Nuova uscita del picconatore nazionale, che anche stavolta non le manda a dire, come si legge in un’intervista rilasciata oggi al Giornale. “L’arresto di tutta la giunta regionale Pd abruzzese è il primo avvertimento. Poi toccherà, come è già successo, alla moglie di Mastella, alla moglie di Veltroni“. E sui motivi:
“E’ la reazione della magistratura al discorso di D’Alema, che alla Camera ha riconosciuto l’esistenza del nodo politica-magistratura. E anche al discorso di Violante, che ha aperto all’immunità parlamentare. Lo strapotere della magistratura” - continua Cossiga - “nasce proprio dalla soppressione dell’immunità parlamentare, che era il confine tra istituzioni rappresentative e magistratura e affermava la supremazia del parlamento”.
Quindi il presidente emerito torna su Tangentopoli:
“Questi non hanno capito che oggi non è più come ai tempi di Tangentopoli. Allora la magistratura non decise di aiutare la sinistra, ma comprese che non si poteva mettere contro tutti. Si pensava che i comunisti fossero i più forti e si mise con loro. Ora però la magistratura militante è un’entità politica distinta e non ha più bisogno dell’appoggio di un partito”.
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Sta giungendo alla fase finale di elaborazione il progetto di tutela delle alte cariche dello stato, comunemente definito “scudo” o “nuova immunità”. Vediamo nel dettaglio come si presenta la bozza che sarà portata venerdì in Consiglio dei ministri dal Guardasigilli Angelino Alfano.
Innanzitutto la tutela riguarderà solo le quattro più alte cariche dello Stato, vale a dire i capi di stato e di governo, e i presidenti delle due camere; rispetto al testo del 2003 rimane quindi escluso il presidente della Corte Costituzionale in quanto privo di legittimazione elettorale. Dovrebbe altresì essere scartata l’ipotesi di includere i 15 membri della Corte, anche se per loro non si configura lo status di primus inter pares proprio del presidente.
Il cosiddetto Lodo Alfano prevederà per i soggetti di cui sopra una sospensione di eventuali processi per tutta la durata della carica, compresi gli eventuali intervalli dovuti a motivi tecnici (ad esempio un rimpasto di governo). Entrerà così in vigore una sorta di “congelamento” del procedimento che si estenderà naturalmente anche ai tempi di prescrizione. In altre parole il tempo di congelamento non sarà calcolato ai fini della prescrizione, impedendo così alla parte in causa di tirare a campare in attesa che le accuse decadano per motivi temporali.
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