Tutti gli articoli con tag la destra

Storace vuole essere decisivo "Alle regionali alleanza con il Pdl"

pubblicato da Christian De Mattia in: Dichiarazioni Dì qualcosa di destra Uomini Politici Francesco Storace Regionali 2010


Le regionali continuano ad essere uno degli argomenti principali del dibattito politico. Non passa giorno senza incontri tra leader, dichiarazioni su candidati governatori o alleanze sul territorio. E’ arrivato il momento di farsi sentire anche per Francesco Storace, leader del movimento La Destra. Dopo la batosta alle europee dove il cartello elettorale L’Autonomia, costituito con l’Mpa di Lombardo aveva ottenuto un misero 2.2% (quando invece alle politiche solo La Destra aveva avuto il 2.4%) sono state poche le occasioni per riportare al centro del dibattito gli ex aennini che non avevano accettato lo scioglimento di An nel Pdl.

L’appuntamento elettorale può essere la situazione ideale per il riscatto e Storace non vuole perdere l’occasione

Noi non siamo l’Udc e non vogliamo alleanze a ‘macchia di leopardo’. Pretendiamo rispetto, lo stesso rispetto che avremo per i nostri alleati anche se su alcune questioni le differenze restano. Quello che e’ piu’ importante e’ avere ben chiaro chi siamo

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Effetto ronde: a Massa Carrara ritorna la follia degli opposti estremismi

pubblicato da Luca Landoni in: L'Italia fa schifo

Era l’occasione che molti aspettavano per dare addosso a uno dei più discussi provvedimenti del pacchetto sicurezza: l’istituzione delle cosiddette “ronde”. A Massa Carrara un gruppo di antirondisti di estrema sinistra denominato Carc (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo) ha cercato lo scontro con un’associazione rondista che si richiama alla Destra di Storace. Oppure la provocazione è venuta dall’altra parte, non è dato saperlo, ma è poi così importante visto a quali teste bacate ci troviamo di fronte?

Certo, qualcuno obietterà, pur sempre meno bacate di chi ha deciso di dare l’autorizzazione al pattugliamento a un’associazione autodefinitasi SSS (Soccorso Sicurezza Sociale, sic…). È mai possibile che le autorità preposte di fronte a una sigla sinistra come questa non si siano poste qualche leggerissimo dubbio? Soprattutto in presenza di una legge, quella di istituzione dei volontari per la sicurezza, che dopo un primo periodo di caos ha vietato espressamente sigle e simboli politici nelle ronde?

Il risultato è che i massesi si sono ritrovati in giro per le loro strade codesti personaggi magari in pettorina gialla (invece che nera) ma con pur sempre stampate in bella vista le tre lettere fondanti del movimento, SSS per l’appunto. Sai che allegria, che bel tuffo in un passato che speravamo morto e sepolto.

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Verso le Elezioni Regionali: la Destra svolta in direzione Pdl

pubblicato da m.paganini in: La Destra Popolo delle Libertà PDL Regionali 2010


L’apparentemente lento avvicinarsi delle elezioni regionali del 2010 continua a stimolare le dinamiche politiche romane. Dopo la Dca di Rotondi, che ha generosamente messo a disposizione il suo 1% di voti a sostegno del Pdl, ora tocca alla Destra di Francesco Storace virare verso il Popolo della libertà, dopo “quasi un anno e mezzo trascorso senza comunicazione e in un clima di ostilità”.

I motivi del riavvicinamento Storace li spiega così: “la politica è fatta più di prospettiva che di rancore. Abbiamo voluto andare a tastare il terreno in vista di elezioni in 13 regioni nella prossima primavera”. La proposta del segretario Storace guarda non ad alleanze locali e a macchia di leopardo ma ad “impegni programmatici di carattere sociale, in maniera omogenea per affermare in tutto il Paese il messaggio de La Destra”.

Dopo la batosta delle Europee, quando l’alleanza con l’Mpa di Lombardo non gli ha comunque consentito di raggiungere il 4%, Storace sembra tornato a più miti consigli ed inizia a sentire più forte la voce del Padrone

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La domenica in tv: Storace dalla Annunziata e Report sulla sanità

pubblicato da Luca Landoni in: Stasera in TV

Giornata ricca di eventi oggi in tv, a partire dal classico appuntamento con In 1/2 h, la trasmissione condotta da Lucia Annunziata. Ospite della giornalista sarà il leader de La Destra Francesco Storace, che ha appena chiuso un accordo elettorale con l’Mpa di Raffaele Lombardo per le Europee. Quest’ultimo sarà a sua volta presente con un collegamento esterno. Il tutto su Rai3 alle 14,30.

Interessanti ospiti anche per Fabio Fazio. Che tempo che fa vedrà infatti il ritorno di Rita Levi Montalcini, in occasione del suo centenario avvenuto in settimana (lo stesso giorno di Montanelli) e di Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia. Appuntamento su Rai3 alle 20,10.

Infine segnaliamo naturalmente Report, il programma di inchieste e approfondimento politico curato da Milena Gabanelli e oggi incentrato sul sistema sanitario nazionale.

