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Al Pdl il voto della 'Ndrangheta? La prima pagina del Fatto quotidiano

pubblicato da m.paganini in: Mediaticamente Popolo delle Libertà PDL Politica & Tribunali


Non contenti dei dispiaceri dati a Silvio Berlusconi rendendo pubblica l’inchiesta di Trani sui magheggi e le trame per mettere a tacere Santoro e gli altri rompiballe, il Fatto quotidiano continua a sfornare prime pagine da malox per il leader del Pdl.

Quella oggi in edicola, come potete vedere, è abbastanza forte: i voti controllati dalla Ndrangheta a Milano, alle elezioni europee e provinciali del 2009, sarebbero andati agli esponenti del Popolo della libertà La Russa, Fidanza e Ronzulli. Almeno questo è quanto emergerebbe da una inchiesta della Direzione investigativa antimafia.

Con un lungo articolo a pagina 3, Davide Milosa ricostruisce la vicenda, basata su un anno di indagini e di intercettazioni telefoniche (ma quando la approvano questa legge per vietarle??). In attesa che le agenzie battano gli inevitabili annunci di querela e i piagnistei sulla giustizia ad orologeria, qui potete leggere l’articolo integrale.

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Il Fatto quotidiano alza il tiro e rilancia con l'inserto satirico Il Misfatto

pubblicato da m.paganini in: Mediaticamente


Se pensate che Il Fatto, quotidiano giustizialista e forcaiolo di Travaglio e soci, sia troppo pesante e troppo simile al mattinale della questura, ci sono due buone notizie per voi: Silvio Berlusconi e tutti i suoi onorevoli dipendenti la pensano come voi; presto la lettura del quotidiano e delle fastidiose notizie che porta con se sarà allietata da un inserto satirico, Il Misfatto.

La nuova pubblicazione, che sarà presentata giovedì a Roma, sembra puntare sullo stile del fu Cuore. Sarà infatti un inserto di satira e maldicenze (tanto per arricchire la collezione di querele…) e, almeno per la presentazione, potrà contare su Carlo Verdone, Stefano Disegni, Luca Telese, Roberto Corradi, Flavio Oreglio, Marco Presta, Bebo Storti, Antonio Padellaro, Dario Vergassola e Marco Travaglio.

Seguiremo il countdown, pronti alla recensione del primo numero…

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Veritometro: Beppe Grillo e l'astensione al 50%

pubblicato da giulio in: Alle 5 della sera

“Noi siamo un movimento dal basso: andiamo a cercare il 50% di gente che non vota più perchè si è rotta i coglioni”.

Beppe Grillo

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Sondaggio: Bersani già bocciato dopo un mese?

pubblicato da giulio in: Alle 5 della sera Pierluigi Bersani


I segnali sono convergenti: dopo appena poco più di un mese dalla sua elezione a segretario, Pierluigi Bersani sembra già essere stato insignito della carica di “neo-disastro”, per parafrasare una celebre affermazione di Matteo Renzi.

L’Espresso, ad esempio, ha condotto un sondaggio tra i suoi elettori. Risultato? Il 67% lo valuta come “gravemente insufficiente”. Dal canto suo, Il Fatto Quotidiano titola oggi “Fini capo dell’opposizione” e accusa il PD di essere “pronto al superinciucio“.

Al di là dei titoli ad effetto, resta il fatto che la linea impressa al partito dal buon Pierluigi non può non lasciare perplessi: il PD oscilla infatti tra l’afasia e prese di posizioni suicide. Su tutte, quelle su No Berlusconi Day e crocifisso nelle aule scolastiche.

Proviamo però a dare un’ultima chance al Bersani: valutatelo nel nostro sondaggio.

Foto | Flickr.

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Passaparola di Marco Travaglio: la mafia non esiste, Berlusconi e Dell'Utri invece si

pubblicato da davide f. in: Video

Mafia e stato. Puntata bollente questa settimana del Passaparola di Marco Travaglio, alle porte di giorni di fuoco, vedi il triangolo Berlusconi Dell’Utri Spatuzza , e nella settimana che si chiuderà con l’atteso No Berlusconi day.

