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Tutti gli articoli con tag ipr marketing

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Mario Monti: ok. Voto 7 Nonostante le proteste, in 20 giorni sale la fiducia al governo dei “Prof”: i consensi passano dal 52% al 57% (Ipr Marketing). Tiepido il sostegno tra i simpatizzanti del Pdl, anche gli elettori dell’Idv sostengono il Premier. Primavera anticipata?

Francesco Rutelli: ko. Voto 3 L’ex leader della Margherita, oggi Api-Terzo Polo, cade “dalle nuvole” per i 13 milioni di euro sottratti al suo ex partito dall’amico tesoriere Luigi Lusi, oggi senatore Pd. Smemorato, incapace o complice? Mela bacata o pianta marcia?

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Governance Poll: i più amati dagli italiani sono Matteo Renzi e Luca Zaia

pubblicato da Luca Landoni


Un altro bel colpo messo a segno da Matteo Renzi sulla strada della costruzione della sua immagine per divenire il leader della nuova sinistra.

Il sindaco di Firenze è infatti risultato primo per gradimento tra tutti i primi cittadini italiani secondo Governance Poll: il sondaggio di Ipr Marketing i cui risultati verranno resi noti oggi.

Renzi ha ottenuto il 67%, precedendo il torinese Sergio Chiamparino e il veronese Luca Tosi, primo fra i sindaci di centrodestra, che si rifà però con la classifica dei governatori regionali.

Qui risulta infatti in testa il Presidente veneto Luca Zaia, con oltre il 60% dei consensi, davanti al governatore toscano Enrico Rossi (Pd), attestato sui sessanta tondi.

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Fiducia: crolla Berlusconi, giù il Pdl, su Lega e finiani, bene l'Udc, in stallo il Pd, cala l'Idv

pubblicato da il passator cortese

Perché Silvio Berlusconi non brandisce più la spada del voto anticipato? Perché la fiducia nel premier continua a scendere paurosamente (ora è al 37% contro il 39% di un mese fa, il 45% del gennaio 2010 e il 53% di metà 2009): un calo di ben 16 punti in meno di un anno e mezzo!

Una debacle che coinvolge il Pdl (-5%) e “salva” però il governo che resiste al 64%, come un mese fa.

Corre ancora la Lega e salgono i finiani che toccano il 22% di fiducia. Bene anche l’Udc (che però flette del 3%), cala l’Idv, non si schioda dal 27% il Pd.

Insomma, la rivelazione di IPR Marketing parla chiaro: forte e costante discesa del premier, tenuta a denti stretti del governo con tutti i ministri in affanno, crollo del Pdl e perdurante stallo del Pd.

Il partito del “predellino” è alla frutta ma il partito di Bersani non ne approfitta. Chissà perché?

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Vento del ...caos

pubblicato da il passator cortese


Agli elettori non piace il ring permanente fra Berlusconi e Fini e la fiducia verso premier e governo scende ancora. E’, secondo la rivelazione mensile di Ipr Marketing per Repubblica.it, ai minimi storici.

Le elezioni, una vittoria di Pirro.

Il Cavaliere è al suo minimo da quando è premier: 44%. Idem per l’esecutivo: 38%. Il Pdl perde tre punti (scende al 40%9 rispetto a marzo che sono travasati tondi tondi nella Lega (34%).

Non ne approfitta l’opposizione: meno altri due punti per il Pd (38%), meno un punto l’Udc (37%), al palo l’Idv (38%). Più chiaro di così!

Per il Pdl, questa è la settimana di …”passione”. Per il Pd la “passione” è .. permanente. Il Cavaliere cerca l’occasione per sparigliare il gioco.

Tira aria da voto anticipato. Vento del … caos!

Sondaggio Ipr Marketing: sale la fiducia verso Berlusconi. Crollo del Pd

pubblicato da Luca Landoni



Il classico sondaggio Ipr Marketing di gennaio 2010, commissionato e pubblicato da Repubblica, porta alcuni risultati imprevedibili. Nonostante sia ormai svanito l’effetto statuetta continua a crescere la fiducia in Silvio Berlusconi come primo ministro, con un incremento del 3% che lo porta a un totale del 48%.

Va comunque ricordato che il dato era calato di parecchio prima dell’aggressione e che comunque rimane inferiore, sia pur di poco, al dato contro il Premier (50%). Solo il 2% dichiara di non avere opinione a riguardo.

Stabile invece la fiducia complessiva nel governo, che conferma il 40% di dicembre (contro il 56% che dichiara poca/nessuna fiducia).

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Luigi Bersani: schiarita. Voto + 8. L’effetto Bersani fa decollare il Pd che guadagna 4 punti e si attesta al 41% (sondaggio sulla fiducia Ipr Marketing-Repubblica). Solo un segnale. Ma segnale è.

