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Il Ministero dei Beni Culturali di Sandro Bondi inizia una collaborazione con Google

pubblicato da giovanni molaschi in: Echi dalla Blogosfera



Internet, in Italia, non è considerato da chi conta un mass media utile e forte. Quei pochi esponenti politici che utilizzano il mezzo bene, spesso, non si impegnano affinché nel nostro paese la cablatura cresca fino ad assicurare a tutti il diritto (così l’ha definito recentemente la Regina Elisabetta) ad una buona navigazione.

Potenziare il mezzo non basta. Per capirlo è sufficiente riflettere su quanto si sta facendo in RAI (l’aumento dei canali non è coinciso con un’offerta più ricca). Ad un certo punto bisognerà pur ragionare sui contenuti.

Da apprezzare è quindi lo sforzo che sta facendo il Ministro dei Beni Pubblici. Secondo quanto riportato da euronews.net il dicastero di Sandro Bondi inizierà una collaborazione con Google affinché i grandi classici della letteratura italiana possano essere consultati gratuitamente anche in rete entro due anni.

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Mentana Condicio: aggirata la legge sulla par condicio grazie al web

pubblicato da Luca Landoni in: Mediaticamente


Quella di oggi è una data in certo qual modo storica per la comunicazione web. E dobbiamo paradossalmente ringraziare proprio il nuovo astruso regolamento sulla par condicio, che ha messo il bavaglio all’informazione politica in tv per un mese tondo, provocando gli strepiti (giustificati) dei vari Santoro, Floris e Vespa.

È stato l’ex-disoccupato di lusso Enrico Mentana a partorire l’idea. Perché non organizzare i faccia a faccia direttamente sul web, con la collaborazione del Corriere online? Detto fatto. E così proprio oggi potremo assistere al primo confronto della campagna elettorale tra Ignazio La Russa, ministro della Difesa ed Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico.

Anche la stampa non mancherà, come in ogni tribuna politica che si rispetti, grazie alla presenza dei giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, più altri ospiti. Il programma web si chiamerà Mentana Condicio (sarà voluto il richiamo al celebre Klaus condicio del Davi?) e prenderà il via alle 15,30.

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Web e potere: il Decreto Romani approvato con alcune modifiche ma restano grandi perplessità

pubblicato da davide f. in: Mediaticamente Video


Come previsto nelle scorse settimane, il contestatissimo Decreto Romani è arrivato al Consiglio dei Ministri, che l’ha approvato togliendo la parte più criticata, ovvero la parte che equiparava il web alle televisioni. Una nota del Ministero dello sviluppo infatti dichiara che la nuova versione del testo escluderebbe blog, giornali online, siti Internet e motori di ricerca.

Sembrerebbe dunque che la rivolta del mondo del web abbia convinto l’esecutivo a fare più di un passo indietro, davanti a quello che si preannunciava come uno scontro frontale senza esclusione di colpi, una legge che avrebbe messo un vero e proprio bavaglio al materiale video in Internet, soprattutto (pensiamo noi soliti maliziosi…) a vantaggio di Mediaset, pronta a sbarcare sul web con un progetto in stile Hulu.

Ma c’è un però, che riguarda le sorti di You Tube, che rischia di essere inclusa nella disciplina del decreto.

Immagine|Flickr

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L’Aquila: Augusto Minzolini promosso a Scodinzolini dai terremotati dell’Abruzzo

pubblicato da giovanni molaschi in: Mediaticamente



Malgrado le coincidenze, Silvio Berlusconi non potrà mai diventare come i (peggiori) capi di governo che l’hanno preceduto. A limitare la sua ascesa, più che l’ego, il presente che deve condividere con i suoi concittadini.

Se in Italia non ci fossero sempre più consumatori di internet, malgrado i tagli barbari alla banda larga, probabilmente nessuno avrebbe saputo dell’accoglienza riservata a L’Aquila alla giornalista del Tg1 Maria Luisa Busi.

Arrivata sul posto per registrare un servizio riguardante la ricostruzione, già affrontata da Presa Diretta, al mezzobusto è stato impedito di lavorare poiché il direttore del telegiornale per il quale lavora, secondo gli stessi terremotati, non ha raccontato quanto realmente sta accadendo tra le tendopoli.

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Decreto Romani: approvato con modifiche su web e spot, la battaglia sui media continua

pubblicato da davide f. in: Mediaticamente Video

flickr, common creative

Una settimana fa vi abbiamo parlato di cos’è il Decreto Romani, dei suoi scopi neanche tanto nascosti che andavano a colpire Sky, concorrente di Mediaset, e soprattutto il web, mettendo sullo stesso piano video in televisione e in internet; non per niente il decreto è stato ribattezzato da molti quotidiani stranieri “anti Youtube”.

Il Time, per esempio, facendo esplicito riferimento alla famiglia Berlusconi ha parlato di “mediocracy”, ricordando la causa, definita esemplare di un regime mediocratico, che vede Mediaset portare in tribunale YouTube.

