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Tutti gli articoli con tag immigrati

"Mezzogiorno di fuoco": Massimo D'Alema come Gary Cooper

pubblicato da il passator cortese

Ogni occasione è buona per Massimo D’Alema, per farsi sentire nel Pd e dintorni sui temi dell’attualità politica. Stavolta approfitta dell’iniziativa interna “Mezzogiorno di fuoco” a Bari per sparare cartucce contro Berlusconi e il governo, ma anche per rassicurare sullo stato del Pidì.

«Una delle idee false di cui si discute – dice l’ex premier - è che siamo in una crisi mondiale ma l’Italia è uno dei Paesi che se l’è cavata meglio: questa è un’assoluta bischerata, sostenuta da autorevole commentatori su giornali cosiddetti indipendenti, di cui forse sarebbe il caso ci liberassimo. L’Italia negli ultimi dieci anni è l’ultimo Paese al mondo per crescita economica, salvo Haiti tutti gli altri se la sono cavata meglio».

Battuta al vetriolo sugli immigrati: «Io penso che se se ne andasse lui (Berlusconi ndr) non sarebbe rimpianto da nessuno… Il livello di discredito di cui gode il nostro Paese a causa sua è veramente impressionante». Semmai, «una delle principali ragioni per cui il Governo italiano dovrebbe lamentarsi dell’Europa è che i Governi europei somigliano troppo al governo italiano. Nell’Europa dei leghismi c’è sempre una Lega più a nord di noi. Persino Maroni risulta terrone per i tedeschi».

Infine, Baffino è ottimista sul Pd: «Se è obbligatorio dire che il Pd è spaccato, ognuno può dire quello che vuole. Però non vedo il fondamento di questa affermazione». Contento lui. Chissà se avrà niente da dire Matteo Renzi il … “rottamatore”?

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Immigrati, restano sul nostro groppone. Governo italiano (pasticcione e impotente) gabbato dalla Francia

pubblicato da il passator cortese

Sorride a denti stretti il ministro Roberto Maroni dopo l’incontro sugli immigrati con il collega francese Claude Gueant. Al di là delle belle frasi di circostanza: “pattugliamento comune”, il nodo dei migranti non si è allentato di una virgola e la patata bollente resta tutta intera nel gozzo dell’Italia e degli italiani.

Il ministro francese con una mano ha detto sì a Maroni (gli immigrati possono entrare in Francia e muoversi in Europa come dettano le norme di Schengen), ma con l’altra ha di fatto reso impossibile la fattibilità della proposta italiana (il permesso temporaneo è valido solo se l’immigrato arriva in Francia con in tasca anche un passaporto valido e almeno 62 euro al giorno per sbarcare il lunario oltr’alpe). Come chiedere a un indù di recitare a memoria la Divina Commedia.

Insomma, Maroni e il governo italiano, dopo solenni dichiarazioni e … minacce ai cugini d’oltralpe, hanno fatto la fine dei pifferi di montagna: partiti per suonarle, sono stati suonati. Sarkozy ha fatto passare la sua linea di lasciare la Francia fuori dal bubbone: le frontiere, di fatto, resteranno chiuse e gli immigrati rimarranno tutti sul nostro groppone.

Come volevasi dimostrare. Chissà come gode il Senatur! Governo di pasticcioni e impotenti.

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Massimo D’Alema: ritornano spesso. Voto 5-. Il lider Maximo corre in soccorso del suo traballante segretario-delfino Bersani per la crociata del Pd anti Bossi: “Dura guerra alla Lega!”. Chiudono la stalla dopo che i buoi sono usciti. E’ solo questione di urne.

Alfredo Mantovano: ritornano sempre. Voto 4. Passo indietro (scontato) del sottosegretario che ritira le dimissioni date per il caos immigrati a Manduria. Il premier è sempre molto convincente: insuperabile carisma. O è solo una questione di prezzo?

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Migranti, ovunque ma non al Nord. La Lega "ciurla nel manico" e pensa solo alle elezioni di maggio

pubblicato da il passator cortese

Roberto Maroni è persona dabbene e, come sul nodo scorsoio dei migranti, la parte del “furbetto” gli riesce male. Il ministro degli Interni aveva lanciato l’allarme immigrati sin dal 13 febbraio scorso, ma solo negli ultimi giorni c’è il corri corri per cercare di tappare le falle.

Il governo, disorientato e diviso, nonché isolato a livello europeo, è stato preso in contropiede e adesso arranca, con le giravolte di Frattini e i veti di Bossi. Ecco perché Maroni sbanda fra il suo personale buonsenso e gli ordini inequivocabili del Senatur: “Chiudere i rubinetti e svuotare la vasca”.

