Un passo avanti e due passi indietro sulla riforma elettorale? Tutti i partiti vogliono cambiare ma non si capisce bene come.
Tuona il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa: “La Lega è per le modifiche, mentre il Pd ne vuole una nuova”. E’ il segno di una grande confusione nel Pdl e dell’esistere di una spinta tra suoi settori e maggioranza della Lega per non fare niente.
“Pensare ad una riverniciatura dell’attuale ‘porcellum’ - sostiene il vice presidente del Senato Vannino Chiti - significherebbe prendere in giro la gran parte degli italiani”. Vero. Il ‘porcellum’ non ha qualche difetto da correggere: semplicemente deve essere cancellato.. Non mortifica solo i cittadini nella scelta dei loro rappresentanti in Parlamento: prevede un premio di maggioranza, nelle forme e nella misura, inesistente nelle democrazie. Il solo pensare di estenderlo al Senato - peraltro in contrasto con norme costituzionali - anzichè abolirlo, dimostra che esistono volontà di non cambiare niente.
“C’è bisogno - afferma Chiti - di una nuova legge elettorale: se non vi sono le condizioni per un accordo su un sistema maggioritario a doppio turno, si scelga un modello proporzionale con sbarramento al 5% per metà seggi e metà in collegi uninominali. Ma il ‘porcellum’ deve uscire di scena”. Bene.
Oggi, intanto, le delegazioni del Pdl e del Terzo polo, al termine dell’incontro avuto a Roma, hanno concordato “sulla necessità di modifiche costituzionali che riducano il numero di parlamentari, avviino il superamento del bicameralismo perfetto, diano al premier il potere di nominare e revocare i ministri, introducano il principio della sfiducia costruttiva”. E’ quanto si legge in un comunicato congiunto stilato al termine della riunione alla quale hanno partecipato Ignazio La Russa, Gaetano Quagliariello e Donato Bruno (Pdl) e i rappresentanti del Terzo polo Italo Bocchino, Lorenzo Cesa, Pino Pisicchio, Ferdinando Adornato e Giovanni Pistorio.
Va ribadito che la riforma della legge elettorale non può che incentrarsi su due obiettivi. Primo, restituire la scelta dei parlamentari ai cittadini, abolendo il Porcellum. Secondo: non essere costretti dalla legge elettorale a formare quelle armate Brancaleone che sembravano giganti al momento delle elezioni, unendo tutto e il contrario di tutto, e nani al momento di governare.
Dice il deputato dell’Udc, Ferdinando Adornato, intervistato dal Messaggero.”La paralisi ha un nome e un cognome: premio di maggioranza”. Adornato insiste: “Il sistema più adatto al quale ispirarsi è quello tedesco”. Vedremo.
Bossi sul nascente governo: “Sarà un’ammucchiata”. Ecco perché il Cav ci si fionda. E spera pure che nell’ammucchiata siano tutti un po’ svestiti. Full Monti
Come faremo con un esecutivo senza i pestoni ai giornalisti e la vocina lieve di La Russa? E la freschezza naturale e gentile della Santanchè? E la paziente tolleranza di Brunetta? Ci mancheranno. Che peccato che questo gruppo così affiatato non abbia potuto completare l’opera. E chissà come mai non ci è riuscito. Eravamo quattro amici al bar(atro)
Democrazia sospesa con l’avvento di Monti? Elettori esautorati? In realtà è l’ennesima figuraccia per questa classe politica. E ora tutti i membri della casta devono fare un passo indietro e farsi guidare da qualcun altro. Mario(nette)
L’ex commissario Ue ha un obiettivo fondamentale: suonare tutta un’altra musica rispetto a quella sentita finora. Goldman…sax
Ignazio La Russa: formula uno. Voto 4- Il parco auto del ministero della Difesa si arricchisce con ben 19 Maserati blindate nuove di zecca. Denaro buttato e rubato al popolo italiano. Il ministro non sa. Incapaci e/o scellerati. Sultanato Made in Italy.
Silvio Berlusconi: formula zero. Voto 3- L’autorevole quotidiano londinese Times “spara” contro il premier italiano: “Clown, codardo e disgustoso. La crisi in Europa è colpa sua, si dimetta immediatamente”. Il “Ghe pensi mi” non vede e non sente.
