Tutti gli articoli con tag italia dei valori

Il nuovo libro di Antonio Di Pietro si intitola “Ad ogni costo”. La prefazione è di Beppe Grillo

pubblicato da giovanni molaschi in: Antonio di Pietro



A pochi giorni dalla pubblicazione del nuovo libro di Silvio Berlusconi (“l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”) che raccoglie i messaggi ricevuti dal premier dopo l’aggressione subita da Massimo Tartaglia, arriva nelle librerie anche la fatica letteraria di Antonio Di Pietro.

“Ad ogni costo” (questo è il titolo del libro) uscirà venerdì prossimo, 12 marzo, per Ponte alle Grazie. La prefazione, per non sconfessare la migliore tradizione pop secondo la quale ad un libro edito da un esponente politico per avere successo deve avvalersi di un testimonial forte, è stata firmata da Beppe Grillo.

Scrive il comico genovese:

Antonio Di Pietro è la kriptonite della politica italiana. Così come i frammenti del pianeta Kripton provocano gli effetti più strani su Superman, Di Pietro li produce sui reduci della prima Repubblica, sugli orfani di Craxi e sui loro servi, sui ladroni di Stato riverginati dai media”.

Continua a leggere: Il nuovo libro di Antonio Di Pietro si intitola “Ad ogni costo”. La prefazione è di Beppe Grillo

Corruzione: Roma Ladrona e la Lega che “non perdona”

pubblicato da giulio in: Ma non aveva detto che? Analisi e Dati Lega Nord


I manifesti della Lega Nord sono un punto fermo delle campagne elettorali italiane: inconfondibili, immutabili e di tale impatto da essere stati copiati (senza grande successo) anche da PD e Italia dei Valori.

Recentemente a Milano è ricomparso perfino il celebre “Roma Ladrona, la Lega non perdona”, creato probabilmente già in periodo pre-tangentopoli e riproposto oggi, forse come risposta alla recente ondata di scandali-corruzione.

Tuttavia qualcosa è cambiato rispetto a 20 anni fa: la Lega ha infatti governato il paese per quasi 10 anni, di cui 7 dal 2000 ad oggi. Sembra sempre più difficile per il Carroccio presentarsi come partito estraneo alle logiche del “sistema” romano. Eppure più il paese sembra sprofondare nella corruzione, più Bossi & co. schizzano in alto nei sondaggi. Proviamo a chiederci il perché, dopo il salto.

Continua a leggere: Corruzione: Roma Ladrona e la Lega che “non perdona”

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Sale Bossi, scende Di Pietro. Il leader dell'Idv tuona: "No al governissimo!"

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Mentre la Lega di Umberto Bossi sale nei sondaggi balzando al 12 per cento, l’Idv di Antonio Di Pietro non tiene il passo del 2008.

Così, mentre il Senatur già pregusta il gran salto apprestandosi a modificare i rapporti di potere all’interno della maggioranza, l’ex Pm difficilmente riuscirà a mettere in “riga” il Pd di Bersani, dato in leggera ripresa.

Una cosa è certa. Le due punte estreme dei due schieramenti, Lega da una parte e Idv dall’altra, “ruberanno” voti ai partiti alleati, rispettivamente Pdl e Pd. Ma una debacle del Pdl e del Pd non porterebbe fortuna né a Bossi e né a Di Pietro perché l’attuale quadro politico salterebbe, con un rimescolamento di carte, con danni per la Lega e per l’Idv.

Tant’è che il leader del Carroccio non alza (almeno per ora) la voce e “copre” (almeno per ora) Berlusconi. E il leader dell’Italia dei Valori getta acqua gelata sui bollenti spiriti di chi (Fini, Casini, Pisanu, Montezemolo, Draghi ecc.) punta sulla crisi di governo per fare il “governassimo”.

Intendiamoci, anche Di Pietro invoca le elezioni politiche anticipate, ma rifiuta ipotesi di governo di transizione o di larghe intese. “No a un’operazione posticcia e trasversale agli schieramenti, che avrebbe soltanto lo scopo di mantenere il nostro Paese in uno stato di ibernazione”.

Tonino dixit. Che ne pensa Bersani?

Continua a leggere: Sale Bossi, scende Di Pietro. Il leader dell'Idv tuona: "No al governissimo!"

Tonino torna in piazza. Pierluigi accusa il colpo. Silvio gode

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Passato il Congresso (Idv), gabbato … lo santo (Pd). La svolta annunciata da Antonio Di Pietro “Basta con la piazza!” e accolta con l’abbraccio da Pierluigi Bersani è già nel dimenticatoio.

Infatti il leader dell’Italia dei Valori conferma l’adesione alla manifestazione del Popolo Viola il 27 febbraio prossimo “contro il legittimo impedimento, a sostegno degli organi di garanzia costituzionale e della libera informazione”.

