
Chiusa la “pratica” Osama bin Laden, è finita la guerra al terrore? Naturalmente no. Essersi sbarazzati simbolicamente di un leader come Osama bin Laden ha aperto la strada a molti successori. Quello ufficiale, dal 15 giugno scorso, è il medico egiziano Ayman al-Zawahiri. Ma non è solo: un altro nome da tenere d’occhio è quello di Anwar al-Awlaki.
Meno noto di al-Zawahiri, ha molto in comune con Osama bin Laden. È un eroe - negativo - dei due mondi proprio come il terrorista più famoso della storia: è nato, ha vissuto e studiato in America, è stato a stretto contatto con l’occidente, e lo conosce bene. Ha vissuto anche nel Regno Unito. Prima di volerlo spazzare via dalla terra, ha imparato a conoscere bene il suo nemico.
Soprattutto, ha permesso un salto in avanti alla strategia di comunicazione di Al-Qaeda. Molto attivo sul web, si è visto chiudere un blog e spazzare via decine di video da Youtube, prontamente ricomparsi altrove. Ha anche scritto qualcosa di più classico, una guida. Più che una guida, un bignami. Si intitola “44 modi per aiutare la Jihad”.
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Domenica mattina vi avevamo raccontato dell’attentato al Marriott di Islamabad, la ripartenza in grande stile della strategia del terrore jihadista. Una notiza subito sepolta sotto altre news più impellenti, come il giallo degli italiani rapiti in Egitto, o l’ormai nauseante querelle su Alitalia, piuttosto che le stragi di camorra a Castel Volturno.
Qui sopra un video con un montaggio di alcune telecamere a circuito chiuso del Marriott di Islamabad, nei minuti dell’attentato. Prima il camion con a bordo il terrorista suicida si è schiantato contro le mura di cinta dell’hotel, poi la deflagrazione ed il cratere.