
Francesco Costa rappresenta più di altri la nuova, valida, generazione di giornalisti italiani. Non solo per ragioni prettamente anagrafiche (ha 25 anni). Francesco Costa è una delle persone più attente ai cambiamenti.
A volte tenta di indurli occupandosi, ad esempio, della campagna elettorale di Ivan Scalfarotto. In altre occasioni li racconta. Attualmente si occupa del sito dell’Unità.
In rete esiste secondo te qualcuno che più di altro ha dimostrato di saper analizzare bene la politica italiana?
Penso che potremmo contare sulla dita di una mano le persone che in Italia usano la rete per analizzare la politica.
Continua a leggere: Intervista – Francesco Costa a polisblog: “Beppe Grillo è sempre più marginale”
Dopo un periodo in cui ha centellinato le apparizioni pubbliche (ma per la verità ci pare anche abbastanza trascurato, per non dire boicottato dai media) Beppe Grillo ritorna alla ribalta in occasione della presentazione del lungometraggio Terra Reloaded, alla libreria Feltrinelli di Milano.
Il video è stato realizzato con il supporto di Greenpeace, ma come d’uso il comico genovese non ha parlato solo di ambiente, ma anche della situazione politica attuale, ironizzando su Brunetta, Berlusconi e il processo breve.
Trovate un’intervista a Grillo sul sito del Corriere, mentre per la seconda parte dell’intervento vi rimandiamo dopo il salto.
Continua a leggere: Beppe Grillo a tutto campo alla presentazione del video "Terra Reloaded"
Il destino politico del governo Berlusconi è ormai segnato, si va verso la fine del Regno Birbonico: con la bocciatura del Lodo Alfano, Berlusconi giustamente dovrà andare a processo. Tutto un sistema di potere che convergeva sulla sua figura si dissolverà come neve al sole. Credo verso marzo. Andremo a elezioni anticipate, governo tecnico, eccetera. Berlusconi è finito”.
A comunicare al mondo la lieta novella è un redivivo Daniele Luttazzi dalle pagine di Micromega, con una intervista in cui non mancano previsioni ed esternazioni tanto sul Popolo della libertà quanto sul Partito democratico: Berlusconi è l’ennesima espressione dell’eterno fascismo italico, che come un fiume carsico viene ciclicamente in superficie e provoca danni.
Luttazzi annuncia sicuro che Berlusconi andrà a processo, verrà condannato e materialmente salterà. E’ stato già mollato. Servono altri personaggi, dicono Fini. Lo Stato, a quel livello cui noi non abbiamo accesso, non può permettere che uno come Berlusconi demolisca i fondamenti della Costituzione”. Anche i rapporti con la Santa Sede sarebbero ormai incrinati: La Chiesa è così, finché Berlusconi ha uno stalliere mafioso in casa, va bene. Falso in bilancio, corruzione, leggi ad personam: okay. Se però Berlusconi va a letto con una puttana, allora no, questo non si può fare. A proposito del Partito democratico, Luttazzi osserva che si tratta di un’inevitabile stronzata. Il Pd non sa chi rappresenta: a chi parla? Cosa dice? Non lo sa. Va sempre in televisione, ma parla a vanvera. Non ha alcuna efficacia.
Il resto dell’intervista lo trovate su Micromega….

È finita. Massimo Cacciari annuncia che lascerà la politica a fine mandato, nel 2010, e non accetterà mai più alcun incarico. Tutto questo in un’intervista a Monica Guerzoni oggi per il Corriere della Sera. Il motivo? Vediamolo.
«Continuerò a dire la mia, ma non accetterò più impegni organizzativi. Ho già dato, serve realismo. Trent’anni fa speravo con altri di poter imprimere una svolta al Pci. Poi ci ho provato con Occhetto, quindi con il partito dei sindaci, con l’Asinello di Prodi, con la Margherita e infine con il Pd. Quel che ora dice Rutelli io l’avevo detto molto tempo prima. A chi dovrei continuare a predicare?».
Non certo a D’Alema…
«Al Partito Democratico auguro successo, ma sarà la cosa 2, 3 o 4 di D’Alema. È un dramma quel che si profila nel Pd. L’intesa col centro è inevitabile e ’sta frittata qui, un centrosinistra da prima Repubblica che è il vecchio disegno di D’Alema, non mi interessa culturalmente. Anche se è l’unica via per sconfiggere Berlusconi».
Continua a leggere: Cacciari lascia la politica e spara a zero sul Pd

