
Nelle stesse ore in cui Silvio Berlusconi annuncia che la Protezione Civile non avrebbe operato più in Abruzzo a causa delle indagini avviate dai magistrati locali Sabina Guzzanti, ad un mese dall’uscita di Draquila, sul suo blog critica l’ultimo provvedimento approvato dal Governo a favore del dipartimento di competenza di Guido Bertolaso.
Secondo quanto sostenuto dall’attrice l’amministrazione Berlusconi, attraverso l’approvazione dell’articolo 14 del decreto dl 195 dl del 2010, avrebbe garantito a 13 dirigenti un prolungamento del contratto a termine.
Così facendo il Governo avrebbe permesso a queste persone l’esenzione al programma già stabilito dalla manovra finanziaria già pensata per i lavoratori pubblici ai quali è stato imposto, ad esempio, il blocco delle retribuzioni per un quadriennio.
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Sabina Guzzanti, intervistata da Fabio Fazio, per spiegare il successo di Draquila (il suo ultimo film basato sulla ricostruzione dell’Aquila) ha sottolineato più volte gli errori commessi dai governi che, oltre ad equiparare le emergenze agli eventi straordinari, si sono impegnati affinché la Corte dei Conti non potesse indagare sulle spese affrontate dalla Protezione Civile.
L’attrice, distanziandosi da Ascanio Celestini (l’autore teatrale secondo il quale in Abruzzo sono stati organizzati dei campi di concentramento), durante quell’intervista ha spiegato bene la mistificazione che sulla ricostruzione è stata adottata.
Un atteggiamento che in queste ore si sta pensando di utilizzare anche per edulcorare la pillola agli italiani che dalle prossime settimane dovranno fare altri sacrifici. Secondo quanto pubblicato questa mattina dalla Stampa, Silvio Berlusconi si sarebbe già attivato per realizzare un discorso istituzionale alla nazione.
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Uscirà oggi, venerdì 7 maggio, il nuovo film di Sabina Guzzanti: Draquila. Il progetto, come si legge qua e là da qualche settimana, è stato scritto dall’attrice per raccontare la ricostruzione dell’Aquila di cui sovente si scrive per denunciare quanto in realtà non è stato fatto.
Probabilmente da oggi, e per i prossimi giorni, più che del film si disquisirà sulle preferenze politiche della stessa Guzzanti dimenticando ciò di cui ha deciso di raccontare per il cinema. Onde evitare che questo accada anche su polisblog vi riporto di seguito una parte della recensione di Draquila che Paolo Mereghetti ha scritto per il Corriere della Sera.
“Sabina Guzzanti non si è mossa certo tra i primi (nel film ironizza su tutti i vip che sono arrivati prima di lei), ma forse è quella che lo ha fatto con un progetto più preciso. O meglio, con la capacità di adattare quello che aveva in mente alla realtà che prendeva forma davanti ai suoi occhi.
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Guido Bertolaso non potrà fregiarsi della cittadinanza onoraria dell’Aquila. La proposta avanzata dai rappresentanti aquilani di Pdl e Udc è stata infatti bocciata dalla Commissione Affari istituzionali e Regolamenti del Comune.
Contro la proposta di attribuire l’importante riconoscimento simbolico a Bertolaso si sono espressi 14 dei consiglieri comunali presenti, mentre la Destra ha preferito l’astensione: 2 soli i voti favorevoli. La maggioranza di centrosinistra ha così dimostrato di non apprezzare quanto emerso nelle ultime inchieste della magistratura e, probabilmente, anche l’andamento complessivo della ricostruzione in abruzzo.
Particolarmente critica verso Bertolaso la posizione dell’Italia dei valori, mentre il presidente Pdl della Regione, Chiodi, ha espresso la propria tristezza per la “brutta figura” dell’Amministrazione comunale. Sarà forse il caso di rinviare la pratica a quando certe vicende giudiziarie avranno trovato una conclusione…
Berlusconi, volato a Bruxelles per discutere delle sorti greche, riesce a ritagliarsi anche un attimo di tempo per comprare regali ai nipoti. Entra in un negozio e acquista libri e marionette dedicati alle storie di Cappuccetto rosso e Pinocchio. In particolare, la favola di Collodi piace parecchio al Cav, che è molto affezionato (manco a dirlo) alla principale figura femminile. La Rifatta Turchina
Chissà Collodi che ruoli avrebbe immaginato per gente come La Russa, Rutelli, Gasparri o Di Pietro. E il prode Denis Verdini che annuncia un milione di manifestanti? Il brillo parlante
La polizia cerca di bloccare il popolo aquilano delle carriole e sequestra gli emblematici strumenti di rimozione delle macerie. Ma la gente aggira la ‘censura’ e prosegue nella mobilitazione che sta animando le domeniche del centro storico del capoluogo, protesta che il governo tenta di minimizzare. Non digos nulla
Nel weekend Palazzo Chigi è stato preso d’assalto dai turisti in occasione delle giornate di primavera del Fai. La prossima volta, apertura straordinaria di Palazzo Grazioli e visita al lettone di Putin. Un pellegrinaggio imperdibile nella (seconda) vita del Cav. Dagli Appennini alle brande

A SkyTg24 va riconosciuto il merito di investire sulle pluralità delle voci. Mentre la domenica Edoardo Raspelli prova a mangiare più lasagne di Massimiliano Ossini il telegiornale diretto da Emilio Carelli raccoglie le proteste degli abitanti dell’Aquila.
