
Sulla stampa, non italiana, in queste ore si parla tanto del video in cui la figlia di Joe Biden, attuale Vice Presidente Usa, verrebbe ritratta a sniffare cocaina. Nulla di strano, forse non una dimostrazione di grande acume - sei la figlia di un vicepresidente e ti fai beccare a fare certe cose? Ma cielo! - ma sono scemenze che anche al commander in chief sono capitate, come raccontato in Dreams from my Father.
Poi noi italiani possiamo solo dare l’esempio, vi basti pensare alla vicenda del Senatore Emilio Colombo, che mandava gli uomini della scorta a prendere polvere bianca “A scopo terapeutico”, oppure all’affaire Miccichè-Martello, do you remember? O a Cosimo “Vincent Vega” Mele, e alla squillo strafatta Francesca Zenobi che si, ehm, dimenticò in albergo. La cosa che più mi ha colpito, sono stati i prezzi del video:
The New York Post said that the seller originally wanted to sell the video to the media for $2 million (£1.3million), before reducing it to $400,000. Radaronline.com put the asking price at $250,000. The video was supposedly taken this year
E vi sembrerà assurdo, ma non è neanche troppo: se pensate a quanto fu venduto uno scoop d’altri tempi di Massimo Sestini, la foto di Lady Diana in bikini. Obama ha confermato che non ci sarà una svolta per legalizzare gli stupefacenti, conclude malizioso il Times.
Foto | Flickr
Continua a leggere: Usa: la figlia di Joe Biden, la cocaina, e i prezzi degli scandali
A poche ore dalla cerimonia d’insediamento di Barack Obama (che, lo ripetiamo, inizierà alle 18 ora italiana), cerchiamo di fornire le coordinate per chi volesse seguire e approfondire sui media italiani l’evento.
Nella consapevolezza dell’importanza di ciò che accade oggi (e anche grazie a una certa compatibilità di orari, nonostante il fuso orario), praticamente tutti hanno fornito spazio all’insediamento.
Vediamo quindi, dopo il salto, chi e come seguirà la cerimonia di insediamento di Barack Obama come 44mo Presidente degli Stati Uniti, consigliandovi fin da ora di continuare a controllare Polisblog nell’arco della giornata per tutte le ultime news.
Continua a leggere: Inauguration Day: dove e come seguire il giuramento di Obama

Con l’avvicinarsi del 20 gennaio, giorno in cui Obama giurerà come Presidente degli Stati Uniti d’America, spostiamo il centro di questi ultimi numeri della nostra “Road to Inauguration” dalle persone all’evento.
Che cos’è il giorno dell’Inaugurazione e quale il suo cerimoniale saranno i punti principali di questa prima parte dell’approfondimento; mentre una seconda parte sarà dedicata interamente all’aneddotica di questa cerimonia a cavallo tra festa sfrenata e incoronazione.
Avrete visto sui media l’avvicinamento del Presidente a Washington D.C. Un avvicinamento che Obama sta percorrendo in treno, come Abraham Lincoln. Ma non è l’unico legame con Lincoln dell’Inauguration Day di Obama, come vedremo.
Continua a leggere: Road to Inauguration. N.5: Inauguration Day Part I - Il cerimoniale
Nel nostro cammino di avvicinamento all’Inauguration Day (alla cui aneddotica dedicheremo un post a ridosso del 20 gennaio), ci occupiamo oggi di un ruolo peculiare per la repubblica presidenziale americana: il Vice-Presidente.
Durante la campagna elettorale si parla di ticket, cioè di un’accoppiata tra il candidato Presidente (POTUS) e Vice-Presidente (VPOTUS o VP). Secondo la Costituzione in caso di morte, dimissioni o destituzione per sopraggiunta inabilità del Presidente il mandato non finisce, ma il Vice diventa Presidente a sua volta fino alla fine dei quattro anni.
