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Tutti gli articoli con tag il sole 24 ore

Il 42% degli italiani dice "no" alle urne! E i partiti cambiano le vecchie insegne ...

pubblicato da Massimo Falcioni

Invece di nuove idee e nuovi progetti per rinnovare il Paese e farlo uscire dalla crisi la casta politica Made in Italy si prepara a sfornare nuovi partiti per salvare se stessa. Come se bastasse cambiare il nome ad un prodotto fallito per rilanciarlo sul mercato.

L’ultimo sondaggio Cise-Il Sole 24 Ore conferma il disorientamento degli elettori e il distacco dei cittadini dai partiti. Nel 2008 hanno votato circa 38 milioni di elettori, l’80,5% degli aventi diritto; il 19,5% è rimasto a casa. Se si votasse oggi resterebbe a casa il 35%: una cifra che balzerebbe addirittura al 42%, per gli incerti se votare o meno. Quindi, almeno 7 milioni e mezzo di italiani che nel 2008 votarono oggi si asterrebbero!

Dodici mesi fa non era così: nell’aprile dello scorso anno nel primo dei sondaggi Cise-Il Sole 24 Ore gli astenuti erano il 18,6%. Adesso siamo potenzialmente al 42,1%: solo il 58% è certo di votare. E solo 4 elettori su dieci sanno per che partito votare. Con questi dati qualsiasi azienda privata caccerebbe immediatamente i suoi “capi”. Nei partiti non succede. Perché? Perché i partiti (le eccezioni sono sfumature e confermano la regola) sono in mano a padri-padroni o a strette oligarchie che ovviamente non cancellano se stessi.

Ora, capita l’antifona (cioè la mala parata), ci si rincorre – specie nel centro e nel centro-destra – nell’annunciare la nascita di nuovi soggetti politici. Il rinnovamento è urgente e sarebbe il benvenuto.

“Ma – come paventa Stefano Folli sul Sole 24 Ore -potrebbe essere semplicemente un gioco di specchi mediatico”. In altre parole, c’è il rischio dell’”azzeramento”, della logica del “chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto”: le leadership dei partiti vogliono nascondere il proprio fallimento, pensando che basta cambiare la vecchia insegna per ridare credibilità alle loro vecchie botteghe.

Gli italiani, come sempre, abboccheranno all’amo o, finalmente, diranno inequivocabilmente come la pensano?

Ore 12 - Fare la "mosca cocchiera" paga: Matteo Renzi primo sindaco d'Italia

pubblicato da Massimo Falcioni

altroParlare fa bene all’homo politicus. “Sparlare” fa ancora meglio. Specie se i fiumi di parole diventano grandinate di fulmini contro il proprio partito.

E ancor meglio fanno i “traversi”, apparentemente sbandate incontrollate ma, invece, sbandate programmate e oculatamente gestite.

E’ la politica/spettacolo, bellezza! La politica in mano alla comunicazione. Fai qualcosa, anche di tremendamente sbagliato, ma fallo! Certo, si alza il polverone, confondendo il consenso con la popolarità, scambiando i sondaggi drogati da spunti di cronaca “pompata” con la dura realtà delle urne. Tant’è.

Prendete Matteo Renzi: il Governance Poll 2010 realizzato da IPR Marcketing per il Sole 24 Ore gli dà la palma del sindaco più amato d’Italia.

Paga, evidentemente, fare la “mosca cocchiera” , dimostrare frivola insolenza, pretendere la “rottamazione” del gruppo dirigente di cui fai parte e a cui devi (quasi) tutto, andare dal Cavaliere ad Arcore col cappello in mano, sputare sentenze.

Che dite? Firenze sepolta e bloccata sotto un palmo di neve? Che c’entra! Quelle sono questioni da … sindaco.

Comunque, complimenti a Renzi per la fascia tricolore number one. Berlusconi porta fortuna: basta toccarlo come un amuleto. Poi tocca agli italiani (fiorentini e toscani compresi) pagare il conto del berlusconismo.

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Pdl al 29.5% Pd al 24% - Il sondaggio elettorale del Sole 24 ore e l'ipotesi Grande centro

pubblicato da Nemo


Il Sole 24 ore pubblica oggi i risultati di un sondaggio elettorale della Ipsos che fotografa un’area centrista (formata da Api, Udc, Fli e Mpa) che, nel complesso, veleggia addirittura al 21% dei consensi. Se i flussi ipotizzati si realizzassero, cioè se in effetti si creasse questo polo ti attrazione elettorale, il centrosinistra starebbe intorno al 35.5%, sempre riuscendo a tenere insieme Sel, Pd, Idv, Pannella, Verdi e Socialisti.

Non molto più rosea sarebbe la situazione del centrodestra, fermo al 38%, con un Pdl al 26.7% che perderebbe 3 punti proprio in favore dei centristi.

