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Tutti gli articoli con tag gomorra

Bruno Vespa contro Maurizio Belpietro. Nicola Cosentino a “Porta a Porta”

pubblicato da Giovanni Molaschi



Bruno Vespa ha probabilmente capito che l’arrivo in RAI di Maurizio Belpietro qualche problema al suo ego potrebbe causarlo. Il direttore di Libero potrebbe scalzare, in meno di una stagione televisiva, il conduttore di RAIUno dal cuore della maggioranza.

Per evitare che ciò avvenga Bruno Vespa ha intervistato Nicola Cosentino senza un contraddittorio. Auspicabile. Sempre. Più che per i contenuti dell’intervista, per fornire al telespettatore tutti gli strumenti per farsi un’opinione propria.

Pareri che non vengono presi in considerazioni dal coordinatore del Pdl in Campania tanto che è lui stesso a precisare che la sua candidatura alle prossime regionali potrebbe essere bloccata solo da Silvio Berlusconi. Non da altri.

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Roberto Saviano contro Nicola Casentino in Campania

pubblicato da Giovanni Molaschi



Roberto Saviano avrebbe potuto candidarsi alla presidenza della Regione Campania. Ad affermarlo Concita de Gregorio durante un’intervista video realizzata da Diego Bianchi. Il direttore dell’Unità, dopo aver confermato quanto pubblicato dal giornale per il quale lavora, ha poi fatto sapere che è stato lo stesso scrittore a declinare l’invito avanzato da alcuni esponenti politici dell’opposizione.

Qualcuno, a sinistra, sta tentando quindi di replicare per il prossimo appuntamento elettorale l’effetto Serracchiani grazie al quale persone non operanti in politica riescono attraverso i mass media, su cui si distinguono, a sedurre quell’elettorato che non crede più nei vari esponenti di partito.

Realtà attorno alle quali stanno fiorendo rose e rose di nomi. Improbabili. Stando a questi rumors contro Roberto Formigoni, come raccontato nei giorni scorsi da polisblog, l’Italia dei Valori per conquistare la Lombardia sarebbe pronta a candidare il leader del Partito. Antonio Di Pietro.

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Questa sera Speciale Saviano a Che tempo che fa. Dall'inferno alla bellezza

pubblicato da Luca Landoni



Questa sera Rai3 ripresenta gli speciali di Che tempo che fa in prima serata con una puntata monotematica su Roberto Saviano. Mai momento fu più appropriato vista la coincidenza temporale con una serie di fatti di cronaca legati alla camorra, buon ultimo il caso Cosentino sul quale vi abbiamo abbondantemente relazionato in questi giorni.

Il programma, che è stato scritto dallo stesso Saviano, si intitolerà Dall’inferno alla bellezza e prenderà il via alle ore 21,10 circa per una durata intorno alle due ore complessive. Ne dice il suo autore: “Il titolo della serata vuole dire una cosa semplice, vuole ricordare che da un lato esistono la libertà e la bellezza necessarie per chi scrive e per chi vive, dall’altro esiste il loro contrario, la loro negazione: l’inferno che sembra continuamente prevalere. E’ possibile che ancora oggi, l’Uomo, nella sua accezione più ampia, debba passare necessariamente attraverso l’inferno per raggiungere la bellezza?”

Al centro dello Speciale, ancora una volta, la forza della parola non nascosta né perduta, la parola scritta o detta che dà la possibilità di esistere e che vive attraverso le storie come quella di Ken Saro-Wiva, autore nigeriano, impiccato a Lagos per la sua tenace opposizione alle compagnie petrolifere che spogliano di risorse e ricchezze la sua terra, lasciando solo povertà ed inquinamento o di Anna Politkovskaja, uccisa perché non c’era altro modo per fermare la sua implacabile testimonianza sulla crudele guerra in Cecenia; come quella di Varlam T.Salamov che dai gulag siberiani è riuscito a fare arrivare i suoi scritti non svendendo l’anima né la dignità o di Miriam Makeba, Mama Africa, la voce che ha cantato la libertà di un continente, morta a Castel Volturno dopo un concerto per ricordare sei fratelli africani uccisi dalla camorra.

Appuntamento dunque in serata e contemporaneamente su queste pagine per commentarla insieme. Se invece volete seguirlo in diretta web, potete farlo assieme ai colleghi di TvBlog. Buona visione.