La scelta di Barack Obama e del team che ha condotto la ricerca del candidato VP è caduta su Joe Biden, un Senatore del Delaware di lungo corso politico. Una scelta dettata dall’opportunità politica: esperienza, età, credibilità in politica estera, e - facciamo i politically incorrect - anche un nome assai più “popolare” di Barack Hussein.
Nel numero odierno cercheremo di raccontare alcune curiosità sul ruolo di essere “a un battito cardiaco” dalla Presidenza. Un ruolo spesso sminuito, ma con un’aneddotica interessante.
Continua a leggere: Road to Inauguration. N.4: Joe Biden, il Vice-Presidente
A mezzogiorno del 20 gennaio, come da emendamento costituzionale, Barack Obama giurerà come 44mo Presidente degli Stati Uniti d’America. Polisblog vi aiuterà a conoscere meglio la squadra che lo affiancherà in questo suo difficile compito, e vi accompagnerà giorno dopo giorno verso il momento culminante.
Anche se il titolo del post può sembrarvi strano, non è stato fino alle 13.35 (ora di Washington D.C.) dell’8 gennaio che l’elezione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti ha assunto carattere ufficiale. A dieci giorni dal giuramento, infatti, il nuovo Congresso ha ratificato la quota di Grandi Elettori raccolti da Obama e dal suo vice Joe Biden nelle elezioni del 4 novembre scorso: 365, ben sopra la quota di 270 richiesta per legge. Al ticket McCain-Palin, invece, sono andati 173 voti.
Questo sancisce l’ufficialità dell’elezione, perché il Presidente non è direttamente nominato dal voto popolare, ma piuttosto dai rappresentanti eletti nel Collegio Elettorale derivante da tale consultazione (come ha insegnato l’elezione del 2000, con Gore vincente nel voto popolare di oltre mezzo milione di voti, e Bush eletto Presidente grazie a cinque Grandi Elettori in più).
La cerimonia, presieduta da Dick Cheney (il Vice-Presidente è anche Presidente del Senato), si è svolta nella Camera dei Rappresentanti e ha - come sempre negli Stati Uniti - un suo fascino in un cerimoniale sobrio ma efficace. Chi volesse vedere l’elezione di Obama a Presidente degli Stati Uniti (dopo quella a supereroe), può avvalersi della registrazione presente sul sito di C-SPAN.
Immagine: hlkljgk su Flickr
Continua a leggere: Road to Inauguration. N.1: Obama eletto Presidente. Ieri!
Il primo scontro è finito, secondo alcuni commentatori, con una vittoria di Sarah Palin, Sarah Barracuda come la chiamano in USA. Aggiungiamo qualche elemento alla discussione; il primo video qui sotto è un’analisi della CBS del dibattito dei candidati vicepresidenti:
In sintesi, la Palin viene giudicata sicura di sè e furba (foxy). In più, spesso guarda direttamente la telecamera (e quindi guarda dritti negli occhi i telespettatori, volendo dimostrare sicurezza e forza). Biden invece ha spesso sorriso (”non sono il vecchio bacucco di Washington!”, sembrava volesse dire), e ha usato una sottile arma per ridurre a zero il ruolo della Palin. Ad esempio, quando si parlava di guerra in Iraq, ha detto “Noi (io e Obama ndr) metteremo fine alla guerra, mentre McCain…”, volendo far intendere che la Palin sarà bella e carina, ma bisogna concentrarsi su McCain, lei non conta nulla.
Adesso, parlando un pò di sondaggi, vediamo un video della CNN (i sondaggi hanno un margine di errore di 4 punti percentuali):
Continua a leggere: Dibattiti Presidenziali USA: sondaggi sullo scontro Biden Palin

Ecco come Jeff Danziger, vignettista del New York Times, prevedeva il dibattito di ieri notte tra Joe Biden e Sarah Palin. E non mi sembra difficile immaginare che le cose si siano svolte proprio in questa maniera: con entrambi gli sfidanti ad attendere una mossa falsa dell’avversario, che nessuno ha fatto. Già perchè se su La Repubblica, come abbiamo scritto poche ore fa, Biden fa un pò la figura dello sconfitto di fronte alla hockey mom di Wasilla, non sembra che a vederlo nel video che trovate sul timesonline di Sky News, vada così male: giudicate voi. Per leggere “che cosa hanno detto su cosa” i due vice dall’Iraq alla sanità passando per l’economia, andate su questo link al Times, non quello americano però.
