Pier Luigi Bersani: antinebbia. Voto + 8. Il leader del Pd protesta: “E’ da pazzi spegnere la luce della tv prima del voto. Il centrodestra non vuole che si parli della situazione reale del Paese”. Orwell o Huxley?
Pierferdinando Casini: cerchiobottista. Voto – 8. Il leader dell’Udc è convinto che “Le intercettazioni, i conflitti di potere, l’eterna lotta tra Berlusconi e i magistrati non interessano gli italiani”. Convinto lui.

Mentre i quotidiani riempiono pagine intere con gli edificanti dialoghi intercorsi tra membri della criminalità organizzata calabrese e stimati esponenti del Popolo della libertà (sulla cui testa gravano due richieste di arresto e l’accusa di collusione con la ndrangheta) una voce, solitaria e coraggiosa, si leva dal Palazzo per spigarci che è giunto il momento di limitare le intercettazioni.
Quando tutti i conformisti, i giustizialisti d’ogni risma e i politici della Sinistra hanno buon gioco a urlare ai 4 venti che le intercettazioni telefoniche consentono di inchiodare trafficoni e malandrini alle proprie responsabilità, uno solo si erge con azzurra fierezza contro la canea forcaiola: Daniele Capezzone. Il portavoce del Pdl ha sillabato alle agenzie: “Il presidente Berlusconi ha totalmente ragione. Al contrario, mi pare che il Pd, ancora una volta, ceda al giustizialismo, e si prepari a difendere uno stato di cose indecente in materia di intercettazioni. Basta un dato per capire a che punto siamo: nel 2007, sono state intercettate 124mila persone in Italia e solo 1700 negli Usa, che hanno cinque volte la nostra popolazione. E` una follia, che richiede un giro di vite a tutela del diritto dei cittadini italiani a non essere spiati e schedati. E` gravissimo che l`opposizione non capisca o faccia finta di non capire”.
La fonte di questi dati, così come la loro veridicità, è del tutto ignota.

La notizia è clamorosa. Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, è indagato dalla Procura di Firenze per il reato di concorso in corruzione. E nelle intercettazioni oggetto dell’attenzione della magistratura spunta un altro nome grosso dello stesso partito (ma stavolta frazione AN): Altero Matteoli. Nei confronti di quest’ultimo però ancora nessun provvedimento è stato annunciato.
Verdini dal canto suo ha dichiarato di aver già chiarito la sua totale estraneità ai fatti. Ma quali sono i fatti? Pare che al coordinatore Pdl si contesti la segnalazione di Fabio De Santis per la nomina a Provveditore delle opere pubbliche per Toscana, Umbria e Marche. Ma soprattutto - e qui entra in gioco anche Matteoli - ci sono le telefonate tra l’imprenditore “amico” Riccardo Fusi e l’esponente ex-AN, di cui riportiamo uno stralcio tratto dal Corriere, parte fiorentina.
Fusi: «Ah, il 27, ho capito, niente allora… So che ci dovrebbe essere stato un po’ di sviluppi per quanto riguarda la Scuola di Firenze… Dovrebbe arrivare al ministero una situazione abbastanza importante perché… l’Autorità di vigilanza ha riscontrato varie irregolarità…». Matteoli: «Però io… fino al 27 non torno a Roma ». Fusi: «Ho capito, va bene». Matteoli: «Ok, buone vacanze». L’8 ottobre Fusi e Verdini parlano ancora della stessa cosa. Fusi: «Poi ti volevo dire… con il ministro Matteoli… per quella storia della Scuola dei marescialli, che è nell’interesse dello Stato questa cosa, se si potesse anticipare… Se ci fosse verso che ci mettesse le mani lui…». Verdini: «Con lui ho fissato che ci si sente a fine settimana… ora fammi fare… faccio lui e poi faccio quest’altro…».
Qualche giorno fa il Papa aveva stigmatizzato l’eccesso di male nei media. Vespa ha subito colto la palla al balzo: “Il brutto in tv? Il Santo Padre ha ragione: non inviterò più La Russa”. Folgorato sulla via di Garlasco
Berlusconi, Saccà, Elena Russo, le attricette, le vallette… Torna di moda Gioacchino Genchi e si ritorna a parlare delle intercettazioni che riguardano il premier. Un vecchio film che non passa mai di moda. Proprio come quelli di James Bond. Dalla Russo con amore
Il Giornale ci racconta tutto del nostro beneamato capo del governo. Così scopriamo che il SuperCav è stato di recente al cinema a vedere il film catastrofico ‘2012′. In pratica nella pellicola si descrive la fine del mondo dopo la confermata veridicità delle dichiarazioni del meteorite Spatuzza, precipitato sul processo Dell’Utri. La caduta dei gravi(ano)
Durante il film, il pianeta viene anche sconvolto da terribili inondazioni. La scena ha provocato l’immediata reazione in sala di Berlusconi, che sottovoce ha sussurrato: “L’avevo detto a Ferrara di non andare al mare con Goffredo Bettini. Il bagno insieme era pericoloso”. Il Cav ha mostrato più preoccupazione per le sorti delle isole Cayman che di Villa Certosa. Premier offshore