Intendiamoci, legittima protesta e tematiche condivisibili. Ma l’ex Pm non poteva proprio evitare di metterci il cappello?

La coerenza a “senso unico” dell’Idv, più che creare problemi a Berlusconi e al suo Governo, destabilizza il Pd, “costretto” a subire a destra e a manca e, in mancanza di “strategia”, a farsi dettare la linea dalla piazza (degli altri).

Avanti così, a rimorchio di Tonino, la cui politica è la migliore polizza elettorale che Berlusconi possa desiderare.

Continua a leggere: Tonino torna in piazza. Pierluigi accusa il colpo. Silvio gode

Ore 12 - Di Pietro, "stop and go"

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroDivide, dentro e fuori, il congresso dell’Idv. E’ il solito refrain del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.

La svolta “realista” (fine dell’opposizione “solo di pancia o di piazza”, Idv e Pd uniti per mandare a casa Berlusconi, la “Vanna Marchi della politica”, nel 2013) sancita con l’abbraccio fra l’ex pm e Pier Luigi Bersani provoca più di uno scricchiolio: delude il “popolo viola” (aggrappato all’alternativa espressa dalla piazza) e la stessa “base” dipietrista, di traverso perché “così Tonino viene fagocitato dal Piddi”. Poi c’è il “rospo” De Luca, sul gozzo a tanti.

Inoltre, il nuovo asse Di Pietro-Bersani “scolla” la strategia, peraltro solo ancora abbozzata come test per le Regionali, di un nuovo centro sinistra basato sull’asse Pd e centristi dell’Udc, con l’esclusione delle ali estreme e giustizialiste.

Così Casini, ambiguo nelle alleanze per il voto di fine marzo, ma il più deciso nel menare fendenti contro la Lega (a destra) e contro l’Idv ( a sinistra), non si lascia sfuggire l’occasione per riprendere le distanze dal Pd. “L’Italia dei Valori è una zavorra, un macigno su qualsiasi alternativa credibile a Berlusconi”.

Più che un avvertimento a Bersani, il leader “crociato” vuol così dimostrare che è giusta e valida la sua linea dei “tre forni”, cioè di andare dove più conviene all’Idv.

In effetti, Di Pietro, stemperando la propria linea intransigente e favorendo l’alleanza con il Pd, ha fatto la mossa opportuna. Preoccupa il campanello dei sondaggi, in costante discesa. Quindi, meglio prepararsi al … peggio.

Tanto, il partito era e resta in mano a Tonino, che, a cominciare da uno statuto sui generis, lo ha blindato a proprio uso e consumo.

Continua a leggere: Ore 12 - Di Pietro, "stop and go"

....
condividi 5 Commenti

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Alle 5 della sera

Dopo 15 anni l’Italia dei valori celebra il suo primo congresso. Pare che in occasione dell’evento unico, e forse irripetibile, alcuni morti siano usciti dalle tombe, Mourinho sarà educato con i giornalisti, Berlusconi si presenterà a un’udienza dei suoi processi, D’Alema farà qualcosa di sinistra, a Sanremo vincerà una bella canzone, Del Bono raggiungerà Marrazzo in convento e Totò Riina chiederà di cenare con Giancarlo Caselli. L’Italia dei prodi-gi

Basta all’opposizione solo di pancia”. Fa strano sentire il buon Tonino che esprime questi propositi. E’ come se Bersani dicesse: “Non mi piace l’Emilia rossa”. O come se il SuperCav declamasse: “Ho deciso, da domani non vado più in televisione e mi circondo solo di candidate ultra 50enni”. Sopra la panc(i)a Di Pietro campa…

Giulio Tremonti al G7 chiede riforme forti per la finanza mondiale e punta sul primato della politica. Solo così, secondo lui, si può evitare un’altra crisi nel prossimo futuro. Poi esce dal summit, sale in slitta e si gode il Canada freddo e innevato. Yeti, oggi e domani

Vaticano ancora in subbuglio per il caso Boffo. Cosa c’entrano il direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian e addirittura il cardinal Bertone? Tutto un complotto contro Bagnasco e Ruini? Feltri ha seminato zizzania, ora il Pontefice in persona vuole vederci chiaro. Le Vian del Signore sono infinite

Continua a leggere: Satira: non spariamo “castate”

....
condividi 0 Commenti
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Ore 12 - Di Pietro "cuoce" a fuoco lento il Pd

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroSarà ruvido nell’atteggiamento e grammaticalmente zoppicante nell’eloquio, Antonio Di Pietro. Ma non si può dire che il leader dell’Idv non sia politicamente efficace.

Ha da poco stretto la mano allo spaurito Bersani per un nuovo patto d’acciaio antiberlusconiano. Come niente fosse, l’ex pm tiene sui carboni accesi il Pd.

A dirla tutta lo sta cuocendo a fuoco lento.

