Pierluigi Bersani: bersagliati. Voto 8 +. Nuovo allarme del segretario del Pd sulla manovra: “il taglio di 11 miliardi alle Regioni sara’ una botta storica alle politiche sociali”. Una mannaia sui trasporti pubblici, gli ammortizzatori e il sostegno alle piccole imprese. Grazie, Silvio!
Antonio Di Pietro: bersaglieri. Voto 8 +. Il leader dell’Idv boccia l’agenda di lavoro della maggioranza. “Che ci azzeccano le intercettazioni telefoniche? La priorita’ e’ la manovra economica”. Serve … “pane e lavoro”, aria nuova, non lotta tra “spioni” e “furboni”.
Silvio Berlusconi: urla il telefono. Voto – 9. Il Premier/sultano striglia il commissario dell’AgCom: “Fate schifo. Devi fare un casino della Madonna perché adesso entriamo in una zona di guerra brutta”. Casino all’italiana. Credere, obbedire, combattere.
Pierferdinando Casini: piange il telefono. Voto – 7. Il Garante blocca le “invadenti” telefonate elettorali del leader dell’Udv perché fatte “senza il consenso dell’utente”. Colpirne uno per educarne mille. Italia,. villaggio globale o asilo mariuccia?
Ecco il video dell’intervento introduttivo di Marco Travaglio ieri ad Annozero. Il giornalista ha tracciato un quadro della legislazione italiana in materia antisismica a partire dal 1904, data del terremoto Messina/Reggio Calabria. Come sempre Travaglio non le manda a dire, e ne ha per Impregilo, costruttore dell’ospedale dell’Aquila, per la Calcestruzzi e in generale per i cosiddetti “ladri di cemento”.
Nel corso dell’intervento il polemista cita alcuni significativi passaggi delle intercettazioni telefoniche intercorse tra i responsabili della Calcestruzzi. Un esempio per tutti: “Non possiamo fare che andiamo a norma questo mese?” e la risposta: “No, meglio di no.” Citati anche Formigoni, Guarischi e l’ex-governatore del Molise.
A voi ogni commento.
La puntata di stasera di Annozero è veramente imperdibile se, come annunciato, otterrà la partecipazione in qualità di ospite dell’uomo del giorno Gioacchino Genchi. Si sono scatenate innumerevoli polemiche su questo invito ed è pertanto ancora non del tutto certo che l’uomo dei tabulati prenderà parte al programma di Santoro, ma se così dovesse essere ne vedremo certamente delle belle.
E’ davvero necessaria una legge sulle intercettazioni telefoniche? Quali limiti ci saranno per le indagini e per l’informazione? Davvero Gioacchino Genchi ha costruito un archivio di utenze telefoniche intercettabili pericoloso per la democrazia? Le nuove disposizioni sulle intercettazioni allo studio della maggioranza saranno al centro della puntata di “Annozero”, in onda giovedi’ 5 febbraio su Raidue. Le intercettazioni per i magistrati sono uno strumento per l’acquisizione delle prove, oppure possono essere utilizzate solo quando ci sono già le prove di colpevolezza di un indagato? Si parlerà dei limiti delle intercettazioni e della tutela delle garanzie per i parlamentari come previsto dalla legge. Capita sempre più spesso che chi parla, denuncia o espone uno striscione venga indicato come un possibile colpevole.
Gli altri ospiti della trasmissione, dal titolo evocativo “Il silenzio degli innocenti”, saranno lo scrittore Antonio Tabucchi, il parlamentare del Pdl Niccolò Ghedini, il vicedirettore del Corriere della Sera Pierluigi Battista e l’ex-Guardasigilli Claudio Martelli.

Il più grande scandalo della Repubblica, secondo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non sarebbe legato ad oscuri segreti e trame eversive, ai mandanti delle stragi o ai legami tra mafia e politica, alla corruzione o all’uso delle tangenti come prassi amministrativa.
No. Il vero scandalo sono le intercettazioni telefoniche, un sopruso subito da 350 mila (utenze o persone, boh, fa lo stesso): non si capisce bene di quale ambito temporale si stia parlando, se del mese corrente oppure degli ultimi 10 anni. Non si capisce se si tratti di un dato ufficiale comunicato dal ministro dell’interno o di una stima elaborata da Berlusconi medesimo. L’importante è spararla grossa, in modo che i telespettatori inizino a preoccuparsi e a guardare con sospetto l’infido cellulare…
Sull’argomento intercettazioni e sul temibile archivio segreto del consulente Gioacchino Genchi, interviene Marco Travaglio, con la sua Ora d’Aria sull’Unità di oggi, intitolata Tutto quello che leggete è falso:
Gioacchino Genchi è un funzionario di polizia, in aspettativa da anni, che collabora con la magistratura fin dai tempi di Falcone, ha fatto luce sulle stragi di mafia, ha risolto decine di omicidi insoluti e tuttora collabora con varie Procure in indagini su malaffari, mafioserie e fatti di sangue.
Per conto di De Magistris, Genchi ha trattato 730 utenze, appartenenti a un numero molto inferiore di persone (ciascuna usa più telefoni e più schede): fra queste ci sono decine di indagati e centinaia di non indagati. Com’è inevitabile, visto che i tabulati indicano…
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Foto | Flickr
Da Parigi il premier Silvio Berlusconi coglie al volo l’occasione Del Turco per ribadire il suo pensiero sulla giustizia italiana. “Mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata, di un intero governo di una regione” - ha affermato, rispondendo alla domanda specifica di un giornalista. - “Ho sentito anche il teorema accusatorio, conoscendo l’attuale sistema dell’accusa in Italia, ma molto spesso i teoremi accusatori sono teoremi che non vengono confermati”.
