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Tutti gli articoli con tag internet

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Giro della Padania ancora nel caos con tafferugli e aggressioni pure a ciclisti di fama come Ivan Basso. Dal punto di vista agonistico, ormai, vale più una pedalata del ‘mortadella’ Prodi per il centro di Bologna. Come siamo caduti in…Basso

Il problema è che il ciclismo è una cosa seria. Qui sarebbe meglio staccare la spina e andarsi a prendere qualcosa da bere al bar, rimembrando con nostalgia il glorioso pedalar che fu. Amaretto di Saronni

La casta fa il bello e cattivo tempo, ma cresce la protesta della società civile e internet è il collettore di una rabbia, di una furia che fa diventare verdi gli internauti e potrebbe spazzare via tutto. L’incredibile Url

Il Pd sardo lancia l’allarme: nell’isola Equitalia sta strozzando le imprese e l’economia. Lotta agli eva-Soru

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Antonio Di Pietro difende internet contro attacco Agcom

pubblicato da il passator cortese

“Zitta, zitta, senza dire niente a nessuno, l’Agcom si prepara a lanciare la prima offensiva in grande stile contro la libertà della Rete. Dal 6 luglio entrerà in vigore una delibera grazie alla quale, se un titolare di copyright denuncerà all’Agcom stessa un sito per violazione del diritto d’autore, l’Autorithy potrà chiedere al gestore la rimozione dei contenuti indicati entro 48 ore, altrimenti il sito potrà essere oscurato senza bisogno di rivolgersi all’autorità giudiziaria”.

Così scrive sul suo blog Antonio Di Pietro.

“In questa norma ci sono almeno tre elementi inaccettabili anche per chi, come me, ritiene che il diritto d’autore vada protetto e garantito. Il primo è che non si può oscurare un sito, o rimuovere d’autorità un contenuto, senza che a deciderlo sia l’autorità giudiziaria. In caso contrario, infatti, si affiderebbe all’Authority un potere di censura illimitato e incontrollato. La presenza del giudice garantisce il diritto, la sua assenza, invece, rende possibile, e forse probabile, l’arbitrio. In secondo luogo, la tabella fissata dall’Agcom nega di fatto il diritto alla difesa dei siti ‘incriminati’. Con un margine di due giorni, e cinque di contraddittorio prima dell’oscuramento, non ci sarà nemmeno il tempo di preparare le carte per sostenere le proprie ragioni. E che cosa succede se il sito è estero? Con i tempi concessi dall’Agcom non avrebbe nemmeno il tempo di essere avvertito dell’imminente oscuramento! Infine, la regola fissata dall’Authority è cieca. Nel senso che non fa distinzione tra i differenti siti. Come se una banca dati o un sito privato fossero la stessa cosa, o come se si potessero valutare allo stesso modo un sito costruito a scopo di lucro e uno che quello scopo non ce l’ha”.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Un documentario sensazionale del National Geographic racconterà la vita e i rischi dell’ultima razza animale in via d’estinzione: i finiani. I ragazzi dello zoo di Bocchino

Torna il Bobo celodurista. Maroni sulla Libia: “Noi mettiamo i soldi per cacciarlo e Gheddafi gioca a scacchi”. Arrocco Siffredi

Il centrodestra ha un nuovo incubo: internet. Ma politici illuminati come Stracquadanio e Brunetta non capiscono che dietro lo strumento c’è la società civile e la sua rabbia? Basterebbe ascoltarla. Can che abbaia non modem

Lo stesso Brunetta sente la parola precario e scappa via come Superman di fronte alla criptonite. Ma come? Non è questo il governo che si è convertito con Tremonti alla tutela dei deboli e all’economia sociale di mercato? Modello re-nano

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Gli sprechi della casta. In Sicilia la rete dei dipendenti pubblici costa 27 milioni di euro

pubblicato da Giovanni Molaschi


In Sicilia tutto è troppo. I fondi che il Governo stanzia per evitare la scissione tra il Pdl e i suoi rappresentanti locali hanno fatto sballare i conti di Giulio Tremonti. Non c’è settore che non sia stato tagliato dal ministro all’Economia.

Le aziende pubbliche assumono il doppio del personale di cui avrebbero bisogno per pulire la regione. Questo esubero si traduce con un buco di 40 milioni che dallo scorso novembre si tenta di colmare senza risultati.

Malgrado questi due episodi l’amministrazione Lombardo, già vittima di un rimpasto estivo, continua a svolgere male il proprio lavoro. A meno di un mese dall’inizio dell’anno la Giunta deve spiegare perché sono stati spesi 27 milioni di euro di fondi europei per la creazione di una rete informatica utile solo ai dipendente della Regione.

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Facebook è il mandante dell'attentato a Maurizio Belpietro?

pubblicato da Bruno Marino


Qualche tempo fa avevo scritto un post che iniziava con la domanda: internet è buono o cattivo? La risposta, oggi come allora, è che la domanda non ha senso: essendo uno strumento, internet non è né buono né cattivo, dipende da come si usa. Lo spunto di riflessione era la vicenda del reverendo Jones (per fortuna finita in soffitta).

Oggi la domanda sembra tornare nella mente di molte persone. Tutto è partito dall’attentato a Maurizio Belpietro. Subito, da varie parti si è accusato facebook di “istigare odio”, di essere il “mandante morale” del tentato omicidio. Fabio Chiusi, sul Nichilista, ci riporta l’opinione di un famoso giornalista:

“Secondo l’editoriale di Giampaolo Pansa su Libero di oggi, i brigatisti che nel 1977 uccisero il vicedirettore de La Stampa Carlo Casalegno sarebbero «i progenitori di quelli che adesso hanno costituito su Facebook il gruppo “Uccidiamo Belpietro”».”

