
Da qualche giorno, su vari blog, si disquisisce di un progetto curato da Andrea Civati e supportato da buona parte dei sostenitori di Ignazio Marino che alle scorse primarie, a differenza degli altri due contendenti, era riuscito a conquistare i più giovani.
Elettori a cui l’attuale classe politica non propone dei valori. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare Andrea Civati. Per capire come un ragazzo di 24 anni, politicamente attivo, veda il partito di cui ha deciso di far parte.
Cominciamo parlando del prontuario su cui lei stai lavorando. Di che si tratta?
Il prontuario vuole essere uno strumento di lavoro per il Pd ma non solo in vista della campagna elettorale.
L’obbiettivo è sfatare quei pregiudizi e luoghi comuni sull’immigrazione che sembrano ormai affollare il dibattito politico: dal bar del paese fino alle aule parlamentari e gli studi televisivi sono utilizzati immagini che non hanno nessun fondamento con la realtà.

Francesco Costa rappresenta più di altri la nuova, valida, generazione di giornalisti italiani. Non solo per ragioni prettamente anagrafiche (ha 25 anni). Francesco Costa è una delle persone più attente ai cambiamenti.
A volte tenta di indurli occupandosi, ad esempio, della campagna elettorale di Ivan Scalfarotto. In altre occasioni li racconta. Attualmente si occupa del sito dell’Unità.
In rete esiste secondo te qualcuno che più di altro ha dimostrato di saper analizzare bene la politica italiana?
Penso che potremmo contare sulla dita di una mano le persone che in Italia usano la rete per analizzare la politica.
Continua a leggere: Intervista – Francesco Costa a polisblog: “Beppe Grillo è sempre più marginale”

Dalla bocciatura della legge contro l’omofobia presentata da Paola Concia è passato un mese. Il dibattito postumo, soprattutto sull’identità del Partito Democratico che ha contribuito ad affossare la proposta fatta da un membro di questo schieramento, è stato piuttosto acceso.
Tra le molte persone che hanno manifestato il proprio disappunto si è contraddistinta Cristiana Alicata. Manager. Scrittrice. E impegnata politicamente con i Mille di Giuseppe Civati e di molte altre persone che hanno sostenuto la mozione di Ignazio Marino.
Nelle ultime legislature ci sono stati diversi esponenti LGBT in Parlamento, uno su tutti Vladimir Luxuria, eppure i diritti alle persone non eterosessuali tardano ad arrivare. È colpa, secondo lei, anche dei rappresentanti?

Se con Piero Marrazzo, quel giorno, non si fosse appartata una prostituta transessuale ma una donna è molto probabile che lo scandalo sarebbe stato raccontato con altri toni. Qualcuno avrebbe celebrato il maschio italiano.
Qualcuno non avrebbe fatto della facile, banale e brutta, ironia provando a capire cosa queste prostitute hanno in più delle femmine che politicamente (in Italia) non sono emancipate. Di Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, ai giornalisti interessa il look. Più che il lavoro.
Per questo motivo a meno di una settimana dall’inizio delle chiacchiere su Piero Marrazzo abbiamo deciso di intervistare Vladimir Luxuria. Ex parlamentare. Di Rifondazione Comunista. Ex naufraga. Dell’Isola dei Famosi. Ma transgender. Ancora per poco.

Di Piero Marrazzo, e delle modalità con le quali ha abbandonato la scena politica italiana, è molto probabile che si smetta a parlare già nei prossimi giorni. La sua legittima richiesta di silenzio è stata evidentemente ritenuta più legittima di quella di Dino Boffo che al Presidente del Consiglio qualche problema creò.
Ma Silvio Berlusconi, sulla vicenda dell’ex Presidente della Lazio, non commetterà più gli errori fatti con l’ex direttore dell’Avvenire tanto che stando a quanto si appreso nelle ultime ore avrebbe persino fatto sapere all’avversario politico che qualcuno stava tentando di vendere il video che lo avrebbe incastrato.
Ma Silvio non informa e basta. Sulla vicenda di Piero Marrazzo ha vietato alle aziende controllate dai figli di divulgare il materiale rimarcando un legame tra il suo incarico pubblico e le attività sviluppate, precedentemente, da privato.