Il Cav ha un buon argomento per convincere Scajola a rientrare nei ranghi. Non conosciamo i dettagli, bisogna capire se questo argomento è di pelle o di velluto, se ha le rotelle o i piedi rigidi. Di certo, è un argomento con comodi braccioli e schienale accogliente. Frau-dolento
Esilarante video che mostra il duro La Russa alle prese con il proprio agghiacciante inglese. Nelle immagini deve dire due parole e si impappina. Anche la pronuncia non è proprio da star di Hollywood, ma il ministro ha la faccia di chi in fondo se ne frega. Charles Bronzo-n
Il Pdl arretra nei sondaggi, però il Pd che torna a dividersi resta al palo e non guadagna nulla. Il rinnovato protagonismo di Veltroni prelude a nuovi grandi trionfi. Walter-loo
Il governo è appeso a Scajola e ai responsabili, ma intanto rischiano di saltare le grandi opere per carenza di fondi. Sciliponte di Messina
La notizia si prende l’applauso del popolo di Mirabello, alla Festa della libertà Si tratta dell’uscita di Adolfo Urso e Andrea Ronchi da Fli. Nessuno se ne era accorto dell’interminabile tira e molla dei due e nessuno è interessato al loro zigzagare interpartitico, in cerca di poltrone.
E’ stato un estasiato (e invasato) Ignazio La Russa a dare l’annuncio: “Mirabello dà i suoi frutti”. Anche bacati, col caldo che fa. Così la storia della italica destra si è arricchita di un’altra pagina… “gloriosa”.
Dall’altra sponda, quella di Fli, la risposta non si fa attendere: “Addio, senza rimpianti”. Così il webmagazine di area finiana diretto da Filippo Rossi, commenta l’uscita di Urso e Ronchi da Fli: “Due palle al piede in meno. Nessuno li ha cacciati, nonostante i loro disperati tentativi di farsi espellere e di passare per vittime”.
Dunque quest’addio “è una buona notizia per il mondo che nell’ultimo anno si è raccolto attorno al presidente della Camera. Perchè ora Fli è certamente un movimento più leggero, senza i lacci di chi negli ultimi mesi ha provato a corrompere da dentro l’essenza a suo modo ‘rivoluzionaria’ della svolta finiana - e lo ha fatto dietro paraventi sempre più ridicoli, fino al comico richiamo a un non meglio definito ‘partito popolare europeo’ da costruire magari con Scilipoti e Santanchè. E ora Gianfranco Fini, se vorrà, potrà essere un leader meno bloccato, meno rallentato nella sua azione di guida da chi rappresentava, in fondo, le burocrazie di partito cripto berlusconiane, terrorizzate all’idea di abbandonare il proprio orticello di riferimento”.
Contenti loro. Non ci resta che registrare il solito balletto del teatrino politico Made in Italy.
Il baby Alfano si mette sulle spalle di nonno Berlusconi e annuncia la rivoluzione nel Pdl. Mezza nomenclatura del partito trema, mentre salgono le quotazioni dei 40enni di area cattolica. Lui balla con Lupi
Ma il ministro della Giustizia sarà una marionetta manovrata dal Cav o saprà darsi un profilo autorevole? Lui balla coi pupi
Di sicuro Alfano dovrà tener buoni gli ex An che già mugugnano abbondantemente. Lui balla coi cupi
Dice che il ‘delfino’ siciliano si è caricato prima del Consiglio nazionale rivedendo il famoso monologo di Al Pacino alla squadra di football in ‘Ogni maledetta domenica’. Dal Sud della Trinacria alla successione al premier: proprio come in un film di Hollywood. Al pachino
Come già altre volte, Ignazio La Russa prima s’avventa sul giornalista non … “ammaestrato”, poi, passati i bollenti spiriti, chiede scusa. Tale e quale il Premier.
Stavolta il bisticcio è avvenuto al termine della Festa della Polizia di Milano, nello stesso Teatro Dal Verme in cui La Russa, mesi fa … pestò addirittura i piedi all’inviato di Annozero Corrado Formigli.
Il ministro della Difesa, messo alle strette della giornalista della Rai Elisabetta Santon sulle elezioni a Milano, l’ha “aggredita”: “Mi pare che più che una giornalista le sia una partigiana di Pisapia”.
Poi La Russa, a margine della festa della polizia, ha aggiunto: “Lei per chi ha votato? Per chi hai votato, per chi hai votato?”, ha ripeto, spiritato, il ministro. “Ha paura del ballottaggio?”. “Noi no”.
