
A volte lo scoop non sta nel contenuto di una notizia. A volte lo scoop nasce dal calibro della testata o dalla fama del giornalista. La cronaca ha memoria corta, i libri di inchiesta sono materia per ristrette nicchie di iniziati. Dunque è facile ri-scoprire qualcosa che dovrebbe già essere noto ai più e inventarsi una notizia-bomba fondata solo sulla labilità del ricordo o sulle cortine fumogene del mainstream mediatico.
E’ ciò che ha fatto pochi giorni fa il valente Guido Ruotolo, cronista giudiziario ed esperto di crimine organizzato in onorato servizio a ‘La Stampa’ di Torino. Il tema è quello scabrosissimo (e attualissimo) della strage di Via D’Amelio, dei depistaggi di Stato, del mostruoso sposalizio di interessi tra mafia, politica e servizi, una pietanza avvelenata condita con un pizzico di massoneria ed estremismo nero.
I magistrati di Caltanissetta sono al lavoro sulle nuove piste giudiziarie che derivano dalle dichiarazioni del pentito Spatuzza, si riaprono i file, si squadernano le carte…
Continua a leggere: Via D'Amelio: fughe di notizie o voglia di scoop?

Il prossimo autunno per Roberto Cota potrebbe non cominciare nel migliore dei modi. Come spiegato nelle scorse ore da V., il Tar (dopo aver accolto il ricorso di Mercedes Bresso) il prossimo 7 ottobre potrebbe annullare il voto che ha garantito all’esponente leghista la poltrona di Governatore della Regione Piemonte.
Questa opportunità potrebbe essere colta al volo da Sergio Chiamparino. Il sindaco di Torino, più volte indicato come il coordinatore di un ipotetico Partito Democratico del Nord, si candiderebbe al posto di Mercedes Bresso.
L’eventuale ricandidatura dell’ex Governatore sarebbe stata sabotata dalla stessa Bresso che, non convinta del proprio ricorso (rivelatosi poi attendibile), avrebbe chiesto a Roberto Cota un appoggio per essere candidata alla presidenza europea delle Regioni.

Oggi, come anticipato da polisblog.it nei giorni scorsi e raccontato bene dal Post, molti quotidiani non saranno in edicola per protestare contro il disegno di legge proposto dal Ministro Angelino Alfano secondo il quale nel nostro paese è necessario ridurre le possibilità di pubblicazione delle intercettazioni.
Allo sciopero, malgrado la campagna fatta in queste settimana da Repubblica, non hanno aderito tutti i colleghi di Ezio Mauro. Contrari alla posizione presa dal quotidiano del gruppo Espresso si sono detti sia le testate vicine alla maggioranza che quelle pronte a sostenere l’opposizione.
Significativa, di questa spaccatura, è la posizione del direttore della Stampa Mario Calabresi che prima di trasferirsi a Torino collaborava come corrispondente con Repubblica.
Continua a leggere: Legge Bavaglio: speciale sullo sciopero dei giornalisti della Fnsi
All’interno del Paladozza l’atmosfera è, ovviamente frenetica: l’orchestra che prova in diretta assorda i timpani, tra batterie, pianoforti e altri strumenti. Intanto i giornalisti di Annozero si preparano: Rai per una Notte è ai nastri di partenza. Sugli spalti, manifesti e striscioni: Fatto Quotidiano, Current TV, CGIL, FNSI, tutti hanno contribuito alla realizzazione di questa serata. Masi & Minzolini non saranno molto contenti, si parla anche di provvedimenti contro Santoro.
Vedere poi Nicola Piovani che suona al pianoforte a pochi metri da te il tema di Annozero versione rock è fantastico. Scambio quattro chiacchere con due membri dell’organizzazione: due signori della CGIL, chiamati come altri attraverso varie Camere del Lavoro della zona, gentili e sorridenti. Non sembrano proprio alfieri dell’odio e della triade miseria-terrore-morte.
Il Paladozza comincia a riempirsi. Tra poco partirà il live-blogging. Stay tuned!

Anche il Popolo delle Libertà potrebbe seguire l’esempio di Pierferdinando Casini, pronto a riformare l’Udc subito dopo le elezioni regionali. Lo scandalo riguardante la Protezione Civile e straripante in aree attigue sarà probabilmente la scusa ufficiale di tale cambiamento.
Secondo quanto sostenuto nei giorni scorsi da La Stampa, Silvio Berlusconi non avrebbe digerito le iniziative che Denis Verdini (coordinatore nazionale del PdL) avrebbe preso sfruttando il suo nome.
Sempre secondo le indiscrezioni riportate dal giornale di Mario Calabresi, in attesa di giudizio, l’uomo sarà allontanato dalla poltrona che occupa. I suoi incarichi saranno affidati, probabilmente, a Sandro Bondi pronto a lasciare il Ministero dei Beni Culturali.
Continua a leggere: Pdl: la rivincita di Sandro Bondi. Silvio Berlusconi allontana Denis Verdini

