
Tutti i cittadini hanno il diritto di sapere quanto guadagna un ministro della Repubblica. Potrebbe sembrare voyeurismo, ma è semplice trasparenza. Il governo ha pubblicato sul proprio sito (attualmente quasi irraggiungibile) i redditi dei ministri. Ecco i dati che siamo riusciti a recuperare:
Francesco Profumo ha pubblicato una scheda sul sito del Ministero, la trovate qui. Cosa troviamo di interessante? Profumo dichiara di ricevere 200.000 Euro di stipendio (lordo) come Ministro della Pubblica Istruzione, possiede una Lancia Lybra del 2001, un appartamento a Savona di proprietà e altri tre (ad Albissola Mare, a Torino e a Salina) in comproprietà.
Passiamo a Piero Gnudi (ne parla anche Blogo news qui). Il sito del governo è irraggiungibile, ma qui e qui trovate due pdf davvero molto interessanti: a parte il possesso di una Fiat Stilo e di un’Audi A3, Gnudi dichiara 190.000 Euro annui lordi (tra stipendio e indennità ordinaria e speciale) e possiede circa 1,7 milioni di Euro in titoli obbligazionari. Reddito imponibile: 1,7 milioni di Euro. Niente male, vero?
Seguiteci dopo il salto, mancano ancora tanti nomi. Qualche esempio? Corrado Passera.

I ministri dell’economia e delle finanze della zona Euro (ovvero, l’Eurogruppo) hanno trovato un accordo: la Grecia, forse, è salva (qui e qui due nostri articoli di approfondimento sulla situazione economica e sociale nel paese).
Ma cosa ha deciso l’Eurogruppo questa notte? Qui trovate il pdf del comunicato (in inglese), qui sotto le principali novità per la Grecia (e per l’Europa):
1) La Grecia riceverà 130 miliardi di Euro entro il 2014 (dopo che erano già stati stanziati 110 miliardi nella Primavera 2010).
2) Il debito del paese ellenico dovrà arrivare al 120% del Pil entro il 2020. Il 120% del rapporto debito/Pil potrebbe sembrare un livello enorme, infatti l’Italia ha un rapporto simile (qui trovate un pdf del Tesoro con qualche utile cifra), ma in realtà il rapporto debito/Pil in Grecia è attualmente del 160%.
3) Per ottenere il risultato di cui sopra, la troika (Commissione Europea, BCE e FMI) invierà rappresentanti ad Atene a controllare l’operato del governo e sarà inserita nella Costituzione greca una norma che prevede “la priorità dei pagamenti delle scadenze del debito”. L’indipendenza politica della Grecia risulta (ancor più) fortemente indebolita.
4) Naturalmente bisognava agire anche sul fronte di coloro i quali possiedono titoli di stato greci. Gli investitori privati, che hanno bond ellenici, dovrebbero accettare un taglio del valore dei propri titoli superiore al 50%. Visto che non si tratta del primo taglio, il valore finale dei titoli greci sarà del 75% inferiore a quello reale (come spiega l’articolo del NyTimes che trovate qui). Andando a spanne, ciò vorrebbe dire questo: un bond greco comprato a 10 Euro oggi ne vale 2 e mezzo.
5) La BCE rinuncerà ai profitti sui titoli greci che possiede e li girerà alle banche nazionali, che li gireranno ai rispettivi Stati, che li gireranno alla Grecia.
6) Gli stati della zona Euro abbasseranno gli interessi sui prestiti concessi in precedenza alla Grecia, per far risparmiare qualche miliardo di Euro ad Atene.
Come riporta il Guardian, Olli Rehn, durante la conferenza stampa, ha fatto una battuta che speriamo sia di buon auspicio (vista anche la situazione europea dopo la lettera congiunta Monti-Cameron che non porta la firma della Merkel e di Sarkozy):
“Negli ultimi due anni ho capito che “maratona” è una parola greca.”

Come avevamo annunciato, Mario Monti a Piazza Affari ha toccato molti temi. Tra i più caldi, riduzione dell’Irpef (e, più in generale, riforme fiscali a vantaggio dei contribuenti) e la riforma del mercato del lavoro. Per quanto riguarda il primo punto, Monti ha detto che
“Venerdi’ il Cdm esaminera’ il pacchetto di semplificazioni fiscali. “Vogliamo rendere la vita più semplice ai contribuenti onesti” attraverso il gettito proveniente dalla lotta dell’evasione.”
