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Tutti gli articoli con tag israele

Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Siria. Assad: rischio di guerra in Medio Oriente dopo l’attacco israeliano alla Freedom Flotilla. “Piromane”. E’ l’esplicito aggettivo con cui il presidente siriano ha definito il governo di Tel Aviv, nel corso di un’intervista trasmessa oggi dalla BBC . Assad ha affermato che l’attacco israeliano al convoglio umanitario “ha distrutto ogni opportunità di pace nell’immediato futuro”

Il presidente siriano ha aggiunto che, anche prima del blitz, non vedeva l’amministrazione Netanyahu come un partner per costruire il processo di pace nella regione, affermando che si tratta di un governo diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto.

Secondo Assad, l’attacco delle forze armate di Tel Aviv alla Mavi Marmara e l’uccisone dei nove attivisti turchi hanno reso più concreto il rischio di una guerra in Medio Oriente, anche se ha ribadito che “realisticamente c’era questo rischio prima del raid perché avevamo altre prove in merito alle intenzioni di questo governo, alle sue intenzioni nei confronti della pace, verso i palestinesi, alle sue intenzioni di uccidere i palestinesi” .

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Festa del 2 giugno: stavolta lo ’scandalo’ sta nella celebrazione di Varese con Maroni e la gatta di Gino Paoli in sottofondo. Qualche anno fa si discusse invece del premier che si massaggiava le parti basse durante la parata. Qui patta ci cova

Gli americani difendono Israele dopo il blitz letale e l’Italietta stracciona si adegua. Naturalmente la Turchia si inalbera e lo scenario in Medio Oriente va degenerando rapidamente. Obama intanto balbetta confuso. Spara Gazate

Il Giornale di famiglia oggi oppone l’indole di un Tremonti “surgelato” a quella di un Berlusconi gioviale e aperto. Tuttavia il Cav sembra non poter fare a meno del suo “genio” al Tesoro. Mi findus di te

Il Fini che ostacola il capo del governo, che controcanta e fa la fronda. Poi compare il suo sosia mansueto, che si accoda e giura fedeltà al sultano. Due figure che si alternano come in un famoso film di Benigni. Johnny Bocchino

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Esteri: Freedom Flotilla, intervista a Barbara Antonelli dalla Cisgiordania

pubblicato da R.D.

La vicenda della Freedom Flotilla è arrivata a una sua prima conclusione con il progressivo rilascio degli attivisti catturati (compresi i sei italiani). Fa discutere, nel frattempo, la decisione di Italia, Stati Uniti e Olanda di non votare la richiesta di indagine indipendente formulata dal Consiglio dei diritti umani dell’ONU.

Mentre si moltiplicano le reazioni della Comunità internazionale e gli attivisti liberati iniziano a rilasciare le prime dichiarazioni, ci è parso interessante approfondire il punto di vista dei palestinesi in merito all’accaduto.

Abbiamo intervistato per voi Barbara Antonelli, che nei giorni scorsi ha seguito da Israele e dalla Cisgiordania le manifestazioni di protesta dei palestinesi.

Giornalista pubblicista, Barbara Antonelli collabora con diverse testate on-line (Nena-news, Peacereporter, Noidonne) e vive da un anno tra Roma e Gerusalemme. Ha lavorato come addetta alla comunicazione per una Ong in Italia e, successivamente, per tre anni come assistente di Luisa Morgantini seguendo la questione israelo-palestinese e accompagnando diverse delegazioni della società civile italiana con l’Associazione per la Pace…

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Dopo le pressioni su Santoro, ora l’obiettivo del centrodestra è il mansueto Floris: Berlusconi chiama in diretta a Ballarò e strepita, Tremonti dileggia il giornalista per i suoi compensi e Calderoli chiede una revisione degli stipendi Rai, sennò “va ridiscusso il canone”. Della Dandini sappiamo ogni cosa e anche la Gabanelli non se la passa molto bene. Solo uno va avanti senza timori. La Vespa Teresa

Show e battute a go go del premier durante il ricevimento al Quirinale per il 2 giugno. Grandi sorrisi pure nel corso della parata ai Fori imperiali. Il capo del governo era di buon umore: la festa della Repubblica gli fa quasi l’effetto corroborante di un festino vecchia maniera (ossia con donnine) a Villa Certosa. Patata militare

Israele, criticato da tutti, critica tutti. Il governo di Tel Aviv sa che la comunità internazionale non prenderà mai provvedimenti seri nei confronti delle sue scelte politiche più dure. Infatti l’Onu vota per un’inchiesta internazionale, ma gli Usa dicono no (e la solita Italietta si accoda a Washington). Chi mi Hamas, mi segua

Cricca e appalti: lo spallone Zampolini chiama in causa anche Di Pietro e parla delle pressioni dell’ex ministro delle Infrastrutture nei confronti di Balducci per essere introdotto in ambienti vaticani. Poi lo stesso leader dell’Italia dei valori avrebbe preso in affitto due case da Propaganda Fide. Soglio…Di Pietro

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Africa: Sudan, nuovo mandato per Omar Al Bashir. Le prime elezioni presidenziali dopo 24 anni hanno riconfermato al potere il dittatore sudanese Omar Al Bashir. Osservatori internazionali, tra cui gli Stati Uniti, hanno criticato le elezioni affermando che sono state riscontrate irregolarità, minacce e intimidazioni nel sud del Paese.

Al Bashir, che ha recentemente fatto arrestare il principale leader dell’opposizione, non sembra però curarsi delle critiche e si prepara a rimanere saldamente al suo posto per altri anni. D’altronde, la richiesta di arresto del Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra in Darfur non lo ha, finora, minimamente scalfito.

