
La Befana del Governo arriva in ritardo, per San Giuseppe. Tant’è. Prendere e incartare.
Roboanti annunci ed eccoli gli incentivi/pacco/dono/elettorale: una mini pacchia da 300 milioni – più 120 per il tessile -(cucine, forni, lavastoviglie, ecocasa, motorini, macchine agricole, semirimorchi, gru, nautica, emittenza tv locali, internet pro giovani ecc.) per rilanciare (si fa per dire) i consumi.
Insomma, una miseria, il classico intervento a pioggia, fuori da ogni logica di intervento strutturale.
Chi si ricorda del malloppo di quasi 3 miliardi “gettati” per l’affaire Alitalia?
E le riforme strutturali? La spinta all’innovazione e alla ricerca? Il rilancio della piccola e media impresa? L’internazionalizzazione? I nodi veri dell’economia saranno sciolti al prossimo giro. Per adesso bisogna accontentarsi di una mini goccia nel deserto.
Il Governo del fare ha battuto il colpo: c’è. Ed è tutto qui. E il Premier? Cura gli affari (propri) legali.
La discussione, di fatto già scemata, sull’apertura di nuove centrali nucleari in Italia spiega meglio di altri esempi quanto l’attuale Governo amministri il paese senza la necessaria lungimiranza. Fatta eccezione per l’Unità, in pochi, hanno analizzato i reali costi. Quindi quanto i cittadini dovranno pagare per sostenere, volontariamente o no, il progetto.
Ebbene, a poche settimane da quel dibattito, il Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola dimostra di non voler investire sul futuro ma solo su un presente. Solo un momento mediaticamente interessante.
Intervistato su Canale 5, l’esponente politico ha promesso allo stabilimento Fiat di Termini Imerese un futuro grazie alle numerose proposte che sono arrivate per il comprensorio industriale.
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