
Walter Veltroni ha da poco completato la presentazione del suo governo ombra al Tempio di Adriano quando, le agenzie, battono i primi lanci sulle dimissioni dei giovani democratici da membri dell’assemblea costituente nazionale della Sinistra Giovanile.
Costretti ad aver appreso la nomina della ventinovenne Pina Picierno a ministro ombra delle politiche giovanili dai mezzi di informazione, i giovani del Pd spiegano in una lunga nota di sentirsi esclusi dai processi decisionali del partito. Soprattutto quando si tratta, come in questo caso, di questioni che li riguardano da vicino.
La loro, è una vera e propria forma di ribellione nei confronti di chi, scrivono, persevera in “scelte di retroguardia volte solo a conservare gli equilibri dei gruppi dirigenti”.
E’ proprio vero, allora, che a Walter Veltroni la débâcle elettorale non ha insegnato nulla.
Ultim’ora: Walter Veltroni ha presentato il suo governo ombra, che sarà così composto: Piero Fassino (Esteri), Marco Minniti (Interno), Pierluigi Bersani (Economia), Enrico Letta (Lavoro, salute e politiche sociali), Matteo Colaninno (Sviluppo Economico), Lanfranco Tenaglia (Giustizia). E poi, per arrivare ai 21 ministri di Berlusconi e ricalcarli tutti, abbiamo anche:
Maria Pia Garavaglia ministro ombra dell’Istruzione, Roberta Pinotti della Difesa, Alfonso Andria delle Politiche agricole, Ermete Realacci dell’Ambiente, Andrea Martella delle Infrastrutture e trasporti, Vincenzo Cerami ai Beni culturali, Giovanni Melandri alla Comunicazione, Sergio Chiamparino alle Riforme per il federalismo, Mariangela Bastico ai Rapporti con le Regioni, Linda Lanzillotta alla Pubblica amministrazione e innovazione, Vittoria Franco alle Pari opportunita’, Beatrice Magnolfi alla Semplificazione normativa, Maria Paola Merloni alle Politiche comunitarie, Michele Ventura all’attuazione del programma, Pina Picerno alle Politiche per i giovani.
Da notare il polemico inserimento del ministro delle Telecomunicazioni al posto di quello ai Rapporti col Parlamento, unica variazione rispetto all’esecutivo in carica. In generale, la squadra presenta nomi importanti, anche se spicca l’esclusione di D’Alema. Enrico Morando sarà il coordinatore del governo ombra, mentre Riccardo Franco Levi avrà il ruolo di portavoce.
Da notare infine che le donne presenti sono nove contro le quattro del governo Berlusconi.