che la forza di Saviano sta nella enorme diffusione che hanno avuto le sue opere presso il pubblico italiano. Altrimenti, dopo una breve ed effimera notorietà con “Gomorra”, lo scrittore sarebbe stato ucciso.

Altro elemento da considerare: il pubblico italiano legge davvero poco. Si informa, principalmente, attraverso la tv. Cioè, sostanzialmente, Rai e Mediaset. Cioè “assoluzione” di Mills, complotto ai danni di B., giudici comunisti contro dell’Utri e Cuffaro, eccetera eccetera. Anche da questo si capisce perchè Gomorra sia stato tanto importante, per darci una svegliata.

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Mondadori: Marina Berlusconi risponde a Roberto Saviano

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il confronto, a distanza, tra il Presidente del Consiglio e Roberto Saviano si allarga fino a coinvolgere Marina Berlusconi che come Presidente della Mondadori si trova tra l’incudine e il martello. Da una parte ha il padre che non è solito controllarsi. Dall’altra l’autore con la quale la casa editrice che amministra si è arricchita.

Essere altezza alla situazione non è facile tanto più se schierarsi da una parte potrebbe significare perdere Roberto Saviano, che pubblicamente si è chiesto se sia ancora giusto continuare a pubblicare con la casa editrice del Presidente del Consiglio.

Rispondendo, attraverso Repubblica, allo scrittore Marina Berlusconi ha dichiarato:

“Sono anche presidente del gruppo Mondadori, che Saviano tira ampiamente in ballo. E lo fa in un modo su cui non posso tacere. Che cosa è cambiato? Silvio Berlusconi non può permettersi di criticare un’opera edita dalla Mondadori, la quale naturalmente continua ad avere la più totale e piena libertà di fare le scelte editoriali che ritiene più opportune?

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Roberto Saviano ricorda a Silvio Berlusconi il conflitto d’interessi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Lo sproloquio, l’ennesimo, enunciato nei giorni scorsi da Silvio Berlusconi su Roberto Saviano, reo secondo il Presidente del Consiglio di aver pubblicizzato la mafia italiana nel mondo, deve essere interpretato per quel che è. Un divertente gioco del destino.

Se lo scrittore in questione non pubblicasse per la Mondadori, casa editrice gestita da Marina Berlusconi che nelle scorse settimane ha condiviso con l’elettorato l’ultima fatica del Premier (“L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”), l’opinione del leader del Partito dell’Amore non sarebbe neanche da prendere in considerazione. Tra le tante dette questa non è neanche la peggiore.

Roberto Saviano, suo malgrado, ha ricordato al Presidente del Consiglio cosa sia un conflitto d’interessi. Il fastidio che provoca a chi lo subisce. Probabilmente se il giornalista non fosse uno degli autori di punta di una casa editrice che, come altre, subisce la crisi le considerazioni di Silvio Berlusconi sarebbero state anche peggiori.

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Le parole del 2009: Udc, Veneto e Zaia (Luca)

pubblicato da Giovanni Molaschi

U come Udc. Più che una moglie fedele il Partito di Pierferdinando Casini sembra un’amante pronta a concedersi al miglior offerente tanto che in vista delle prossime elezioni Regionali ha deciso di stare sia con il Partito Democratico che con il Popolo delle Libertà. Non vale più il proverbio meglio soli che male accompagnati?

V come Veneto. Dove si è visto concretamente quanto l’alleanza tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sia pronta franare con un nonnulla. Pur di far contento il compagno di Governo il Premier ha deciso di tradire Giancarlo Galan al quale ha negato la possibilità di ricandidarsi per il posto che fino ad oggi occupava come governatore.

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Le parole del 2009: Raffaele (Lombardo), Scandalo e Terremoto

pubblicato da Giovanni Molaschi

R come Raffaele Lombardo. Il governatore della regione Sicilia più di altri ha rappresentato la distanza tra l’amministrazione e i cittadini. Al di là di tutte le vicende di colore che l’hanno riguardato dell’esponente politico ci ricorderemo il cospicuo assegno ricevuto da Silvio Berlusconi per evitare uno scisma all’interno del Popolo delle Libertà.
Quei soldi sarebbero serviti per aiutare la Sicilia. E l’Italia. Possibile che nel 2009 non si riescano a costruire adeguate protezioni per evitare frane omicida?