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Coppie di fatto: Italo Bocchino e Paola Binetti. Insieme contro Pdl e Pd

pubblicato da Giovanni Molaschi



Come faceva notare qualcuno, Paolo Ferrero non è stato l’unico esponente politico ad essersi rifiutato di fare il test antidroga riproposto dal Ministro della Difesa. Come documentato da Radio 24 anche Italo Bocchino non ha accettato l’invito del collega di partito.

Inutile supporre, ora, le motivazioni a causa delle quali uno dei più integerrimi esponenti del Popolo delle Libertà abbia deciso di non prender parte al progetto a cui hanno aderito anche rappresentanti politici che non condividono la linea politica di Silvio Berlusconi.

Più interessante capire perché Italo Bocchino rappresenti il vero tallone d’Achille del partito la cui esistenza, come dimostrano le attente e frequenti osservazioni di Gianfranco Fini, non deve necessariamente sovrapporsi al berlusconismo. Anzi.

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Nicola Cosentino candidato in Campania e legato ai clan mafiosi di Casal di Principe. Il Pdl perde di credibilità

pubblicato da Giovanni Molaschi



In coincidenza di ogni scandalo, o provvedimento poco lecito, riconducibile a Silvio Berlusconi si scrive almeno un editoriale utile per capire cosa succederà dopo che il Premier avrà abbandonato la poltrona.

Ebbene, un assaggio di cosa succederà quel giorno è molto probabile che il pubblico italiano l’abbia già durante le prossime elezioni regionali. Appuntamento che dovrebbe far riflettere i fans del Cavaliere.

Dopo aver accontentato Umberto Bossi, Silvio Berlusconi ha deciso di non esprimersi sulla candidatura di Nicola Cosentino. Eppure l’attuale sottosegretario all’Economia, che dovrebbe concorrere per la presidenza della regione Campania, è riuscito a vincere su Mara Carfagna.

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Rassegna della stampa estera: il terremoto in Abruzzo

pubblicato da Giulio Mattioli


C’è chi pensa che leggere i media stranieri sia l’unico modo per ottenere notizie obiettive su quello che accade nel nostro paese. Altri ritengono invece che la stampa estera sia male informata, piena di pregiudizi e spesso interessata più che altro alla facile irrisione dell’italiano tutto pizza, spaghetti e mandolino. La verità? Probabilmente, come spesso accade, sta nel mezzo.

Polisblog ha deciso di dare uno spazio regolare, una volta a settimana, ai punti di vista “stranieri”, con una vera e propria rassegna della stampa estera. Cominciamo questa settimana con i commenti al terremoto in Abruzzo, notizia che ha ovviamente avuto una risonanza globale.

Le Monde ha dedicato moltissimi articoli alla tragedia abruzzese, parecchi dei quali firmati dal solito Philippe Ridet. In uno di questi il giornalista transalpino cerca di mettere a fuoco un tratto peculiare del nostro carattere nazionale: “L’Italia soffre, ma non vuole essere criticata fuori dai suoi confini”. Una tendenza che sarebbe ben interpretata da Silvio Berlusconi.

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Roberto Saviano ospite di Che tempo che fa: la mafia che fa l'imprenditore

pubblicato da davide f.

Ieri sera su Raitre puntata speciale di Fazio, ospite Roberto Saviano. Se n’è parlato e riparlato, ultimamente sono piovute critiche da chi accusa lo scrittore di fare il personaggio, e da chi forse prova invidia per l’incredibile successo di Gomorra. Milioni di copie vendute, tradotto in gran parte del globo, e scopriamo dall’intervista anche il libro più letto nelle carceri. E, tanto per rinforzare, 4 milioni e mezzo di spettatori ieri sera e vittoria di Raitre nella battaglia dello share. Buon segno.

Resta da capire se Gomorra resti per gli spettatori un elemento di fascino e attrattiva simile alle sensazioni provate guardando Scarface, oppure li aiuti a rendersi conto di vivere in un paese, da nord a sud, che basa la propria economia e il proprio Pil in parte sulla mafia. Come ci ricorda Saviano, i mafiosi sono i migliori imprenditori: fanno lavorare tanto e pagano poco, niente sindacati, investono nell’immobiliare, creano buchi neri come nel caso dello smaltimento dei rifiuti, chi lavora per la mafia ha copertura sanitaria e pensione (se ci arriva) assicurate.