Il Movimento a 5 stelle di Grillo oscillerebbe tra il 3.1 e il 3.7% mentre la Federazione della sinistra di Prc e Pdci non si stacca più da quel tremendo 2% che sembra sancire il fallimento definitivo di una strategia politica.

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Legge Bavaglio: speciale sullo sciopero dei giornalisti della Fnsi

pubblicato da giovanni molaschi


Oggi, come anticipato da polisblog.it nei giorni scorsi e raccontato bene dal Post, molti quotidiani non saranno in edicola per protestare contro il disegno di legge proposto dal Ministro Angelino Alfano secondo il quale nel nostro paese è necessario ridurre le possibilità di pubblicazione delle intercettazioni.

Allo sciopero, malgrado la campagna fatta in queste settimana da Repubblica, non hanno aderito tutti i colleghi di Ezio Mauro. Contrari alla posizione presa dal quotidiano del gruppo Espresso si sono detti sia le testate vicine alla maggioranza che quelle pronte a sostenere l’opposizione.

Significativa, di questa spaccatura, è la posizione del direttore della Stampa Mario Calabresi che prima di trasferirsi a Torino collaborava come corrispondente con Repubblica.

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Giovedì la protesta dei Sindaci del Nord contro il Governo

pubblicato da G.L. Barone



Il federalismo è anche questo: giovedì prossimo, oltre 400 Sindaci dei Comuni del Nord sono attesi a Milano per una protesta contro i vincoli imposti dal Ministro Tremonti e dal cosiddetto governo “centrale”.

Sarà una protesta “bipartisan”, dal Pd alla Lega, (che in Lombardia conta quasi 200 Sindaci), capeggiata proprio dal Sindaco di Varese Attilio Fontana, Presidente dell’associazione di comuni della Lombardia. «Il patto di stabilità e i tagli – ha commentato Fontana - penalizzano soprattutto i comuni virtuosi e quindi soprattutto il Nord, mentre in altre parti del Paese la pacchia continua».

Ed in effetti i numeri sembrano impietosi: a conti fatti, dovendo applicare le regole così come sono e senza le deroghe che in passato il governo ha concesso a Roma Capitale e ad altri Enti - alcuni tra i comuni più importanti della Regione come Varese, Brescia e Cremona, (tutti targati centrodestra), rischiano di non poter chiudere i bilanci.

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Sondaggio elettorale Ipsos: il Pd ritorna finalmente a crescere. Forte polarizzazione del voto

pubblicato da Luca Landoni

Il sondaggio di Ipsos pubblicato ieri sul Sole 24 Ore ha portato un vento di novità nel panorama piuttosto stabilizzato dell’arena politica italiana. Dopo mesi di tendenze in fotocopia (Pdl, Idv e Lega su, Pd in crollo) abbiamo finalmente un dato nuovo su cui riflettere, vale a dire la fortissima polarizzazione del voto come reazione al post-Franceschini.

Anche il Pdl ha motivo di esultare, soprattutto per la totale ininfluenza delle vicende giuridiche di Berlusconi sulle intenzioni di voto. Anzi, a giudicare dai risultati si sarebbe portati a pensare che più la magistratura si accanisce e più il Cavaliere viene votato. Ma la vera novità è la grande crescita del Partito Democratico, segno che all’elettorato la leadership di Bersani piace, ed evidentemente ritiene che abbia portato davvero un nuovo corso in un’opposizione finora piuttosto asfittica.

La Lega rimane stabile intorno al suo zoccolo duro ormai consolidato del 10%, mentre la crescita delle forze principali è pagata da Udc, estrema sinistra e, per la prima volta, dall’Italia dei Valori. Anche questo dato rappresenta una forte novità rispetto al passato. Ma vediamo le cifre.

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Napoli e Caserta capitali delle badanti. Il Sud si aggiudica il record di regolarizzazioni facili

pubblicato da Luca Landoni



Coloro (i pochi) che avevano sempre messo in guardia dalle numerose normative di regolarizzazione delle badanti scuoteranno il capo, certo non felicissimi di aver avuto ragione. Il Sole 24 Ore ha infatti diffuso i dati sulla sanatoria basandosi sulle cifre ottenute dal Viminale, e purtroppo i numeri confermano tutti i sospetti della vigilia.

A parte il totale delle domande, che già di per sè è abnorme, quel che risulta ancor più allarmante è la distribuzione territoriale delle stesse. Napoli addirittura vanta l’11,8% del totale nazionale, battendo nettamente gli altri grandi centri, mentre Caserta si piazza incredibilmente al quarto posto, seguita da vicino da altri centri del sud come Bari, Salerno, Reggio Calabria, Ragusa, Cosenza e Messina.

