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Tutti gli articoli con tag inchiesta

I Viceré di Catania: oggi forum online con l'autore dell'inchiesta di Report

pubblicato da paganini


Che fine hanno fatto gli 850 milioni di euro, disposti nel 2002 dal governo Berlusconi per mettere in sicurezza la città di Catania dai rischi sismici e risolvere l’emergenza traffico? Si chiede Repubblica citando l’inchiesta trasmessa ieri sera da Report.

La risposta è semplice quanto disarmante: gli 850 milioni - ma secondo una relazione del capo della Protezione civile Guido Bertolaso si tratterebbe di una cifra compresa tra 1,5 e 2 miliardi di euro - sono stati spesi per costruire cinque megaparcheggi scambiatori: tutti abbandonati. Benché sul lastrico, impazzita di traffico - i pochi vigili stanno al cellulare mentre tutt’intorno gli scooter transitano impuniti senza casco - sommersa da cumuli d’immondizia e con i cani randagi che percorrono indisturbati il centro storico, come denuncia un fotoservizio dell’onorevole Enzo Bianco, da sempre vota per Berlusconi.

Tutto ciò in attesa che il Federalismo fiscale porti la buona amministrazione e la contestuale riduzione della spesa, come promesso da Silvio Berlusconi, che nel frattempo ha ricompensato l’autore di tanto buon governo portandolo in Parlamento.

Se l’argomento vi incuriosisce, vi segnalo che l’autore dell’inchiesta di Report intitolata “I viceré”, Sigfrido Ranucci, sarà disponibile a rispondere alle domande dei telespettatori nel Forum online di oggi, dalle 18.30 alle 20.

T-red, semafori intelligenti, sindaci e assessori

pubblicato da paganini

Leggendo e commentando il posto di Luca sugli sviluppi legati ai T Red e ai semafori intelligenti vi sarete forse chiesti quale sia stato il ruolo dei pubblici amministratori, come si siano posti assessori e sindaci di fronte alle tante contestazioni e alle migliaia di ricorsi che i cittadini a quattro ruote hanno presentato dopo aver beccato una contravvenzione passando col giallo.

Ebbene, queste due preziose testimonianze filmate dell’ottima Iena perugina Mauro Casciari vi possono rendere edotti e fornire una risposta al dubbio di cui sopra.

Non vi anticipo niente e attendo le vostre valutazioni sulle giustificazioni fornite dagli intervistati…

L'Idv "bostik" di Antonio Di Pietro si scolla?

pubblicato da il passator cortese

Detto e fatto. Come ripetutamente scritto, l’Idv ha interrotto l’ascesa e ha innestato la retromarcia. Non solo nei sondaggi ma anche nell’unità interna.

Il partito di Antonio Di Pietro è in forte agitazione.

Oltre alla “rogna” giudiziaria dell’inchiesta Global Service che ha fatto emergere una “questione morale” anche nell’Idv, stanno venendo alla luce i limiti di una gestione del partito “padronale” e “paternalistica”, sia sul piano politico che su quello organizzativo e finanziario.

Per l’ex Pm è sempre più difficile tenere unito un gruppo dirigente eterogeneo e multicolore, che in larga misura proviene dagli altri partiti e non è così “vergine” come è stato presentato.

L’ultima scossa viene dalla Campania dove, a dimostrazione di un partito oramai a pezzi, il segretario regionale onorevole Nello Formisano ha dato le dimissioni e intende lasciare l’Idv.

Questa l’accusa di Formisano: “Credo che in un partito come l’Italia dei valori la polemica interna non debba mai trascendere in attacchi diffamatori e calunniosi come quelli che sta perpetrando l’onorevole Barbato, che sono oggetto di querela per diffamazione e che hanno consentito all’onorevole Mantovano l’intervento fatto nella trasmissione Annozero”.

La matassa s’aggroviglia e Di Pietro non sa più ritrovare il capo. Prima o poi i partiti “bostik” si scollano.

