
Con l’organizzazione del G8 de L’Aquila il travagliato rapporto tra il nostro paese, il suo primo ministro e la stampa estera ha raggiunto in un certo senso il suo apice, e ha trovato una sorta di catarsi.
Cominciamo dalla fine: vari giornali stranieri hanno riconosciuto il fatto che l’organizzazione del summit è stata un successo e che il premier italiano ne ha tratto una boccata di ossigeno rispetto agli scandali e alle difficoltà degli ultimi mesi. Tra essi l’autorevole Financial Times:
La scommessa di Silvio Berlusconi di tenere il vertice del G8 sembra aver pagato. Da playboy flagellato dagli scandali a statista: dopo aver presieduto per tre giorni il vertice internazionale Berlusconi ha zittito i suoi critici e ha messo in riga i suoi alleati, almeno per il momento. Per il 72enne premier miliardario, il vertice di tre giorni con 40 capi di governo e organizzazioni è stato un successo per tutto ciò che non è accaduto
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Mentre molti si chiedono (più o meno retoricamente) perché il nuovo scandalo Patrizia D’Addario sia stato trattato con tanta superficialità dai principali telegiornali RAI e Mediaset, arriva una nuova dichiarazione di Confalonieri sul conflitto di interessi, che mi ha lasciato a dir poco basito. Leggo infatti su “Il Messaggero” che il buon Fedele avrebbe affermato ieri:
«Nessuno può negare che ci sia il conflitto di interessi. Ma ci sono persone che ogni cinque anni se ne fregano e lo votano. E’ un paese di cretini?»
Proviamo a parafrasare il sillogismo di Confalonieri: gli italiani sono esposti quotidianamente ad un’informazione televisiva in buona parte controllata da Berlusconi; nonostante questo (?), lo votano. Conclusione: il conflitto di interessi è irrilevante. Domanda rivolta ai lettori: la logica di questo ragionamento è palesemente assurda, o è solo una mia impressione?
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Continua la settimana post terremoto, e continua l’attenzione dei quotidiani nazionali sui fatti che lo riguardano. Si parla ancora di scavi fra le macerie, con il bilancio che supera le 270 vittime, ma si inizia a guardare al futuro dell’Abruzzo, ancora tormentato da decine di scosse di assestamento al giorno.
Tutti i quotidiani ci parlano dei piani di Berlusconi per la ricostruzione, che sarà lunga, con cento cantieri da aprire e la costruzione della prima new town, e anche il dramma degli sciacalli, che odiosamente cercano di guadagnare sulla tragedia, per i quali sono previste sanzioni durissime. Si chiude con le notizie sui funerali, che si terranno domani, e con l’altro enorme problema, quello delle persone, circa 28.000, ancora senza casa.
La rassegna stampa di oggi è doverosamente dedicata al terremoto che ha devastato l’Abruzzo, L’Aquila e moltissimi comuni limitrofi. C’è spazio per la cronaca, il bilancio di morti e feriti, destinato a salire. Le foto occupano la maggior parte delle prime pagine, anche perchè è difficile trovare parole che spieghino meglio di fotografie di centri storici ed interi comuni rasi al suolo.
C’è spazio, ma siamo in Italia, anche per le polemiche. Repubblica richiama le dichiarazioni di Giuliani, lo scienziato (anch’esso fra gli sfollati) che accusa dichiarando che il terremoto era stato previsto, e Il Sole 24 Ore, che ci ricorda come (nonostante la tragedia ricordo che questo non è il terremoto più forte mai registrato in Italia, e tanto meno nel mondo) i danni siano ingenti e gravissimi anche per il mancato rispetto dei vincoli di costruzioni e delle norme antisismiche.
Settimana di vertici internazionali quella appena trascorsa, e le conseguenze, le dichiarazioni dei leader, si rincorrono fino alle prime pagine di oggi. L’Europa, a leggere il titolo del Corriere, si dimostra ancora disunita, questa volta sull’ingresso della Turchia nell’Unione auspicato da Obama, ma respinto da Francia e Germania. Sulle notizie di portata internazionale vi rimando all’Unità, Repubblica e Il Foglio.
C’è anche la politica interna però, con la manifestazione della Cgil e la polemica sulla partecipazione del Pd ripresa, senza però troppo enfasi, dai vari quotidiani. Chiudiamo con Il Giornale, che in periodo di crisi continua ammirevolmente a pubblicare annunci di lavoro in tutta Italia, in svariati settori produttivi del paese.
