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Tutti gli articoli con tag informazione

Rassegna stampa estera: Italia, corruzione e Berlusconi

pubblicato da Giulio Mattioli


La cattiva reputazione dell’Italia politica all’estero si è costruita nel tempo attorno a svariate parole chiave. Una di esse è sicuramente “corruzione”, e alle principali testate straniere non è certo sfuggita la “nuova tangentopoli” di queste ultime settimane.

Lo spagnolo El Pais ha scritto ad esempio:

Non saranno forse i casi di corruzione più gravi e spettacolari che ha dovuto affrontare l’Italia, ma sicuramente quelli che sembrano aver colpito maggiormente la coscienza dei cittadini. A ciò ha contribuito la sensazione che nessuna istituzione dello Stato si possa sottrarre ai modi di fare di Silvio Berlusconi; e anche al fatto che il paese torni a essere vittima di mali conosciuti, come la promisquità tra la classe politica e la mafia. E si inizia a credere che l’immoralità delle vita pubblica abbia ormai superato ogni limite

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Decreto milleproroghe e tagli ai contributi per l'editoria: ritorna il diritto soggettivo, ma non per tutti

pubblicato da davide f.

flickr, common creative

Due settimane fa avevamo sottolineato l’importanza del decreto milleproroghe per quanto riguarda l’editoria e per la sopravvivenza di più di novanta testate d’informazione, con al centro il diritto soggettivo, di cui era prevista l’abolizione.

Come auspicato il governo ha fatto retromarcia, anche se non completamente. La Camera ha votato si al ripristino per il 2009 del diritto soggettivo ai fondi, e ieri il Senato ha confermato il cambiamento. Il Milleproroghe è ora legge dello stato. Vediamo un attimo quali sono i punti cardine del testo approvato in via definitiva.

Immagine|Flickr

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Decreto milleproroghe e tagli ai contributi per l'editoria: il governo all'attacco dell'informazione indipendente

pubblicato da davide f.

flickr, common creative

Proprio nei giorni in cui esplode il caso Bertolaso, con il suo carico di scandalo e disgusto, mentre assistiamo da spettatori alle spartizioni di milioni di euro per opere pubbliche spesso inutili e inutilizzate (vedi il caso La Maddalena), il governo si volta dall’altra parte e senza vergogna dichiara che c’è la crisi e “qualcuno deve pur pagarla”: è il momento dei fondi destinati all’editoria di opinione.

Il governo, con in testa Giulio Tremonti, aveva promesso un emendamento (il 2.0.7) in cui si sarebbero salvaguardate tutte quelle realtà più piccole che vanno dalle testate indipendenti al no profit ai quotidiani come Il Manifesto e il Secolo d’Italia, che contribuiscono e di molto al pluralismo dell’informazione italiana, già umiliata e calpestata abbondantemente negli ultimi anni. Invece no.

Nel decreto Milleproroghe, approvato ieri con la fiducia e un testo blindatissimo, c’è la condanna di un’informazione almeno parzialmente plurale. Uno dei punti chiave del provvedimento è l’abolizione del diritto soggettivo. Vediamo di cosa si tratta.

Immagine|Flickr

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L'informazione strozzata dal bipolarismo Made in Italy. Torna l'Avanti!

pubblicato da il passator cortese

L’Italia non è solo l’unico Paese in Occidente dove sono assenti partiti radicati nella storia e nella cultura, con una organizzazione interna solida e democratica. Paradossalmente, il partito più antico è oramai la Lega di Bossi.

L’Italia è anche l’unico Paese in Occidente dove un Premier è al centro di un incredibile e irrisolto conflitto di interesse (imprenditore colossale, padrone di almeno metà della politica, padrone del governo e padrone della maggioranza delle reti televisive) e dove la comunicazione e l’informazione sono strozzate.