Gianfranco Fini è intervenuto ieri sera a Ballarò sul fuorionda finito in home page su Repubblica.it: e c’è poco da dire. Qui c’è un politico, di razza, che vuole più di quanto stia ricevendo ora. C’è una coalizione fatta di gente che si sopporta poco, sempre meno, ma che sta insieme per amore del Potere. Quell’amore che al solito, incolla a ogni poltrona.
Fini a Ballarò ha specificato che non c’è niente da chiarire, a riguardo dello “statte cheto” e del “monarca assoluto” che ha rivolto al Presidente del Consiglio: e ci mancherebbe anche altro, visto che credo qualunque persona sottoscriverebbe quanto ascoltato nel fuorionda:
Fini: “No ma lui, l’uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di… qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo… magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento… siccome è eletto dal popolo…
A bruciapelo: dovendo scegliere, siate voi elettori di destra, centro, o sinistra - e qui siamo un po’ sulla scia di un sondaggio passato che aveva offerto risultati inequivocabili - chi preferireste trovarvi sulla scheda?
Continua a leggere: Fini a Ballarò e il fuorionda "Niente da chiarire"
Non immaginava di essere ripreso da un cineoperatore, Gianfranco Fini, mentre discorreva amabilmente a microfono aperto con il suo amico procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi, seduto accanto a lui a Pescara, durante la giornata conclusiva del Premio Borsellino. Argomento: Berlusconi, ovviamente.
Vediamo alcuni passaggi delle esternazioni del Presidente della Camera:
Fini: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza (ndr il pentito Gaspare Spatuzza)… speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica”
Trifuoggi: “Assolutamente si… non ci si può permettere un errore neanche minimo”
Continua a leggere: Il fuori onda di Fini che ha fatto infuriare il Pdl. Video

Ieri vi abbiamo anticipato la richiesta di arresto per il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Oggi sono state rese note le carte e i verbali su cui si basano le accuse. Visto che cominciano a spuntare nomi grossi vediamo di fare il punto della situazione. Una premessa: tutto il castello accusatorio si basa sulle deposizioni di pentiti di mafia, dunque - come ha detto anche Marco Travaglio nel corso di Annozero - vanno prese con le pinze. Ma gli inquirenti sono giunti a una conclusione e questo è un fatto. Vediamo il tutto.
I collaboratori di giustizia sono sei, tra i quali il ruolo di primattore spetta all’imprenditore Gaetano Vassallo, che si definisce legato alla cosca dei Bidognetti. Quest’ultima è una delle due grandi famiglie che in questa vicenda formano la galassia dei casalesi. La seconda è quella degli Schiavone. Le parole di Vassallo:

