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Tutti gli articoli con tag governo

Ma allora come finisce col valore legale del titolo di studio?

pubblicato da Guido

valore legale titolo di studio

Ancora una volta, l’ennesima nel giro di pochi anni, in un Consiglio dei Ministri si è tornati a parlare dell’annosa questione del valore legale del titolo di studio. E ancora una volta si è deciso di non decidere, di intervenire con il bisturi anziché con il machete, cercando di cambiare poco affinché tutto cambi. Già Letizia Moratti, quando era ministro dell’Istruzione, provò ad aggirare questo totem, e da ultimo ci sta provando il governo di Mario Monti. E anche se il risultato è stato un nuovo rinvio, tutto fa pensare che stavolta si faccia sul serio. Ma qual è la questione sul tavolo, e perché divide così tanto?

In Italia, seguendo una dottrina condivisa da tutta Europa, la laurea è un certificato rilasciato dalle autorità accademiche, e come ogni certificato è uguale per tutti. Davanti alla legge non c’è differenza tra un laureato in una qualche famosa università, magari privata, e un laureato in un minuscolo e scalcinato ateneo di qualche regione svantaggiata. Questo discorso vale soprattutto, se non esclusivamente, per i concorsi pubblici, perché in tutte le altre circostanze l’ateneo di provenienza è una discriminante essenziale per l’assunzione e per il curriculum.

La dottrina che il governo vorrebbe applicare proviene invece dagli Usa, dove la laurea non ha valore legale. Il valore del titolo di studio deriva unicamente dalla provenienza: un laureato alla Columbia, o a Harvard avrà sempre una marcia in più rispetto a uno proveniente da università meno prestigiose. Se la questione si fermasse qui, sarebbe tutto relativamente semplice. Il discorso si complica quando si arriva alla messa in pratica: in primo luogo quello che spaventa il governo (e che ha provocato la levata di scudi dei ministri Cancellieri e Severino) è il caos che si verrebbe a creare nei concorsi pubblici, dove in linea teorica i laureati potrebbero essere messi sullo stesso piano dei non laureati in possesso di altre caratteristiche richieste.

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Dove sta andando la Lega Nord?

pubblicato da Andrea Signorelli

lega nord milano

Il ritorno alla secessione e Mario Monti come nemico assoluto: è questa la strada che Umberto Bossi ha intrapreso per tenere in piedi una Lega che, come hanno dimostrato le invocazioni a Maroni, gli inviti a Reguzzoni a dimettersi e i fischi in alcuni passaggi del discorso di Bossi, è ormai lacerata all’interno. Mentre la contrapposizione tra il vecchio capo e il suo delfino di sempre rischia di spaccare in due anche la base. Ma se la linea oltranzista intrapresa dal capo può servire a celare gli scontri, il rischio è che porti il partito a essere sempre più isolato nel panorama politico.

“La Lega è determinante per il governo politico della Lombardia quanto il Pdl lo è per Veneto e Piemonte - replica il segretario Pdl Angelino Alfano - L’alleanza sta attraversando un momento di difficoltà, ma non la consideriamo archiviata”. Alle parole di Bossi, che ha minacciato di far cadere il governo della Lombardia se Berlusconi non farà cadere il Governo Monti, risponde più duramente il Presidente della regione Formigoni: “E’ una logica del ricatto, inutile innescare reazioni a catena che metterebbero a rischio diverse amministrazioni del nord. Abbiamo il dovere di rispettare gli accordi fatti davanti ai cittadini”.