S come Scandalo. Ma anche come spettacolarizzazione dello scoop. La condivisione pubblica delle vicende private del Premier hanno dato inizio ad un eterno reality show che con cadenza quasi precisa presentava a noi, pubblico, uno scandalo di cui disquisire. Chiusa la vicenda Boffo e quella Marrazzo nelle scorse settimane si è iniziato a parlare del sex tape di Alessandra Mussolini. Della vicenda, ad oggi, non si sa più nulla.

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Le parole del 2009: Italia (dei Valori), Lodo (Alfano), Marrazzo (Piero) e Partito (Democratico)

pubblicato da Giovanni Molaschi

I come Italia dei Valori. Il partito di Antonio Di Pietro ha preso, di fatto, il posto della sinistra radicale che nelle precedenti amministrazioni tanto faceva tribolare i governi dell’uno e dell’altro schieramento politico. Ma il progetto dell’ex magistrato all’elettorato piace tanto che alle elezioni europee lo premia con un numero maggiore di consensi.

L come Lodo Alfano. La bocciatura della proposta dell’omonimo Ministro inasprisce ulteriormente il dibattito. Il rapporto tra l’amministrazione Berlusconi e la magistratura si fa sempre più teso tanto che della difesa del Premier non si occupa solo il Ministro della Giustizia. Con Silvio anche Franco Frattini, responsabile degli Esteri, e Renato Brunetta, responsabile della Pubblica Amministrazione.

M come Marrazzo Piero. Lo scandalo che ha travolto l’ex Presidente della Regione Lazio oltre ad indebolire la credibilità del Partito Democratico è stato per settimane e settimane al centro di un dibattito sociologico che politicamente non è collimato in nulla. Anzi. Per apparire più maschio ogni esponente politico dichiarava di non essersi trattenuto con una prostituta transgender. Eppure l’esistenza di chiappe d’oro è certa.

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Le parole del 2009: Divorzio, Eluana Englaro, Fiat e Giustizia

pubblicato da Giovanni Molaschi

D come Divorzio. L’abbandono del tetto coniugale di Veronica Lario ha dato il via, e ad alcuni mesi di distanza lo si può affermare con una certa sicurezza, ad una serie di grattacapi per il Premier che di certo non hanno contribuito alla sua resa politica.

E come Eluana Englaro. Nei giorni antecedenti alla morte della donna si è fatto un gran parlare di cosa fosse giusto per i malati terminali eppure a quasi un anno dalla quel tragico fatto di cronaca nessun esponente politico, sia destra che a sinistra, è ritornato sull’argomento. Perché? Chiusa la notizia chiuso il dibattito?

F come Fiat. Ma anche come fabbriche già chiuse. Non c’è giorno che i media paralleli a quelli ufficiali raccontino la crisi eppure il Governo non presenta ai propri elettori un progetto di rilancio del paese tanto che nel frattempo per sperare nella ripresa dobbiamo confidare in Giovanni Minoli che ha deciso di produrre “Agrodolce” con la regione Sicilia per creare dei nuovi posti di lavoro.

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Le parole del 2009: Anno Zero, Renato Brunetta e Clan (dei Casalesi)

pubblicato da Giovanni Molaschi

Non seguendo l’esempio di Silvio Berlusconi, già proiettato al 2010, noi un bilancio dell’anno che si conclude lo vogliamo fare. Stabilire però cosa sia da salvare è piuttosto difficile. Per questo motivo abbiamo deciso di condensare il 2009 in un elenco. Di seguito trovate la prima parte.

A come Anno Zero. Michele Santoro insieme ad altri ha rappresentato, nel 2009, l’informazione non gradita al Governo pronto a premiare invece i giornalisti più vicini alla maggioranza. Oltre alla sospensione della prima puntata di Ballarò per mandare in onda l’ennesimo speciale di “Porta a Porta” è di poche settimane fa lo slittamento in palinsesto del programma di Daria Bignardi per quanto dichiarato, contro Silvio Berlusconi, da alcuni dei suoi ospiti.

B come Brunetta Renato. Allievo prediletto del Premier, il Ministro della Pubblica Istruzione pur di non perdere nessuno talk show (da quello più impeccabile a quello più peccaminoso) ha accantonato la realizzazione dei propri progetti contro i fannulloni. Pare infatti che l’esponente politico sia pronto a candidarsi al ruolo di primo cittadino di Venezia.

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