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Tutti gli articoli con tag gordon brown

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Barack Obama: svolta. Voto + 9. Il presidente eletto degli Usa presenta a Chicago la sua squadra “doc” multi pensante, priva di “nani, veline e ballerine” e con Hillary Clinton segretario di Stato. “Per l’America – dice Obama – è tempo di un nuovo inizio per affrontare le sfide globali del mondo, per primo terrorismo e crisi economica”. Incalza Hillary: “ Usa mai più soli: l’America ha bisogno del mondo e gli altri paesi hanno bisogno dell’America”. E il presidente uscente Bush si confessa alla rete Tv Abc: “La caccia alle armi di distruzione di massa in Iraq, il più grande rammarico della mia presidenza”. L’America è davvero lontana, sia per Berlusconi che per Veltroni.

Gordon Brown: ambientalista. Voto + 9. Arriva dalla Gran Bretagna la richiesta di un tribunale internazionale per la tutela dell’ambiente. Si tratta di un organismo come la Corte internazionale di giustizia dell’Aja per diventare la suprema autorità giuridica sui temi riguardanti l’ambiente. La proposta è dell’ex presidente del Bar Council (Consiglio dell’ordine degli avvocati) Stephen Hockman che, come primo atto del nuovo organismo, chiede di “far rispettare gli accordi internazionali sulla riduzione delle emissioni di gas serra”. Il primo ministro britannico Gordon Brown ha accettato l’idea di Hockman, impegnandosi a sostenerla in tutti i livelli istituzionali internazionali. Per l’Italia, anche l’Inghilterra è lontana.

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Newsweek elogia Berlusconi: "Miracolo in 100 giorni"

pubblicato da fc

Ok, bisogna essere coerenti: gli osservatori internazionali o ci piacciono o non ci piacciono. Non possono essere di nostro gradimento solo quando parlano bene di noi. Il Pdl, di questo, prenda nota. Perchè succede, oggi pomeriggio, che le agenzie battono la traduzione di un pezzo di Newsweek sul governo Berlusconi dal titolo “Miracolo in 100 giorni” ed è subito pioggia di dichiarazioni di esultanza da parte dei peones forzisti pronti a bacchettare l’opposizione: avete visto come si parla bene di noi all’estero? strumentalizzando, così, quei giornali definiti fino a due giorni fa poco obiettivi o, nel peggiore dei casi, “mistificatori della realtà”.

Il settimanale americano, nella sostanza, dice che Berlusconi, nei suoi primi 100 giorni al potere ha compiuto l’impossibile: “ha stabilito un controllo su questa apparentemente ingovernabile nazione a un livello senza precedenti nella moderna storia italiana”. Cita, quindi, a titolo esemplificativo il caso dei rifiuti di Napoli e il pugno fermo in materia di sicurezza nella lotta alla criminalità. Spiega, così, che in Italia il premier “ha un’approvazione del 55%, superiore a quella di Gordon Brown in Gran Bretagna, Nicolas Sarkozy in Francia e Josè Luis Rodrìguez Zapatero in Spagna”.

Eppure, secondo Newsweek, Berlusconi “deve ancora trovare il modo di mantenere le sue promesse di tagliare le tasse o stimolare la crescita perchè agli italiani interessa “la stabilità economica”. E, per questo, “eliminare la spazzatura e perseguitare gli immigrati non sarà sufficiente” dato che al momento - fa notare il settimanale - “pagano le tasse più alte d’Europa e hanno i salari più bassi”. La vera popolarità del premier, insomma, si potrà misurare realmente solo tra qualche tempo. Ecco perchè “miracolo”, forse, non è la parola giusta.

Ore 12- Bombe "grappolo" addio! Ma Usa, Cina, Russia non ci stanno

pubblicato da Massimo Falcioni

altroC’è chi, sull’onda dell’entusiasmo, lo definisce un “accordo storico per il disarmo” e chi, forse più realisticamente, parla di accordo “dimezzato”.

Fatto sta che ieri a Dublino 109 paesi hanno finalmente deciso di mettere al bando le bombe “a grappolo”, ordigni fra i più micidiali e vergognosi che hanno causato negli ultimi anni decine di migliaia di morti e feriti.

Come mai allora non c’è l’entusiasmo delle grandi giornate? Semplicemente perché l’incontro di Dublino è stato boicottato da Usa, Cina, Russia,Israele, Pakistan, India, cioè da grandi potenze militari che hanno sempre utilizzato a man bassa le “cluster bomb”, ritenute “indispensabili” nelle operazioni belliche.

Per chi non lo sapesse, le bombe a grappolo sono degli ordigni che, prima di toccare il suolo, rilasciano decine di mini ordigni che dovrebbero esplodere all’impatto con il terreno ma che in pratica restano in agguato pronte a uccidere e a ferire al minimo contatto, anche dopo molti anni. Con la loro forma curiosa e invitante (come palline da tennis colorate) causano il maggior numero di vittime tra i civili e tra i bambini.