Continua a leggere: Danziger sul New York Times:"Lascialo parlare":
Ieri notte il dibattto dei vice: Sarah Palin contro Joe Biden, di cui qui sopra trovate un video in cui spiegano la loro posizioni riguardo alle guerre in cui gli Stati Uniti si sono imbarcati nel post undici settembre. Pare che l’abbia spuntata Sarah Palin, contro il navigato, ma un pò “democristiano” - e in effetti la faccia ce l’ha - come lo definisce Zucconi su Repubblica, Biden.
Ad aiutare di sicuro la Palin è stata la campagna portata avanti per ridicolizzarla: le aspettative su di lei erano a tal punto basse, che non avrebbe potuto certo deluderle. Tutti erano certi che Biden avrebbe spazzato via la ex Miss Wasilla,, che so, con un’alzata di sopracciglio. Invece nulla: primo round alla Palin, ma Biden comunque convincente
Lui evita gaffe e trabocchetti, parla con passione, snocciola cifre, dimostra una certa competenza, fa valere l’esperienza del politico consumato, evita gravi errori. Ha un momento di commozione quando Sarah Palin parla del significato di crescere figli e fare sacrifici per la famiglia: “Capisco cosa vuol dire, lo so anche se sono un uomo”, dice deglutendo a fatica. E tutti sanno che pensa alla prima moglie, morta insieme a un figlio in un incidente stradale, lasciandone altri due che ha dovuto allevare da solo

Avete visto il sito ufficiale di Barack Obama? C’è una strana aura celestiale - date un occhio alla gallery qui sotto: non male l’Obama store… - come se si fosse in un mondo idillico, etereo, rarefatto, e tutto questo riflette perfettamente la strategia comunicativa del Senatore dell’Illinois. Una pacatezza e un rispetto dell’avversario quasi gandhiani, roba da far impallidire la campagna elettorale al valium di Veltroni.
Auguro ad Obama esiti migliori rispetto a quelli del profeta ma-anchista già Sindaco della Capitale. Per fortuna però Obama ha scelto un vice più aggressivo, che fa la parte, e ieri alla convention di Denver l’ha fatta in pieno, del poliziotto cattivo. Avete presente no?
La solita scenetta che capita quando si viene fermati per un qualunque motivo. Un agente si mostra accomodante, l’altro sembra pronto a farti processare per direttissima dopo che ti hanno beccato per un divieto di sosta. Dopo averti sfasciato la testa a manganellate.
Oggi su Repubblica Biden viene accostato proprio al poliziotto cattivo. Due parole sulla sua storia: 65 anni, è un avvocato, è stato tra i più giovani eletti al congresso americano - ad appena trent’anni - la sua esistenza è stata segnata dal tragico incidente stradale in cui perse moglie e figlia. Ecco un breve estratto del pezzo di Repubblica
“John McCain aveva torto, Barack Obama aveva ragione”. Joe Biden ha rispettato il copione previsto: quello che gli assegnava il ruolo da “poliziotto cattivo” nel ticket democratico, dell’uomo che nella lunga campagna elettorale da qui a novembre risponderà colpo sui colpo - forte della sua esperienza sui temi di sicurezza e politica estera - agli attacchi repubblicani contro Obama. Ha parlato, lui che non è certo un grande oratore, al cuore dell’America semplice
Foto | Flickr
Continua a leggere: Joe Biden, lo sbirro cattivo dei Democratici Usa