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Tutti gli articoli con tag intercettazioni

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Lo scandalo intercettazioni in Gran Bretagna rischia di travolgere Murdoch. E si è bruciato anche il capo di Scotland Yard. Altro che il registratore della D’Addario o gli ascolti dei magistrati italiani! Qui da noi il Cav ormonato non ha proprio di che lamentarsi. Scotland Hard

Il premier che in Parlamento racconta i suoi incidenti domestici nel bagno è il paradigma di un governo su cui la storia sta per tirare lo sciacquone. ToiLetta

Anche i sanitari in casa del capo del governo sono dei pericolosi bolscevichi che attentano alla sua salute. Il Water (Veltroni)

Una volta, nelle sue lussuosissime sale da bagno, risuonavano le risate eccitate delle giovani pulzelle che si preparavano ad animare le notti di Arcore o di Palazzo Grazioli. Oggi vi si aggira questo anziano signore triste, goffo e sempre a rischio scivoloni. Rubynetto

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Ore 12 - Berlusconi e governo, ogni giorno la sua pena ...

pubblicato da Massimo Falcioni

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Insomma, nel Pdl e dintorni, si continua a “ciurlare nel manico” per difendere l’indifendibile. Sulle intercettazioni il ministro Alfano si arrampica sugli specchi: “Gli ascolti sono irrilevanti e costosi”. Così la maggioranza, in tilt per la nuova bufera in vista, punta ad approvare una legge bavaglio. I ministri temono il ko: “Qui finiamo nel baratro”.

Con tutti i distinguo, tutti i dubbi sui limiti e sugli eccessi (presunti) delle intercettazioni (peraltro esistono norme di “garanzia” per la tutela della privacy, basta applicarle), il dato vero è che il Pdl e tutto ciò che gli gira intorno è come il pesce andato a male: puzza dalla testa.

Ha ragione Gianfranco Fini nel rilevare che dall’inchiesta sulla P4: “Emerge un clima da basso impero che provoca: “Giusta indignazione da parte degli italiani”. Cresce nel Paese la spinta alla delegittimazione del premier, del Pdl e della maggioranza: un nucleo di potere che cresce a dismisura alimentando una rete perversa politico-affaristica di cui si perdono persino i confini.

Ed è per cercare di arginare questo fuoco che può diventare devastante che il governo intende procedere addirittura con un decreto: una toppa peggiore del buco. Il garantismo tanto sbandierato è una scusa bella e buona, il tentativo di coprire vicende, al di là dei risvolti penali, quantomeno sgradevoli e pericolose sul piano politico per chi comanda a Palazzo Chigi e dintorni.

E’ per questo che si vuole imbrigliare chi indaga, imbavagliare l’informazione, colpire la democrazia. Difendere a tutti i costi il “sultanato”. Tutto qui.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Fazio trasloca a La7, Santoro ci sta lavorando e forse va anche la Gabanelli. Se prendono pure il divano rosso della Dandini, gli ospiti di Lerner sapranno dove schiacciare una pennica durante i passaggi più eccitanti de L’Infedele. Vieni via con Me-ntana

Reguzzoni batte Stucchi, resta capogruppo a termine e si consuma la (quasi) lite tra Bossi e Maroni. Cose mai viste dalle parti di Via Bellerio. Rimanerci di Stucchi

Quando il Cav ha parlato alla Camera, erano più gli applausi dei deputati o gli sbadigli di Bossi? Un tempo il premier faceva sognare, oggi invoglia all’innocua pennichella. Penso, dunque sonno

Ancora con queste intercettazioni?? Il dibattito politico è fortemente lassativo, farebbe passare la stitichezza a chiunque. E’ come mangiare cereali in quantità per andare di corpo. Angelino Al farro

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Niccolò Ghedini: “mavala”. Voto 6. Il deputato-avvocato del premier attacca il procuratore capo di Milano Bruti Liberati sulle intercettazioni in … libera uscita: “Non perda tempo in comunicati stampa e indaghi sulla fuga di notizie”. Il “Ma-va-là” salva Cavaliere colpisce ancora.

Susanna Camusso: ma va là. Voto 3. Primo maggio separato a Bologna, la Cgil in piazza da sola per la Festa del lavoro. Mai successo! Il sindacato “rosso” ha mille ragioni per dire “no” a Cisl e Uil. ma qui toppa alla grande. Triplice ko, Cgil “out”. Di Vittorio e Lama si rigirano nella tomba.

