Tutti gli articoli con tag gordon brown

Inghilterra: Brown vuole abolire la Camera dei Lord e sostituirla con un Senato elettivo

pubblicato da m.paganini in: Esteri

Oggi è formata da 704 membri, 92 dei quali ereditari e i restanti di nomina governativa. Ma la Camera dei Lord, detta anche Camera dei Pari, potrebbe avere i giorni contati.

Il premier laburista Gordon Brown vuole infatti cancellare dal quadro istituzionali una delle caratteristiche più peculiari del sistema inglese, modernizzando il sistema e sostituendo la Camera dei Lord (che in effetti puzza un poco di vecchio) con un moderno Senato, che avrebbe il compito di esaminare le leggi prima dell’entrata in vigore. La nuova Camera sarà composta da 300 membri, tutti eletti dal popolo, che rimarranno in carica per tre mandati al massimo, pagheranno le tasse e percepiranno uno stipendio di circa 72 mila euro: al suo interno verrebbe garantita una certa presenza di donne e minoranze.

Secondo alcuni, la proposta sarebbe però solo una manovra del governo laburista per recuperare lo svantaggio che tutti i sondaggi gli attribuiscono considerato che gran parte dei cittadini del Regno Unito sono a favore dell’abolizione dei privilegi di cui godono i membri di questo ramo del parlamento.

Via | Ansa
Foto | Flickr

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Berlusconi record! E' "maglia nera" fra i ventisette premier europei

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il fatto della settimana

Più “Lui” si tira su, e più va giù. Più “Lui” si definisce Superleader e più i fatti lo smentiscono.

Questa volta a giocare un brutto scherzetto al nostro Premier è Eurotribune (una giuria internazionale composta da giornalisti e inviati di stanza a Bruxelles) che piazza Silvio Berlusconi all’ultimo posto fra i ventisette capi di governo dei Paesi europei.

Si tratta di un record, in quanto il Premier italiano conquista la “maglia nera” per il secondo anno consecutivo.

I criteri di valutazione sono: capacità di leadership, capacità di lavorare in squadra, atteggiamenti verso le tematiche ambientali, politica economica, mercato interno, conformità alle linee guida del trattato di Lisbona, impegno e coerenza europeista.

Per la cronaca, in vetta alla classifica c’è il premier svedese Fredrik Reinfeldt, seguito dal primo ministro lussemburghese Jean Claude Junker. Terzo posto per Angela Merkel. Tonfo per Nicolas Sarkozy, dal primo posto del 2008 al nono posto di quest’anno. Peggio ancora, Gordon Brown, dal terzo al ventunesimo posto.

Ma nessuno sembra in grado di scalzare Berlusconi dall’ultimo posto in classifica. Ognuno ha i record che si merita.

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Intervista – Giacomo Leso a polisblog: “Nicolas Sarkozy ricorda Silvio Berlusconi”

pubblicato da giovanni molaschi in: Esteri Intervista con...



Su suggerimento di un filosofo francese Silvio Berlusconi avrebbe deciso di affiancare l’attività editoriale a quella politica creando un vero e proprio modo di comunicare che probabilmente sopravvivere alla sua uscita di scena.

Non tanto perché è il migliore. Anzi. Il berlusconismo sopravviverà a Silvio perché già commercializzato all’estero. Non è certo un caso che Nicolas Sarkozy ricordi fin troppo il Presidente del Consiglio italiano.

Di questo e molto altro abbiamo ragionato con Giacomo Leso che gestisce per l’Espresso il blog “Parigi brucia?” .

Partito Democratico. In Italia il dibattito sul partito politico più votato dell’opposizione ha talmente assorbito i rappresentati politici di questa coalizione, che sui problemi del paese non si ragiona. E in Francia? Che fine ha fatto Ségolène Royal? Qual è il ruolo del Partito Socialista, oggi, all’interno del dibattito politico?

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Berlusconi, popolare in Italia, è il leader meno amato in Europa

pubblicato da giulio in: Esteri Silvio Berlusconi Analisi e Dati


Silvio Berlusconi si vanta spesso di essere uno dei leader più popolari nel proprio paese, a volte, com’è nel suo carattere, esagerando un po’. All’estero, però, è tutta un’altra storia: lo abbiamo notato in passato, e lo conferma ora una recente ricerca realizzata dal quotidiano francese Le Figaro su un campione equipartito di italiani, inglesi, tedeschi e spagnoli.

Dando un occhio ai risultati (in gallery) si scopre infatti che il Cavaliere è il leader la cui immagine è peggiore: ben il 74% dei rispondenti di averne una cattiva opinione. Guida la classifica Angela Merkel, per la quale le percentuali di giudizi negativi e positivi sono quasi invertite. La Cancelliera e Berlusconi sono però paradossalmente accomunati dal fatto di essere gli unici leader a superare l’asticella del 50% nel proprio paese.