Fa piacere salutare il ritorno (on line e a cadenza settimanale), dopo lungo e periglioso travaglio, di una testata storica e gloriosa come l’Avanti, non solo organo del Partito socialista, ma un giornale che nel secolo scorso ha combattuto tutte le battaglie di libertà.

I partiti messi fuori dalle Camere dal “porcellum” sono stati di fatto cancellati dalle reti televisive pubbliche e private e anche dai quotidiani nazionali.

C’è un asfissiante “bipolarismo” dell’informazione retto dai due poli e fondato sulla “conventio ad excludendum” dei partiti più piccoli e retto sulla scelta – parole del segretario socialista Riccardo Nencini – del “miglior nemico” operata dai vertici dell’informazione (ieri Bertinotti, oggi Di Pietro sempre presenti nel piccolo schermo).
E’, appunto, la democrazia dell’informazione all’italiana, frutto del bipolarismo all’italiana.

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L’influenza suina h1n1 non è stata spiegata bene per colpa di Topo Gigio

pubblicato da Giovanni Molaschi



In Italia sta progressivamente piede un trend socialmente molto interessante. Se un progetto non riscontra il successo sperato ci si giustifica sostenendo che lo si è presentato male come se un’idea brutta con un’infinità di lustrini migliori per inerzia.

Se, come è accaduto alle scorse elezioni, un candidato perde non si prova a capire perché le sue idee non fossero piaciute ma si incassa ammettendo pubblicamente che la campagna dell’avversario è stata più efficace.

Per questo motivo le considerazioni del neo Ministro della Salute Ferruccio Fazio, secondo il quale i cittadini e i medici non sono stati informati bene sui pericoli dell’influenza suina h1n1, sono da ritenersi divertenti.

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Stop alla banda larga: il governo ha interesse a ostacolare l’autocomunicazione di massa dei cittadini?

pubblicato da Giulio Mattioli


Il congelamento degli 800 milioni di euro di investimenti statali nella banda larga ha causato malcontento tra tutti coloro che, nel paese, dipendono da Internet per il proprio lavoro quotidiano, come hanno ben documentato le centinaia di mail di protesta ricevute da “Repubblica” in questi ultimi giorni.

Più in generale, anche i sassi sanno che il digital divide italiano (siamo tra gli ultimi in Europa per infrastrutture e per uso della rete) costituisce un potente freno allo sviluppo del paese, proprio in un momento in cui sarebbe necessario rilanciare l’economia in settori innovativi.

Perché allora tante resistenze a investire nel futuro? Una parte di spiegazione potrebbe essere ricercata nel ruolo che i nuovi media svolgono nella formazione delle opinioni politiche dei cittadini. Da questo punto di vista, il governo potrebbe a ben vedere avere un certo interesse a mantenere il nostro tasso di accesso ad Internet tra i più bassi d’Europa.

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Recensione: "Comunicazione e Potere" di Manuel Castells. Politica e media nel nuovo millennio

pubblicato da Giulio Mattioli

Questo agosto, nel pieno dell’offensiva mediatica contro Dino Boffo dell’Avvenire, vi ho riportato un passo de “The information age”, opera principale di Manuel Castells, tra i più importanti sociologi viventi. Si trattava di un estratto del capitolo sulla “politica degli scandali mediatici” che, alla luce degli avvenimenti di fine estate, suonava incredibilmente profetico.

La notizia di queste settimane è che Manuel Castells è tornato: con un nuova opera che - guardacaso - costituisce l’approfondimento della linea di pensiero accennata in quel capitolo. La convinzione di base dell’autore è infatti che - da sempre - “il potere è basato sul controllo della comunicazione e dell’informazione”.

Il problema si pone però oggi in maniera diversa diversa rispetto al passato, per una ragione talmente palese da sembrare banale: la comparsa delle nuove tecnologie dell’informazione. Una rivoluzione che cambia i termini della relazione tra potere e comunicazione: un’equazione che il sociologo spagnolo è determinato a risolvere.