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Intercettazioni e processo breve, la Corte dei Conti dice "no" al governo.

pubblicato da il passator cortese

Un muro, un altissimo muro, quello alzato dalla Corte dei Conti contro le iniziative annunciate dal governo sulla giustizia. La Corte dei Conti innanzi tutto boccia il ddl sulle intercettazioni del governo perchè non è indirizzato «a una vera e propria lotta alla corruzione».

Il procuratore generale della magistratura contabile, Mario Ristuccia, in occasione della sua relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011 della Corte dei Conti, ha sottolineato che le intercettazioni «costituiscono uno dei più importanti strumenti investigativi utilizzabili allo scopo (lotta alla corruzione)».

La bocciatura riguarda anche altri pilastri del governo. Il processo breve (“Non sia un ulteriore ostacolo alla lotta contro la corruzione”); il Fderalismo (“Che potrebbe aumentare la corruzione”).

La frode e la corruzione sono patologie «che continuano ad affliggere la pubblica amministrazione», ha sottolineato il procuratore generale della Corte dei Conti. Questi i dati più significativi.

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Berlusconi-Napolitano, fuoco incrociato

pubblicato da il passator cortese

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un’intervista al giornale tedesco «Welt am sonntag» rilasciata alla vigilia del suo viaggio in Germania “tira le orecchie” al premier.

Silvio Berlusconi ha « le sue ragioni e buoni mezzi giuridici per difendersi contro le accuse. Sia la nostra Costituzione, sia le nostre leggi garantiscono che un procedimento come questo, in cui si sollevano gravi accuse che il Presidente del Consiglio respinge, si svolgerà e concluderà secondo giustizia. Confido nel nostro Stato di diritto».

In Italia troppo spesso il dibattito politico ha toni «eccessivi» che lo portano a degenerare in «vera e propria guerriglia», continua Napolitano.

«Troppo spesso - dice il capo dello Stato - si scelgono toni troppo clamorosi, troppo eccessivi, nel giudizio si manca di misura, molte analisi sono contraddistinte da un certo estremismo. Tutto questo contribuisce a inasprire la tensione politica. I partiti si scontrano, si dividono, tutto questo in un certo modo è normale in una democrazia. In Italia, tuttavia, ciò degenera in una vera e propria guerriglia politica».

Come risponde (indirettamente) il capo del governo? «Serve una normativa sulle intercettazioni telefoniche – attacca il premier - che ponga fine agli abusi e alle violazioni della nostra privacy che si verificano anche in danno di chi non è neppure indagato, con l`introduzione di nuove norme di garanzia che scoraggino la pratica di fornire ai giornali il risultato delle intercettazioni, così come avviene in tutti, tutti i Paesi civili, e tra l`altro come avviene negli Stati Uniti, dove chi passa le intercettazioni alla stampa va in galera, e ci resta per molti anni».

Braccio di ferro continua. Prima o poi la corda si spezza.

Berlusconi "peccatore". Ma dove sono i pm ... "senza peccato"?

pubblicato da Massimo Falcioni

Nessuno si illudeva che il faccia a faccia di ieri fra Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi avrebbe portato a un punto d’incontro sul nodo giustizia. Il capo dello Stato ammonisce: “Basta strappi, le garanzie del giusto processo sono nella Costituzione”. E il Premier replica duro: “Sono perseguitato e ho il diritto di difendermi”.

E il governo riparte con la stretta sulle intercettazioni: ennesimo colpo di mano dell’esecutivo per salvare il Cav. o giusto provvedimento per gli “abusi” dei pm? Napolitano ribadisce che “basta” la Costituzione per garantire il cittadino imputato e il giusto processo? Ma è proprio così?

Già Luciano Violante ha denunciato più volte il rapporto perverso fra giustizia e informazione rappresentato dalla pubblicazione indiscriminata di intercettazioni e atti coperti dal segreto istruttorio. Quindi ha esortato tutti a trovare un equilibrio fra riservatezza delle indagini, garanzia della privacy, e diritto dell’opinione pubblica a conoscere.

Un intervento, quello dell’ex presidente della Camera, che – come scrive oggi sul Riformista Edoarpo Petti – “potrebbe animare a sinistra un dibattito sulle ragioni di un autentico garantismo, rompendo luoghi comuni e pigrizie intellettuali troppo a lungo coltivate”.