Com’è possibile che il Cavaliere, che raggiunge il 51% di popolarità in Italia (comunque ben lontano dall’autoproclamato 75), si fermi solo al 25% nella media dei quattro paesi? E’ presto detto: la percentuale di risposte positive negli altri tre stati oscilla tra il 15 (Spagna e UK) e il 18% (Germania). Si tratta di cifre che sono quasi sempre almeno la metà di quelle degli altri leader europei più disprezzati. Il sondaggio ci dice però cose molto interessanti anche sulla mentalità degli italiani.

Popolarità di Berlusconi e dei principali leader europei: il sondaggio di Le FigaroPopolarità di Berlusconi e dei principali leader europei: il sondaggio di Le Figaro

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Inglesi contro lavoratori italiani. Governo diviso

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Il Premier Silvio Berlusconi tace. Almeno per ora.

C’è chi dice che fa il Ponzio Pilato perché non sa come sciogliere questo nuovo nodo dei lavoratori italiani “rifiutati” dagli inglesi. I lavoratori italiani dell’azienda siracusana Irem (la ditta siciliana ha vinto un appalto per ripulire il petrolio dallo zolfo della raffineria Total) sono come segregati in una chiatta.

Gli operai inglesi sono contro gli “Its”, cioè contro gli italiani che “portano via lavoro”. E la protesta anti italiani si è allargata oggi con i dipendenti di due centrali nucleari di Sellafield e Haysham che hanno dato manforte a chi vuole cacciar via i “nostri”.

Quindi, la storia si ripete. Oltre Manica siamo noi italiani ad essere “immigrati”.

Il primo Ministro Gordon Brown ha bocciato la protesta dei “suoi”, definendola “indifendibile”. Se Berlusconi non prende posizione, il governo e la maggioranza sbandano offrendo un brutto spettacoli, con segnali schizofrenici.

Ognuno va per proprio conto, rinchiudendosi a riccio nelle convinzioni personali o in quelle dei rispettivi partiti. Come se i lavoratori italiani in terra inglese fossero figli di nessuno.

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Crisi finanziaria in Inghilterra: come la vede il Sun

pubblicato da V. in: Esteri Satira

Gordon Brown e la crisi:

La vignetta qui sopra l’ho trovata oggi sul Sun, che di certo non è Nuovi Argomenti, ma un sorriso ogni tanto lo strappa. Fa tornare in mente una battuta di Daniele Luttazzi:

Tremonti ha trovato la soluzione al debito pubblico: stampare moltissimo denaro. Ma non dirlo a nessuno

Cito a memoria eh, potrei sbagliarmi, e anche

Tremonti ha precisato le nuove misure anticrisi: i dettagli non sono stati resi noti, ma pare che servano una banconota da 50 euro ed una fotocopiatrice

Via | The Sun

Gordon Brown e la crisi:
Gordon Brown e la crisi:

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Barack Obama: svolta. Voto + 9. Il presidente eletto degli Usa presenta a Chicago la sua squadra “doc” multi pensante, priva di “nani, veline e ballerine” e con Hillary Clinton segretario di Stato. “Per l’America – dice Obama – è tempo di un nuovo inizio per affrontare le sfide globali del mondo, per primo terrorismo e crisi economica”. Incalza Hillary: “ Usa mai più soli: l’America ha bisogno del mondo e gli altri paesi hanno bisogno dell’America”. E il presidente uscente Bush si confessa alla rete Tv Abc: “La caccia alle armi di distruzione di massa in Iraq, il più grande rammarico della mia presidenza”. L’America è davvero lontana, sia per Berlusconi che per Veltroni.

Gordon Brown: ambientalista. Voto + 9. Arriva dalla Gran Bretagna la richiesta di un tribunale internazionale per la tutela dell’ambiente. Si tratta di un organismo come la Corte internazionale di giustizia dell’Aja per diventare la suprema autorità giuridica sui temi riguardanti l’ambiente. La proposta è dell’ex presidente del Bar Council (Consiglio dell’ordine degli avvocati) Stephen Hockman che, come primo atto del nuovo organismo, chiede di “far rispettare gli accordi internazionali sulla riduzione delle emissioni di gas serra”. Il primo ministro britannico Gordon Brown ha accettato l’idea di Hockman, impegnandosi a sostenerla in tutti i livelli istituzionali internazionali. Per l’Italia, anche l’Inghilterra è lontana.