Medio Oriente: rabbini si oppongono al congelamento delle colonie in Cisgiordania. “Ogni tentativo di demolire gli edifici comporterà scontri nelle strade”. È la minaccia contenuta in una lettera firmata da quattordici rabbini e venticinque segretari generali della Cisgiordania, in merito a un temporaneo congelamento degli insediamenti nei territori occupati decretato dal Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

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Israele e Stati Uniti: crisi storica dopo il viaggio di Biden a Gerusalemme?

pubblicato da davide f.

da flickr, creative commons

“La più grave crisi degli ultimi 35 anni.”

Così Michael Oren, ambasciatore israeliano a Washington, ha definito il momento di grande tensione tra Israele e Stati Uniti dopo la “Missione Biden”, in cui il vice presidente statunitense si è trovato davanti al nuovo piano del governo Netanyahu, che prevede 1.600 nuovi insediamenti in Cisgiordania e mette a rischio il percorso di pace con i palestinesi. Quale, viene da chiedersi.

Più passa il tempo meno diventa credibile la “presunta volontà” di pace del governo israeliano, più aumentano i nuovi insediamenti in Cisgiordania più appare evidente come gli Stati Uniti abbiano fatto troppo poco in questi ultimi anni e ora non riescano neanche a far valere molto il loro peso sul processo di pace. Di certo Obama per la Palestina ha fatto poco o nulla.

Immagine|Flickr

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Ispirato da Sandro Bondi Umberto Bossi diventa poeta per Telepadania

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’attualità spesso non agevola la memoria. Anzi. La contrasta non permettendo all’elettore di valutare i propri amministratori in modo lucido. Preciso. Tralasciando l’aspetto ludico che spesso inquina i mass media dove la presenza degli esponenti politici è massiccia ma non sempre congrua al ruolo che ricoprono.

Umberto Bossi oltre ad essere il leader della Lega Nord, padre di tale Renzo al quale è stata garantita una candidatura, l’alleato senza il quale a Silvio Berlusconi non sarebbe permesso di andare in giro ironizzando sulle somiglianze con il bambinello (mentre in patria ad attenderlo c’è un’epifania moderna, perché di questo si tratta il legittimo impedimento) è un Ministro.

A lui competono le riforme e il federalismo. Tutti, giornalisti e no, dovremmo averlo ben presente prima di ridere su ciò che l’esponente politico si diletta a fare nel tempo libero quando, emulando il poeta Sandro Bondi e l’anchorman Silvio Berlusconi, scrive componimenti per Telepadania.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il SuperCav parla alla Knesset e si fa prendere un po’ la mano definendo “giusto” l’attacco di Israele contro Gaza condannato persino dall’Onu. Poi glissa su una domanda in merito al muro che circonda Betlemme. La gazata

Il premier italiano è scatenato. L’elogio di Israele non conosce distinguo e lo slancio contro l’Iran non sarà scevro di conseguenze. Senza fr-Eni

Nei cinema è in programmazione un film che racconta la drammatica rottura tra Pd e Udc sul legittimo impedimento. Ma anche i tentativi di Bersani di ricomporre il rapporto con Casini in funzione anti-Cav. “Baciami ancora”

Il ministro (a termine) dell’Agricoltura Luca Zaia ’sfregia’ il made in Italy gastronomico patrocinando la nascita di un panino con presunte materie prime nostrane sfornato dal più celebre marchio di fast food al mondo. MacChecazzo’s!

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La lettera di Hamas a Obama dopo il discorso del Cairo

pubblicato da davide f.

hamas

Ieri accennavamo al discorso di Obama al Cairo, a come le sue parole siano un segno della volontà di cambiare certi equilibri internazionali, e soprattutto certe semplificazioni orribili spinte dai neocon del governo Bush.

Neanche a dirlo e arriva una lettera di Hamas a Obama, una sorta di risposta positiva al “voltiamo pagina” del presidente afroamericano, senza risparmiargli anche delle critiche, la più evidente la mancata visita a Gaza.

È essenziale per Lei visitare Gaza. Abbiamo recentemente subito un brutale attacco israeliano della durata di 22 giorni. Secondo quanto osservato da Amnesty International, la morte e la distruzione che Gaza ha sofferto durante l’invasione non si sarebbero potute verificare senza le armi fornite dagli USA, e senza il denaro dei contribuenti USA. Non dovrebbe Lei forse osservare da vicino in che modo Israele ha utilizzato le vostre armi e speso il vostro denaro?

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Analisi del discorso "egiziano" di Obama: parole nuove per un'inversione di strategia

pubblicato da davide f.

da flickr

Sono passati pochi giorni dallo storico discorso di Obama in Egitto, e ancora ne risuonano le parole, soprattutto nel mondo arabo. Mentre in Israele un video abbastanza agghiacciante mostra come tanti ragazzi israeliani definiscano Obama “sporco negro e terrorista”, rivelando la realtà assolutamente ‘altra’ vissuta dagli abitanti di un paese che obbliga i suoi cittadini ad un’educazione militare e militarista.

Per capire dove vuole arrivare Obama è interessante analizzare le parole usate per pronunciare il “discorso egiziano”: non ricorre mai per esempio, nel testo la parola terrorismo. E neanche terroristi.

Neanche quando si parla dell’11 settembre. Neanche quando si parla dei ‘violenti estremismi’. E’ un caso? Oppure è perché sulla definizione di terrorismo si è avuto uno degli scontri più pesanti tra Occidente e mondo arabo?

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