Incontro Massimo d’Alema ad Alessandria, a conclusione di una serata di supporto alla candidatura di Pierluigi Bersani per le primarie del PD. Per l’occasione l’ex Presidente del Consiglio è stato intervistato da un giornalista dell’edizione locale de La Stampa, sul palco di un ex cinema decisamente gremito di spettatori, iscritti e simpatizzanti.
L’intervista-dibattito si è snodata per circa un’ora, in cui il Lìder Massimo non ha mancato di parlare di Berlusconi e delle polemiche sulla bocciatura del Lodo Alfano. In particolare, ha sottolineato come in nessun Paese democratico e moderno l’aver ottenuto la maggioranza dei voti possa scardinare il principio di legalità:difficile contraddirlo, a riguardo. Ha citato, in proposito, l’esempio di Israele, in cui Olmert si era dimesso in seguito ad accuse di corruzione.
Secondo D’Alema, inoltre, il consenso di Berlusconi nel Paese inizia a calare, e matura la delusione di diversi settori di borghesia imprenditoriale nei suoi confronti. Visto lo scopo della serata, non sono mancati i riferimenti al Partito Democratico e alle vicende congressuali. D’Alema ha sottolineato come, all’interno del PD, non si debba porre l’accento sul dibattito tra chi rappresenta il nuovo e chi il vecchio, ma tra chi si candida a rappresentare una grande forza di governo di questo Paese.
Per l’ex Presidente dei DS la persona che può ricoprire al meglio questo ruolo è, ovviamente, Pierluigi Bersani.
On. d’Alema, Berlusconi ha annunciato che non intende più attuare la manifestazione di piazza di cui aveva parlato gli scorsi giorni. Crede che sia un segnale di debolezza?

Un’immagine raffigurante Berlusconi con le sembianze del Joker di Heath Ledger ha cominciato da qualche settimana a circolare sul web. L’abbiamo utilizzata anche noi di polisblog, in un post sul futuro dei media italiani, in uno speciale rassegna stampa estera e in una serie di commenti sullo scontro Berlusconi-UE.
L’immagine la trovate in coda al post, dopo il salto. Noi abbiamo intervistato il suo autore, Vincenzo Cosenza, che professionalmente si occupa di ricerca e comunicazione sui social media.
Puoi raccontare ai nostri lettori com’è nata l’idea di creare un’immagine di Berlusconi-Joker?
“L’idea nasce dallo studio della curiosa apparizione, sui muri di alcune città americane, di un poster di Barack Obama col volto dipinto in stile Joker e con la scritta “Socialism”. Dopo un po’ si è scoperto che l’immagine originale era stata scaricata dall’account Flickr di Firas Khateeb, uno studente ignaro dei manifesti, che a seguito del clamore mediatico, si è visto censurare l’immagine dal sito di condivisione fotografica”
Continua a leggere: Immagine di Berlusconi-joker: intervista a Vincenzo Cosenza

