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Tutti gli articoli con tag hezbollah

Siria, monito dell'opposizione a Hezbollah e all'Iran: "Smettete di difendere Assad"

pubblicato da R.D.

L’avvertimento al regime di Teheran e al “partito di dio” libanese arriva direttamente da uno dei leader dell’opposizione siriana.

Nel corso di un’intervista rilasciata alla Cnn, Burhan Ghalioun, presidente del Consiglio nazionale siriano, ha avvisato Iran ed Hezbollah, solidi alleati della Siria, che il loro sostegno al regime di Assad rischia di comprometterne le relazioni con il popolo siriano.

Ghalioun parla già da statista di una Siria liberata, che cerca di ridefinire le proprie alleanze sullo scacchiere mediorientale. E’ come se avvisasse il regime degli Ayatollah e la milizia sciita libanese che in Siria il vento sta per cambiare e i nuovi governanti non apprezzeranno i loro legami con il passato regime. A meno che non smettano di sostenerlo. Ghalioun avvisa infatti l’Iran che questa è la sua “ultima opportunità” per evitare che le relazioni tra i due Paesi si compromettano.

Quali siano le concrete possibilità di un cambio di regime in Siria ancora non lo sappiamo. Non va però sottovalutato che, nel corso della stessa intervista, Ghalioun sembra auspicare una forma di intervento militare sulla falsariga dell’operazione Nato in Libia. Lo vediamo dopo il salto…

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Medio Oriente, Libano: tregua apparente dopo due giorni di proteste. Dopo il “giorno dell’ira” e le proteste dei sunniti contro il nuovo Governo appoggiato dal movimento sciita Hezbollah, la calma sembra essere tornata tra le strade delle città libanesi.

Fonti ufficiali libanesi riportate da Al Jazeera riferiscono come i blocchi stradali creati dai manifestanti siano stati rimossi ieri e come le proteste siano cessate. La scintilla che aveva acceso la miccia (e fatto temere un ritorno alla guerra civile per il Paese dei cedri) era stata la nomina a Primo Ministro di Najib Mikati, ricco uomo d’affari appoggiato da Hezbollah, dopo la crisi di Governo innescata dallo stesso “Partito di dio”.

Mikati, conosciuto come un laico e moderato, aveva dichiarato di voler formare un Governo di unità nazionale. La rabbia dei sunniti e dei sostenitori di Hariri era tuttavia esplosa, di fronte al timore che il nuovo Governo controllato da Hezbollah potesse trasformare il Paese in un satellite dell’Iran, da sempre forte sostenitore del Partito di dio.

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Medio Oriente: i Palestinian Papers renderanno più difficili i negoziati tra Israele e Anp? A un primo esame sembra proprio di sì. I 1.700 documenti riservati divulgati dal network Al Jazeera e ripresi dal quotidiano britannico Guardian rischiano di azzerare gli sforzi sinora compiuti per portare a compimento il processo di pace.

Come è già stato raccontato sui giornali di tutto il mondo, i documenti diffusi da Al Jazeera proiettano una nuova luce sulla disponibilità dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) a una serie di inedite concessioni territoriali nei confronti di Israele: un colpo mortale alla credibilità dell’Anp, che si è affrettata a smentire con imbarazzo la completa veridicità dei documenti.

Al di là delle dichiarazioni politiche, rimane il giallo sulla effettiva autenticità del materiale pubblicato da Al Jazeera e, soprattutto, sulle sue fonti. Gli Stati Uniti, i cui tentativi di mediazione nella regione rischiano di essere di colpo vanificati, hanno dichiarato per mezzo del portavoce del Dipartimento di Stato P. J. Crowley che stanno esaminando i documenti e di non essere in grado di verificarne immediatamente l’autenticità.

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Medio Oriente: Libano, Hezbollah disponibile a un Governo di responsabilità nazionale. Il “Partito di dio” è tornato sui suoi passi. La scorsa settimana vi avevamo raccontato come il movimento sciita avesse pubblicamente dichiarato di non essere disposto ad appoggiare un nuovo Governo di responsabilità nazionale guidato dal premier dimissionario Saad Hariri.

Ieri, il leader del “Partito di dio” Hassan Nasrallah ha affermato, nel corso di un discorso televisivo, che Hezbollah e i suoi alleati sono disponibili a formare un Governo di unità nazionale, piuttosto che cercare di governare da soli.

Le dichiarazioni di Nasrallah sono state pronunciate con studiato tempismo: oggi infatti il parlamento libanese si riunisce per avviare le discussioni sulla scelta del nuovo Premier.

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Medio Oriente, Libano: Hezbollah non appoggerà il nuovo governo Hariri. Ancora senza sbocco la crisi politica in Libano, dopo il ritiro dei ministri dell’ “alleanza dell’8 marzo”, di cui fa parte anche il movimento sciita Hezbollah e di cui abbiamo parlato la scorsa settimana.

Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha dichiarato ieri alla tv libanese Al Manar che il “partito di dio” non appoggerà la formazione di un Governo di responsabilità nazionale presieduto da Saad Hariri.

La richiesta di formare un Governo di responsabilità nazionale era stata avanzata la scorsa settimana dal Presidente libanese Michel Sleiman, per evitare di far precipitare il Paese in una crisi politica dagli effetti potenzialmente pericolosi per la sua stabilità. Approfondiamo la questione dopo il salto…

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Medio Oriente: Libano, possibile un Governo di responsabilità nazionale. L’antefatto è noto e ne abbiamo già parlato su queste pagine. Riassumiamolo brevemente. Le indagini del Tribunale delle Nazioni Unite sull’omicidio dell’ex premier Rafiq Hariri (avvenuto nel 2005) stanno per concludersi e, da mesi, circolano indiscrezioni sull’incriminazione di membri del partito sciita Hezbollah.