Gli esempi più eclatanti giungono da Bologna e dalla Campania. Nella regione del boss Bassolino, il neo candidato del Pd riceve la stroncatura dell’Italia dei Valori, che ritiene la scelta dello “sceriffo” De Luca “una provocazione”, in quanto indagato per una variante urbanistica di 12 anni fa legata ad una vertenza di lavoro voluta all’epoca dal sindaco di Salerno per salvare 200 posti all’Ideal Standard.

A Bologna, approfittando della bufera nel Pd, Di Pietro candida alla guida della città roccaforte dell’ex Pci, l’imprenditrice bresciana Silvia Mura, già eletta deputata nelle liste dell’Idv grazie all’apparentamento con il Pd concesso allora dal … “furbo” Veltroni.

Uno schiaffo a Bersani, il quale è costretto a mandare giù nuovi rospi. Ovvio che l’ex pm dimentichi come fu eletto senatore nel 1997 (grazie a D’Alema) nel blindatissimo collegio del Mugello e dimentichi come nel 2008 l’Idv riuscì a saltare lo sbarramento del “porcellum”, grazie all’apparentamento concesso dal Pd. Tant’è.

I colpi bassi di Tonino hanno un obiettivo: incrementare il carniere elettorale dell’Idv portando via voti al Partito democratico. Una volta si sarebbe detto, è la guerra fra “poveri”. E’ la nuova via dell’antiberlusconismo. Si sa già come finirà.

Continua a leggere: Ore 12 - Di Pietro "cuoce" a fuoco lento il Pd

Regionali 2010. In Lombardia l’Italia dei Valori, di Antonio Di Pietro, candida Giulio Cavalli

pubblicato da giovanni molaschi in: Antonio di Pietro Regionali 2010

Giulio Cavalli, attore sottoscorta per le minacce ricevute dalla mafia operante in Lombardia, ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni regionali. Contro di lui Roberto Formigoni. Con lui l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.

Per l’ex magistrato l’appoggio di Giulio Cavalli rappresenta, in termini di immagine perlomeno, un investimento sicuro poiché gli permette di catturare un’altra, l’ennesima, parte di elettorato importante a cui Pierluigi Bersani non riesce più a parlare.

Le occasioni perse cominciano ad essere troppe per garantire al proprio partito, non coalizione, di poter avere un futuro. Il presente parla chiaro. Pronto a tutto per sconfiggere Silvio Berlusconi, benché il problema vero sia un altro, il successore di Dario Franceschini sta subendo inerme le scelte degli alleati, se di tali si possa parlare.

Continua a leggere: Regionali 2010. In Lombardia l’Italia dei Valori, di Antonio Di Pietro, candida Giulio Cavalli

....
condividi 5 Commenti

Le parole del 2009: Udc, Veneto e Zaia (Luca)

pubblicato da giovanni molaschi in: Il punto politico

U come Udc. Più che una moglie fedele il Partito di Pierferdinando Casini sembra un’amante pronta a concedersi al miglior offerente tanto che in vista delle prossime elezioni Regionali ha deciso di stare sia con il Partito Democratico che con il Popolo delle Libertà. Non vale più il proverbio meglio soli che male accompagnati?

V come Veneto. Dove si è visto concretamente quanto l’alleanza tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sia pronta franare con un nonnulla. Pur di far contento il compagno di Governo il Premier ha deciso di tradire Giancarlo Galan al quale ha negato la possibilità di ricandidarsi per il posto che fino ad oggi occupava come governatore.

Continua a leggere: Le parole del 2009: Udc, Veneto e Zaia (Luca)

....
condividi 1 Commenti

Le parole del 2009: Raffaele (Lombardo), Scandalo e Terremoto

pubblicato da giovanni molaschi in: Il punto politico

R come Raffaele Lombardo. Il governatore della regione Sicilia più di altri ha rappresentato la distanza tra l’amministrazione e i cittadini. Al di là di tutte le vicende di colore che l’hanno riguardato dell’esponente politico ci ricorderemo il cospicuo assegno ricevuto da Silvio Berlusconi per evitare uno scisma all’interno del Popolo delle Libertà.
Quei soldi sarebbero serviti per aiutare la Sicilia. E l’Italia. Possibile che nel 2009 non si riescano a costruire adeguate protezioni per evitare frane omicida?

S come Scandalo. Ma anche come spettacolarizzazione dello scoop. La condivisione pubblica delle vicende private del Premier hanno dato inizio ad un eterno reality show che con cadenza quasi precisa presentava a noi, pubblico, uno scandalo di cui disquisire. Chiusa la vicenda Boffo e quella Marrazzo nelle scorse settimane si è iniziato a parlare del sex tape di Alessandra Mussolini. Della vicenda, ad oggi, non si sa più nulla.

Continua a leggere: Le parole del 2009: Raffaele (Lombardo), Scandalo e Terremoto

....
condividi 2 Commenti
Network Blogo