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Lombardo alle Europee con La Destra di Storace

pubblicato da m.paganini in: Partiti La Destra Election Day 2009


Si arricchisce ogni giorno il panorama delle sigle e dei simboli che troveremo sulla scheda elettorale europea quando entreremo nella cabina per l’Election day di giugno.

Dopo Sinistra e libertà, fondata da Niki Vendola insieme a Verdi, Socialisti e Sinistra democratica, dopo la Lista Anticapitalista nata dall’unione di Prc, Pdci e Socialismo 2000, ecco la proposta di Movimento per l’Autonomia e La Destra. Raffaele Lombardo e Francesco Storace hanno deciso di allearsi per cercare di superare l’iniquo sbarramento del 4% previsto per le consultazioni europee.

Raffaele Lombardo annuncia: “Ci batteremo per un’Europa dei popoli che guardi al Mediterraneo e al suo sviluppo animata da una nuova cultura dell’accoglienza, della tolleranza e del dialogo”. Ma Storace lo sa?

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La destra che non c'è. Una riflessione critica sulle posizioni del centro-destra alla luce del caso Englaro

pubblicato da Luca Landoni in: Dì qualcosa di destra

Finita la sbornia mediatica di notizie intorno al caso Eluana Englaro e a tutto il corollario di azioni-reazioni che ha suscitato, voglio aprire una discussione, o meglio una riflessione sullo schieramento che in linea teorica è più vicino alle idee di chi scrive e in generale di un certo elettorato genericamente (e molto approssimativamente) definito “liberalconservatore”.

In questo momento provo un certo disagio, inutile negarlo. E non perché non rispetti la posizione di chi si è schierato a favore della vita a tutti i costi. La rispetto eccome. Lo stesso principio fondante del liberalesimo è fondato sul rispetto delle idee altrui. Il problema è la granitica compattezza del fronte di centro-destra di fronte a un caso etico controverso come quello di Eluana Englaro.

Si è verificato uno schiacciamento ideologico sulle posizioni della Chiesa che francamente fa paura. E se non mancano taluni esempi anche recenti di segno contrario, come ad esempio la querelle Maroni-Famiglia Cristiana, in questo caso l’identità di vedute è stata netta, e tutti coloro che si trovavano su posizioni liberalprogressiste (a me piace definirle anarco-liberali) è stato chiuso in un angolo e privato di rappresentanza senza tanti complimenti.

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Abruzzo verso le elezioni regionali: un test importante per Di Pietro, Veltroni e Berlusconi

pubblicato da m.paganini in: Campagna elettorale Interni Silvio Berlusconi Walter Veltroni La Destra Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Unione Democratici Cristiani UDC Partito dei Comunisti Italiani PDCI Antonio di Pietro Italia dei valori Rifondazione Comunista RC


Domenica 14 e lunedì 15 dicembre gli abruzzesi andranno alle urne, con due settimane di ritardo a causa del ricorso presentato e vinto dalla lista Per il bene comune, per eleggere i 42 componenti del Consiglio regionale e il presidente della Regione Abruzzo.

In un paese normale, come amava ripetere un politico di cui non ricordo il nome, questa non sarebbe una grande notizie, ma viste le condizioni del sistema politico italiano, forse le elezioni regionali a cui parteciperanno 1 milione 200 mila abruzzesi andranno osservate con attenzione, anche in vista dell’election day del 6 giugno 2009.

Si tratterà di una consultazione di un certo interesse per molti attori in campo: il Pd deve dimostrare, dopo la caduta della precedente Giunta Del Turco a causa degli arresti legati a presunte corruzioni, di saper reggere alla crisi di credibilità e alle richieste di moralità avanzate dal Premier; il Pdl vuole sfruttare la ghiotta occasione per riconquistare la Regione e rifilare un altro bel ceffone al Pd; Di Pietro deve riuscire conquistare una presidente di Regione facendo vincere il “suo” candidato Costantini; Udc e La Destra (che candida Er Pecora Buontempo) devono misurare quanto spazio è rimasto per loro nello scontro bipolare Pd-Pdl.

Per quanto riguarda i voti di preferenza e quindi i risultati delle singole liste, sarà interessante osservare l’esito (peraltro prevedibile) della frammentazione della sinistra, che a questa tornata si presenta con i simboli del Partito comunista dei lavoratori (che ha un proprio candidato presidente), del Prc, del Pdci e della Sinistra, in cui sono confluiti Verdi e Sinistra democratica: come sempre… la disunione fa la forza!