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Grande attesa stasera per il ritorno di Annozero. Diretta PolisBlog a partire dalle 21

pubblicato da Luca Landoni

C’è molta attesa questa sera per il ritorno di Annozero dopo la burrascosa puntata della scorsa settimana, che ha visto Lucia Annunziata abbandonare lo studio per protesta. In questi sette giorni si sono rincorse le voci di censura, fino a ipotizzare addirittura una sospensione della trasmissione, ma a quanto pare il pericolo è scongiurato e Michele Santoro andrà regolarmente in onda. Vediamo allora di analizzare i contenuti della puntata, ma non prima di aver detto che l’eventuale soppressione di Annozero sarebbe una iattura, per il semplice motivo che una voce fuori dal coro ci vuole. E non importa che sia una voce faziosa, Santoro e Travaglio lo sono per definizione, anzi è proprio questa la loro forza.

Annozero è un programma necessario proprio perché dichiaratamente fazioso, ed è tanto più interessante quanto più non ci si trovi d’accordo con le tesi che espone. Non vogliamo censurare il gesto della Annunziata, scaturito da un battibecco che celava anche evidenti problemi personali pregressi tra lei e il conduttore. La giornalista aveva certamente le sue ragioni, anche se appare come un buffo contrappasso che questo gesto sia venuto proprio da chi aveva subito la stessa sorte in passato, nella ben nota intervista a Berlusconi.

Tornando ai temi della serata, la puntata si occuperà di politica e appalti, e avrà come titolo Giulietta chi? con evidente riferimento al caso Romeo.

La gestione della manutenzione delle case popolari affidata dal Comune partenopeo alla ditta Romeo, ha aperto un’inchiesta che ha travolto anche la giunta Iervolino, con l’arresto di diversi assessori. I riflettori accesi sul caso Napoli hanno messo in luce le differenti posizioni all’interno del Partito Democratico, aprendo una discussione sul rapporto del Pd con Di Pietro. Quanto era grande la rete di rapporti politici di Romeo? Di Pietro ha deposto in procura a Napoli per dimostrare non solo la sua estraneità, ma che l’inchiesta si è sviluppata proprio dalla sua decisione di spostare da Napoli il sovrintendente Mautone. Ci sono obiezioni a questa ricostruzione? Come si rapportano destra e sinistra su questo tema? Come viene affrontato il nodo delle inchieste dentro i partiti?

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Caso Di Pietro-Libero. La Santa Alleanza dei giornali di destra e gli scheletri nell'armadio

pubblicato da Luca Landoni

Ha suscitato una certa eco l’aggressiva campagna antidipietrista portata avanti dal quotidiano Libero, e culminata in una richiesta (poi ottenuta) di chiarimenti in prima pagina sulla condotta politica dell’ex-pm. Dopo essere uscito con un apprezzamento per la pronta reazione del leader dell’Italia dei Valori il direttore Feltri ha ora rincarato la dose, ponendo delle ulteriori questioni. Nello specifico:

- Come si spiega il rapporto tra associazione Idv (costituita per raccogliere il finanziamento pubblico) e partito Idv.
- Come si spiega le gestione dei contributi elettorali
- Come mai fino alla lettera aperta di Libero, era il solo Di Pietro ad approvare i rendiconti Idv (ha cambiato lo statuto in seguito a ciò)
- Come ha potuto acquistare la casa di Bergamo all’asta dell’Inail nonostante il divieto di legge
- Come si spiega che fosse il partito a pagare l’affitto della sede romana della famiglia
- Come ha potuto Di Pietro sapere in anticipo che il provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone fosse sotto inchiesta a Napoli

Queste domande non sono altro che quelle che da tempo pone il Giornale, che oggi lamenta il fatto che Di Pietro abbia ritenuto di rispondere in prima persona a Feltri ma non al Giornale stesso, preferendo querelarlo tout court. Fin qui i fatti, di cui vi dovevamo la cronaca; ora passiamo alle considerazioni generali.

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