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Tutti gli articoli con tag idv

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Antonio Di Pietro: sbugiarda. Voto 7. Il leader dell’Idv mette “a nudo” la politica del ministro Brambilla: “6 italiani su 10 sono costretti a stare a casa e lei fa turismo in Francia. Anche il turismo è ko. La “rossa” ministro ad personam. Governo del … nulla.

Umberto Bossi: sbugiardato. Voto 3. Crolla un’ altra “bandiera” della Lega e del Governo: “C’è una pressione migratoria aumentata a dispetto degli accordi tra Italia e Libia”. Lo dice la Caritas. Governo del fare … buchi nell’acqua. Governo delle … balle.

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Decreto Ronchi: record di firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua

pubblicato da Giovanni Molaschi


A due mesi dall’intervista fatta a Luca Martinelli, giornalista e autore del libro “L’acqua non è una merce”, ritorniamo ad occuparci del decreto Ronchi attraverso il quale le istituzioni locali hanno la facoltà di privatizzare la distribuzione dell’acqua.

Il comitato promotore del referendum contro la legge, approvata dal Governo Berlusconi ma già ipotizzata da quello precedente di Romano Prodi, nella giornata di ieri ha annunciato che la raccolta delle firme procede bene. Più di un milione e quattrocento mila persone hanno firmato affinché l’acqua ritorni ad essere considerato dalle istituzioni un bene pubblico.

Del risultato si è compiaciuto anche il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che alle agenzie ha dichiarato nelle ultime ore:

“La raccolta delle firme per la richiesta dei referendum sulla gestione pubblica dell’acqua è stata un grande successo.

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Italo Bocchino chiede, e ottiene, le dimissioni di Nicola Cosentino e querela il Giornale di Vittorio Feltri

pubblicato da Giovanni Molaschi


Per dimostrare l’inesistenza di un’opposizione seria, che ne dicano Dario Franceschini e Antonio Di Pietro, a Italo Bocchino sono stati sufficienti tre giorni. In meno di una settimana l’esponente, finiano, del Popolo della Libertà ha avviato attorno a sé un terremoto sul quale vale la pena riflettere partendo da quanto successo la scorsa domenica.

In un’intervista, rilasciata al Post, commentando le indagini avviate sul coordinatore del Pdl Denis Verdini l’esponente politico ha fatto intendere che per la tutela del partito sarebbe meglio che il braccio destro di Silvio Berlusconi facesse un passo indietro.

“Io - ha dichiarato Bocchino parlando di Verdini - penso che sarà costretto a dimettersi. Finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini, è difficile che riesca a resistere. La richiesta è per Berlusconi”.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianfranco Fini: c’insiste. Voto 8. Il presidente della Camera attacca la Lega sulla vicenda quote latte: “esempio di malcostume e di cattiva politica”. Governo delle cricche e degli imbrogli.

Antonio Di Pietro: c’azzecca. Voto 8. Il leader dell’Idv “bombarda” il sottosegretario Cosentino che “deve andarsene” e il premier Berlusconi, “correo”. Rude ma … semplicemente … giusto.

Legge Bavaglio: Enrico Mentana avvalla, in parte, la posizione di Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi


Lo scorso settimana si sono verificati due eventi politici su cui vale la pena riflettere. Come anticipato da noi nelle scorse settimane, Silvio Berlusconi sta tentando di fare entrare Pierferdinando Casini nell’attuale esecutivo.

La trattativa congelata prima del viaggio di lavoro del Presidente del Consiglio in Canada sarebbe stata ripresa, come raccontato da Dagospia, sarebbe stata ripresa dallo stesso leader del Pdl in occasione della cena privata che Bruno Vespa ha dato a casa propria.

Oltre a studiare un’alleanza con l’ex compagno di maggioranza Silvio Berlusconi, commentando lo sciopero dei giornalisti dello scorso venerdì, ha precisato che la libertà di stampa non è assoluta. Queste dichiarazioni opinabili, se valutate in termini assoluti, sono state avvallate in parte dal nuovo direttore del Tg della 7, Enrico Mentana.

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Speciale: il terremoto dei manifestanti dell’Aquila scuote la blogosfera italiana

pubblicato da Giovanni Molaschi


A ventiquattro ore dalla protesta che i cittadini dell’Aquila hanno fatto a Roma, di cui ci siamo già occupati qui e qui, vale la pena fare un punto analizzando quanto in rete è stato scritto sull’accaduto.