Si vedrà se gli ultimissimi accordi con la Tunisia reggeranno. Beato chi ci crede. Intanto anche Maroni è costretto a calare la maschera: il governo dice di voler spalmare in tutta Italia gli immigrati, ma di fatto li vuole inviare solo nelle regioni dove la Lega non c’è o conta poco. Si vogliono creare centri di accoglienza solo nelle regioni del sud e del centro Italia. Non risulta che in Piemonte, Lombardia, Triveneto siano previsti trasferimenti di immigrati.

La Lega non li vuole dove governa e il “Fora d’i ball” del leader del Carroccio resta la linea cui adeguarsi. Bossi teme ripercussioni alle elezioni amministrative di maggio, sa che l’elettorato della Lega è in fibrillazione e che i nodi stanno per venire al pettine. Ma il gioco si fa sempre più scoperto. Prima o poi la pentola esplode.

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Immigrati, Berlusconi torna da Tunisi soddisfatto (beato lui!). E Maroni proibisce Lampedusa ai deputati

pubblicato da il passator cortese

Silvio Berlusconi e Roberto Maroni vanno a Tunisi (con 150 milioni di euro in dote per il governo) per incontrare il primo ministro Beji Kaid Essebsi e il presidente della repubblica Fouad Mebazaa e ritornano in Italia con un pugno di mosche.

Certo, il premier è, come suo solito, ottimista, ma intanto sui rimpatri c’è il rinvio e i migranti continuano a sbarcare sulle nostre coste. In una situazione in forte fibrillazione, scoppia la bomba dei deputati, cui è stato vietato l’accesso al centro migranti di Lampedusa.

La testimonianza di Andrea Sarubbi, deputato Pd in missione a Lampedusa è inequivocabile: “Una vicenda incredibile, da stato di Polizia. Tutto sembrava tranquillo, all’arrivo a Lampedusa per visitare il centro d’accoglienza ci viene a prendere la polizia all’eroporto per accompagnarci sul posto. Ma durante il viaggio in macchina, veniamo raggiunti da una telefonata in cui il viceprefetto di Agrigento ci comunica che l’accesso alla tendopoli precaria è interdetto ai parlamentari da un’ordinanza dell’Interno. Intanto fuori l’isola appare sventrata, e vive una condizione disumana tra dissesto delle strutture, miasmi e precarietà esplosiva della situazione”.

Non è Kabul, è Lampedusa, Non è l’Afghanistan, è l’Italia. Ogni giorno che passa fa capire che l’emergenza è gestita alla “carlona”, manca una linea politica strategica, non si è avuto il coraggio di affrontarla seriamente perché Bossi non vuole e premier e governo sono sotto il ricatto della Lega. Tutto qui.

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E' l'opposizione che fa ridere, non le barzellette di Berlusconi!

pubblicato da Massimo Falcioni

Quella che si apre domani, è la settimana del Ruby gate e del processo breve. Oltre alla trasferta di Silvio Berlusconi in Tunisia per cercare di sciogliere il ginepraio immigrati.

La situazione è quella che è, fra farsa e … quasi tragedia. Quel che fa il Governo e i suoi ministri si sa e si vede, quel che fa il Premier è oggetto di incredulità e derisione in tutto il mondo. E l’opposizione, o, per meglio dire, le opposizioni? In sintesi, parafrasando il vecchio Marx: “Le forze in lotta tra loro si avviano a una comune rovina”.

A esserne convinto è il capo dello Stato Giorgio Napolitano i cui ripetuti appelli per una inversione di rotta sono lasciati cadere nel vuoto.

Di fatto, a una maggioranza parlamentare debolissima politicamente ma in lievitazione per gli acquisti e per la corruzione di deputati “irresponsabili”, si contrappone una opposizione divisa e debole, incapace di protestare e tanto meno capace di saldare la protesta (debole e sparpagliata) alla proposta politica (ambigua e fumosa).

Gli italiani perdono fiducia in Berlusconi ma non ritengono credibile l’opposizione. Da qui lo stallo. Mentre torna la prospettiva del voto politico anticipato a giugno.

Non è giunta l’ora di riunire tutte le forze di opposizione, con la partecipazione dei movimenti sociali, in una grande convention per discutere - senza attendere il tempo delle primarie e dell’imminenza elettorale - su quali contenuti e con quali modalità vada condotta l’opposizione a un berlusconismo in declino e perciò tanto più pericoloso per la democrazia e la società?

“ E che cosa fare dopo, - come si chiede l’esponente di SEL l’ex deputato Alfonso Gianni - se un dopo ci sarà? “. Forse il Pd è troppo ripiegato su se stesso. E gli altri, Casini, Fini, Rutelli, già pregustano che, comunque andrà, il loro 10 per cento e passa li renderà indispensabili per il governo del Paese. Non per governarlo, però.