Anche i dirigenti pidiellini più vicini alla Lega si distanziano da Bossi, come l’ex super-ministro Tremonti: “Non voglio occuparmi degli altri partiti, ma in questo momento è importante la stabilità”. A dare a Bossi e i suoi una sorta di pacca sulla spalla di simpatia è invece proprio il nemico individuato dai leghisti per il 2012, Mario Monti: “Ho seguito con simpatia i primi passi della Lega e penso che molte cose che stiamo facendo rispondano alla sua ispirazione originaria. Se la Lega si guarda dentro il cuore e pensa ai propri principi fondamentali sarà meno opposta al nostro lavoro”.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Una nave che sta per affondare, un Paese che cerca di evitarlo. Sul Giglio del burrone

Il comandante Schettino chiama in causa la compagnia sulla storia dell’inchino, ma la Costa replica infastidita. Intanto la vicenda della Concordia è ormai un tormentone mediatico che suscita nel pubblico fenomeni di repulsione televisiva. Rottura di scatole nere

Il Pdl è spaccato sul sostegno al governo Monti. Ma il nucleo centrale del partito….qual è il nucleo centrale del partito??? La zoccola dura

Bersani pizzicato in un bar di Campo de’ Fiori, da solo e davanti a una birra, a scriversi l’intervento per l’assemblea nazionale del Pd. Il museo delle Ceres

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

La maggioranza strana che appoggia il governo Monti esce alla luce del sole. Ora è fuori dal tunnel…ma il divertimento non si era visto nemmeno prima. Soprattutto per gli italiani ormai ridotti a brucare l’erba per sfamarsi. Capra-rezza

La Concordia che affonda, il capitano che fugge. E’ un po’ la metafora di questo Paese e della sua classe dirigente. Casta…Crociere

Un cuoco di bordo: “Dopo lo speronamento il capitano ci ordinò la cena per le 22-22.30. Era in compagnia di una donna”. Che self-control, caro Schettino, beata e smutandata incoscienza. Finché la braca va…

Un enorme pachiderma a mollo, sdraiato e arenato sulle rocce. L’ultima volta che si era vista una scena così si trattava di Giuliano Ferrara in vacanza a Capri. Scoglio-nato

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Addio al 2011, ultimo anno berlusconiano. Finalmente anche la Befana ha deciso di rilassarsi, ha rinunciato al botox e al silicone e ha rimesso le vecchie scarpe rotte. Merry Christmas and Papy New Year

Tutti appenderanno la solita calza e qualcuno proverà a metter su le autoreggenti. Ma forse la vecchietta che passa dalla canna fumaria le riempirà soprattutto di carbone. Fumano i (ca)Minetti

Con l’Epifania arriva una raffica di rincari. E gli italiani hanno sempre la solita, spiacevole sensazione di prenderlo in quel posto. La Bef-anal

I peones alla prima legislatura che puntano alla pensione possono probabilmente sfregarsi le mani. E’ difficile che i partiti tolgano la fiducia a Monti anzitempo. Tutti Razzi per amore

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Culto della personalità, propaganda populista, fan disperati per la fine di un’esperienza politica. Si scrive Pyongyang, si legge Arcore. Kim Jong (S)Il(vio)

Dopo un decennio lo Statuto dei lavoratori e l’articolo 18 tornano al centro dello scontro. Nel frattempo abbiamo perso 10 anni, trascorsi senza crescita e con poche riforme. E il clima economico è sempre più freddo. Lo starnuto dei lavoratori

Il governo tecnico comincia ad assaggiare le ruvidezze della polemica politica. I nervi iniziano a venire a fior di pelle e gli incidenti diplomatici sono sempre dietro l’angolo. Umore (For)nero

Il leghista Fugatti a Rai3 intento in un esercizio di equilibrismo: “Napolitano contro la secessione? Dal suo punto di vista ha ragione”. Un genio del surreale. Ce ne sono pochi come lui. Quattro (Fu)gatti

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il governo tentenna sull’asta delle frequenze tv e la grande maggioranza che lo sostiene si spacca clamorosamente. Vuoi vedere che su un tema in fondo non centrale Monti rischia di cadere e andare a casa. Asta…la vista, amigo