Prima di andarsene dalla festa della polizia, La Russa si è scusato con la giornalista salutandola con due baci. Appunto, siamo alle scuse ipocrite di chi prima ti sputa in faccia e poi pretende che tu creda alle sue scuse, pensando di prenderti per i fondelli. Un’offesa doppia, con la seconda più grave della prima. E’ il metodo che ha fatto scuola nella seconda Repubblica.
Evidentemente la febbre della paura sale: la possibilità di perdere Milano toglie l’ultimo briciolo di lucidità. Rumors del Pdl parlano di Ignazio La Russa … assessore a Milano. Sarebbe la carta vincente contro Pisapia, pro Moratti. Dicono.
Pisapia domina la scena e tutto il fighettume milionario che a Milano appoggia la Moratti va nel panico. Eppure i bolscevichi non entreranno a Palazzo Marino. Di cosa preoccuparsi? Forse è che il candidato del centrosinistra, se vincesse, romperebbe qualche uovo nel paniere dell’Expo e dei suoi notabili? I bastoni tra le Rotary
Ma come?! Dice che a Milano La Russa ha un gran seguito, che influenza e determina molto più di Fini! Si diceva che Alleanza nazionale all’ombra della Madonnina era Ignazio, lui e solo lui, non il presidente della Camera. Ieri La Russa si è svegliato e si è accorto che a Milano ha seguito politico più o meno come Topo Gigio. Amabili (Lig)resti
D’altronde il legame tra il patron di Premafin-Fonsai (Ligresti, appunto) e la famiglia La Russa è storia antica e nota. I poteri forti, tuttavia, a volte non sono così forti. Anche se al ballottaggio, c’è da aspettarselo, si darà fondo a tutte le energie per ribaltare il risultato. Spremafin
Berlusconi si è scottato a Milano. Ma la botta al primo turno è una bruciatura profonda soprattutto per Santanchè, Lassini e tutti gli ultrà del Cav. Sallustionati
I magistrati della Corte dei conti si insinuano ora anche nelle passioni calcistiche degli italiani!! Pensate un po’: si sono messi ad indagare sul ministro Ignazio la Russa, soltanto perché avrebbe utilizzato due voli di Stato (cioè pagati dai contribuenti) per andare da Roma a Milano a vedere la partita dell’Inter.
Quindi: non solo in quella occasione l’Inter ha perso (e girare il coltello nella piaga è crudele), la magistratura contabile si è pure messa di traverso sugli aerei usati dal ministro:
Come si sia mosso lo svela tre giorni dopo il quotidiano Il Fatto: aereo P180 dell’Arma dei carabinieri all’andata, aereo dell’Aeronautica militare con numero identificativo MM62210 per il ritorno con decollo alle 23. Le informazioni sono precise, il ministro non può negare. E infatti ammette che sono proprio questi i mezzi utilizzati, sostenendo però che il suo comportamento è stato perfettamente regolare. «Motivi di sicurezza - spiega La Russa in una nota - mi impongono anche contro il mio volere di non usare voli di linea. E poi basta guardare qual era il giorno della partita: tornavo dall’Afghanistan con voli programmati da Roma a Milano da tempo».
In fondo chi di noi non vorrebbe poter andare a vedere la partita in aereo, magari con uno stuolo di auto blu che lo attendono a sirene spiegate per superare il fastidioso percorso tra lo scalo e la tribuna d’onore? Continuiamo così…
Ora anche i ‘Responsabili’ hanno il loro martire, il maltrattato, il deluso. Un uomo buono, cattolicissimo, quasi santo. Uomo di grande pazienza, pazienza della quale il premier sta abusando. Padre Pio(nati)
A Venezia Leone d’oro alla carriera per Marco Bellocchio. Uno dei suoi capolavori descrive bene lo stato d’animo con cui il Cav affrontava il bunga bunga. ‘Diavolo in corpo’
La Russa a una cena elettorale dice che le parlamentari della sinistra non sono esteticamente piacevoli. Beh, senti da che pulpito…ha parlato il divo del cinema dal fisico d’acciaio e dal fascino irresistibile. Al Pancino
Alba Parietti risponde per le rime: “La destra candida uomini brutti”. Ma come?! E quel gran figo di Gasparri dove lo mettiamo? Sembra un attore d’altri tempi. Gregory speck