C’è voluta tutta la diplomazia del presidente Al Maliki per guadagnare un’intesa di massima con le componenti sciite del suo governo e presentare un piano condiviso alla controparte americana, ma alla fine l’obiettivo è stato raggiunto. L’accordo ratificato dagli Usa, prevede il ritiro di tutte le truppe entro il 31 dicembre 2011, in base a una serie di tappe che vedranno il disimpegno graduale dei soldati.
Già entro l’anno prossimo si prevede infatti che i 150.000 effettivi liberino le strade e rimangano a solo presidio delle caserme, restituendo all’autorità irachena il pieno controllo del territorio (fatte salve le caserme stesse). Sarà formata una commissione congiunta per giudicare eventuali reati dei militari e per coordinare le operazioni miste dei due eserciti. Anche i più di 16.000 prigionieri iracheni attualmente detenuti nelle prigioni Usa passeranno sotto la giurisdizione dei tribunali locali, che potranno finalmente giudicarli.
La chiave dell’accordo è la cosiddetta prima fase, vale a diro il ritiro dei soldati entro le caserme, la cui data limite è il 30 giugno 2009. Sarà soprattutto interessante vedere la reazione del neo-presidente, che avrà pieni poteri a partire da gennaio, all’ultimo regalo di Bush, visto che Obama sembrava più intenzionato a ritirare tutti i militari entro 16 mesi. Probabile dunque un compromesso sui tempi che consentirà ad entrambi di uscirne bene; il primo con l’aura di pacificatore del paese, il secondo come colui che ha in qualche modo “forzato” il ritiro.
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