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Brown: "Sicuro di battere Cameron". Ma esiste ancora una sinistra in europa?

pubblicato da Alessandro T.


I Labour inglesi provano a rialzare la testa dopo la batosta alle amministrative del primo maggio. Lo fanno per bocca del Premier Gordon Brown che si dice “Sicuro di battere Cameron” se si dovesse andare alle elezioni subito. Non si nasconde dietro a un dito il successore di Blair e analizza una delle più grandi disfatte del partito: “Un duro verdetto, dobbiamo ascoltare e imparare.” Si mette in prima linea e si dichiara responsabile del pessimo risultato conseguito.

I Labour provano a rimettere insieme i cocci, in una situazione molto simile a quella italiana. Venti punti di distacco dai Tories che hanno anche conquistato Londra, soffiando il terzo mandato al sindaco uscente Livingstone. Ma dove possiamo collocare la situazione inglese? E’ realmente colpa di Brown che non è stato capace di portare avanti il lavoro di Tony Blair o anche la sconfitta laburista è da inserire nel contesto di un’Europa che si sposta a destra?

Già, perchè l’Europa, volente o nolente, si sta spostando a destra. Con Sarkozy che sbaraglia la Royal, con la Merkel impegnata a guidare la Große Koalition e con Berlusconi che fa a pezzi il PD, rimane solo la Spagna di Zapatero a tenere alta la bandiera della sinistra europea. E’ un cambio avvenuto per gradi, con una sinistra che la faceva da padrone con Shroeder, Blair, Prodi e Jospin per citarne alcuni, ma che dal 2001 ha iniziato a perdere i suoi pezzi.

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Londra palestra di democrazia

pubblicato da Luca Landoni

Anche l’ultimo baluardo laburista è caduto. La disfatta di Gordon Brown si è imprevedibilmente completata con la perdita della capitale, dopo che per tutta la giornata di ieri si erano rincorse le notizie sul grande recupero di Ken Livingstone, sindaco carismatico e capace di convogliare su di sè molti consensi al di là del partito stesso. Fino all’ultimo Livingstone ha lottato ma infine ha dovuto soccombere di fronte alla forza conservatrice rappresentata da Boris Johnson.

Quest’ultimo ha parlato di grande vittoria e ha sottolineato di sperare che “queste elezioni dimostrino che i Tory sono diventati nuovamente un partito di cui ci si può fidare”. Di fatto il grande successo conservatore spiana la strada al partito di David Cameron, come dicevamo ieri, in vista delle elezioni politiche del 2010 (o prima) rischiando di aprire davvero una nuova era nei rapporti di forza anglosassoni.

Quale riflesso potrà avere tutto ciò sulla politica italiana è ancora da vedersi. Probabilmente poco o punto, ma una lezione se ne può trarre senza tema di sembrare anglofili come certamente è chi vi sta scrivendo. Il primo pensiero del neo-sindaco Johnson è andato infatti al suo predecessore Livingstone, del quale ha sottolineato la grande forza morale. Oltre a sottolineare il valore politico-amministrativo del sindaco laburista, Johnson ha infatti ricordato come il giorno dell’attacco a Londra il 7 luglio 2005, egli abbia parlato a nome della città incarnandone appieno la fierezza.

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Amministrative inglesi: batosta per i laburisti

pubblicato da Luca Landoni

Che il post-Blair si presentasse assai difficile non è notizia di oggi. Il successore dell’ultralongevo e carismatico ex-premier non poteva non pagare dazio alla personalità del suo predecessore, in una sorta di effetto-Thatcher sull’altra sponda del Tamigi, ma certo che in queste proporzioni la sconfitta sa di terrificante disfatta, quasi ai livelli italiani. E’ pur vero che Gordon Brown non ha potuto contare sui risultati della natia Scozia, anche se è tutto da vedere che lo premiasse, ma alla fine è l’Inghilterra che conta (votava comunque anche il Galles) e gli elettori albionici hanno bocciato senza appello la politica laburista.

Ma vediamo i termini della disfatta. A due terzi di scrutinio i Lab sarebbero attestati su un modestissimo 24%, a venti punti secchi dai Tories, e addirittura dietro i liberaldemocratici, che guadagnerebbero il 25% (risultato tra l’altro neanche troppo entusiasmante). Ragionando di seggi, su un totale di 4.102, il partito di Gordon Brown ne perderebbe 161, regalandone 148 ai conservatori e dieci ai liberaldemocratici. I Laburisti perderebbero sei consigli comunali, mentre i conservatori ne recupererebbero sette.

Mentre il premier commentava con toni apocalittici la peggior sconfitta laburista da quarant’anni a questa parte, la memoria tornava alle prime elezioni sostenute da John Major, quando un giovane Tony Blair infliggeva una storica batosta ai nipotini della Thatcher, esattamente nelle stesse proporzioni di oggi. E’ indubbio che questa debba considerarsi la grande vittoria del giovane leader tory David Cameron (nella foto), e trampolino di lancio per la sua futura carriera politica.

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