Guido Bertolaso non potrà fregiarsi della cittadinanza onoraria dell’Aquila. La proposta avanzata dai rappresentanti aquilani di Pdl e Udc è stata infatti bocciata dalla Commissione Affari istituzionali e Regolamenti del Comune.
Contro la proposta di attribuire l’importante riconoscimento simbolico a Bertolaso si sono espressi 14 dei consiglieri comunali presenti, mentre la Destra ha preferito l’astensione: 2 soli i voti favorevoli. La maggioranza di centrosinistra ha così dimostrato di non apprezzare quanto emerso nelle ultime inchieste della magistratura e, probabilmente, anche l’andamento complessivo della ricostruzione in abruzzo.
Particolarmente critica verso Bertolaso la posizione dell’Italia dei valori, mentre il presidente Pdl della Regione, Chiodi, ha espresso la propria tristezza per la “brutta figura” dell’Amministrazione comunale. Sarà forse il caso di rinviare la pratica a quando certe vicende giudiziarie avranno trovato una conclusione…

Il terremoto registrato lo scorso anno a l’Aquila è diventato oggi l’argomento per riempire i vari contenitori televisivi di solito farciti con quella parte di attualità che di reale non ha nemmeno più i protagonisti.
All’Aquila, per ricordare le vittime è arrivata persino, Lorena Bianchetti che per l’occasione ha confezionato uno speciale dell’Italia sul Due che abitualmente pone l’accento su quanto accade ai naufraghi di Simona Ventura.
Di quanto successo tra la notte del 5 e il 6 aprile del 2009 ha deciso di occuparsene persino Federica Sciarelli che ieri sera ha dedicato una parte di “Chi l’ha visto?”, storico programma di RaiTre nato per rintracciare le persone scomparse, agli aquilani che non abitano più nelle case distrutte dal sisma.
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L’inchiesta aperta a Trani su Silvio Berlusconi, e le persone che con lui progettavano la chiusura di Anno Zero, non dovrebbe stupirci. Negli ultimi mesi l’asticella del limite si è spinta sempre un po’ più avanti fino ad annullarsi. Per capirlo è sufficiente ragionare su quanto è successo a partire dal 9 febbraio 2009.
Nella stessa notte in cui Eluana Englaro morì, dopo una battaglia legale estenuante portata avanti dal padre Beppino, Enrico Mentana lasciava Mediaset dicendo a voce alta quello che in molti da tempo sussurravano all’orecchio a vicino.
L’azienda di Silvio Berlusconi non permette ai giornalisti di fare il proprio lavoro. Altro che caimano (così si intitolava un film di Nanni Moretti realizzato ispirandosi al Premier). Il vero vincitore è sempre, come sostenuto da George Orwell, il Grande Fratello (il format televisivo è stato estrapolato dal romanzo 1984 dello stesso Orwell).
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A SkyTg24 va riconosciuto il merito di investire sulle pluralità delle voci. Mentre la domenica Edoardo Raspelli prova a mangiare più lasagne di Massimiliano Ossini il telegiornale diretto da Emilio Carelli raccoglie le proteste degli abitanti dell’Aquila.
Città la cui ricostruzione è in alto mare. Qualcosa, dopo il terremoto, non ha funzionato e il Partito del fare, come osserva Concita De Gregorio sull’Unità, è diventato quello del malaffare.
La trasformazione sta avvenendo progressivamente.
A Guido Bertolaso, chi di dovere, ha chiesto solo di rispondere sullo scandalo legato agli appalti truccati. Nessuno, neanche all’opposizione, ha deciso di analizzare i fatti. Nessuno ha provato a capire che i fallimenti del Capo della Protezione Civile.
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La cattiva reputazione dell’Italia politica all’estero si è costruita nel tempo attorno a svariate parole chiave. Una di esse è sicuramente “corruzione”, e alle principali testate straniere non è certo sfuggita la “nuova tangentopoli” di queste ultime settimane.
Lo spagnolo El Pais ha scritto ad esempio:
Non saranno forse i casi di corruzione più gravi e spettacolari che ha dovuto affrontare l’Italia, ma sicuramente quelli che sembrano aver colpito maggiormente la coscienza dei cittadini. A ciò ha contribuito la sensazione che nessuna istituzione dello Stato si possa sottrarre ai modi di fare di Silvio Berlusconi; e anche al fatto che il paese torni a essere vittima di mali conosciuti, come la promisquità tra la classe politica e la mafia. E si inizia a credere che l’immoralità delle vita pubblica abbia ormai superato ogni limite
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Stando agli spot del Governo Berlusconi, l’emergenza rifiuti a Napoli si è conclusa il 31 dicembre 2009. Tutto a posto dunque: gli obiettivi della decennale esperienza di commissariamento sono stati raggiunti, non c’è più niente di cui preoccuparsi, è stata dimostrata l’incapacità del governo Prodi. Oppure no?
Stando a quanto riportato oggi dal Sole24ore, non è proprio così. Quattro i risultati che sarebbero stati raggiunti da Bertolaso: liberare le strade dai rifiuti, allestire 8 discariche, costruire 4 inceneritori, far partire la raccolta differenziata. Ad oggi però: il centro storico di Napoli è pulito mentre in numerose aree della regione i rifiuti si accumulano come 2 anni fa. Sono state aperte 5 discariche e 2 sono ancora in progettazione. L’inceneritore di Acerra funziona (solo perché ogni questione con l’Agenzia per l’ambiente sulle sue emissioni è stata accantonata), l’impianto di Napoli est è stato definito non più necessario, a Caserta sono ancora al progetto e a Salerno una sola impresa ha partecipato alla gara d’appalto (che andrà rifatta). La raccolta differenziata ha raggiunto il 21,9%, contro il 25% fissato come obiettivo per il 2009 e il 50% previsto per il 2011. Napoli e Caserta differenziano il 18,3% e il 13,71%. C’è infine un buco da un miliardo di euro lasciato dai vari commissari che si sono occupati dei rifiuti: lo ripianeranno i Comuni della zona.
Missione compiuta?