Immagine|Flickr

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Internet: Paolo Romani propone un filtro sicuro per i minori

pubblicato da giovanni molaschi in: Mediaticamente



Durante una trasmissione televisiva il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani ha annunciato che il suo team di collaboratori starebbe studiando un ulteriore filtro da aggiungere alla rete che avvisi, tramite sms, i genitori di un minore delle navigazioni poco lecite del figlio.

“Sono – ha dichiarato l’esponente politico - allo studio altri strumenti per la tutela dei giovani su Internet . Ad esempio il click sicuro, che si potrà scaricare a breve dal sito del ministero”.

Contrario al progetto di Paolo Romani si è già detto Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, secondo il quale la soluzione proposta dall’esponente politico è fallimentare per via delle ripercussioni che avrebbe sulla gestione del media.

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Gli utenti di spinoza.it contro Luca Barbareschi

pubblicato da giovanni molaschi in: Mediaticamente



Luca Barbareschi è quasi un’eccezione all’interno del PdL. Pochi giorni prima del suo debutto su la7 dichiarava infatti a Vanity Fair le sue preoccupazioni sull’operato della maggioranza. Di cui lui fa parte.

A differenza di Gabriella Carlucci, che ha sempre scisso l’attività parlamentare da quella di presentatrice televisiva, l’ideatore di “Barbareschi Sciock” ha deciso furbescamente di fare politica sfruttando il mezzo televisivo.

Non è il primo che lo fa e non sarà neanche l’ultimo. Quello che colpisce sono gli argomenti. All’indomani delle accuse elaborate in rete, secondo le quali il conduttore avrebbe rubato a spinoza.it alcune battute, Luca Barbareschi ha raggirato le polemiche riflettendo pubblicamente del diritto d’autore.

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Decreto Romani: come trasformare il web in una grande tv e arricchire Mediaset in un colpo solo

pubblicato da davide f. in: L'Italia fa schifo Mediaticamente Video

flickr, common creative

Se l’Italia non fosse il regno del conflitto d’interessi, forse potremmo fingere sorpresa davanti al decreto Romani sulle comunicazioni. Trasmesso il 18 dicembre 2009 alla presidenza, con il termine del 27 gennaio per l’espressione del parere delle Commissioni competenti della Camera, il provvedimento è in linea con le scelte fatte finora dal governo.

In breve: il decreto, che l’opposizione sta contestando duramente con la richiesta almeno di uno slittamento delle date cui sopra, danneggia Sky, mette un cappio ai video nel web (You tube in primis) ed elargisce favori a beneficio di quello che pare proprio l’utilizzatore finale, Mediaset.

Andiamo a vedere cosa dice il decreto (qui il testo integrale) nello specifico e perché può essere considerato un provvedimento osceno, che danneggia l’Italia e rischia di provocare l’ennesima fuga di “cervelli”, tecnologie e aziende.

Immagine|Flickr

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Il Ministro Mariastella Gelmini taglia, anche, l’obbligo scolastico

pubblicato da giovanni molaschi in: L'Italia fa schifo



Per farsi ricordare bene il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini può fare ancora poco. Legalizzare l’utilizzo della lettera “k” al posto del “ch” potrebbe servire per completare il progetto che drammaticamente riduce la scuola italiana ad una sola scenografia degna della peggiore fiction popolare.

Solo in certi sceneggiati d’altronde si nota una certa ignoranza. Ingenua. Ma pur sempre condannabile come la proposta che in queste ore è comparsa sul sito di Repubblica. Stando a quanto pubblicato dal quotidiano l’obbligo di studio, invece di posticiparsi verso la maturità, sarà anticipato.

A scuola, per legge, fino a 15 anni e non fino ai 16 previsti dalle attuali normative figlie di una presa di coscienza necessaria nel 2010. Oltre all’esperienza, che in Italia viene tradotta spesso e male con interminabili stage, per essere adatti al mondo del lavoro bisogna essere preparati.

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Il Governo Berlusconi non sostiene la Cassazione contro Pirate Bay

pubblicato da giovanni molaschi in: Echi dalla Blogosfera



La Cassazione italiana, con una sentenza dello scorso 23 dicembre, ha deciso ufficialmente di allinearsi alla magistratura svedese secondo la quale piratebay.org è perseguitabile.

“La Cassazione – si legge su zeusnews.it che riporta la notizia - ha dichiarato legittimo l’intervento del magistrato volto a imporre agli internet provider italiani l’inibizione dell’accesso a siti italiani o esteri che violino in continuato le leggi sulla proprietà intellettuale e il diritto di autore, come appunto il sito svedese piratebay.org”.

Al di là di tutti i ragionamenti che sulla sentenza si possono fare è interessante analizzarla in termini politici poiché sconfesserebbe, molto chiaramente, le tesi di molti esponenti dell’attuale Governo.

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