Avete presente quelle foto che si fanno a scuola, coi compagni, in cui vince chi fa la faccia più “divertente”, diciamo cosi? Indovinate chi ha vinto sulla prima del Corriere, Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Il Giornale e Il Foglio. Si salva da questa pubblicazione Il Sole 24 Ore, che preferisce l’incontro tra Michelle Obama e la regina Elisabetta, e che ci parla delle soluzioni previste dal G20 per affrontare la crisi, e su questo tema vi faccio notare anche Libero.
Gli altri temi ripresi con più o meno evidenza in base alle testate sono le dichiarazioni di Fini, a favore dello stop alla legge 40, il precariato sull’Unità, e l’ultima battaglia che vede contrapposti gli statali e Brunetta, quest’ultimo contro lo shopping (che pare sia un passatempo apprezzato dagli statali durante l’orario di lavoro).
Se volessimo sintetizzare la rassegna stampa di oggi tramite parole chiave descrittive dei temi scelti per l’apertura delle prime pagine, avremmo un compito relativamente semplice da svolgere, basterebbe dire ‘G20′. Tutti i quotidiani aprono con le tragiche notizie di un morto durante le manifestazioni di Londra (tranne il Giornale, che ovviamente asserisce che si tratta di un no global, come a dire che se lo meritava?) e dell’asse franco-tedesco che si oppone alle iniziali richieste americane.
Su questo tema sottolineo la bella immagine scelta dal Sole 24 Ore, che nel ricordarci l’alleanza Francia/Germania con una foto eloquente descrive anche il primo colloquio tra Obama e Medvedev. L’altro tema della giornata è la bocciatura da parte della consulta di alcuni punti importanti della famigerata legge 40 sulla fecondazione assistita (L’Unità), e anche il piano casa, con maggiori dettagli pratici (Giornale e Libero).
Il Premier, a dimostrazione che la tesi della crisi che si risolve con l’ottimismo è insostenibile, alla vigilia del G20 rilascia le sue prime dichiarazioni di effettiva consapevolezza della gravità della situazione, e lancia l’idea di un patto sociale globale che presenterà al G20 (sperando che la data odierna non sia d’ispirazione per l’ennesima figuraccia internazionale), dichiarazione che è d’obbligo come apertura di tutti i quotidiani oggi.
Sempre l’economia in primo piano, con l’arrivo di Obama al suo primo vertice internazionale da presidente, e con la situazione molto tesa in Francia, dove un altro manager è stato sequestrato a causa dei tagli che voleva operare al personale, come ci racconta l’Unità. Sul G20 approfondimenti sul Foglio, e chiudo con il Giornale, che presenta tutte le candidature per le prossime elezioni amministrative.
Cambio al vertice per Corriere della Sera, che accoglie nuovamente in via Solferino De Bortoli, e arrivo di Riotta, direttore del Tg1, al Sole 24 Ore. Seguiremo i cambiamenti dei due importanti quotidiani grazie alle nuove direzioni nella rassegna stampa, ma occupiamoci dei temi in primo piano oggi, che sono per la maggior parte economici. Obama infatti benedice, citando La Stampa, l’accordo Chrysler-Fiat. Su questo tema, gli aiuti americani al settore auto, approfondisce Il Sole 24 Ore.
Il Messaggero annuncia i cali delle bollette di luce e gas, e trova spazio sul Giornale anche la cronaca, con l’agghiacciante storia della donna decapitata dal marito, e del figlio 15enne che si accusa per scagionarlo. Sempre sul quotidiano diretto da Giordano osservazioni sull’avvicendamento Mieli-De Bortoli e sulla scelta di Riotta, parlando del “valzer delle nomine”.
Un uomo solo al comando, acclamato e osannato ricordando scene d’altri tempi, Silvio Berlusconi che chiude da re il congresso del partito del predellino chiedendo più poteri per sè. Questo è il tema principale delle prime pagine di oggi, affiancato dalle scelte di politica economica americana (come il licenziamento del numero uno di Gm da parte di Obama). Niente di particolare esce comunque dal congresso del Pdl, come tutti i quotidiani rimarcano (titolando solo sui poteri al Premier) e come sottolinea Fini, con dichiarazioni riprese da Repubblica, il quale non ha sentito risposte su riforme e referendum.
Anche l’Unità resta sul tema, sottolineando come si continui ad ignorare la crisi in casa Pdl, ma restiamo comunque bilanciati con la prima del Giornale, che celebra con un editoriale del direttore Giordano il giorno dell’orgoglio, il “moderati pride”. Libero pubblica la storia che ha preceduto questa giornata storica, che ovviamente è la storia del suo fondatore, e di nessun altro. Chiudiamo sempre su questo tema con il Foglio, che lancia e approfondisce le ormai enormi similitudini con la Dc.