Pronti? Dopo aver smontato le solite bugie, i rumors per cui i pentiti sono credibili solo se non danno fastidio a politici importanti, il giornalista spiega come l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa sia fondamentale per punire quelle condotte che non sono nella mafia, ma la appoggiano in cambio di qualche favore.

Il concorso esterno naturalmente era considerato fondamentale da Falcone e Borsellino, che infatti furono i padri del reato di concorso esterno, visto che ne definirono i contorni per la prima volta, a proposito della mafia, nella sentenza /ordinanza del processo Maxi Ter a Cosa Nostra nel luglio del 1987, per cui quando sentite che Falcone e Borsellino non avrebbero mai usato il concorso esterno, sono tutte stupidaggini, in quanto l’hanno teorizzato loro.

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Passaparola di Marco Travaglio: Ciampi, Napolitano e quelle leggi da non firmare

pubblicato da davide f. in: Video

Quale è l’unico Presidente della Repubblica che ha firmato tutte, diconsi tutte, le leggi che gli sono state portate alla promulgazione e tutti i decreti che gli sono stati portati alla promulgazione? Quale è l’unico Presidente che ha firmato tutte le leggi fatte per o che potevano interessare Berlusconi in questi quindici anni, nei quali Berlusconi infesta la vita politica italiana? Non certo Scalfaro, che respinse delle leggi, non certo Ciampi…

Questa settimana l’attenzione di Marco Travaglio, all’interno del suo Passaparola, si sposta su Giorgio Napolitano, reo secondo il giornalista di non fare il suo dovere. Parere, tra l’altro, condiviso dal predecessore Carlo Azeglio Ciampi, che ieri su Repubblica ha punzecchiato l’attuale Capo dello stato sulle leggi dubbie firmate con futili motivazioni.

Basta leggi ad personam per Berlusconi, delegittimano le istituzioni. Intanto non si promulghi la legge in prima lettura, la Costituzione prevede espressamente questa prerogativa presidenziale: la si usi, è un modo per lanciare un segnale forte a chi vuole alterare le regole, al Parlamento e all’opinione pubblica.

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Passaparola di Marco Travaglio: Berluschino il breve e la morte dei processi

pubblicato da davide f. in: Video

Un Passaparola lungo e istruttivo quello di questa settimana, dove Marco Travaglio spiega perché il cosiddetto processo breve è in realtà un processo morto. Il provvedimento, che secondo l’imparziale Belpietro sarebbe mirato a far lavorare i “magistrati fannulloni” (parole di giovedì scorso, Anno zero), è chiaramente una mazzata finale sulla già malata giustizia italiana.

Secondo quello che calcolano i magistrati che stanno, in questi giorni, cercando di fare una proiezione sulla strage di processi che produrrà questa porcata, la stragrande maggioranza di quei 100 /200. 000 processi destinati a morire morirà nella fase del primo grado. Badate, stiamo parlando di quei processi che moriranno in aggiunta a quei 150 /200. 000 processi l’anno che già muoiono per la prescrizione del reato. Andiamo verso il mezzo milione. Voi capite che è una catastrofe epocale.

Su questo provvedimento non c’è possibilità di dialogo: le parole del governo e dei suoi portavoce toccano punte paradossali, talmente chiara è questa ennesima legge salva Berlusconi. Negli ultimi mesi l’unico obiettivo del potere è stato salvare il suo egoarca. Continua Travaglio.

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Nicola Cosentino: santo o camorrista?

pubblicato da m.paganini in: Mediaticamente Politica & Tribunali

La domanda, presa in prestito il titolo del film sul sindacalista americano Jimmy Hoffa, sorge spontanea leggendo le prime pagine che alcuni quotidiani oggi in edicola dedicano agli sviluppi giudiziari della vicenda del sottosegretario Nicola Cosentino (Pdl).

