Conferenza stampa con contestazione al Cav? Niente paura: per l’occasione c’è un buttafuori d’eccezione. Ignazio La Rissa
Il premier parla di “complotto” e “piano ben pensato” contro la sua lista. Bersani: “E’ un disco rotto”. In effetti il SuperCav, nei momenti decisivi, ama tornare alle antiche armi di propaganda. E’ una storia vecchia come il mondo, altro che “disco rotto“. Ma ciò che esce dalla sua bocca è sempre scandalo per la sinistra. Il “rotto” delle sabine
Clamoroso al Cibali: sarà ritirato a breve dal mercato l’improbabile McItaly tanto sponsorizzato dal ministro Zaia. Pare che l’ultimo di questi panini sia stato consumato dal celebre Alfredo Milioni nel giorno del presunto magna-magna che causò la mancata presentazione della lista romana del Pdl. MacCaroni’s
Tipo ‘Le Fate Ignoranti’ o ‘Saturno Contro’: il mutevole rapporto personale e politico tra Alessandra Mussolini e Daniela Santanchè (con Berlusconi e Fini in mezzo) meriterebbe una sceneggiatura colorita e un film movimentato alla Ozpetek. Le rifatte ignoranti

Quella di oggi è una data in certo qual modo storica per la comunicazione web. E dobbiamo paradossalmente ringraziare proprio il nuovo astruso regolamento sulla par condicio, che ha messo il bavaglio all’informazione politica in tv per un mese tondo, provocando gli strepiti (giustificati) dei vari Santoro, Floris e Vespa.
È stato l’ex-disoccupato di lusso Enrico Mentana a partorire l’idea. Perché non organizzare i faccia a faccia direttamente sul web, con la collaborazione del Corriere online? Detto fatto. E così proprio oggi potremo assistere al primo confronto della campagna elettorale tra Ignazio La Russa, ministro della Difesa ed Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico.
Anche la stampa non mancherà, come in ogni tribuna politica che si rispetti, grazie alla presenza dei giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, più altri ospiti. Il programma web si chiamerà Mentana Condicio (sarà voluto il richiamo al celebre Klaus condicio del Davi?) e prenderà il via alle 15,30.
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Silvio Berlusconi: ultimo tango. Voto – 9. Il Premier non è più in grado neppure di gestire una modesta conferenza stampa. Sedicente statista da baraccone. Urge intervento .. medico. Ko tecnico.
Ignazio La Russa: bodyguard. Voto – 9. Il “repubblichino” della curva sud getta la maschera e svolge l’unico ruolo che gli riesce: il sedicente ministro della difesa personale del Cav. Go home!
Giulio Tremonti: lanciapietre. Voto + 8. Suona l’allarme il ministro dell’Economia: “La sanità in metà Italia costa il doppio e rende la metà!. Poi denuncia: “Al Sud, quando incontri un assessore non sai se è un assessore o un camorrista”. Parole come pietre.
La Russa e Polverini: lanciafiamme. Voto – 9. Il ministro (“Siamo pronti a tutto”) e la candidata (“ Vogliono la prova di forza della piazza e oggi gliela daremo) gettano benzina sul fuoco del pasticcio-liste. Film già visto. Ottanta anni fa. Calma e gesso.
Davanti ai tagli che puntualmente vengono decisi su tutto ciò che dovrebbe migliorare la condizione dei cittadini italiani non ci si chiede mai perché l’Italia debba continuare a risparmiare.
Tralasciando per un momento il problema, non certo secondario, del debito pubblico perché l’attuale Governo ha deciso, ad esempio, di ridurre gli investimenti sulla scuola pubblica?
Probabilmente, come ci racconterà di seguito Francesco Vignarca che con Massimo Paolicelli ha scritto “Il Caro Armato”, per permettere all’Italia di essere uno dei paesi al mondo che per l’assetto militare spendono di più.
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Lo spettacolo indecoroso offerto dal Popolo della libertà con la presentazione delle liste a Roma e Milano non accenna a volgere al termine. Le reazioni scomposte di Alemanno e Polverini, con inviti ai sostenitori a manifestare la propria rabbia, fanno il paio con proclami semi eversivi come quello del ministro della difesa, Ignazio La Russa, che si lascia andare con un Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto (se un Tribunale della Repubblica italiana emette una sentenza, si deve solo essere pronti a fare ricorso e non è detto che si vinca…).
Le sceneggiate di questi giorni ricordano, oltre ad alcune fortunate commedie con Alberto Sordi (so uscito a magnà ‘n panino e m’hanno chiuso fori!), la favola scritta da Collodi: vediamo un Pinocchio delle Libertà che si fida del gatto e della volpe, chiedendogli di portare, a notte, le firme necessarie alla sua candidatura. Poi però, l’ingenuo Pinocchio delle Libertà, che evidentemente non ha capito di che pasta sono fatti i pelosi animali a cui si è associato, si ritrova con due spregiudicati soci che, lungi dal preoccuparsi della sua candidatura, pensano solo al proprio tornaconto, maturando vendette e progettando tranelli e sotterfugi (sempre La Russa si lamenta che ”La Lega ci aveva garantito 500 firme a sostegno del listino di Roberto Formigoni. ”Invece si sono presentati alle due di notte con 300 firme, di cui solo 30 autenticate”).
E quando il giudice condannerà Pinocchio d. L. escludendolo dalle elezioni a causa delle trame e dell’inconcludente rissosità del gatto e della volpe, i due subdoli onnivori potranno sempre chiamare i propri compari a ringhiare contro la burocrazia, la magistratura e gli orpelli procedurali.
Foto | Flickr
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La tentazione di Silvio Berlusconi di mandare “tutti a casa” è forte.
Di far fuori addirittura i tre coordinatori del Pdl, Ignazio La Russa, Denis Verdini, Sandro Bondi.
I due casi del Lazio e della Lombardia sono l’iceberg di un Pdl da “protezione civile”, impantanato nell’inefficienza, divisioni interne, agguati. Esiziale per l’immagine che ne deriva per il Premier e per il Governo. I sondaggi “segreti” delle ultime ore stanno lì a dimostrarlo.
Il Cavaliere vuol mettere al vertice del Pdl un uomo solo, e il ministro Claudio Scajola è il più accreditato quale segretario unico del partito. Una operazione da farsi prima possibile, subito dopo il voto di fine marzo.
Ma Fini non ha intenzione di assecondare il disegno “accentratore” del Cavaliere. E, stavolta, pure Bossi, se il caos delle liste in Lombardia dovesse produrre un terremoto elettorale, strattonerebbe Berlusconi, con gravi conseguenze sulla tenuta dell’alleanza.
Con un Pdl in pieno marasma, senza la Lega, sarebbe la fine. E’ la prima volta che al Cavaliere sfugge di mano il bandolo della matassa.
Tant’è che a Pier Luigi Bersani è tornato il sorriso: c’è la possibilità che la partita delle regionali si chiuda 10 a 3 a favore del Pd. Addirittura 10 a 2 se ci fosse il ko in Lombardia!
Con l’aria che tira, non è uno scenario campato in aria. In questo caso, a saltare in aria sarebbe proprio Premier, governo e maggioranza. Senza che il Pd abbia mosso foglia.
Continua a leggere: Ore 12 - Pdl da "protezione civile": rischia un 3 a 10 alle Regionali!
Arieccoli? No, arieccolo! Il “La Russa” ministro della Repubblica italiana democratica e antifascista non si smentisce.
Il ministro della Difesa fa gli auguri di buone feste nella caserma Vannucci della Folgore, a Livorno, e, con fiero cipiglio, rende omaggio alla X Mas definita “L’indimenticata Decima Mas”, corpo militare che durante la Guerra di liberazione legò il suo nome al terzo Reich e alla repubblica di Salò.
L’ideatore e gran capo di quel corpo militare nefasto era Junio Valerio Borghese, che fu processato l’8 febbraio 1948.
Accusato, tra l’altro, di aver compiuto “continue e feroci azioni di rastrellamento di partigiani e di elementi antifascisti, talvolta in stretta collaborazione con le forze armate germaniche, azioni che si concludevano di solito con la cattura, le sevizie efferate, la deportazione e l’uccisione degli arrestati, e tutto ciò sempre allo scopo di contribuire a rendere tranquille le retrovie del nemico, in modo che questi più agevolmente potesse contrastare il passo agli eserciti liberatori”.
Gli episodi di violenza non si contano. Ma il “golpista” Borghese, condannato a una pena mite, si distinse anche successivamente per le sue attività contro la Repubblica.
Ignazio La Russa sa e non si vergogna. Ci vergogniamo noi, anche per lui e per il governo di cui fa parte.
Continua a leggere: Il ministro La Russa "rende omaggio" alla X Mas. E non si vergogna!

