
Un’autobomba ha colpito questa mattina il quartiere diplomatico di Kabul, provocando dieci vittime civili e più di cinquanta feriti; nell’esplosione coinvolte due pattuglie italiane della Folgore, sei i soldati morti e quattro feriti. L’attentato è stato rivendicato dai Talebani.
Il ministro della difesa La Russa ha riferito stamattina al Senato, definendo “vili” gli attentatori, parlando di “contributo eroico” dei militari e confermando che la missione non cambia; profondo dolore espresso anche da Berlusconi, Franceschini e da tutto il mondo politico. Napolitano ha espresso “dolore e sconforto”, mentre la Federazione Nazionale della Stampa ha deciso di rinviare la manifestazione di sabato in difesa della libertà di informazione.
Sale così a 14 il numero di militari morti dall’inizio di quella che è a tutti gli effetti una missione di guerra: in Afghanistan è in atto una vera e propria guerra civile, e negarlo rappresenta semplicemente una vergognosa bugia. I numeri parlano da soli, la frequenza degli attacchi talebani anche.
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