Immigrati, Regioni e comuni dicono "no" alle tendopoli del Governo

pubblicato da il passator cortese

Il premier Silvio Berlusconi oggi promette soldi (degli italiani) alla Tunisia in cambio di un impegno di quel governo (quale?) per bloccare e non far partire clandestini verso l’Italia. Parole e promesse, promesse e parole.

I fatti sono altri, con l’emergenza profughi che resta tutta italiana e avanza nell’intero Paese come ombra cupa. Con gli italiani preoccupatissimi e contrari a trovarsi vicino le proprie case le tendopoli dell’esecutivo che vuole impiantare anche al Nord.

Con l’aria che tira le Regioni (e i comuni) respingono l’idea dell’esecutivo perchè: “Rischia di ledere i diritti umani dei migranti e diffondere paura nella popolazione”, parole del presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani (Pd).

La controproposta delle Regioni è quella di una “ accoglienza morbida e stranieri distribuiti equamente sul territorio”. Insomma, regna il “no” al Governo (e di fatto agli immigrati), cioè il rimpallo di responsabilità fra i vari livelli istituzionali. Sulla stessa posizione si trovano i governatori e i sindaci sia di centro sinistra che di centro destra.

Come finirà nessuno lo sa. Si sa che, come sempre, saranno gli italiani a pagare il conto.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il Cav lampedusano tra i lampedusani. E per dimostrare che è con loro e uguale a loro, si è comprato una casetta da 2 milioni. Che anima popolana, che cuore proletario. Pancho…villa

Alberto Zangrillo, medico personale del premer, confessa: “A Berlusconi ho consigliato di lasciare la politica”. Ma non sa che se il capo del governo esce di scena, l’indomani finisce in guai giudiziari ancora peggiori??? Gli è amico o gli vuole male??? Beppe (Zan)Grillo

Sit-in, contestazioni e monetine ai piedi della Camera. Reazione forte dei cittadini contro un ceto politico che vorrebbero smantellare in blocco. Smontacitorio

Dal troppo al nulla. Sulle rinnovabili il governo è passato dai mega-incentivi a zero, sostenendo che si spendeva troppo. E il famigerato cip6 chi se lo è divorato? Fotto-voltaico

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

In Giappone succede l’ira di Dio e il governo italiano prende tempo sul nucleare per neutralizzare il referendum. Come mai non si solleva una mezza rivoluzione? Non sushi-ta scandalo

Immigrati da spostare, da piazzare, da cacciare. Il celodurismo della Lega si scontra con una realtà molto più complessa. Foglio di via(gra)

Il Cav sbarca a Lampedusa quasi dividendo le acque. Appare come un semidio (“semi” in ragione della statura) e promette di tutto: sgomberi, pulizia, nuovi alberi, intonaci rifatti, infrastrutture, un casinò, un campo da golf, fisco agevolato, burocrazia azzerata, la candidatura dell’isola al Nobel per la Pace, sbarchi di gnocca tedesca e olandese, bunga-bunga di piazza… Ma quante di queste promesse non cadranno nel dimenticatoio tra una settimana o un mese? Lamped’usa e getta

Poi il premier confessa: “Mi sono attaccato a internet (di solito lo fa solo per youporn) e ho trovato qui una casa bellissima, la villa ‘Due palme’, così l’ho comprata. Ora sono anche io lampedusano”. Un’altra casa?? Un’altra villa al mare?? Non se ne può più. C’ha fatto due palme così…

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Nicole MInetti ... "ministro degli Esteri"!

pubblicato da il passator cortese

Il consigliere regionale della Lombardia ex soubrette televisiva Nicole Minetti, indagata per il caso Ruby, non ha alcuna intenzione di lasciare la politica e rilancia, ripetendo a memoria la nuova parte assegnatale.

In una intervista a Repubblica ha negato di aver presentato ragazze al premier e ha assicurato che la sua linea difensiva non sarà diversa da quella di Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere, ha affermato la Minetti, è “affascinante, molto generoso, uno che mantiene sempre le promesse”. Certo, ha ammesso, è “troppo impegnato. Con troppe donne attorno che lo corteggiano”.

La MInetti si trova molto bene in politica e spera addirittura in un “posto da ministro, perché no?”. Non l’Istruzione, però, come la Gelmini, “io preferirei gli esteri”.

Altro che l’esangue Frattini. Ecco la nuova carta vincente dell’Italia per risolvere il nodo immigrati del NordAfrica!. Ha ragione Bossi: “Fora di ball”. Ma, tutti!

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