
Il comico Cornacchione sospirerebbe un lungo e sofferto Povero Silvioooo. E in effetti i commenti dei quotidiani al comizio che il premier delle libertà ha tenuto a Napoli per sostenere il candidato alla presidenza della Campania, Stefano Caldoro, non sono molto incoraggianti.
Il padiglione numero 6 della mostra d’oltremare non è stato riempito e solo 5 mila persone hanno salutato il leader del Pdl e il candidato Caldoro, in quella che dovrebbe essere la città simbolo della disfatta amministrativa del centrosinistra. Impietosa la descrizione de il Napoli: “Silvio Berlusconi è osannato come al solito. Sotto ai riflettori c’è un popolo festante, i fotografi mitragliano di flash i fedelissimi del Cav. che si sbracciano, mostrano striscioni e cartelli, intonano slogan. Unico problema: dietro questa trincea di innamorati del premier non c’è nessuno.”
A questo bisogna aggiungere le divisioni che sarebbero ri-emerse nel Pdl proprio in occasione del comizio di Napoli, tanto che stamattina Italo Bocchino ha dovuto dettare: “Quanto pubblicato oggi da alcuni giornali in riferimento alla manifestazione di Berlusconi a Napoli è privo di ogni fondamento e frutto di veline avvelenate di una coppia convivente di addetti stampa. Il Pdl in Campania è un partito unito attorno alla candidatura di Caldoro, è vincente e pronto a governare”. Per Il Giornale di famigghia, invece: “A Napoli, insomma, va in scena il dualismo irrisolto tra ex Fi e ex An di cui si parla da mesi. Col partito dilaniato da guerre intestine se in sala Bocchino deve sentirsi urlare contro che è un traditore”.

Il Pdl è in aperta crisi, quotidianamente ci sono accuse tra finiani e berlusconiani in un crescendo di attacchi tra le due fazioni. Lo spettacolo offerto è veramente imbarazzante così come è alquanto ridicola l’inventiva con la quale vengono condite le dichiarazioni dei vari esponenti del partito. E’ tutto un crescendo di caserma Pdl, ghedinate, cesarismo, serpi in seno ecc.
Tocca al coordinatore Denis Verdini coniare un nuovo termine per descrivere la situazione e attaccare il finiano Fabio Granata
Il PdL non deve essere una caserma ma neanche un bordello, dove ogni giorno c’è chi apre bocca e gli dà fiato, usando in modo equivocabile il pluralis majestatis e formando un insopportabile cicaleccio che non tiene conto che esistono un partito, un coordinamento nazionale, i vari organismi, compresi i probiviri
Continua a leggere: Il Pdl nel caos tra accuse di caserma e bordello

Ieri vi abbiamo anticipato la richiesta di arresto per il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Oggi sono state rese note le carte e i verbali su cui si basano le accuse. Visto che cominciano a spuntare nomi grossi vediamo di fare il punto della situazione. Una premessa: tutto il castello accusatorio si basa sulle deposizioni di pentiti di mafia, dunque - come ha detto anche Marco Travaglio nel corso di Annozero - vanno prese con le pinze. Ma gli inquirenti sono giunti a una conclusione e questo è un fatto. Vediamo il tutto.
I collaboratori di giustizia sono sei, tra i quali il ruolo di primattore spetta all’imprenditore Gaetano Vassallo, che si definisce legato alla cosca dei Bidognetti. Quest’ultima è una delle due grandi famiglie che in questa vicenda formano la galassia dei casalesi. La seconda è quella degli Schiavone. Le parole di Vassallo:

Come faceva notare qualcuno, Paolo Ferrero non è stato l’unico esponente politico ad essersi rifiutato di fare il test antidroga riproposto dal Ministro della Difesa. Come documentato da Radio 24 anche Italo Bocchino non ha accettato l’invito del collega di partito.
Inutile supporre, ora, le motivazioni a causa delle quali uno dei più integerrimi esponenti del Popolo delle Libertà abbia deciso di non prender parte al progetto a cui hanno aderito anche rappresentanti politici che non condividono la linea politica di Silvio Berlusconi.
Più interessante capire perché Italo Bocchino rappresenti il vero tallone d’Achille del partito la cui esistenza, come dimostrano le attente e frequenti osservazioni di Gianfranco Fini, non deve necessariamente sovrapporsi al berlusconismo. Anzi.
Continua a leggere: Coppie di fatto: Italo Bocchino e Paola Binetti. Insieme contro Pdl e Pd
Stasera ad Annozero si torna a parlare di una vicenda di cui ci siamo occupati anche noi a più riprese; lo scioglimento (mancato) del Comune di Fondi (Lt) in odore di camorra. Anzi, in Profumo di Mafia, come recita molto opportunamente il titolo della puntata.
Il Ministero dell’Interno chiede che sia sciolto un consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Ma poi rinuncia ad andare avanti perché il consiglio comunale si dimette. Intanto vengono arrestati un assessore, il capo e il vicecapo della polizia municipale e alcuni dirigenti comunali per associazione mafiosa, mentre alcuni consiglieri sono indagati. Tutto questo avviene a Fondi, in provincia di Latina, dove i carabinieri indagano sulla presenza del clan camorrista dei casalesi. Un’indagine che tocca anche l’amministrazione cittadina.
La puntata sarà strutturata intorno a un’inchiesta di Stefano Bianchi e Giulia Bosetti, che racconteranno la storia del consiglio comunale di Fondi, mentre in studio troveremo come ospiti tra gli altri l’esponente del Pdl Italo Bocchino e l’eurodeputato dell’Italia dei valori Luigi De Magistris.
Continua a leggere: La vicenda del Comune di Fondi al centro di Annozero. Profumo di mafia