Peccato che Hezbollah sieda con alcuni ministri nell’attuale Governo del Premier Saad Hariri, figlio del predecessore assassinato. Alle indiscrezioni pubblicate sui media sono seguite le ripetute proteste degli esponenti del “Partito di dio”, condite da nemmeno troppo velate minacce di far ripiombare il Paese nella guerra civile se il verdetto del tribunale dovesse risultare sfavorevole.

Mercoledì si è consumato un ulteriore strappo nella vicenda: il Ministro di Stato Adnan Sayyed Hussein ha rassegnato le sue dimissioni insieme ad altri dieci ministri, membri della cosiddetta “alleanza dell’8 marzo”, guidata da Hezbollah. Vediamo gli altri sviluppi dopo il salto…

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Asia: la Corea del Nord minaccia nuovi attacchi. Non si placano i venti di guerra tra le due Coree dopo gli scontri di martedì. L’agenzia di stampa del regime di Pyongyang KCNA ha riportato una dichiarazione dei vertici dell’esercito in cui si minacciano nuove ondate di attacchi qualora dovessero ripetersi “provocazioni militari” da parte dei “guerrafondai del sud”

L’avvertimento arriva in contemporanea con il rifiuto della Corea del Nord di una proposta di colloqui tra i vertici militari dei due Paesi, avanzata dal Comando delle Nazioni Unite nella Corea del Sud, organismo guidato dagli Stati Uniti.

Medio Oriente: Libano, visita di Erdogan per scongiurare la guerra civile. Il Libano preoccupa la Turchia. E, aggiungiamo noi, dovrebbe preoccupare anche l’Europa. Il rischio di guerra civile nel Paese dei cedri si è fatto più concreto dopo che sono trapelate nuove voci, secondo cui il Tribunale internazionale istituito dall’Onu starebbe per incriminare alcuni membri di Hezbollah come responsabili dell’omicidio dell’ex premier Rafiq Hariri, avvenuto nel 2005.

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Medio Oriente: Beirut e Teheran sempre più vicine, visita ufficiale di Ahmadinejad in Libano. “Il Libano è una scuola di resistenza e perseveranza contro le forze ostili del mondo ed è come un’università per la jihad, per un’avventura nel solco di cause nobili e umane.” Sono le parole che il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha pronunciato ieri a Beirut, nel corso di una manifestazione in suo onore organizzata dal gruppo islamista sciita Hezbollah.

Si tratta della prima visita di Stato di Ahmadinejad in Libano: un evento che ribadisce in maniera esplicita i forti legami che il paese sta rafforzando con l’Iran. Durante la visita, Ahmadinejad ha ribadito di essere a fianco del Libano nel confronto con quelle che ha definito le ostilità portate avanti da Israele. Inoltre, il presidente iraniano ha sottolineato l’incondizionato sostegno di Tehran a “un Libano unito e al suo governo”.

In un discorso tenuto nel palazzo del presidente libanese Michel Sleiman, Ahmadinejad ha affermato infatti che l’Iran non sostiene singole fazioni, ma tutto il paese.
Sarebbe ingenuo, però, negare il peso e l’influenza di Hezbollah in quanto sta accadendo.

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

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Medio Oriente: Libano, il Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon chiede chiarezza sull’omicidio dell’ex premier Hariri. E’ raro che il Segretario Generale delle Nazioni Unite si pronunci in modo deciso.Ieri è stata una di quelle volte.

“Voglio essere perfettamente chiaro. Questo tribunale è indipendente, con un mandato chiaro dal Consiglio di Sicurezza per scoprire la verità e farla finita con l’impunità.” Sono le parole che Ban Ki Moon ha pronunciato davanti ai giornalisti in merito al lavoro svolto dal tribunale delle Nazioni Unite, istituito tre anni fa per scoprire i responsabili dell’omicidio del Premier libanese Rafiq Hariri, avvenuto nel 2005.

Ban Ki Moon ha aggiunto di aver chiesto a tutte le parti politiche libanesi e della regione di non interferire con il verdetto del processo, previsto per la fine dell’anno.

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.


Medio Oriente: il governo libanese ed Hezbollah tentano di impedire la partenza di nuove navi umanitarie per Gaza. Lo riporta il quotidiano in lingua araba Al Liwaa, citato dal giornale israeliano Haaretz. Il Governo del premier Rafiq Hariri ed Hezbollah, che siede nel parlamento libanese come partito di opposizione, stanno tentando di impedire che altre due navi cariche di aiuti salpino oggi dal porto di Tripoli, in Libano, in cui sono ancorate dal 21 giugno scorso.

Non deve stupire che anche i militanti del “Partito di Dio” cerchino di allentare la tensione. I recenti fatti della Freedom Flotilla, con il clamore che ne è seguito a livello internazionale e il rischio di un riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente, non aiutano nessuno.

Al di là della propaganda, delle manifestazioni di piazza e delle dichiarazioni ad effetto di capi di Stato come Erdogan o Assad, nessuno sembra voler rischiare l’aprirsi di nuovi conflitti che rischiano di destabilizzare gli assetti di potere regionali. Non conviene sicuramente al Libano, che nel 2006 è stato piegato dalla guerra di Israele contro Hezbollah e da allora si trova ad “ospitare” truppe ONU (formate da caschi blu di vari Stati europei) nella parte meridionale del Paese.

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