Tra le proposte che il Consiglio dei Ministri esaminerà, una riduzione dell’aliquota Irpef più bassa, che dovrebbe passare dal 23 al 20 % (circa 15 miliardi di Euro di riduzione, in parte finanziata dalla lotta all’evasione, che dovrebbe portare nelle casse statali circa 11 miliardi di Euro).
Il secondo tema, che provocherà sicuramente feroci proteste in tutto il paese, è la riforma del mercato del lavoro. Monti sembra voler intraprendere la strada del muro contro muro, infatti ha dichiarato che il governo vuole agire anche senza l’accordo con le parti sociali. A differenza di quanto fece Ciampi nel 1993 grazie alla concertazione (qui il pdf di un articolo di Pietro Ichino del 2004 che ripercorre anche quelle vicende), Monti sembra voler procedere anche andando contro il parere dei sindacati.
Sembra proprio che le critiche fatte da più parti all’articolo 18 e al posto fisso (che “sarebbe monotono”, per non parlare delle esternazioni dei ministri Cancellieri e Fornero, le trovate qui e qui) servissero proprio per “tastare il terreno” in previsione di una riforma, fatta in modo unilaterale, che scatenerà una feroce opposizione in tutta Italia.
E Bersani, Casini e Alfano? Come reagirà la maggioranza parlamentare alle scelte del governo? Il governo dovrà affrontare mesi molto duri, con scioperi, proteste generalizzate ed anche imboscate parlamentari. Ce la farà?
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Ormai lo sapete, le parole di Adriano Celentano hanno provocato un enorme putiferio nella società italiana. Neanche il secondo intervento del Molleggiato a Sanremo è riuscito a placare gli animi:
“Mi hanno frainteso, cambiano i tempi dei verbi, estrapolano le frasi per attaccarmi. […] Ho detto [che Famiglia Cristiana e Avvenire] andrebbero, non [che] vanno chiusi.”
Tutto a posto, quindi? Neanche per sogno. Il direttore di Avvenire ha usato parole di fuoco contro il cantante:
“È […] difficile pensare di poter sostituire un indicativo condito di imperiosa malizia («Avvenire e Famiglia Cristiana devono chiudere definitivamente») con un condizionale ingeneroso e furbetto («andrebbero chiusi se…»). Non si prendono in giro milioni di persone.”
Ah, quant’è vero. Gli indicativi di imperiosa malizia, quanto sono sbagliati. Peccato che Avvenire e Famiglia Cristiana non abbiano proprio la coscienza a posto in fatto di censura. Ieri, Pupo a Domenica In ha ricordato di quando Avvenire aveva chiesto la chiusura del proprio programma tv “il Funambolo”. Come ha scritto Daw:
“La replica del direttore di Avvenire non convince per niente. Perché affermare che “la nostra era una battaglia per salvaguardare la qualità dei programmi Rai” non è credibile. Occhio alla trave, prima della pagliuzza. E’ sempre questo il problema.”
Seguiteci dopo il salto, vi dobbiamo parlare di alcune travi davvero enormi.
Continua a leggere: Quando i giornali cattolici volevano chiudere Blob, il Grande Fratello e Sanremo
“Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro della sanità, rende noto di aver ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura della Repubblica di Catanzaro.”
Queste le prime parole del comunicato, che trovate qui, con cui lo stesso Scopelliti ha informato la stampa delle indagini in corso (che riguardano anche altre quattro persone). Di cosa è accusato il governatore? Di aver assunto alcuni provvedimenti senza il preventivo parere del “tavolo Massicci”(cioè dell’organo che verifica la situazione dei disavanzi regionali della sanità). Il governatore ha detto che gli atti non hanno prodotto effetti perchè sospesi e revocati dallo stesso Scopelliti, che è anche Commissario ad acta per il piano di rientro della sanità calabrese.
Abbiamo parlato di buchi nella sanità, ma quanto sono grandi? Secondo questo post di Blogosfere, il deficit della sanità in Calabria ha superato il miliardo di Euro. Ma le brutte notizie non finiscono qui: la Calabria è la regione nella quale ci sono più segnalazioni per presunti errori sanitari e in cui i ritardi nei pagamenti ai fornitori raggiungono i 700 giorni (quasi due anni).
La spiegazione di questi numeri? Escludendo che tutti i medici ed infermieri calabresi siano incompetenti (cosa ovviamente non vera), la risposta è una sola: mafia e politica. La prima vede negli ospedali e nella sanità in genere un business molto redditizio (qui un reportage di Fabrizio Gatti sull’ospedale di Locri, tanto per fare un esempio), la seconda è composta di molti medici, che hanno molto potere e molti potenziali elettori (qui, qui e qui trovate tre articoli lunghetti ma molto interessanti scritti da Roberto Gaullo del Sole24 Ore).