L’indiscrezione è abbastanza clamorosa ma proprio per questo sarà molto probabilmente smentita. Secondo la Velina Rossa (foglio parlamentare vicino a D’Alema), il Presidente della Camera Gianfranco Fini avrebbe mandato un biglietto natalizio al direttore del Giornale Vittorio Feltri. E il biglietto sarebbe stato accompagnato da un gentile regalo: un flacone di Valium.
Il “simpatico” presente sarebbe stato anche motivato in questo modo: “Egregio direttore, per festività ’serene’ senza ossessioni e allucinazioni. Firmato Gianfranco Fini”. Se fosse vero credo, conoscendo il personaggio Feltri, ci sarà una pronta replica dello stesso genere.
Proprio ieri sul Giornale il direttore aveva fatto trapelare una presunta indiscrezione sul fallimento del Presidente della Camera in riferimento alla creazione di un gruppo parlamentare chiaramente finiano, più o meno ufficiale, per mancanza di parlamentari pronti a seguirlo.
Continua a leggere: Fini regala a Feltri per Natale un flacone di valium

Stasera a Ballarò si torna sulla questione dei pentiti di mafia e sulle dichiarazioni del pluriomicida/non più smemorato Spatuzza.
Accuse di mafia, polemiche sulla giustizia, liti all’interno della maggioranza e dell’opposizione. Può un Paese in crisi essere governato in questo clima?
Ce lo chiediamo anche noi, assieme agli ospiti di Giovanni Floris. Nell’ordine: il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il leader di Alleanza per l’Italia Francesco Rutelli, il ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla, il senatore del PD Ignazio Marino, l’economista Tito Boeri, il presidente di Rcs libri Paolo Mieli.
Come sempre questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Appuntamento su Rai3 alle 21.05
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