Era caduto nel dimenticatoio, il ddl Alfano-intercettazioni: oggi, Gaetano Quagliarello ci ricorda però che non è finito in un cassetto - fine che forse farà il processo breve, utilizzato solo per alzare la posta sul legittimo impedimento - bensì andrà in aula, al Senato, nel giro di poche settimane: si parla di dopo le elezioni regionali 2010, quindi, ad aprile. Forse prima delle regionali sarebbe stato un tema troppo impopolare?
Che cosa conteneva il ddl Alfano-intercettazioni? La fine della libertà di indagare e di informare. Ne avevamo scritto molto in passato: la canea contro le intercettazioni, nasceva al solito da un’esigenza di Silvio Berlusconi. Indispettito già ai tempi dei brogliacci in cui lo si “leggeva parlare” con Agostino Saccà, al tempo presidente della Rai, in conversazioni in cui piazzava veline e dintorni alla televisione di Stato.
Un decreto che rappresenta l’esigenza di controllo e di gestione di uno strumento investigativo preziosissimo, fondamentale: che per Berlusconi è diventato un fastidio anche in occasione delle presunte intercettazioni Berlusconi-Carfagna - la cui esistenza fu però confermata da Margherita Boniver. Uno strumento da temere le intercettazioni, e da coprire di bizzarre trame oscure: pensiamo a quando ha definito il consulente delle procure Gioacchino Genchi, e il suo inesistente archivio, come il più grande scandalo della storia d’Italia. Vedremo ad aprile…
Due news a tema politico-spionistico: ricordate Gioacchino Genchi, la paranoia da intercettazioni in Italia, nata da altre intercettazioni in cui, mesi prima, era coinvolto Silvio Berlusconi con Agostino Saccà, al tempo presidente della Rai, ricordate poi le presunte intercettazioni Berlusconi - Carfagna? Per un certo periodo sembrava che l’unica vera emergenza nazionale, fosse quella: si arrivò poi al ddl Alfano intercettazioni, non proprio una necessità sentita come inderogabile da milioni e milioni di italiani.
Bene: Gioacchino Genchi torna con un volume monumentale - Il Caso Genchi, se ne parla su Antimafia Duemila - e con una dichiarazione in video che potete vedere su crimeblog: gli arresti di Nicchi e Gaetano Fidanzati arrivati il giorno dopo la deposizione di Gaspare Spatuzza? Una messinscena.
Restando sul tema delle intercettazioni, ma virando sulle frequentazioni notturne dell’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parla Elena Russo:
Non ha risposto alla domanda: è andata a letto con Berlusconi?
«La mia frequentazione con lui va ben oltre il sesso, è fatta di stima e di rispetto. Anche se non posso negare che all’inizio lui mi abbia rivolto degli apprezzamenti sul mio aspetto fisico. È nel suo carattere far sentire le donne belle e importanti
Credo che nell’istante in cui ha letto la risposta, Maria Cristina Morelli, la divorzista che segue Veronica Lario, sia caduta a terra in lacrime dalla gioia.

Il Direttore Generale della Rai, Mauro Masi, si mette in fila tra gli scherani più realisti del re: non che ci sia nulla di male, in fondo è lì per quello:
“Mi assumo per intero la responsabilità di aver anticipato in prima serata la puntata di “Porta a porta” e del rinvio di “Ballarò”". Il direttore generale Rai Mauro Masi si fa carico del flop di ascolti che ha affondato il salotto di Vespa, ospite Silvio Berlusconi, e dunque della rivoluzione dei palinsesti
Sulla imbarazzante puntata di Porta a Porta - mai titolo fu più appropriato, in fondo, si consegnavano degli immobili… - e sugli slittamenti di Ballarò, abbiamo scritto diffusamente in passato. Una vicenda che mette di fronte ad una realtà che molti si ostinano a non vedere.
Il controllo totale dell’informazione televisiva di stato, che l’attuale Presidente del Consiglio gestisce a piacimento, modificando palinsesti, e nominando direttori - ma in quello non è diverso dai 60 scorsi anni di DC. Vediamo come…
Continua a leggere: Ballarò, Porta a Porta, Mauro Masi: breve storia del consenso a mezzo RAI
Coperto sotto la bianca coltre di presunti coca party in stile Blow - lo dice la Procura di Bari, non io - a cui accorrevano presunte accompagnatrici da duemila euro a viaggio - Patrizia d’Addario la trovate nella nostra tutt’altro che presunta gallery - il ddl Alfano Intercettazioni, festeggiato da Corleone a San Luca come una grande conquista democratica per le mafie e la criminalità piccola e grande, è passato in secondo piano.
Sono tante le indagini e gli scandali che non sarebbero venuti alla luce: da vallettopoli - le raccomandazioni di Silvio Berlusconi a Saccà, su 02blog quelle di Letizia Moratti per Eliana Miglio, moglie di Paolo Glisenti, ex golden boy dell’Expo 2015 - a molto, molto altro. Volete qualche esempio? Sfogliate la gallery, e seguite il post dopo il salto.
Ddl Alfano intercettazioni: è passato il maxiemendamento, con 325 favorevoli, 246 contrari e 2 astenuti. Che cosa cambia? Il Potere è ancora più libero di farsi gli affari propri. Berlusconi ora potrà parlare di ragazze da piazzare al telefono con Saccà molto più tranquillamente - ascoltate l’audio qui sopra, mafiosi assortiti saranno ascoltabili solo per 40 + 20 giorni, se uno pianifica un omicidio al telefono e tu lo senti, non puoi farci niente. Armando Spataro, lo spiega chiaro e tondo:
“Incostituzionale” per via della durata breve (solo due mesi), per i privilegi agli 007, per il diritto di cronaca compresso. “Irragionevole” perché “azzera” un fondamentale strumento d’indagine. E pure gravemente colpevole, visto che “gli omicidi irrisolti saliranno incredibilmente di numero e sarà più difficile salvare vite umane”. Il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro continua a sfogliare la nuova legge sulle intercettazioni e con Repubblica sconsolato commenta: “Ma come si fa a scrivere una legge così?”
Chiaramente, la legge ad personam distrugge, oltre alla libertà di informare - ne parliamo dopo - anche quella di indagare. Le decine di operazioni anticamorra di questi mesi, di cui Roberto Maroni si fa vanto, non sarebbero mai state possibili. Ad esempio? Quella contro il clan Letizia - nessuna parentela con Noemi…