Chi, in queste ore, ha scritto degli scontri ha posto la propria attenzione su due aspetti specifici della vicenda:le modalità con cui è stata data notizia dal Tg1 di Augusto Minzolini e le reazioni politiche di maggioranza e opposizione alle richieste degli aquilani.

Scrive un utente di AgoraVox Italia:

“Per il Tg1 delle 13,30 del 7 luglio le manganellate della Polizia contro gli aquilani in corteo a Roma non esistono. Niente. Fino alle 13,47. C’è il Lodo Alfano, e le voci dell’emendamento Pd a favore di Napolitano. C’è il vertice tra Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl, c’è l’Europa col Pil crescente e l’Italia ovviamente meglio di tutti. Poi il servizio, come fosse dovuto. Striminzita cronaca, chiusura in bellezza: i manifestanti hanno contestato Bersani”.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da il passator cortese

Pierluigi Bersani: bersagliati. Voto 8 +. Nuovo allarme del segretario del Pd sulla manovra: “il taglio di 11 miliardi alle Regioni sara’ una botta storica alle politiche sociali”. Una mannaia sui trasporti pubblici, gli ammortizzatori e il sostegno alle piccole imprese. Grazie, Silvio!

Antonio Di Pietro: bersaglieri. Voto 8 +. Il leader dell’Idv boccia l’agenda di lavoro della maggioranza. “Che ci azzeccano le intercettazioni telefoniche? La priorita’ e’ la manovra economica”. Serve … “pane e lavoro”, aria nuova, non lotta tra “spioni” e “furboni”.

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Intercettazioni: 14 senatori dell’Idv, contrari alla legge bavaglio, occupano Palazzo Madama

pubblicato da Giovanni Molaschi


Ieri sera, come raccontato dal Corriere della Sera, 14 senatori dell’Italia dei Valori hanno occupato Palazzo Madama per protestare contro il voto di fiducia richiesto dal Governo Berlusconi per approvare la legge sulle intercettazioni.

Il Partito di Antonio Di Pietro, secondo quanto dichiarato dallo stesso leader della coalizione, avrebbe già acquistato una serie di domini internet all’estero per poter pubblicare quanto nel nostro paese potrebbe essere disciplinato dalla nuova legge.

In attesa di capire cosa farà nel concreto l’Italia dei Valori non ci resta che analizzare le contestazioni che il Partito ha fatto contro il ddl sulle intercettazioni. Negli ultimi giorni, complice lo scandalo immobiliare scoppiato attorno ad Antonio Di Pietro, l’unico a scrivere della legge bavaglio è stato Luigi De Magistris.

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Intercettazioni: Filippo Facci spiega come si aggira la legge bavaglio

pubblicato da Giovanni Molaschi


Oggi, come già anticipato nelle scorse ore, il Senato si dovrà esprimere sul ddl riguardante le intercettazioni su cui tanto si è detto e scritto nelle scorse settimane. Alle polemiche fatte fino ad oggi si sono aggiunte, da ieri, anche quelle relative al voto di fiducia, l’ennesimo, chiesto dalla maggioranza per approvare la legge.

Se il ddl dovesse passare così come oggi è stato pensato, come sostiene Filippo Facci per il Post, è molto probabile che l’interpretazione della legge permetterà più libertà di quella che in realtà si pensa di non avere.

Scrive il giornalista di Libero:

“Le intercettazioni saranno possibili solo per i reati puniti con più di cinque anni, corruzione compresa. Ecco, questa è facilissima da aggirare: per rendere intercettabili certi reati, infatti, basta ipotizzarli come aggravati.

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Intercettazioni: compromesso raggiunto nella maggioranza

pubblicato da Giovanni Molaschi

E’ stato raggiunto un compresso all’interno della maggioranza sul decreto delle intercettazioni. Secondo quanto pubblicato dal Giornale decisiva sarebbe stata la mediazione attuata dal Presidente del Senato Renato Schifani che in questi giorni ha provato a metter d’accordo gli ex di Alleanza Nazionale e gli ex di Forza Italia.

Il compresso, raggiunto per evitare uno stop del disegno di legge alla Camera (dove i finiani sono in maggioranza), è stato apprezzato sia da Italo Bocchino che dall’opposizione. Smentendo la posizione di Antonio Di Pietro Luigi Li Giotti, rappresentante dell’Idv in commissione Giustizia, ha fatto sapere che le ultime modifiche sono interessanti.

Salvo modifiche dell’ultimo minuto, ad oggi, al Pm sarà concesso di prorogare di 48 ore in 48 le intercettazioni oltre il limite dei 75 giorni. Del materiale, chi di dovere, potrà usufruirne anche oltre il tempo massimo stabilito precedentemente.

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