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Terry Jones, internet e democrazia. A cosa serve la rete?

pubblicato da Bruno Marino


Internet è buono o cattivo? La domanda sembra stupida, e in effetti lo è (la rete non è né buona né cattiva, dipende dall’uso che si fa di questo strumento), ma dopo la vicenda del reverendo Terry Jones, il dibattito su Internet e democrazia si è acceso. Prima, Giulio Giorello sul Corriere, con un articolo intitolato “la follia senza filtri nella rete”, poi Ernesto Galli della Loggia, sempre sul Corriere della Sera:

“Si è già creato, infatti, e si allarga ogni giorno di più, un vasto spazio virtuale, un tecno-spazio planetario dove soprattutto le notizie, i movimenti di denaro e i rapporti interpersonali, sia scritti sia vocali, hanno assunto in pratica il carattere dell’immediatezza.

E così, stretto come in una tenaglia dentro una spazialità da un lato dominata dall’immediatezza e dall’altro caratterizzata dalla lontananza (perché le entità sovrastatali diventano sempre più estese, ndA), il regime democratico vede oltremodo indebolite le sue antiche possibilità di controllo”

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Roberto Calderoli: orgoglio italiano. Voto 7. La Fiat va a costruire la nuova monovolume in Serbia per la “poca serietà dei sindacati italiani”. Il ministro: “Se si tratta di una battuta, non fa ridere nessuno”. Lega di lotta e di governo?

Silvio Berlusconi: bavaglio italiano. Voto 2. Intercettazioni, blitz del governo, norma salva P 3, salta la Legge Falcone e per i blog scatta l’obbligo di rettifica entro 48 ore. Imbavagliare anche internet. Verso il regime del Cav?

Berlusconi, la Bindi e l'Università telematica

pubblicato da Alessandro

Berlusconi distorto

La notizia è di quelle che non fanno più scalpore. Al massimo può suscitare qualche sorrisetto sarcastico, dinanzi all’incredibile perserveranza del Premier nell’attaccare i propri avversari sempre con gli stessi toni e sempre sugli stessi (beceri) argomenti.

Sembrerebbe quasi che ci sia un preciso intento pedagogico dietro tali ormai consueti interventi del Presidente del Consiglio: quello di legittimare il dileggio del brutto, del diverso e del debole, sdoganando ovunque (compresi i più alti contesti istituzionali) la battuta facile e volgare, il gesto eclatante e trasgressivo. Gli italiani paiono essersi abituati a tutto questo. A qualcuno piace anche tale sfrontatezza che ricorda altri tempi, mai dimenticati. A ben vedere, non c’è nulla di veramente nuovo sotto il sole.

La notizia è la seguente. Berlusconi, in visita all’Università telematica E-Campus di Novedrate (in provincia di Como), dinanzi ad un gruppo di neo-laureate, ha proferito le seguenti parole: “Mi accusano sempre di circondarmi di belle ragazze senza cervello. Ecco invece qui delle belle ragazze che si sono laureate con il massimo dei voti e che non assomigliano certo a Rosy Bindi…”. Immediata la replica della Bindi che ha parlato di “logora ripetitività delle volgarità” del Premier. Come dicevo, nulla di nuovo sotto il sole. La vicenda, tuttavia, può costitutire un utile spunto di approfondimento di un’altra questione. Cos’è esattamente la E-Campus di Novedrate?

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Il ministro Brancher e le mazzette: online il sito internet del Fatto quotidiano

pubblicato da paganini


L’allegra macchina da guerra del Fatto quotidiano da ieri si è mossa alla conquista della rete, con l’attivazione dell’annunciato e atteso sito internet del giornale.

Una nuova piazza per il confronto senza censura, lo definisce Peter Gomez: Da oggi dovrete fare ogni giorno i conti con noi. Anche sul web. Abbiamo voluto e immaginato un sito dove tutti possano raccontare o sapere quello che gli altri non dicono. Dove la Rete invia notizie, commenti, fotografie e filmati che verranno analizzati ad uno ad uno con cura per poi essere eventualmente riproposti. Un sito senza censure, bavagli o padroni. Attenzione: non siamo l’anti-politica. Noi siamo per la politica. Ma siamo prima di tutto cittadini e giornalisti.

E per non tradire le attese dei lettori del Fatto, oggi in home page campeggia la foto del neo ministro Aldo Brancher (quello a sinistra del tizio con la cravatta verde), che nel 1993 aveva ammesso “Ho versato tangenti al ministro della Sanità”. Condannato, poi salvato da prescrizione e depenalizzazione, oggi di nuovo imputato per ricettazione. Insomma, il nuovo che avanza.

Renzo Bossi querela un blogger per un pezzo di satira

pubblicato da Giulio Mattioli


Renzo Bossi, figlio di Umberto, è stato più volte protagonista della cronaca politica: prima per la sua carriera scolastica, poi per la notizia (rilanciata da varie fonti, ma smentita dalla Lega) di una sua nomina in un organismo legato a Expo 2015. E ancora per alcuni discussi videogiochi sulla pagina Facebook del Carroccio e per le sue dichiarazioni sui prossimi mondiali di calcio.

Last but not least, si è parlato del figlio del Senatùr in occasione della sua recente elezione all’assemblea regionale lombarda con un boom di preferenze nel bresciano. Il ragazzo farà carriera: anzi, la sta già facendo.

Ulteriore episodio di questa ascesa verso la notorietà la notizia rilanciata ieri da varie fonti: il figlio del leader leghista ha querelato blogger Michel Abbatangelo per aver pubblicato sulla sua pagina web il parodistico “Diario segreto di Renzo Bossi”.

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