Il fatto che questa volta a essere colpito sia un’esponente dell’opposizione non riveste alcuna importanza secondo il Cavaliere, che ha ricordato a titolo d’esempio il caso dei suoi ipotetici reati ambientali in Sardegna per Villa Certosa, caso poi finito in una bolla di sapone. Lo stesso uso della parola teorema è invece per l’Associazione Nazionale Magistrati un tentativo di gettare discredito sulla categoria, che dimostra la non conoscenza dei fatti da parte del Presidente del Consiglio, stando alle dichiarazioni del segretario Giuseppe Cascini.
In attesa di poter meglio valutare i fatti, di cui potete farvi un’idea bipartisan con gli articoli di Repubblica e Giornale citati nel pezzo di Marco Paganini, non possiamo non rilevare che il caso Del Turco per Berlusconi cada proprio al momento opportuno, consentendogli di dimostrare che la sua fissazione per la giustizia sarebbe fondata e del tutto indipendente dal ricavo di eventuali vantaggi politici. La strategia è simile a quella usata per il caso Unipol, che viene utilizzato dal governo per avvalorare la necessità di una legge di regolamentazione delle intercettazioni telefoniche, giacché questa sarebbe nell’interesse di tutti.
Continua a leggere: Berlusconi in soccorso di Del Turco: "Teoremi accusatori spesso non confermati"

Gianni Letta è senza dubbio il personaggio del giorno. Si spende in un’operazione di mediazione che porta il premier a disdire, nel primo pomeriggio, la sua intervista con Mentana a Matrix.
Da Napoli, infatti, arriva la conferma che nei prossimi giorni le intercettazioni telefoniche ritenute irrilevanti per il prosieguo dell’inchiesta Berlusconi-Saccà saranno distrutte. Tra queste, certamente, quelle che preoccupano maggiormente Berlusconi. Quelle di cui si parla da giorni sui giornali: trascrizioni di telefonate dai contenuti pruriginosi che riguarderebbero il privato del premier.
E così, dall’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri previsto per stamani, scompare miracolosamente anche il decreto legge sulle intercettazioni. Ora che non c’è più alcuna urgenza, dunque, se ne riparlerà con calma: la norma seguirà la strada di un qualsiasi disegno di legge. Una scelta, questa, particolarmente gradita dal Colle.
Ancora una volta il Cavaliere salva capra e cavoli.
Chissenefrega dell’inflazione che corre verso il 4 per cento, dei prezzi che salgono, dei consumi che calano, dei “nuovi” sacrifici da fare, della crisi economica che avanza?
Il Premier Berlusconi domani in tv si rivolgerà direttamente agli italiani, o, per meglio dire, al “suo popolo”. Non è la prima volta. Ma l’attesa cresce.
In Italia l’emergenza numero uno è la “giustizia”. Pertanto in “situazione di emergenza” occorre l’immediata adozione del decreto legge sulle intercettazioni al posto del più lento disegno di legge appena varato dal governo.
Questo dirà il capo del Governo. Liberatemi da questo cappio che mi balla sul collo, tarpiamo le ali alle “toghe rosse” , mettiamo la mordicchia alla stampa che appoggia i giudici giustizialisti e fa loro da megafono e io finalmente sarà libero e sereno di metter mano ai problemi di questo martoriato paese. Questo sarà il senso dell’appello del leader del Centrodestra.
L’opposizione parla di colpo di mano. Il Palazzo annaspa, interessato (e impaurito) solo alle nuove annunciate intercettazioni telefoniche. Sarà una valanga per molti del Pdl! Conversazioni fortemente compromettenti per il Cavaliere! Queste le voci che corrono.
Continua a leggere: Ore 12 - Ecco cosa dirà Berlusconi in tv. Verso la Repubblica delle "banane"?
Che il clima politico sia un po’ surriscaldato non lo scopriamo oggi, ma che ormai sedere in Parlamento non sia molto diverso che stare all’osteria forse rappresenta ancora una novità. Protagonista stavolta Antonio Di Pietro (dopo il salto la gallery) che nell’ansia disperata di raccogliere consensi a sinistra del Pd si fa ogni giorno più audace, anche per raccogliere adesioni per la sua manifestazione dell’8 luglio. Il video è tratto da youtube, ma l’intervista in questione è stata rilasciata a Sky TG24.
Dopo la pantomima di ieri scoppiata intorno alla confusione tra DL e DDL vediamo di fare un po’ d’ordine. Verso le 15.30 Adnkronos riprende un’informativa di Palazzo Chigi, che annuncia la presentazione del DL sulle intercettazioni per venerdì. Pandemonio. Il Quirinale ribadisce la sua posizione a favore del disegno di legge, e Di Pietro grida allo scandalo sottolineando che non esistono i presupposti di urgenza per emanare un decreto legge.
In serata (ore 17.50) finalmente giunge la precisazione del governo: l’odg conteneva un refuso. In pratica è saltata una “d” e quello che appariva come un DL (decreto legge) era in realtà da intendersi come DDL (disegno di legge). La differenza è sostanziale, perché un decreto legge entra in vigore immediatamente, a patto che soddisfi i criteri di urgenza ed eccezionalità, e decade entro 60 giorni se questi vengono meno. Il disegno di legge deve invece passare al vaglio del Parlamento, dopodiché rimane naturalmente in vigore senza limiti di tempo.
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