Tant’è che Guido Calvi, avvocato e per anni parlamentare del Pci dei Ds, oggi consigliere laico del Csm individua l’«anomalia» italiana nell’attenzione ossessiva politica e dei media alla fase preliminare dell’attività giudiziaria: “un fenomeno che porta la stampa a pubblicare contenuti completamente estranei all’inchiesta, privi di qualunque rilevanza penale e oggettiva, con grave danno per i cittadini e per le stesse indagini”.

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Veritometro: Fede e l'informazione nazista

pubblicato da Giulio Mattioli

“Questa informazione è di tipo nazista”


Emilio Fede, 28 gennaio 2011

Scopri perchè dopo il salto

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Ore 12 - Pro e contro Berlusconi, "aspettando Godot"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroPuntuale come la grandine, con chicchi grandi e pesanti come noci di piombo, la seconda bordata (a quando la terza?) dei pm milanesi sul reality show delle notti brave di Arcore manda alle stelle la fibrillazione del malandato quadro politico.

Da quel che si evince dalle ultime “stimolanti” intercettazioni, è difficile pensare che una volta sotto il torchio degli interrogatori, la “esaurita” consigliera regionale Nicole Minetti, non crolli, svelando scenari ancor più pruriginosi dai quali tutto può sgorgare.

Dall’altra parte della galassia, il Paese reale resta attonito: una parte crescente si allontana negli spazi siderali, via più che può dalla politica; l’altra parte, baionette in canna, prende posto nel campo di battaglia, divisa in due pacche: pro o contro Berlusconi. Così la spirale di veleni esce dalla politica e si espande nella società.

Solo il presidente della Repubblica ripete gli appelli “sensati” che vanno dall’esigenza di un “sussulto di orgoglio” per contrastare la crisi economica, alla richiesta di fermare l’escalation dello scontro istituzionale tra poteri dello stato fondamentali, come quelli rappresentati da premier-esecutivo e parlamento da una parte e magistratura dall’altra.

E’ oramai del tutto evidente che la politica, a cominciare dal premier, non terrà in alcun conto gli accorati appelli del capo dello Stato, il quale non ha poteri per fermare questa corsa impazzita.

A nessuno, nel palazzo, interessa la verità. L’obiettivo è il potere (Palazzo Chigi e dintorni), sia per mantenerlo, sia per conquistarlo. Per questo obiettivo tutto è lecito, fino a delegittimare e distruggere l’avversario e gli avversari, cioè il nemico e i nemici.

Siamo alla caduta degli dei e dintorni, compresi pretoriani, proconsoli, cortigiane, giullari e servi, stallieri e gabbellieri di stanza non solo ad Arcore, ma anche nei palazzi romani di tutti i colori, come dimostra anche l’affaire delle primarie napoletane del Pd.

Gli italiani, prima o poi, chiudono bottega, “aspettando Godot”.

Berlusconi medita sull'approvazione della proposta di legge sulle intercettazioni

pubblicato da Alessandro

Corte di Cassazione

Le possibili contromisure del Cavaliere e dei suoi parlamentari/legali contro l’ultimo “attacco” della magistratura si moltiplicano. Dopo l’ipotesi di abbassare la maggiore età con efficacia retroattiva, al fine di cancellare possibili reati a sfondo sessuale, ecco ora configurarsi un’altra iniziativa: quella di accelerare l’approvazione della proposta di legge C.3821, presentata già lo scorso ottobre da alcuni deputati del Pdl (primo firmatario Vitali), concernente “la riparazione per ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche o di conversazioni”.

La ragione della riforma è spiegata nella relazione di accompagnamento alla proposta:

Lo strumento delle intercettazioni di comunicazioni telefoniche o di conversazioni è sicuramente uno strumento indispensabile non solo per la lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo ma anche per l’accertamento di responsabilità penali relative a reati particolarmente odiosi e di grande allarme sociale.
È innegabile, però, che soprattutto negli ultimi anni vi sia stato un abuso di tale strumento che, da un lato, è enormemente costato alle casse dello Stato e, dall’altro, è stato largamente invasivo del diritto costituzionale alla riservatezza nei confronti di numerosissimi cittadini che sono usciti dalle rispettive vicende dopo essere passati nel «tritacarne» mediatico e giudiziario.

Per limitare gli abusi, ecco il nuovo articolo 315 bis del codice di procedura penale, il quale…

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