Scopelliti non è nuovo ad indagini della magistratura, come spiega bene questa voce di Wikipedia. Qui sopra ho pubblicato un video del Fatto relativo ad alcune vicende che coinvolgono mafiosi e politici e che vedrebbero implicato anche il governatore., Intanto, la sanità calabrese cerca di non morire, asfissiata da ‘ndranghetisti e politici senza scrupoli. Certo, alcune buone notizie fanno ben sperare (soprattutto sul versante spese e deficit), ma è presto per cantare vittoria.

Angela Merkel ha annullato la visita in Italia, prevista per oggi, a causa dell’aggravamento della crisi istituzionale nel proprio paese. Il Presidente della Repubblica, Christian Wulff, è accusato di aver ricevuto prestiti a tassi agevolati in circostanze poco chiare e di non avere poi detto la verità sulla vicenda.
” Nel 2009, Wulff, quando era governatore della Bassa Sassonia per conto del partito della cancelliera Angela Merkel, la CDU, ha ricevuto un prestito “privato” di 500mila euro a tasso agevolato dall’imprenditore tedesco Egon Geerkens, suo amico e testimone di nozze. [..] Wulff l’anno scorso (2010, ndA), di fronte al Parlamento regionale della Bassa Sassonia, aveva negato di aver avuto rapporti lavorativi «negli ultimi dieci anni» con Geerkens. Un’affermazione rilevante, perché sia Wulff che Geerkens sono di Osnabrück, e Gerkeens è testimone di nozze dell’attuale Presidente che viene spesso invitato dall’imprenditore nella sua casa di villeggiatura in Florida.”
Brutta storia, che si accompagna a quella relativa ad una mini vacanza in un albergo dell’isola di Sylit pagata da un altro imprenditore e a quella che coinvolge il suo portavoce Olaf Glaeseker, accusato di corruzione. Ultima chicca, il Presidente della Repubblica tedesco avrebbe osato telefonare ad un giornale per ottenere un trattamento di favore:
“«Il presidente lasciò un lungo messaggio sulla segreteria telefonica del cellulare del direttore della Bild», scrive il quotidiano. Wulff era «seccato per l’indagine sul suo mutuo» e minacciò i giornalisti di una denuncia penale. La Bild riferisce inoltre che Wulff richiamò Diekmann (il direttore della Bild, ndA) due giorni dopo la prima telefonata, scusandosi per il tono e il contenuto del messaggio. Insomma aveva capito di aver fatto un passo falso.”
Curiosi questi tedeschi. Si indignano per una telefonata del Presidente della Repubblica al direttore di un giornale mentre da noi il Presidente del Consiglio può fare cose ben peggiori, come brigare per la chiusura di un programma televisivo (Annozero), senza che l’opinione pubblica all’unisono ne invochi le immediate dimissioni. Incidentalmente, il fatto che la procura di Trani abbia chiesto l’archiviazione dell’inchiesta (Berlusconi era accusato di abuso d’ufficio) non cambia di una virgola il comportamento dell’ex Presidente del Consiglio. Le telefonate restano, le pressioni anche. Ma tanto mica siamo in Germania.
Tornando alla crisi tedesca, le dimissioni di Wulff sono praticamente certe. Secondo alcune agenzie di stampa, già dalle 11 di oggi Christian Wulff non sarà più il Presidente della Repubblica tedesca
Update 11:05 - È iniziata la conferenza stampa di Wulff.
Update 11:15 - Wulff si è dimesso. Queste le sue parole: “ho commesso degli errori ma sono stato sempre in buona fede”.
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Anche Nicolas Sarkozy è sbarcato su Twitter da qualche giorno: qualche minuto fa ha pubblicato la sua prima immagine dell’account creato per seguirlo in campagna elettorale. Ed è una foto un po’ buietta di lui che mangia una fonduta ad Annecy-le-Vieux. Qui l’immagine originale. Per chi ama i dettagli, il ristorante si chiama L’Alpin e si trova in Rue Ste Claire al 5: ne parlano bene.
Le elezioni presidenziali francesi si terranno in due turni il 22 aprile e il 6 maggio: Sarkozy, leader dell’UMP - Unione per un Movimento Popolare - ha come principale oppositore François Hollande, sostenuto da Partito Socialista, Partito Radicale di Sinistra e Generazione Ecologia. Qui trovate tutto quanto scritto finora su Polisblog sulle presidenziali francesi 2012.