Voglio proprio vedere se il Partito Democratico, qui, su polisblog, riesce a fare peggio dello screenshot che vedete qui sopra, preso da Corriere.it qualche minuto fa. Per me ce la può fare: dopo le ultime quarantotto ore, è ormai chiaro che non c’è limite al peggio.
Continua a leggere: Sondaggio: Partito Democratico e questione morale, a voi la parola

Ospitiamo un intervento di Marina di Ecoblog sullo scandalo Global Service di Napoli - se ne parla anche su crimeblog - dove in queste ore si sta scatenando un terremoto del quale credo sentiremo parlare ancora parecchio nelle prossime settimane. Buona lettura.
Un anno difficile quello che va a chiudersi per Napoli, per il Sindaco Iervolino e la sua giunta, privata oggi di altri due assessori in carica: finiscono agli arresti domiciliari Ferdinando Di Mezza e Felice Laudadio, gli ex assessori al bilancio e alle scuole Enrico Cardillo e Giuseppe Gambale. Sarebbe finito sotto inchiesta anche l’assessore Giorgio Nugnes(purtroppo morto suicida alcune settimane fa) e ci sono anche due parlamentari coinvolti: Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd) e le accuse vanno dalla turbativa d’asta all’associazione a delinquere e in totale finiscono sotto custodia cautelare 13 persone.
Continua a leggere: Interventi: scandalo Global Service, quando il marcio esplode

Il Partito Democratico annaspa disperato in un mare di disgrazie. Dopo il caso Margiotta e l’arresto del sindaco di Pescara, oggi una nuova bufera si abbatte sulle forze veltroniane, con l’epilogo dell’inchiesta sulla Global Service e gli appalti compiacenti organizzati dalla giunta di Napoli. Dodici le persone agli arresti domiciliari, tra cui due assessori e due ex-assessori del comune, insieme con l’imprenditore Romeo, alla guida della società suddetta.
Le indagini sulle mazzette al comune sono avviate da lungo tempo, ma avrebbero registrato un’accelerata dopo la morte per suicidio dell’assessore Giorgio Nugnes, a sua volta coinvolto nella vicenda. Per quanto riguarda invece il sindaco Rosa Russo Iervolino, finora ha reagito sdegnata a qualunque tentativo di coinvolgimento, e va detto che il suo nome non rientra nell’inchiesta. Noi ci auguriamo in effetti che fosse all’oscuro di tutto, ma in questo caso ci domandiamo che controllo avesse sull’operato del suo consiglio, che ricordiamo presente in massa al funerale di Nugnes.
Nella foto: gli on. Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd)
Onorevole Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei valori alla Camera e vittima del soccorso rosso di Latorre (Pd) a favore di Bocchino (Pdl), ci dica la verità: lei in studio si era accorto di qualcosa?
“Nello studio di Omnibus non mi ero assolutamente accorto di ciò che stava avvenendo al mio fianco tra Latorre e Bocchino. Ho appreso tutto grazie alle innumerevoli mail e telefonate arrivate al partito. Persone indignate da un tale comportamento”.
Che significato politico ha il gesto del senatore Latorre?
“Che un rappresentante dell’opposizione, mio alleato, suggerisca a un autorevole esponente del centrodestra come attaccarmi durante un dibattito televisivo, è la testimonianza tangibile dell’esistenza di una politica del compromesso mirante solo all’esercizio del potere. Il fatto che l’Italia dei Valori sia il bersaglio di chi fa questa politica ha un significato ben preciso: siamo il peggior nemico di questa politica e di questa cultura”.
E’ la notizia del giorno. Come anticipato dai colleghi di TvBlog in seguito allo scoop di Striscia che vedete nel video qui sopra; nel corso di un dibattito a Omnibus su La7 l’on. Nicola Latorre del Partito Democratico avrebbe suggerito a Italo Bocchino del Pdl come rispondere a Donadi (Idv) in merito alla querelle sulla presidenza della vigilanza Rai.
La cosa è stata successivamente confermata dal conduttore della trasmissione Antonello Piroso, che ha mostrato il “pizzino” (video relativo dopo il salto) svelandone il contenuto:
“Io non posso dirlo, ma il precedente della Corte? E Pecorella?”
La cosa ridicola è proprio il contenuto del suggerimento. Paradossalmente sarebbe bastato che Bocchino leggesse PolisBlog o parlasse con uno dei nostri commentatori abituali, visto che da giorni discutiamo del fatto che il veto su Orlando fosse frutto del precedente niet del centro-sinistra su Pecorella alla Corte Costituzionale. E’ anche vero che non è stato Bocchino a chiedere l’aiuto di Latorre, ma deve essere proprio bassa la considerazione reciproca dei nostri parlamentari se ancora ritengono di suggerirsi che 2+2 fa 4.
Continua a leggere: L'on. Bocchino e i pizzini di Latorre. Scoppia la guerra nel Pd