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Gomorra bocciato agli Oscar. Ma siamo sicuri che lo meritasse?

pubblicato da Luca Landoni



In Italia è consuetudine che i propri rappresentanti vengano incensati a prescindere, e il film Gomorra, tratto dal romanzo di Roberto Saviano, certo non fa eccezione. E questo al di là del fatto che sia un buon film o meno (difficile classificarlo come un capolavoro, in ogni caso). Ora la pellicola è stata inesorabilmente esclusa, come riportato anche dagli amici di cineblog, dalla rosa dei nove da cui usciranno i 5 che si contenderanno l’Oscar per il miglior film straniero. Bocciatura che segue la mancata vittoria del Golden Globe, che molti davano per certa.

L’impressione è che si volesse conferire una medaglia ad honorem a un qualunque riferimento al libro di Saviano, al quale va il merito e il coraggio di aver sollevato un problema ben noto ma anche rischioso per la sua incolumità stessa. Dispiace per la bocciatura, naturalmente, ma si sentono anche reazioni e termini eccessivi, come vergogna, scandalo o cieca cantonata. E se invece gli altri film fossero semplicemente migliori?

Peraltro almeno due delle pellicole rimaste (le uniche due che conosco, lo ammetto) sono di assoluta eccellenza. L’israeliano Valzer con Bashir (che a mio avviso vincerà) e il tedesco The Baader Meinhof Complex promettono di contendersi la statuetta fino alla fine. Gli altri prescelti sono «Revanche» (Austria), «The Necessities of Life» (Canada), «The Class» (Francia), «Departures» (Giappone), «Tear This Heart Out» (Messico), «Everlastings Moments» (Svezia), «3 Monkeys» (Turchia).

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Roberto Maroni: fischio d’inizio. Voto – 10. Il ministro dell’Interno e l’intero governo devono vergognarsi per quello che è accaduto ieri sul treno Napoli-Roma dove un migliaio di “tifosi”, delinquenti e basta, hanno inscenato una “Gomorra” pallonara. Preso un treno, minacciati e obbligati gli altri passeggeri a scendere, bastonati 4 ferrovieri, gli ultras/vandali hanno creato caos nelle stazioni di Napoli e di Roma, fatto danni al treno per oltre 500 mila euro, sfondato i cancelli dell’Olimpico, dove sono entrati anche qui senza biglietto, sparando mortaretti e di fatto occupando lo stadio. E’ questa la nuova “sicurezza” del governo Berlusconi?

Umberto Bossi: in catene. Voto – 8. Le notizie sono due. La prima: Umberto Bossi parteciperà il 12 settembre a Paesana (Cn) al “rito dell’ampolla”, proprio là dove nasce simbolicamente la Padania. La seconda. Umberto Bossi fa il grande annuncio alla Berghem Fest di Alzano Lomardo: “Non me ne andrò dalla politica fino a quando il Nord non sarà libero”. Siccome il Senatur è “condannato”, come fu per Cagliostro, a languire nella fortezza di San Leo, il segnale è chiaro. Ma è tutto interno, per i suoi colonnelli e per il Cavaliere: chi vuole Bossi fuori dai giochi s’illude. Non si schioda da lì, l’Umberto. Almeno fino che il Nord non sarà libero. Altro che le Convention americane!

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Rosa Russo Iervolino: "Gomorra? Scampia non è messa così male"

pubblicato da V.

Certo è molto peggio. Ok , non dovrei parlare di un luogo in cui non sono mai stato se non filmicamente o con l’immaginazione, ma credo proprio che il Sindaco di Napoli l’abbia fatta grossa in questo caso, e sul link potete leggere un pezzo del Corriere del Mezzogiorno. Non tanto perchè debba forzatamente accodarsi all’aria da consenso obbligato che c’è nei confronti di Saviano, Gomorra, e dintorni - quando sento aria di consenso obbligato, metto mano alla pistola - però stavolta, non iscrivendosi al coro unanime che vede nelle cinque storie tratte dal best seller di Roberto Saviano, Rosa Russo ci fa davvero una pessima figura.

Non che ne avesse bisogno, chiaro, visti gli eccellenti risultati conseguiti nella gestione dei rifiuti poteva anche permettersi una piccola gaffe:

“Scampia non è solo Gomorra, che offre ai lettori e agli spettatori una visione unilaterale del quartiere”

Voi le credete?