
Il 2009 volge al termine ed è tempo di bilanci. In attesa di conoscere l’esito dell’indice di gradimento dei ministri del Governo Berlusconi (ricordati di votare qui), lanciamo un sondaggio vero e proprio sull’operato del Governo.
Dal momento che non avrebbe molto senso chiedere semplicemente un giudizio positivo o negativo, che sarebbe eccessivamente influenzato dalle posizioni politiche dei votanti, abbiamo deciso di distinguere la scelta tra i due schieramenti “ideologici” se mi passate il termine. In altre parole, come vedrete, vi viene chiesto anche se (in linea di massima) appartenete al centro-sinistra o al centro-destra. Avremo così un punto d’analisi più ponderato su cui riflettere.
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Rimane sempre lui il mattatore quasi esclusivo nei commenti dei media internazionali: stiamo parlando ovviamente di Silvio Berlusconi, che è anche questa settimana l’oggetto di una grande quantita di articoli da parte delle testate d’oltralpe.
Cominciamo dalla tedesca Frankfurter Rundschau, che si è espressa duramente sul progetto di legge sul processo breve:
Decine di migliaia di imputati in Italia possono rallegrarsi del recentissimo scudo giudiziario che deve proteggere il capo del governo Silvio Berlusconi dalle condanne. Uno dei beneficiari è il comproprietario dell’ex stabilimento Eternit Stephan Schmidheiny. Il processo a Torino, nel quale l’industriale svizzero deve rispondere di 2000 decessi per l’amianto, andrà probabilmente in prescrizione grazie al disegno di legge per salvare Berlusconi. Come pure il processo contro l’ex patron della Parmalat Calisto Tanzi. Migliaia di piccoli risparmiatori che hanno perso i loro risparmi nel 2003 a causa del crack da 14 miliardi di euro, vedono svanire la speranza che i colpevoli vengano condannati
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Una settimana fa eravamo alla Festa della Libertà di Milano (qui la prima, la seconda e la terza parte del reportage di V.) e ignari delle battutacce del premier su Michelle Obama, abbiamo deciso di occuparci di cose serie, chiedendo ai militanti di indicarci i principali impegni che, a loro avviso, il governo Berlusconi ha realizzato.
Ne è uscita fuori una lista interessante, che abbiamo sottoposto ai lettori di polisblog attraverso un sondaggio che è restato aperto per una settimana. I risultati che abbiamo ottenuto sono molto strani: da una parte infatti, non potrebbero essere più diversi. Sotto altri aspetti, invece, si rivelano assolutamente identici.
La maggioranza assoluta delle risposte infatti va all’opzione “non so”: presumibilmente un modo per molti lettori per contestare l’assunto alla base del nostro sondaggio, ovvero che il governo abbia rispettato qualche impegno significativo per il paese.

Nel corso della settimana appena trascorsa, sui media stranieri, non si è parlato solo dello scontro tra Berlusconi e quanti manifestano per la libertà di stampa e delle battute del Presidente del Consiglio su Michelle Obama “abbronzata”. Si è discusso anche dell’approvazione da parte del parlamento italiano di uno “scudo fiscale” per il rientro dei capitali dall’estero.
In Olanda, NRC Handelsblad si è espresso negativamente rispetto al provvedimento:
Gli evasori fiscali italiani possono rilassarsi e prendere fiato. Il Senato approva oggi una legge che rende possibile riciclare il denaro sporco depositato all’estero a condizioni molto convenienti. (..) Nessun altro Paese sta considerando un approccio così timido come quello italiano
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Tra i temi all’attenzione dei media stranieri questa settimana, il perdurante conflitto tra il presidente del consiglio italiano e la stampa occupa senza dubbio un posto di rilievo.
Ha suscitato particolare clamore un bruciante editoriale dell’Economist, che ha espresso il suo sostegno per la manifestazione nazionale per la libertà di stampa di oggi a Roma, affibbiando al capo del governo paragoni poco lusinghieri:
Sabato 3 ottobre si terrà a Roma una manifestazione per difendere la libertà di stampa - non in una lontana dittatura, ma proprio in Italia. I giornalisti che l’hanno indetta hanno buone ragioni per preoccuparsi. (..) Per quanto riguarda almeno questo aspetto, l’Italia di Berlusconi si sta allontanando dall’Europa occidentale per diventare più simile alle deboli democrazie dell’est. (..) Le ordinanze di Berlusconi sembrano parte di un progetto per spazzare via le ultime enclavi ribelli rimaste nei media italiani
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L’Italia, nel bene e nel male, resta un paese cattolico.
Quindi anche di elettori cattolici. I quali, stando ai dati di Ipsos, non vogliono il “partito della Chiesa”, si allontanano dalla politica, sono delusi del governo Berlusconi ma stanno alla larga dal Pd, beneficiando (in parte) l’Udc e soprattutto incrementando l’area del non voto.
Insomma, un nuovo dato che dimostra che c’è una situazione in movimento che potrebbe innescare l’avvio di nuovi processi politici.
Il nuovo partito di centro di Casini, Pezzotta ecc., le mosse di Francesco Rutelli nel Pd, gli assist di Luca Cordero di Montezemolo, persino l’uscita di Giorgio La Malfa dal Pdl, per non parlare delle fibrillazioni di Fini, sono tasselli “liberi” che cercano una nuova composizione per una nuova sintesi politica.
E’ Rutelli, sornione, in questa fase, il più attivo. L’ex leader della Margherita è già “oltre” il congresso del Pd: addirittura lavora per creare “suoi” gruppi parlamentari alla Camera e al Senato. Non solo.
L’ambizione di Rutelli è alta: (ri)costruire un’area (un partito?) laica, liberale, moderata ma riformista, modellata su molte idee forza di Obama. Abbandonare il Pd, rifare Margherita ex novo, non più con gli “avanzi” della ex DC.
L’idea dell’ex sindaco di Roma trova interlocutori interessati: nel Pd, nelll’Udc ma anche nel Pdl. Rutelli non si accontenta del grande centro di Casini, cerca nuovi spazi. E nuove avventure.
Determinante, per salpare, sarà l’evoluzione della crisi del berlusconismo.