Ci domandavamo quando qualcuno avrebbe osato porre un argine alla fregola proibizionista di certi esponenti del Governo (vedi l’attivissimo ministro Alfano, per esempio) che in preda a raptus da campagna mediatica stanno pensando di vietare la guida a chiunque abbia anche solo usmato alcol a chilometri di distanza.
E ci ha pensato Zaia, uno che certamente non teme la polemica nè le manda a dire. “Bisogna finirla di considerare ubriaco chi beve due bicchieri: è in atto una criminalizzazione del vino” ha dichiarato il Ministro dell’Agricoltura in un’intervista a Quattroruote. Per poi aggiungere: “Il limite attuale, 0,5 grammi di alcol per litro di sangue, è ragionevole. Entro quei livelli si è sobri e perfettamente in grado di guidare. Corrisponde a due bicchieri di un vino che abbia non più di 11 gradi, diciamo uno spumante o un rosso non strutturato”.
Detto che nessuno contesta la tolleranza alcolica zero per i neopatentati, finalmente una voce a favore di tutti coloro che amano vino e birra, sono educati comunque a berli con moderazione se devono poi mettersi alla guida, e non si vede perché vi debbano rinunciare.

Scopri perché dopo il salto.
Continua a leggere: Il Veritometro di Polisblog: Berlusconi, il lavoro e l'assistenza dello Stato
Sì lo so, ne avete tutti abbastanza di Berlusconi, veline e Noemi Letizia. Pure noi, che credete? Ma è proprio per questo che diamo spazio a un caso che ha dell’incredibile. Una tal Patrizia D’Addario, sconosciuta ai più (in rete non se ne trova traccia) che è improvvisamente comparsa sulle pagine del Corriere, rilasciando un’intervista esplosiva.
L’intento è di avvalorare la velinomania del Silvio, raccontando come vanno le cose nelle presunte feste di Palazzo Grazioli. In breve la nostra ragazza - che è stata candidata nella lista La Puglia prima di tutto che fiancheggiava il Pdl nelle comunali di Bari - ha offerto la propria testimonianza al quotidiano di via Solferino per vendicarsi del mancato favore che gli avrebbe fatto il nostro Premier.
«Mi hanno messo in lista — afferma — perché ho partecipato a due feste a palazzo Grazioli. Ho le prove di quello che dico e voglio raccontare che cosa è successo prima che decidessi di tirarmi indietro. Il mio nome è ancora lì, ma io non ci sono più».
Continua a leggere: Patrizia D'Addario. La nuova Noemi in salsa pugliese

Matteo Renzi, che significato ha per la politica nazionale l’esito della sfida fiorentina che la vede protagonista?
“Vincere a Firenze sarebbe un segnale forte che la nostra città manda alla destra e a tutto il Paese. La sfida fiorentina parla a tutta l’Italia. Firenze ha la possibilità di diventare un punto di riferimento da cui ripartire per la costruzione di un Partito democratico forte, radicato sul territorio. Sono per il Pd-Pd (Partito democratico per davvero), un partito dove ci si possa confrontare su tutti gli argomenti, nel quale chi ha delle idee possa essere messo alla prova e giudicato per quello che fa, per quello che ha fatto e all’interno del quale sia possibile confrontarsi. Abbiamo bisogno di un Pd che viva di coraggio non di piccolo cabotaggio”.
Tutto è cominciato lo scorso febbraio quando ha deciso di sfidare i notabili del suo partito … Coraggioso?
“Anche. La nostra avventura verso Palazzo Vecchio è iniziata lo scorso 29 settembre, quando mi sono candidato alle primarie nonostante che in molti mi consigliassero di restare in Provincia per altri cinque anni. Io non li ho ascoltati e ho deciso di rischiare tutto senza nessun paracadute. Ho detto no alla cooptazione e ho deciso di candidarmi dicendo: “Se perdo torno a lavorare, non mi faccio piazzare da qualche parte”. In politica noi giovani dobbiamo avere il coraggio di rischiare. Troppo spesso chiediamo spazio solo sulla base della carta d’identità e non per i progetti e i sogni che dovrebbero caratterizzarci. Se il rinnovamento generazionale stenta a decollare è anche colpa nostra: non possiamo aspettare che altri ci diano uno spazio che invece dobbiamo prenderci da soli”.
Continua a leggere: Matteo Renzi a Polisblog: "Sono per il Pd-Pd (Partito democratico per davvero)"