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Gravissima accusa del Pdl: "C'è un disegno eversivo". Fuori i nomi, o è un misero bluff!

pubblicato da Massimo Falcioni

Questa è proprio “bella”: la maggioranza di governo impegnata a portare milioni di persone in piazza per alzare una diga popolare “a difesa” di Silvio Berlusconi, stretto nella morsa del lodo Cir e del lodo Alfano!

Cosa si vuole dimostrare? Ci sarà sempre l’altra Italia, milioni di italiani che non aderiranno all’appello di Pdl e Lega. E allora?

Mai nel nostro Paese i partiti di una maggioranza di governo hanno organizzato una manifestazione per “difendere” il premier. Sono manifestazioni solo e sempre organizzate dai regimi totalitari, in Italia fatte nel ventennio fascista.

Altro che governo del fare! Siamo alla conferma del governo che fa solo gli interessi del suo capo/padrone, che vuole imbavagliare l’informazione, delegittimare i giudici e le istituzioni. Invece di pensare al governo del paese, questi pensano a … “protestare” e a gridare al lupo.

Il Pdl ora dice che “c’è un disegno eversivo”. Una affermazione gravissima: si esca dal generico e si facciano nomi e cognomi di quelli che tramano. Altrimenti è un bluff per alzare polveroni e intorpidire ancor di più la situazione già pesante.

Gli italiani, o metà di loro, non possono essere chiamati a raccolta per sostenere un premier accusato di corruzione: non si può trasformare in complotto una brutta storia di malaffare.

E’ la dimostrazione della crisi di Berlusconi e della difficoltà politica del governo. Più che un grido di guerra è il tocco della campana a morte della legislatura. C’è da sperare che l’agonia non sia lunga.

Boicottaggio canone Rai: l'intervista a Carlo Verna di UisgRai su TvBlog

pubblicato da Giulio Mattioli


Della campagna per il boicottaggio del canone Rai non si sta parlando solo su polisblog. Un po’ tutti, dal britannico Guardian al nostrano Tvblog, se ne stanno occupando.

E in un momento in cui a Il Giornale e Libero si aggiunge Daniela Santanchè con una raccolta firme, i colleghi del blog sulla televisione del network Blogo.it hanno intervistato Carlo Verna, giornalista Rai e segretario del sindacato UsigRai. L’intervista completa la trovate qui, noi ci limitiamo a riportarvi un paio di estratti significativi.

c’è una stranissima correlazione tra le iniziative del Ministro Scajola, cioè la convocazione di una istruttoria del Governo a proposito della trasmissione Annozero di Michele Santoro e le iniziative della Santanché, Feltri e Belpietro. (..) Se non si tratta di una strategia si tratta di un attacco al servizio pubblico che assicura il pluralismo

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Immagine di Berlusconi-joker: intervista a Vincenzo Cosenza

pubblicato da Giulio Mattioli


Un’immagine raffigurante Berlusconi con le sembianze del Joker di Heath Ledger ha cominciato da qualche settimana a circolare sul web. L’abbiamo utilizzata anche noi di polisblog, in un post sul futuro dei media italiani, in uno speciale rassegna stampa estera e in una serie di commenti sullo scontro Berlusconi-UE.

L’immagine la trovate in coda al post, dopo il salto. Noi abbiamo intervistato il suo autore, Vincenzo Cosenza, che professionalmente si occupa di ricerca e comunicazione sui social media.

Puoi raccontare ai nostri lettori com’è nata l’idea di creare un’immagine di Berlusconi-Joker?

“L’idea nasce dallo studio della curiosa apparizione, sui muri di alcune città americane, di un poster di Barack Obama col volto dipinto in stile Joker e con la scritta “Socialism”. Dopo un po’ si è scoperto che l’immagine originale era stata scaricata dall’account Flickr di Firas Khateeb, uno studente ignaro dei manifesti, che a seguito del clamore mediatico, si è visto censurare l’immagine dal sito di condivisione fotografica”

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