E alla fine oggi il Miur si è scusato per la gaffe del formaggio pecorino tradotto in “doggy style”, con un avviso in home page sul sito istruzione.it
Cari amici della rete, ultimamente vi abbiamo intrattenuto con alcuni errori involontariamente comici, tra i quali:
1. Il portale “Scuola in chiaro” che includeva fra i comuni italiani alcune località, tra cui Caporetto, che non lo sono più da decenni;
2. Da ultimo - per ora… - una traduzione maccheronica dall’italiano all’inglese, dagli effetti esilaranti, di un bando di ricerca relativo al formaggio pecorino.
E a seguire una breve spiegazione sulla quantità di dati sulla struttura amministrativa del ministero, elefantiaca, dove oltre alle sviste casearie ci sono anche quelle storico-geografiche, come Caporetto ancora inserita tra i comuni italiani, malgrado sia in Slovenia ormai da qualche annetto.
Tutto a posto, scivolone risoltissimo: che però mi ha fatto tornare in mente un’altra gaffe ministeriale, quella di Mariastella Gelmini - eletta da voi lettori peggior ministro del 2011 - ex ministro dell’Istruzione sul tunnel dei neutrini tra il Cern e l’Abruzzo. E a quel comunicato di rettifica dove la toppa fu decisamente peggiore del buco. Peccato che alla fine però abbiano tolto il comunicato dal sito Miur.
Le furiose polemiche sulla partecipazione di Adriano Celentano al Festival di Sanremo non potevano arrivare in un momento migliore, dal punto di vista di Mario Monti. Il premier aveva già in mente di intervenire sulla tv pubblica, ma adesso la figuraccia (l’ennesima) rimediata dalla Rai, che prima ha invitato – e strapagato – il Molleggiato e poi si è dovuta scusare a destra e a manca per le sue esternazioni, ha dimostrato senza ombra di dubbio che con questa dirigenza e con questo sistema di nomine appaltato ai partiti non si può andare avanti.
E come se non bastasse il contenuto del monologo (soprattutto gli attacchi alle testate cattoliche “L’avvenire” e “Famiglia cristiana”), Celentano ha fatto perdere alla Rai tra i 6 e i 700.000 euro, a causa degli spot pubblicitari non andati in onda per il prolungarsi della sua ospitata. Insomma, una situazione insostenibile che non si può risolvere semplicemente “commissariando” il Festival come ha fatto ieri il dg Lorenza Lei.
Già due giorni fa, poco prima del trambusto sanremese, Monti aveva incontrato il presidente della Rai Paolo Garimberti per parlare della presentazione dei bilanci da parte dell’azienda, ma soprattutto per discutere delle possibili proposte di riforma. L’attuale consiglio scade tra sei settimane, e il premier non pare intenzionato né a confermarlo (come invece richiesto dal centro-destra), né tantomeno a concedere una proroga alla chiusura dei bilanci. Inoltre è quasi scontato il cambio di direttore generale: il premier vedrebbe bene un manager come Bernabè, o il ritorno di Claudio Cappon, già DG due volte ai tempi dei governi di centro-sinistra.
Dopo una nuova giornata di scontri davanti al Parlamento, di arresti preventivi e proteste, il Parlamento greco ha votato a favore dell’accordo che il governo Papademos ha trovato con la troika Ue-Bce-Fmi, e che frutterà ad Atene 130 miliardi di euro di sovvenzioni dal fondo Salvastati, soldi che salvo nuovi colpi di scena verranno stanziati in settimana.
Per ottenere questo risultato, il governo ha sottoscritto con le autorità europee un piano di rientro del debito che porterà il paese a ulteriori sacrifici, un ennesimo piano di austerità che però non sembra risolutivo e che la popolazione ha chiaramente rifiutato. D’altronde, anche a detta di molti economisti, questo piano azzopperebbe un paese in salute: figuriamoci la Grecia.
In realtà la partita però è tutt’altro che chiusa: il Parlamento ha approvato l’accordo, ma adesso il governo dovrà metterlo in pratica con riforme e nuove leggi che seguano le indicazioni contenute nel documento che le autorità internazionali hanno fatto pervenire ad Atene. Ed è improbabile che riesca a farlo prima della fine della legislatura, ormai agli sgoccioli.
Ma quali sono nel dettaglio le misure chieste alla Grecia? Ce n’è per tutti i gusti: la principale raccomandazione riguarda il taglio agli stipendi pubblici (-20% oltre alle decurtazioni dell’ultimo anno) e alle pensioni, privatizzazioni, vendita delle quote pubbliche e tagli alle spese in tutti i settori dell’amministrazione, in particolare la sanità e la difesa.
Continua a leggere: Approvato il piano di austerity per la Grecia: e l'Italia?