Città la cui ricostruzione è in alto mare. Qualcosa, dopo il terremoto, non ha funzionato e il Partito del fare, come osserva Concita De Gregorio sull’Unità, è diventato quello del malaffare.
La trasformazione sta avvenendo progressivamente.
A Guido Bertolaso, chi di dovere, ha chiesto solo di rispondere sullo scandalo legato agli appalti truccati. Nessuno, neanche all’opposizione, ha deciso di analizzare i fatti. Nessuno ha provato a capire che i fallimenti del Capo della Protezione Civile.
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Probabilmente a Guido Bertolaso sfugge un concetto elementare. La fiducia che Silvio Berlusconi ha riposto in lui, non accettando le dimissioni, non è un passepartout universale. Allo stato attuale, e in assenza di prove che certifichino una sua totale innocenza, non può sparare alto come ha sempre fatto.
Chiedere che L’Aquila, con tutti i problemi non risolti sulla ricostruzione avvenuta ad intermittenza, possa essere in grado di ospitare le Olimpiadi invernali del 2018 non è solo utopistico. E’ qualcosa di peggio perché sottintende una negazione di ciò che è stato scoperto in queste settimane.
Dei doppi G8, con relativo aumento esponenziale dei costi per la realizzazione dei due summit, della gara degli appalti, e delle relative risate intercettate mentre sotto le macerie qualcuno moriva, …

Fatta eccezione per il dibattito riguardante la costruzione di centrali nucleari, in Italia di ambiente non si parla. La scomparsa dei Verdi, nelle stanze del potere, ha agevolato il disinteresse della classe politica concentrata, per lo più, su altri argomenti.
La cronaca, e quanto sta succedendo in queste ore in Lombardia e in Emilia Romagna (dove buona parte dei corsi d’acqua sono stati inquinati da una quantità di gasolio perso dalla Lombardia Petroli), obbliga tutti ad una riflessione.
Chi pagherà per quanto sta succedendo? Possibile che in un paese dove un giorno sì e l’altro pure si propone un disegno di legge non esista, o non si faccia applicare (che è molto peggio), una normativa che condanni chi ha provocato questo danno ambientale?
Il decisionismo e la rapidità d’azione del governo sull’emergenza abruzzese rischiano ora di venire travolti dalla protesta degli aquilani. Al premier serve per forza un altro colpo di teatro, altrimenti le macerie del sisma seppelliranno pure la sua sfolgorante immagine di uomo del fare. Obtorto crollo
In tal senso la cosiddetta ‘protesta delle chiavi’ ha particolarmente colpito il Cav, che si è detto molto addolorato. Lui preferisce le folle adoranti al suo cospetto. Chi-Ave, Cesare
Il buon Mario Landolfi da Mondragone (Caserta) ha pensato bene di querelare il giornalista, suo concittadino, Sergio Nazzaro per una serie di articoli in cui il cronista dà conto dei guai giudiziari (con contorno di camorra) dell’entourage dell’ex ministro. Certo che questi politici sono tutti della stessa…pasta. Dove c’è Barilla, c’è casa(lese)
Intanto il Cav ha preoccupazioni ben più grosse sul fronte palermitano. I processi a Dell’Utri e al generale Mori vanno avanti. Chi doveva parlare lo sta facendo. Chi sa, ora ricorda. Ricorda e canta, canta bene, canta meglio che a Sanremo. CianciMINA
Il Giornale stavolta se la prende con Maria Luisa Busi, celebre (e soave) volto del Tg1 colpevole di aver criticato il direttore Augusto Minzolini. Il cecchino Feltri non si fa passar nulla sotto al naso. Intanto però lo stesso Feltri rischia un provvedimento disciplinare dall’Ordine dei giornalisti per il caso Boffo. (A)Busi di potere
Regionali: i sondaggi che il SuperCav ha in mano non lo inducono a facili ottimismi. In Puglia e in Liguria la partita è difficile, ma anche il Piemonte sembra duro da conquistare. Non a caso in questi giorni il premier appare triste e cupo. DeBresso
E il Cav non è affatto contento di come va il Pdl. Prende corpo l’ipotesi del coordinatore unico dopo le elezioni per salvaguardare la tenuta del partito. Bondy scanner
Scajola declama: “All’Aquila abbiamo costruito le case per i terremotati a tempo di record, primato mondiale…primato mondiale!!”. Non omologato perché a favore di vento. E soprattutto: i lavori non sono finiti e non tutti hanno una casa. Ma l’importante era il record di velocità. Usain ‘Guido’ Bolt-olaso