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Daniela Santanchè ad Anno Zero: il relativismo del livello dello scontro

pubblicato da V. in: Daniela Santanchè

dito santanchè

A volte, chi semina vento, raccoglie tempesta. L’altra sera c’è la Santanchè che va ad Anno Zero: ancora oggi, sabato, sulla home page di qualunque quotidiano, ci sono pezzi come questo, trovato su Corriere.it di cui vi quoto l’incipit:

«Ho passato dei momenti veramente brutti, sono ancora scossa (…) Gad Lerner ha fatto di tutto per alzare il livello dello scontro, dicendo che cavalco la paura - ha spiegato -. Ho detto “via i clandestini a calci nel sedere” e lo penso ancora oggi, proprio perché sono dalla parte degli immigrati regolari che hanno un lavoro e rispettano le nostre leggi. Ho detto anche che un delinquente è un delinquente, qualunque sia il colore della sua pelle»

E poi, continuando nell’intervista, l’ex moglie del chirurgo plastico, spiega che bisogna evitare di alzare i toni dello scontro. Giusto: come quando lei tirò fuori il dito medio in favore di fotografi, per esempio, o quando da Lucia Annunziata spiegò serafica, che

«Sono orgogliosa di essere fascista». Daniela Santanchè, candidata premier della Destra, rivendica davanti alle telecamere di “In Mezz’ ora” i suoi ideali politici. In polemica soprattutto con Gianfranco Fini che viene bollato come «il peggiore dei traditori»

Ah che brutti momenti Daniela! Pensa ai momenti brutti che ha passato chi magari c’era a spararsi addosso coi fascisti, quando sente delle robe del genere. Ma cielo! Tutto, ma non alzare il livello dello scontro. E poi ancora, in un’altra occasione, nel 2008, quest’anno, non nel 1938, in occasione di un comizio a Milano in piazza San Babila

Gli skin head fanno il saluto romano, intonando il coro «Duce, Duce» al Teatro Nuovo e la campagna elettorale si avvelena. Accade al comizio che Daniela Santanchè, candidata premier della Destra, tiene nella sala di piazza San Babila con Luca Romagnoli di Fiamma Tricolore. Un gruppo di teste rasate dei circoli Cuore Nero e Casa Pound alza il braccio teso e invoca Mussolini, mentre accanto alle bandiere della Destra sventolano le croci celtiche

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Daniela Santanchè lascia la Destra: Silvio sto arrivando

pubblicato da fc in: La Destra Popolo delle Libertà PDL Daniela Santanchè

Si conclude così, in un freddo pomeriggio autunnale l’esperienza di Daniela Santanchè ne la Destra, il partitino fondato assieme a Francesco Storace poco prima delle elezioni per garantire una casa ai transfughi di An dopo il vuoto creato a destra dalla nascita del Pdl.

Uno scarno comunicato, annuncia le sue dimissioni da portavoce. Appena dieci righi, per dire essenzialmente tre cose: non vogliamo fare la fine della Margherita, non vogliamo essere extraparlamentari e nostalgici, i nostri interessi possono essere difesi e promossi solo partecipando alle decisioni. Insomma, la parola d’ordine è “collaborare responsabilmente con la coalizione di centrodestra oggi al Governo”.

La saga che ha animato l’estate politica italiana, alla fine, termina come previsto: con la pasionaria nera che molla tutto per entrare nelle grazie del Cavaliere: “Silvio sto arrivando”, è il messaggio non scritto che manda al Premier in attesa, chissà, di un bel dicastero.

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Il Pdl e l'enigma Storace

pubblicato da fc in: Popolo delle Libertà PDL

Mettersi d’accordo no? La polemica estiva sulle alleanze del Pdl prosegue. Fare un breve riassunto delle puntante precedenti sarebbe del tutto inutile: i peones berlusconiani dicano quello che vogliono, riempiano paginate di giornali, si azzuffino pure tra di loro tanto alla fine - e lo sanno - deciderà lui: il Cavaliere, deus ex machina della nuova creatura che, secondo le ultime ecografie, dovrebbe nascere tra gennaio e febbraio del prossimo anno. Ora, una commissione di cinque saggi studia cosa scrivere nello statuto ma, intanto, spunta il giallo del documento notarile sulle quote che indispettisce i colonnelli di An e Fi.

Messa in disparte l’apertura all’Udc di Pierferdinando Casini che tutti vogliono nel Pdl tranne lui (il diretto interessato), il vero enigma resta quello de La Destra di Francesco Storace. L’ex governatore del Lazio rema contro: “Ovile per ovile, preferisco tenermi er Pecora”. Ma, la Santanchè, portavoce del partito, è di tutt’altro avviso: “Siamo fatti per stare con Berlusconi, è un occasione da non perdere”. E, ancora: “Sono pronta a contribuire alla nascita del primo partito italiano”. Sarà il congresso, tuttavia, a dettare la linea.

Oggi, però, succede una cosa alquanto anomala. Libero intervista Denis Verdini, attuale coordinatore di Forza Italia che dice: “La Destra va recuperata subito”. Elogia, quindi, Daniela Santanchè (che dovrebbe entrare - a suo avviso - immediatamente nel Popolo della libertà) e, addirittura, spiega al cronista che vedrebbe bene per lei anche un ruolo al governo per le sue “caratteristiche straordinarie”. Il Giornale, invece, incontra l’ex vicecoordinatore di Forza Italia e attuale capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto che tuona: “Nei confronti di Francesco Storace c’è una chiara discriminante. An ha fatto un percorso chiaro, passando dalla destra nostalgica a quella democratica. Nel Pdl non è invece ipotizzabile la presenza di una componente filofascista”. E il dubbio - se ci sia spazio o meno per la Destra nel Pdl - si infittisce …

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