E dunque, come ammette la stessa Repubblica, Berlusconi avrebbe risposto alle sue famose dieci domande. O almeno a buona parte di esse (otto, più o meno). Per farlo avrebbe utilizzato il libro-intervista di Bruno Vespa dal litfibiano titolo Regine di cuori. Vediamo il contenuto delle risposte, in base alle prime indiscrezioni sul libro, corredate dalla controreazione di Repubblica. Quest’ultima viene qui sintetizzata, ma potete trovarla per intero ai link suggeriti.
1. Quando, signor Presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo di incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
SB: «Non ho avuto alcuna relazione con la signorina Noemi. Al riguardo si sono dette e scritte soltanto calunnie»
REP: Repubblica ha documentato, con una testimonianza mai smentita, come il premier abbia conosciuto Noemi Letizia attraverso un book fotografico. Berlusconi dice invece di aver incontrato Noemi in quattro occasioni, dunque nelle uniche circostanze già scovate da Repubblica. Quel che il premier dice oggi è in contraddizione con quanto hanno detto, nel corso del tempo, Elio Letizia, Noemi e lo stesso Berlusconi.
Continua a leggere: Le risposte di Berlusconi alle 10 domande di Repubblica

Dopo la sbornia televisiva da record (d’ascolti) di ieri sera, trascorsa tra Santoro e Vespa ma sempre in compagnia della tetra escort Patrizia D’Addario proviamo a tracciare un bilancio della questione. Prima di tutto i fatti. La supertestimone Barbara Montereale (storpiata in “Morreale” da Belpietro) ha fornito la versione più lucida e spontaneamente credibile della vicenda.
Giampaolo Tarantini reclutava le ragazze e le pagava un tot (1000/2000 eurini) a serata. Se poi si fermavano per la notte la cifra saliva intorno ai 5.000. L’allegro party si svolgeva tra cenetta, filmato di un comizio berlusconiano (ammazza che barba) e qualche barzelletta/canzoncina sempre a cura del Premier o del suo favorito Mariano Apicella. I convitati venivano trattati con grandissima gentilezza e cura fino al momento di andare via, lasciandosi dietro qualche eventuale “guardia” notturna.
Berlusconi non sapeva che venissero pagate (magari lo immaginava? mah…) perché a questo pensava il Tarantini, e comunque non vi è notizia di alcun compenso extra o illegale, tant’è vero che la storia è uscita fuori perché la D’Addario voleva vendicarsi del fatto che il nostro non l’avesse aiutata a sbloccare una certa pratica edilizia. Dunque nessun reato. Un po’ di tristezza, questa sì, per l’insieme della vicenda, ma nulla di rilevante sotto l’aspetto giuridico, come ben sintetizzato dalla lapidaria sentenza dell’avvocato Ghedini sul suo “cliente”, definito utilizzatore finale.
Continua a leggere: Retrospettiva su Annozero. Fumo, D'Addario e (poco) arrosto
Imperdibile la puntata serale di Annozero. Michele Santoro mostra di infischiarsene delle violente critiche piovutegli addosso dagli ambienti di maggioranza e passa decisamente al contrattacco con la più aggressiva delle mosse. L’ospite speciale della serata sarà infatti la “regina delle escort” Patrizia D’Addario.
Il premier Silvio Berlusconi non dovrebbe comunque preoccuparsene più di tanto, fresco com’è dalle dichiarazioni che trasmissioni come questa non fanno che portargli voti. O forse per una volta rivolgerà il proprio pensiero più al Milan reduce dal disastro interno contro lo Zurigo in un momento in cui la squadra non riflette esattamente le sue ambizioni di “vincente”.
Non si sa ancora se la D’Addario sarà presente in studio oppure in collegamento esterno, ma se ne conosce già la prima vittima. Flavia Perina, direttore del Secolo D’Italia, foglio vicino al Presidente della Camera Gianfranco Fini, ha infatti annunciato la propria rinuncia a partecipare al programma.
Lo spazio di PolisBlog sarà come sempre a disposizione per seguire e commentare insieme la serata. Appuntamento su Raidue alle ore 21.
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