L’esecutivo che doveva liberalizzare tutto si è inceppato, alla fine, proprio sull’apertura ai mercati. Si spera torni alla carica. Ha segnato il Passera

Apprezzamenti di carattere pastorale intorno alla Lega di lotta. Fini rivolto al gruppo del Carroccio in Aula: “Fischiano i pecorai non i deputati”. Vendola: “Ora abbaiano dopo aver belato per anni”. In (o)vino veritas

Si sa, però, che dalle parti di via Bellerio l’animale prediletto non è la pecora, bensì il maiale. Po(r)co di buono

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

L’auto-taglio dell’emolumento di solito viene molto male, un po’ come l’auto-taglio dei capelli. Meglio affidarsi allora a un barbiere tipo Monti? Che sfortuna per la casta. Sfiga-ro qua, Sfiga-ro là

I parlamentari si sentono dei perseguitati. Poverini. E frignano: “Volete pure tagliarci la testa?”. Si sfogano, ma intanto lo stipendio proprio non se lo riducono. Cara diaria

D’altronde, si sa, i tacchini non amano il Natale. E i politici danno l’impressione di traccheggiare, di prendere tempo pur di non finire allo spiedo. Obtorto pollo

A Roma intanto ci si accapiglia in modo surreale sui romantici lucchetti di Ponte Milvio. Alemanno ha bisogno di qualche piccola arma di distrazione di massa. E l’amore o i giovani sono “topoi” perfetti…in pieno stile berlusconiano. Ponte Silvio

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il governo stanga gli automobilisti, la benzina sale e il Natale sarà un po’ più povero per chi deve spostarsi. Ma un qualche dubbio (anche non amletico) Monti non poteva porselo sui rincari alla pompa? Esso o non Esso, questo è il problema

Una volta i Magi portavano oro, incenso e mirra. Ora magari nel presepe ci vorrebbe qualche litro di carburante in più, come auspicava già trent’anni fa Rino Gaetano. I Re M-Agip

Il vero disegno dell’esecutivo è chiaro. Partire dalla benzina per lasciarci in mutande. Str-Ip tease

Di fatto i possessori di un qualunque veicolo sono da sempre tra le categorie più tartassate dal Fisco. Pensiamo agli autotrasportatori: sudano sette camicie per tirare avanti. Ti puzzano le a-Shell

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Stangata, spiragli per le pensioni fino a 1400 euro? Pd diviso sullo sciopero

pubblicato da il passator cortese

Qualcosa si muove, e in positivo, sul fronte più caldo, quello delle pensioni. La commissione Lavoro della Camera chiede al governo di sbloccare l’indicizzazione delle pensioni fino agli assegni di 1400 euro, ossia tre volte il minimo.

La proposta è contenuta nel parere approvato dalla commissione con il voto favorevole di tutti i gruppi tranne la Lega. Il vice ministro Michel Martone commenta così: “Il governo prende atto della responsabilità della commissione ed è disposto a ragionare a saldi invariati”.

Ma le acque restano agitate. Non solo per lo sciopero di lunedì indetto unitariamente da Cgil-Cisl-Uil. Il Partito democratico pare sulle orme che già furono della Lega nel precedente governo, quelle del partito di lotta e di governo.

“Ascolteremo i lavoratori e saremo al presidio”. Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, con un’intervista ad Affaritaliani.it, annuncia che sarà in piazza coi lavoratori in occasione dello sciopero generale di lunedì 12 dicembre proclamato dai sindacati confederali. 
”I sindacati rappresentano milioni di lavoratori che non riconoscono l’equità necessarie nei provvedimenti del governo e si mobilitano”.

Siamo alle solite? Sì, con il Pd sempre nel mezzo, con i suoi “nì”. Perché il Pd non fa un comunicato ufficiale di appoggio allo sciopero? Chissà che ne pensano i Veltroni, Fioroni, Gentiloni e tutti gli amici e compagni pronti a impallinare Bersani (più che Monti)?