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Newsweek elogia Berlusconi: "Miracolo in 100 giorni"

pubblicato da fc in: Mediaticamente Silvio Berlusconi

Ok, bisogna essere coerenti: gli osservatori internazionali o ci piacciono o non ci piacciono. Non possono essere di nostro gradimento solo quando parlano bene di noi. Il Pdl, di questo, prenda nota. Perchè succede, oggi pomeriggio, che le agenzie battono la traduzione di un pezzo di Newsweek sul governo Berlusconi dal titolo “Miracolo in 100 giorni” ed è subito pioggia di dichiarazioni di esultanza da parte dei peones forzisti pronti a bacchettare l’opposizione: avete visto come si parla bene di noi all’estero? strumentalizzando, così, quei giornali definiti fino a due giorni fa poco obiettivi o, nel peggiore dei casi, “mistificatori della realtà”.

Il settimanale americano, nella sostanza, dice che Berlusconi, nei suoi primi 100 giorni al potere ha compiuto l’impossibile: “ha stabilito un controllo su questa apparentemente ingovernabile nazione a un livello senza precedenti nella moderna storia italiana”. Cita, quindi, a titolo esemplificativo il caso dei rifiuti di Napoli e il pugno fermo in materia di sicurezza nella lotta alla criminalità. Spiega, così, che in Italia il premier “ha un’approvazione del 55%, superiore a quella di Gordon Brown in Gran Bretagna, Nicolas Sarkozy in Francia e Josè Luis Rodrìguez Zapatero in Spagna”.

Eppure, secondo Newsweek, Berlusconi “deve ancora trovare il modo di mantenere le sue promesse di tagliare le tasse o stimolare la crescita perchè agli italiani interessa “la stabilità economica”. E, per questo, “eliminare la spazzatura e perseguitare gli immigrati non sarà sufficiente” dato che al momento - fa notare il settimanale - “pagano le tasse più alte d’Europa e hanno i salari più bassi”. La vera popolarità del premier, insomma, si potrà misurare realmente solo tra qualche tempo. Ecco perchè “miracolo”, forse, non è la parola giusta.

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Ore 12- Bombe "grappolo" addio! Ma Usa, Cina, Russia non ci stanno

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroC’è chi, sull’onda dell’entusiasmo, lo definisce un “accordo storico per il disarmo” e chi, forse più realisticamente, parla di accordo “dimezzato”.

Fatto sta che ieri a Dublino 109 paesi hanno finalmente deciso di mettere al bando le bombe “a grappolo”, ordigni fra i più micidiali e vergognosi che hanno causato negli ultimi anni decine di migliaia di morti e feriti.

Come mai allora non c’è l’entusiasmo delle grandi giornate? Semplicemente perché l’incontro di Dublino è stato boicottato da Usa, Cina, Russia,Israele, Pakistan, India, cioè da grandi potenze militari che hanno sempre utilizzato a man bassa le “cluster bomb”, ritenute “indispensabili” nelle operazioni belliche.

Per chi non lo sapesse, le bombe a grappolo sono degli ordigni che, prima di toccare il suolo, rilasciano decine di mini ordigni che dovrebbero esplodere all’impatto con il terreno ma che in pratica restano in agguato pronte a uccidere e a ferire al minimo contatto, anche dopo molti anni. Con la loro forma curiosa e invitante (come palline da tennis colorate) causano il maggior numero di vittime tra i civili e tra i bambini.

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Brown: "Sicuro di battere Cameron". Ma esiste ancora una sinistra in europa?

pubblicato da Alessandro T. in: Esteri


I Labour inglesi provano a rialzare la testa dopo la batosta alle amministrative del primo maggio. Lo fanno per bocca del Premier Gordon Brown che si dice “Sicuro di battere Cameron” se si dovesse andare alle elezioni subito. Non si nasconde dietro a un dito il successore di Blair e analizza una delle più grandi disfatte del partito: “Un duro verdetto, dobbiamo ascoltare e imparare.” Si mette in prima linea e si dichiara responsabile del pessimo risultato conseguito.

I Labour provano a rimettere insieme i cocci, in una situazione molto simile a quella italiana. Venti punti di distacco dai Tories che hanno anche conquistato Londra, soffiando il terzo mandato al sindaco uscente Livingstone. Ma dove possiamo collocare la situazione inglese? E’ realmente colpa di Brown che non è stato capace di portare avanti il lavoro di Tony Blair o anche la sconfitta laburista è da inserire nel contesto di un’Europa che si sposta a destra?

Già, perchè l’Europa, volente o nolente, si sta spostando a destra. Con Sarkozy che sbaraglia la Royal, con la Merkel impegnata a guidare la Große Koalition e con Berlusconi che fa a pezzi il PD, rimane solo la Spagna di Zapatero a tenere alta la bandiera della sinistra europea. E’ un cambio avvenuto per gradi, con una sinistra che la faceva da padrone con Shroeder, Blair, Prodi e Jospin per citarne alcuni, ma che dal 2001 ha iniziato a perdere i suoi pezzi.

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