Qualcosa è successo, o sta accadendo, se la politica internazionale del nostro paese sembra essere un progetto troppo velletario per radicarsi. A poco meno di un giorno dall’attacco iraniano all’ambasciata italiana, si discute sul ruolo dell’Italia in Europa.
Stando a quanto pubblicato dalla Stampa Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, non potrebbe diventare il nuovo Presidente della Banca Europea a causa di un veto, implicito, che molti Capi di Stato avrebbero adottato contro nostro paese.
Pronta subito la smentita del Ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo il quale la candidatura del funzionario italiano è stata ipotizzata prima del previsto. D’accordo con l’esponente politico anche Silvio Berlusconi che dell’articolo pubblicato da la Stampa ha parlato durante la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa.
Continua a leggere: Bce: l’Europa boicotta la candidatura di Mario Draghi
Luca Barbareschi è quasi un’eccezione all’interno del PdL. Pochi giorni prima del suo debutto su la7 dichiarava infatti a Vanity Fair le sue preoccupazioni sull’operato della maggioranza. Di cui lui fa parte.
A differenza di Gabriella Carlucci, che ha sempre scisso l’attività parlamentare da quella di presentatrice televisiva, l’ideatore di “Barbareschi Sciock” ha deciso furbescamente di fare politica sfruttando il mezzo televisivo.
Non è il primo che lo fa e non sarà neanche l’ultimo. Quello che colpisce sono gli argomenti. All’indomani delle accuse elaborate in rete, secondo le quali il conduttore avrebbe rubato a spinoza.it alcune battute, Luca Barbareschi ha raggirato le polemiche riflettendo pubblicamente del diritto d’autore.
Continua a leggere: Gli utenti di spinoza.it contro Luca Barbareschi
Per capire perché in Italia i giovani non siano un reale investimento sul futuro è sufficiente riflettere sulle dichiarazioni rilasciate da Giorgia Meloni, il cui Ministero dovrebbe occuparsi proprio per queste persone, a La Stampa.
“Visto - ha dichiarato l’esponente politico - che al Senato prima dei 40 anni non si può essere eletti e quindi le generazioni che precedono tale compleanno dono rappresentate imperfettamente. E’ una riforma su cui c’è larga intesa. Deve esserci corrispondenza tra l’età necessaria per eleggere ed essere eletti”.
Alla richiesta, poi, della giornalista di maggiori dettagli sulla proposta Giorgia Meloni ha ipotizzato deputati diciottenni e senatori con soli sette anni in più.
Continua a leggere: Giorgia Meloni: “Deputati diciottenni e senatori a 25 anni”

Tra i temi all’attenzione dei media stranieri questa settimana, il perdurante conflitto tra il presidente del consiglio italiano e la stampa occupa senza dubbio un posto di rilievo.
Ha suscitato particolare clamore un bruciante editoriale dell’Economist, che ha espresso il suo sostegno per la manifestazione nazionale per la libertà di stampa di oggi a Roma, affibbiando al capo del governo paragoni poco lusinghieri:
Sabato 3 ottobre si terrà a Roma una manifestazione per difendere la libertà di stampa - non in una lontana dittatura, ma proprio in Italia. I giornalisti che l’hanno indetta hanno buone ragioni per preoccuparsi. (..) Per quanto riguarda almeno questo aspetto, l’Italia di Berlusconi si sta allontanando dall’Europa occidentale per diventare più simile alle deboli democrazie dell’est. (..) Le ordinanze di Berlusconi sembrano parte di un progetto per spazzare via le ultime enclavi ribelli rimaste nei media italiani
Continua a leggere: Rassegna stampa estera: Berlusconi e la manifestazione per la libertà di stampa

Come già per la rassegna stampa estera della settimana scorsa, anche in questi giorni il nuovo quotidiano di Antonio Padellaro e Marco Travaglio ha suscitato vari commenti sulla stampa internazionale. Ve ne riportiamo alcuni.
Cominciamo dal belga De Standaard, che ha messo in evidenza come quella di lanciare una nuova testata in questo momento di crisi sia una scelta coraggiosa:
Mentre sempre più giornali in tutto il mondo faticano per restare a galla, ci sono però ancora giornalisti che credono in questo mezzo di comunicazione. Come Antonio Padellaro, che oggi senza dubbio vive uno dei giorni più emozionanti della sua carriera. (..) Il nuovo quotidiano non vuole essere un semplice quotidiano, ma è anche la reazione di un gruppo di giornalisti e ‘penne’ italiane, che vogliono testimoniare la loro fede nella forza della libertà di stampa