Almeno di quelli più “schierati” e meno paludati. L’Unità, ad esempio, ricorda quel dicembre 2008 quando Silvio Berlusconi, di fronte alle prime voci sul coinvolgimento di Cosentino con affari poco edificanti legati al Sistema, chiuse ogni confronto con un netto “Garantisco io”. Diverso l’approccio del Giornale di famiglia, che sceglie di cavalcare l’onda nauseabonda della giustizia ad orologeria con un “Elezioni in vista: scattano le manette. Mandato d’arresto nel governo”.

Ovviamente meno clemente Il Fatto, che spara una “Camorra di governo” sopra una foto di Cosentino abbracciato al premier. Libero sceglie di giocare sull’ironia, titolando (sopra una orribile vignetta che anche oggi adorna la prima pagina) “Più manette per tutti”, cercando di infondere il terrore di un’ondata di arresti legati a “Inchieste a raffica” con un “tam tam dalla procure che sembra quello di Tangentopoli”.

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Passaparola di Marco Travaglio: Berlusconi, il papello e il colpo di stato

pubblicato da davide f. in: Video

E’ un Marco Travaglio molto preoccupato e meno ironico del solito quello che si presenta a questo Passaparola. I motivi, come spiega lui, ci sono tutti:

Vorrei fare poco lo spiritoso oggi, perché credo che siamo in pieno colpo di Stato: l’aria tutt’altro che allegra che aveva il Presidente della Camera, Fini, nella bellissima intervista che ha fatto con Fabio Fazio secondo me dimostra chiaramente la tensione e la gravità del momento, siamo di fronte a uno squilibrato o, in alternativa, a un delinquente di tali proporzioni da non riuscire più a controllarsi (il premier, ndr).

Per il giornalista de Il fatto quotidiano il momento è tra i più pesanti, alla luce della settimana di passione italiana, che inizia oggi con il ricatto di Berlusconi a Fini e alleati, il famoso papello del premier.

Vediamo che cosa comprende questo papello, come l’hanno chiamato alcuni giornali, di Berlusconi, che è molto peggio del papello di Riina tra l’altro, perché danneggerebbe tutti i processi ovviamente: non i processi di mafia, ma tutti i processi per reati commessi anche da mafiosi, ai quali verrebbe data un’altra cadenza di prescrizione, sia per il computo finale dei termini di prescrizione e sia per il computo parziale perché, come vedremo, vogliono fare una prescrizione per ogni grado di giudizio.

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Passaparola di Marco Travaglio: il caso Marrazzo trans, Berlusconi e l'informazione monodimensionale

pubblicato da davide f. in: Video

Marco Travaglio torna sul caso Marrazzo, scegliendo per questo Passaparola la lente del giornalismo e di chi ne usufruisce, il pubblico. Primo: in Italia esiste un sistema collaudato di diffamazione, che va a nozze con il conflitto di interessi. Storia già nota, a cui assistiamo tristemente da anni: giornali, televisioni, settimanali, case editrici, aziende in mano a una, l’attuale premier. Secondo, il profilo del giornalista in Italia, molto variegato:

Non tutti quelli che sono iscritti all’ordine dei giornalisti in Italia fanno lo stesso mestiere e ancora dimostra come, in Italia, ci sia ormai da anni una centrale della diffamazione, della calunnia, del dossieraggio che, immancabilmente, si rivolge in una certa direzione, perché in quella direzione sa, oppure spera di poter trovare terreno fertile, soldi, posti, favori, in cambio di informazioni che possano sputtanare qualche avversario politico o qualche ritenuto avversario politico.

Il caso Marrazzo: preso atto delle dimissioni del governatore (NON per immoralità, ma per non aver denunciato un ricatto), l’ex governatore è finito sotto il fuoco dei media per il caso trans, morbosità della notizia vouyeristica.

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