Probabilmente a Guido Bertolaso sfugge un concetto elementare. La fiducia che Silvio Berlusconi ha riposto in lui, non accettando le dimissioni, non è un passepartout universale. Allo stato attuale, e in assenza di prove che certifichino una sua totale innocenza, non può sparare alto come ha sempre fatto.
Chiedere che L’Aquila, con tutti i problemi non risolti sulla ricostruzione avvenuta ad intermittenza, possa essere in grado di ospitare le Olimpiadi invernali del 2018 non è solo utopistico. E’ qualcosa di peggio perché sottintende una negazione di ciò che è stato scoperto in queste settimane.
Dei doppi G8, con relativo aumento esponenziale dei costi per la realizzazione dei due summit, della gara degli appalti, e delle relative risate intercettate mentre sotto le macerie qualcuno moriva, …
Ora i saltimbanchi del centrodestra cercano di rimediare al pasticcio liste con i ricorsi alla giustizia amministrativa. Nel frattempo, però, i veleni intestini non accennano a finire. Eravamo quattro amici al Tar
Il Cav sogna un nuovo predellino, ma intanto (come dice Bersani) la macchina del Pdl sbanda alla prima curva. Ai box, per fortuna, è sempre pronto Minzolini per un cambio gomme. Rai(kkonen)
Dopo Haiti, Bertolaso è pronto a partire per il Sudamerica. C’è un altro terremoto che lo aspetta. E le vittime del sisma commentano: le disgrazie non vengono mai da sole. Cile(cca)
Inchiesta sulla Protezione civile: dai ‘massaggi’ delle presunte escort alla prostituzione gay. Non bastavano dunque Regina Profeta e le sue giovani fisioterapiste. Da Regina Profeta a Regina Coeli

Fatta eccezione per il dibattito riguardante la costruzione di centrali nucleari, in Italia di ambiente non si parla. La scomparsa dei Verdi, nelle stanze del potere, ha agevolato il disinteresse della classe politica concentrata, per lo più, su altri argomenti.
La cronaca, e quanto sta succedendo in queste ore in Lombardia e in Emilia Romagna (dove buona parte dei corsi d’acqua sono stati inquinati da una quantità di gasolio perso dalla Lombardia Petroli), obbliga tutti ad una riflessione.
Chi pagherà per quanto sta succedendo? Possibile che in un paese dove un giorno sì e l’altro pure si propone un disegno di legge non esista, o non si faccia applicare (che è molto peggio), una normativa che condanni chi ha provocato questo danno ambientale?
Il Giornale stavolta se la prende con Maria Luisa Busi, celebre (e soave) volto del Tg1 colpevole di aver criticato il direttore Augusto Minzolini. Il cecchino Feltri non si fa passar nulla sotto al naso. Intanto però lo stesso Feltri rischia un provvedimento disciplinare dall’Ordine dei giornalisti per il caso Boffo. (A)Busi di potere
Regionali: i sondaggi che il SuperCav ha in mano non lo inducono a facili ottimismi. In Puglia e in Liguria la partita è difficile, ma anche il Piemonte sembra duro da conquistare. Non a caso in questi giorni il premier appare triste e cupo. DeBresso
E il Cav non è affatto contento di come va il Pdl. Prende corpo l’ipotesi del coordinatore unico dopo le elezioni per salvaguardare la tenuta del partito. Bondy scanner
Scajola declama: “All’Aquila abbiamo costruito le case per i terremotati a tempo di record, primato mondiale…primato mondiale!!”. Non omologato perché a favore di vento. E soprattutto: i lavori non sono finiti e non tutti hanno una casa. Ma l’importante era il record di velocità. Usain ‘Guido’ Bolt-olaso