Ciò che lascia stupefatti è la composizione demografica di questi centri, che fa sì che a Napoli, per esempio, dopo la sanatoria si abbia una badante ogni 33 anziani, contro i 60 di Milano. Inutile sottolineare quanto queste percentuali salgano ulteriormente negli altri casi, Caserta in testa.

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Brunetta, le "élite di merda" e il populismo: un'analisi critica

pubblicato da giulio


Hanno fatto molto rumore le dichiarazioni di Renato Brunetta di venerdì a Cortina d’Ampezzo. Giusto per capire di cosa stiamo parlando, ne riportiamo alcuni estratti significativi:

“Ci sono elite irresponsabili che stanno preparando un vero e proprio colpo di stato (..) Sono sempre le solite: quelle della rendita parassitaria, della rendita burocratica, della rendita finanziaria, della rendita editoriale, senza alcuna legittimazione democratica e popolare. Questa sedicente élite che ha la puzza sotto il naso, che ci spiega sempre come va il mondo, ha pensato solo a come far cadere il governo.. (..) che guarda caso cominciava a colpire proprio le casematte della rendita. (..) La povera sinistra sarebbe nata con altri scopi e invece si fa condizionare da un’élite di merda (..) mi riferisco alle cattive banche, alla cattiva finanza, ai cattivi giornali. (..) Stanno preparando un colpo di Stato”

Diversi commentatori, dal candidato alla guida del PD Pierluigi Bersani a Michele Serra di Repubblica, hanno parlato di “populismo“. Un termine usato spesso come insulto nel dibattito politico, ma che costituisce in realtà un fenomeno politico contemporaneo di tutta rilevanza, che è stato analizzato in profondità dagli studiosi della politica. Vediamo come dopo il salto, per cercare di fare un po’ di chiarezza.

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Ore 12 - Il "partito" del presidente Napolitano

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl capo dello Stato Giorgio Napolitano ha, come si suol dire, “l’occhio lungo”.

E la lettera di “richiamo” al governo sulla legge sicurezza, non è solo un segnale (su un nodo complesso e delicato) all’esecutivo e al suo premier, ma un nuovo tassello di una strategia politica.

Napolitano, pur dietro il linguaggio “felpato”, lancia messaggi politici molto chiari a tutti i soggetti in campo e all’intero paese. Il presidente della Repubblica batte sul tasto dell’esigenza dell’ interesse generale, insiste perché prevalgano i punti di unità rispetto a quelli di divisione, richiama a un confronto costruttivo e serio per fare le riforme.

Stefano Folli su Il Sole 24 Ore vede “nelle posizioni istituzionali di Napolitano il manifesto virtuale di un’alleanza trasversale”. Che vuol dire?

Berlusconi ha capito che Napolitano può essergli “utile”, come lo è stato prima, durante e dopo il G8. E Napolitano guarda oltre, al dopo Berlusconi.

I messaggi del capo dello Stato sono indirizzati al cuore (e alle loro componenti migliori) del Pdl, del Pd, dell’Udc. Un disco rosso alla Lega di Bossi (irritata per l’alt di Napolitano proprio su ronde e reato di immigrazione clandestina) e un alt all’Idv di Di Pietro (sempre integralista e violento contro il Colle).

Non è, quella di Napolitano, ovviamente, l’indicazione di una nuova alleanza per una nuova maggioranza. E’ “solo” la traccia per una cornice politica dentro la quale inserire chi ha voglia, le forze e i numeri per fare le riforme. Scusate se è poco.

Le prime pagine dei quotidiani di oggi, 9 aprile 2009

pubblicato da Ivy

Corriere della Sera, prima pagina del 9 aprile 2009La Repubblica, prima pagina del 9 aprile 2009La Stampa, prima pagina del 9 aprile 2009Il Sole 24 Ore, prima pagina del 9 aprile 2009Il Messaggero, prima pagina del 9 aprile 2009Il Giornale, prima pagina del 9 aprile 2009

Continua la settimana post terremoto, e continua l’attenzione dei quotidiani nazionali sui fatti che lo riguardano. Si parla ancora di scavi fra le macerie, con il bilancio che supera le 270 vittime, ma si inizia a guardare al futuro dell’Abruzzo, ancora tormentato da decine di scosse di assestamento al giorno.

Tutti i quotidiani ci parlano dei piani di Berlusconi per la ricostruzione, che sarà lunga, con cento cantieri da aprire e la costruzione della prima new town, e anche il dramma degli sciacalli, che odiosamente cercano di guadagnare sulla tragedia, per i quali sono previste sanzioni durissime. Si chiude con le notizie sui funerali, che si terranno domani, e con l’altro enorme problema, quello delle persone, circa 28.000, ancora senza casa.

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