Come ampiamente previsto alla vigilia, Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico. Lo ha riconosciuto apertamente il principale rivale Franceschini verso le 23. Alle 23.10 Franceschini ha telefonato al neo-segretario per congratularsi, rilasciando la seguente dichiarazione:
“Gli ho telefonato e gli ho dato atto di questo riconoscimento. Non sarebbe giusto per il partito aspettare di vedere se ci sono due punti percentuali in più o in meno: il dato politico è che la scelta dei nostri elettori è quella di eleggere Pier Luigi Bersani nostro segretario”
Il terzo candidato Ignazio Marino ha comunque esternato una certa soddisfazione per il risultato della propria mozione, data tra il 10 e il 20%. Secondo le prime indiscrezioni Bersani avrebbe invece ottenuto una percentuale intorno al 48%, sfiorando così la maggioranza assoluta dei voti espressi. L’affluenza al voto dovrebbe aggirarsi sui due milioni e mezzo di schede, almeno secondo Maurizio Migliavacca.
Continua a leggere: Bersani nuovo segretario del Pd. L'annuncio di Franceschini

E adesso a raccogliere i cocci non sarà solo Piero Marrazzo. Attorno, come faceva già notare Dino Boffo (direttore dell’Avvenire che prima di dimettersi aveva tentato di proteggere la privacy della famiglia), una serie di figure sulle quali si devono accendere i riflettori per capire fino in fondo la vicenda.
Cominciamo a parlare del Pd. Ma anche del Pdl. Secondo quanto sostenuto dal partito di Silvio Berlusconi il passaggio di consegne al vice, Esterino Montino, non è uno strumento giuridicamente valido.
Già chieste, quindi, le elezioni anticipate che potrebbero rappresentare per il Partito Democratico l’ennesimo fallimento. Uno scandalo pesa. E allontana. Gli aspiranti Zapatero dovrebbero ben saperlo. L’attuale primo ministro è riuscito a vincere, la prima volta, subito dopo gli attentati a causa dei quali si spense il candore di Aznar.

Nel giorno in cui gli elettori del Partito Democratico sono chiamati a scegliere tra Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino il nuovo segretario del loro partito, mi sono imbattuto in un sondaggio particolare, secondo il quale per il vice di Walter Veltroni non ci sarebbe ormai nessuna speranza (vedi immagine qua sopra).
Sto parlando del mercato predittivo aperto da Vincosblog (quello che ha creato anche l’immagine di Berlusconi-Joker). Come scrive il suo autore, Vincenzo Cosenza:
Un mercato predittivo è un sistema progettato per sfruttare l’intelligenza collettiva degli utenti, e dunque i frammenti di informazione in loro possesso, al fine di prevedere un certo evento, attraverso l’incontro di domanda e offerta di informazione…il tutto attraverso il gioco
Come funziona lo scoprite invece dopo il salto.
Continua a leggere: Sondaggi primarie PD: c'è chi li fa coi "mercati predittivi"

Ci sono volute meno di 48 ore per decretare la fine della carriera politica di Piero Marrazzo che si è autosospeso oggi dal ruolo di Presidente della Regione Lazio. L’erede televisivo di Antonio Lubrano tenta quindi di spegnere le luci sul suo scandalo optando per un silenzio.
Stato fortemente sconsigliato dall’attuale Ministro leghista degli Interni, Roberto Maroni, che ha espresso pubblicamente il proprio appoggio a Piero Marrazzo attorno al quale il Partito Democratico non ha volontariamente fatto quadrato.
Dario Franceschini, la cui mozione non è stata appoggiata dall’attuale Presidente della Regione Lazio, ha chiesto pubblicamente le dimissioni dell’uomo la cui testa, servita su un piatto d’argento, probabilmente gli sarà utile per mascherare meglio la propria ipocrisia.

Ad oggi Dario Franceschini non sa ancora se lunedì, a primarie chiuse, potrà cantare “Ragazzo Fortunato” di Jovanotti che nei giorni scorsi ha auspicato per un secondo mandato di quello che era, l’anno scorso, il vice di Walter Veltroni.
Lorenzo Cherubini ha deciso di sostenere pubblicamente Dario Franceschini malgrado si percepisca, dagli ultimi proclami pre votazione, che l’attuale segretario per vincere più che al cantante toscano si sia chiaramente ispirato a Franco Battiato.
Sul ponte sventola bandiera bianca. Sul ponte è meglio, deve aver pensato Dario Franceschini, sventolare bandiera bianca e provare ad imitare quel Silvio Berlusconi tanto criticato basando la propria leadership su persone simbolo. Candidati a vice, in caso di vittoria di Franceschini, sono il congolese Touadi e una donna. Di cui, ad oggi, non si conosce il nome.