Europa: Gran Bretagna, stop alle restrizioni per i politici israeliani. Lo ha dichiarato ieri il Ministro degli esteri britannico William Hague, nel corso di una sua visita in Israele.
Durante un discorso televisivo all’emittente israeliana Channel 10, Hague ha ribadito che le autorità di Tel Aviv possono essere sicure che non rischieranno di essere arrestate in Gran Bretagna e che la legge che lo consentiva sarà presto modificata.
L’oggetto del contendere era una legge britannica che consentiva di spiccare mandati d’arresto sul territorio nazionale nei confronti degli indagati per crimini di guerra provenienti da qualsiasi Paese. E siccome numerosi esponenti di spicco del Governo, delle autorità e del mondo politico israeliano (da Barak a Tzipi Livni) devono fronteggiare accuse di questo tipo, l’imbarazzo che si era creato nelle relazioni tra Gran Bretagna e Israele aveva iniziato ad assumere proporzioni sempre maggiori.
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Nuovo capitolo della storia britannica. Cameron e Clegg hanno, in due, un’età di poco superiore a quella del Cav da solo. Che conclusione dobbiamo trarne? Meno male che il sauro c’è
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La sensazione è quella di essere ad un punto di rottura. La crisi avanza nonostante l’ottimismo di stato (solo) italiano, inizia ad essere una pratica e una strategia comune il rapimento dei mega manager, barconi di ragazzi abbandonati a loro stessi che cercano la traversata affondano nel Mediterraneo; il presidente dell’Eurogruppo al Parlamento europeo Juncker definisce le prospettive dell’economia “eccezionalmente cattive” e la crisi dell’occupazione “drammatica con grandi rischi di rottura della coesione sociale”.
Londra intanto si sta preparando al summit dei G20 di giovedì in un clima di tensione che ricorda quello del G8 di Genova del 2001. Le autorità danno per scontati violenti disordini in occasione delle proteste del movimento anti-capitalista (chiamato dai media in maniera volutamente errata e anacronistica ancora no global) che scenderà in piazza. Un esercito di 10 mila agenti antisommossa è pronto a fronteggiare i manifestanti che sfileranno nella capitale britannica.
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Il pacchetto sicurezza è ormai a un passo dall’entrata in vigore. Tra le varie norme che prevede vi sono l’obbligo di registrarsi all’anagrafe, di avere un reddito e un’abitazione che rispetti le norme igienico-sanitarie, la confisca di case affittate a clandestini e l’istituzione di una banca dati del DNA, al fine di controllare la veridicità dei ricongiungimenti familiari. Sarà infine attuato il censimento obbligatorio di tutti gli occupanti dei campi nomadi (non solo rom quindi), bambini compresi, fatto che ha scatenato una ridda di polemiche in parte riportate da Polisblog.
E’ prevista infine l’introduzione dei reati di accattonaggio e immigrazione clandestina, altra novità per la quale il governo è stato accusato di razzismo, discriminazione razziale e quant’altro. Ma siamo davvero così intolleranti come si dice? Per rispondere alla domanda, il Senato della Repubblica ha commissionato uno studio approfondito sulla regolamentazione di questo reato nei principali paesi europei.