Il settimanale americano “Time” ha dedicato alla crisi della sinistra europea un interessante articolo dal titolo beffardo: “Left Behind“. In un periodo in cui si sprecano fiumi di inchiostro sulle ragioni della paralisi del PD, può essere interessante approfittare di questo pezzo per situare il caso italiano nel più generale contesto europeo.
Secondo l’autore Josef Joffe oltre a più banali ragioni di carattere strutturale (il declino delle tradizionali basi sociali dei partiti di sinistra), ce ne sono altre, più interessanti, che riguardano il posizionamento relativo dei partiti sullo spettro politico:
Dappertutto i conservatori o i cristiano-democratici si sono spostati verso sinistra. Ci hanno dato una socialdemocrazia senza i socialdemocratici. Sono diventati pro-welfare e ambientalisti; si sono perfino appropriati lentamente – ma con decisione – delle rivendicazioni culturali della sinistra, come i diritti dei gay e il femminismo

Ai vibranti attacchi di Berlusconi all’Unione Europea di qualche settimana fa, in occasione della vicenda migranti, ho dedicato all’epoca una serie di post di analisi, sostenendo che si trattava di un processo di travasamento del conflitto verso l’esterno, determinato in parte da un continuo bisogno di nemici proprio del berlusconismo, e le cui conseguenze sono in gran parte imprevedibili.
Qualche giorno fa è comparsa sulla pagina web del Gerson Lehrman Group un interessante articolo che torna su quella vicenda, mettendo in luce i pericoli di una deriva anti-europea del nostro paese. Secondo quanto riporta Wikipedia, GLG gestisce “un network di oltre 200.000 esperti che forniscono servizi di consulenza alle imprese”. Uno di essi scrive per l’appunto:
E’ stato l’ultimo in una serie di scontri tra il governo Berlusconi e attori esterni come la Commissione Europea e la stampa straniera. Dal punto di vista di Berlusconi, i commenti dei funzionari UE vengono utilizzati in maniera scorretta dai partiti di opposizione a fini domestici. Da una prospettiva europea, il governo italiano sembra essere eccentrico rispetto alle pratiche ampiamente condivise ed accettate di dibattito e di libertà di parola in una società democratica. (..) Sta diventando sempre più chiaro che l’Italia rischia l’isolamento nell’UE (..).

Uno degli argomenti più utilizzati in questi anni dai sostenitori dell’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486 è stato il fatto che essa sia già da tempo utilizzata nella stragrande maggioranza dei paesi europei ed occidentali. Per questo motivo è interessante vedere come sono state accolte, dalla stampa estera, le notizie degli sviluppi di questi ultimi giorni.
Questa settimana non ci sono state infatti solo le approfondite analisi sul declino del nostro paese di Financial Times e Der Spiegel, ma anche chi, come il Washington Post, ha parlato della pillola più controversa d’Italia:
Sviluppata nei primi anni ’80 in Francia, il Mifepristone o RU-486 è disponibile come farmaco da vendersi su ricetta medica negli Stati Uniti e in quasi tutta l’Unione Europea tranne in alcuni dei paesi più cattolici come il Portogallo, l’Irlanda e finora in Italia.(..) Resta da vedere quanti dottori la prescriveranno dal momento che, secondo un rapporto del Ministero della Salute, circa il 70% dei medici italiani sono “obiettori di coscienza” che rifiutano di praticare aborti nelle loro cliniche o ospedali.

Che il governo Berlusconi IV non fosse esattamente un paladino dell’ambiente e delle energie rinnovabili, lo si era già capito lo scorso autunno, quando l’esecutivo italiano si era strenuamente opposto all’accordo europeo sul clima prima, e poi aveva annunciato l’uscita dell’Italia dall’accordo di Kyoto dal 2012 e proposto di togliere gli sgravi al risparmio energetico col pacchetto anticrisi.
Vedendo le notizie di questi giorni, di certo non si può accusare la maggioranza di avere una linea ondivaga e contradditoria sull’argomento. Leggo infati su L’Espresso che:
“La bozza (di linee guida alla legge 387 del 2003, ndr) presentata dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, prevede per gli impianti solari ed eolici, al di sopra rispettivamente di 20 e 60 kW, una tale ridda di studi, pareri e divieti da, da rischiare di affossare l’energia verde in Italia”
Continua a leggere: Il Governo contro le energie rinnovabili: stop a eolico e solare termodinamico