Silvio Berlusconi: nebbione. Voto – 8. Il premier frena la caduta ma resta ai minimi storici (45%) mentre il suo governo perde altri 2 punti e cala al 40%. Barriera off limits. Vicini al tonfo finale?

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Ore 12 - Tira brutta aria sulle "primarie" del Pd

pubblicato da Massimo Falcioni

altroDov’è finita la “fiumana” del popolo delle primarie del Partito democratico? In vacanza, si dirà, come gran parte degli italiani.

Bene. Anzi, male. Quanto meno dal punto di vista dei “democrat” che, stando ai sondaggi, sembra abbiano spuntata anche l’arma dei gazebo.

Insomma, come scrive Il Riformista: “Il popolo delle primarie non c’è più. E il 25 ottobre, il rischio è che manchi persino l’effetto placebo che rinvigorì Prodi e Veltroni”.

Stando ai sondaggi di Ipr Marketing, attualmente solo uno su cinque tra gli elettori del Pd dice che si recherà al seggio per partecipare alla scelta del nuovo segretario. Stanchezza da afa agostana o preludio di una disfatta?

Su queste basi, conta poco sapere che Bersani è attualmente in testa (quasi 20 punti in percentuale) su Franceschini. C’è addirittura il rischio che nessun candidato superi il 50% e che alla fine il nuovo segretario sarà eletto dall’Assemblea nazionale.

Insomma, pare che anche lo strumento (abusato e strumentalizzato) delle primarie non sblocchi il Pd che, anzi, resta piantato in mezzo al guado. Chiunque vinca si troverà in mano un partito ridotto a poco più di un cesto di “foglie secche”.

Forse al vertice del Pd dimenticano che hanno perso quattro milioni di voti. Altro che gazebo!

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianfranco Fini: indigesto (reale). Voto + 8. Fini sta per tirar già la “serranda” di An chiudendo un pezzo di storia controversa d’Italia. Il presidente della Camera resta un leader indigesto che non intende farsi assimilare né omologare nel Pdl. Presto, molto presto Berlusconi sentirà sul collo il soffio di Fini, il “resistente”.

Silvio Berlusconi: primo tonfo (virtuale). Voto – 8. Proprio alla vigilia della nascita del Pdl Berlusconi tocca il suo minimo storico (sondaggi Ipr Marketing) sulla fiducia: è a quota 52% di fiduciosi, dieci punti sotto il suo massimo, tre in meno del mese scorso. Mentre risale il Pd di Franceschini. Cambia il vento?

Sondaggi elettorali: Pdl al 36% e Pd al 22% secondo Ipr

pubblicato da paganini


Il sondaggio sulle intenzioni di voto dei lettori di PolisBlog è ancora in corso, nel frattempo possiamo dare un’occhiata ai dati pubblicati da Repubblica ed elaborati dalla Ipr marketing.

La rilevazione riguarda le elezioni europee del 6/7 giugno (Election Day) ed è stata svolta la scorsa settimana.

I dati
Il Partito democratico scende dal 33,2 delle Politiche 2008 al 22%;
l’Italia dei Valori sale dal 4,4 all’8%;
l’Udc cresce dal 5,6 all’8%;
la Lega va dall’8,5 al 9,5%;
il Pdl cala dal 37,4 al 36%;

Alle Politiche 2008, Pdci, Prc, Sinistra democratica e Verdi ottennero il 3,1%. Ora, separatamente, otterrebbero: Rifondazione comunista (Paolo Ferreo) 2,5%; Movimento per la sinistra (Nichi Vendola) 1%; Sinistra democratica 2%; Verdi 1,5%; Pdci 0,5.

Sondaggio Ipr per Repubblica: per la prima volta il governo in calo

pubblicato da Luca Landoni



Oggi Repubblica rende noti i dati dell’ultimo sondaggio commissionato a Ipr Marketing, sottolineando che per la prima volta da aprile il governo registra un calo di consensi. Si tratta di un -4% tutt’altro che trascurabile, che porta il totale al 46% e fa sì che il sorpasso ad opera della quota che ha nessuna o poca fiducia nel governo diventi realtà. Dal calo si salva parzialmente il premier Silvio Berlusconi il cui dato scende solo del 2% (dal 58 al 56); un dato che i maligni - tra cui noi di PolisBlog - hanno in parte attribuito alla vicenda Kakà.

I partiti. Se il Pdl piange, il Pd non ride di certo. Ambedue calano del 2% rispetto al mese scorso attestandosi rispettivamente sul 48 e 27%. Enormi le percentuali riservate ai partiti “terzi” Lega Nord al 31%, Udc al 27% e Idv al 42%, quest’ultimo però in calo di 2 punti probabilmente in seguito alle vicende giudiziarie di Di Pietro figliolo. Ricordiamo sempre che stiamo parlando di fiducia nelle forze politiche e non di intenzioni di voto, altrimenti le Europee vedrebbe una vera e propria rivoluzione rispetto al bipartitismo.

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