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Tutti gli articoli con tag la destra

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianni Alemanno: gerarchetto. Voto 4- Gli studenti in piazza a Roma contro il divieto di cortei del sindaco dopo il 15 ottobre. La polizia carica. Cinque attivisti del Pd aggrediti da estremisti di destra. Caput mundi o centro della violenza?

Francesco Storace: camerata. Voto 3- Il segretario della Destra getta la maschera: “Quei deputati che cambiano partito mentre Berlusconi è a Cannes per l’Italia, meriterebbero di essere fucilati alla schiena”. A quando il Tribunale speciale?

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La Destra di Storace entra nel Governo: Musumeci sottosegretario

pubblicato da Luca Landoni


Nuovo allargamento per la compagine governativa, con l’ingresso della Destra di Francesco Storace. Sarà Nello Musumeci il rappresentante di partito dell’ex-governatore del Lazio a ricoprire il ruolo di sottosegretario nell’esecutivo.

Si completa così ilo rientro dei transfughi di destra aperto da Daniela Santanché, che si riunisce dunque sotto la stessa bandiera del suo ex-segretario Storace col quale si era lasciata in modo piuttosto burrascoso.

Berlusconi ha espresso soddisfazione riguardo all’accaduto, anche se rimane da capire come le posizione de La Destra si possano conciliare con quelle della Lega Nord. Di fatto comunque il Governo guadagna qualche altro numero per respirare in vista di una fase che si preannuncia piuttosto complicata.

Berlusconi-Fini, basta col gioco del cerino...

pubblicato da Massimo Falcioni

L’ultima puntata (per ora) della telenovela Berlusconi-Fini dimostra non solo il livello di degrado della politica italiana, ma lo stato di disintegrazione del moderatismo neoliberale e della destra italiana.

Il progetto politico di Silvio Berlusconi di saldare in un partito tutti quelli che sono contro il comunismo e contro la sinistra per una nuova Italia del XXI secolo è miseramente fallito.

E’ fallito, innanzi tutto, il progetto culturale perché semplicemente quel progetto non è mai esistito e non esiste: è solo un’accozzaglia populista e demagogica per garantire potere, ricchezze e privilegi, fuori dalle regole, a chi comanda.

La f”urbata” dell’antipolitica berlusconiana (con gravi responsabilità della sinistra e degli ex Dc)) ha distrutto i partiti e la politica, consentendo ai nuovi padroni del vapore di dettare legge con nuove regole del gioco a proprio uso e consumo.

Se stai con me e mi permetti di fare ciò che voglio, anche tu puoi fare ciò che vuoi: altrimenti ti do la “caccia” e ti distruggo in ogni modo. Siamo nella pura logica staliniana degli anni ’30: manca solo la deportazione nel gulag.

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Ore 12 - Sinistra, Pd, Vendola ... fra fughe in avanti e passi indietro

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNon c’è pace nella sinistra italiana, non c’è pace nel Pd.

Tutto serve per darsi “botte” fra amici e compagni, per guadagnare la leadership di una parte. La vecchia storia di “accontentarsi” di essere i primi degli ultimi. Comunque alla testa dei … perdenti. Vincere le primarie e poi perdere le elezioni.

La auto candidatura di Nichi Vendola ha riaperto il “fuoco amico”, anche perchè ha il sapore di una fuga intempestiva. C’è un governo in carica, c’è soprattutto nel centro sinistra il vuoto politico: non c’è un programma né una coalizione.

Né Vendola, né Bersani, né nessun altro, tracciano un nuovo perimetro del centro sinistra, con un progetto alternativo credibile, con le alleanze.

Vendola è una figura valida, ma la sindrome minoritaria è il male da cui deve guarire. Nichi fa battere il cuore della sinistra, agitare bandiere rosse, rianimare il confronto. Non è poco, nell’era berlusconiana.

Ma così si rischia di muovere i nostalgici, di finire come finì nel ’94 la “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto. In tal modo, ancora una volta, si aprirebbe una partita interna alla sinistra.

Cioè una partita persa in partenza perché non si parla all’Italia di mezzo, non si portano via i voti dei delusi di Berlusconi, si lascia la destra al governo.

Bersani e il Pd “ufficiale” non vogliono Vendola il … “rompiscatole”. Ma né Bersani e né il Pd sanno cosa vogliono e dove vogliono andare.

Roma è gay: Maurizio Brugiadelli della Destra giustifica i petardi contro il Gay Village

pubblicato da Giovanni Molaschi

La scorsa notte, come spiegato in dettaglio su queerblog.it, un gruppo di sconosciuti ha lanciato contro il Gay Village di Roma dei petardi. Il gesto vandalico, già condannato da Gianni Alemanno e dal responsabile capitolino della sicurezza, è stato invece giustificato dalla Destra di Francesco Storace.

Secondo Maurizio Brugiadelli, dirigente nazionale del partito dell’ex Governatore del Lazio, i teppisti avrebbero agito perché provocati da una serie di cartelli pubblicitari affissi per la città nei quali si sostiene che Roma sia gay.

“Pretendo - ha dichiarato l’esponente politico - rispetto per la mia città. Vedere Roma tappezzata di manifesti con 2 uomini che si baciano con la scritta “Roma è gay” credo non abbia fatto piacere ai romani, e lo si può considerare anche un’istigazione a gruppi di esaltati.

Ai cittadini della capitale avrebbe fatto piacere che il sindaco Alemanno si fosse espresso drasticamente anche nei confronti di chi ha affisso, anche in modo selvaggio, quel manifesto che ha offeso gran parte dei cittadini romani”.

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Il Pdl perde il capogruppo al Comune di Roma: Dario Rossin passa con La Destra

pubblicato da paganini


Sono certo che la maggioranza dopo questa ulteriore prova di coesione potrà ripartire ancora più compatta e svolgere sempre più proficuamente i compiti che la attendono. Con queste parole, che oggi potremmo definire profetiche, Gilberto Casciani, capogruppo della Lista civica Amore per Roma, salutava la conferma di Dario Rossin alla guida dei consiglieri comunali del Pdl a Roma. Era il gennaio del 2009.

Dopo appena un anno il passaggio di Rossin tra le fila de La Destra rappresenta, dopo il caos delle firme per la presentazione delle liste alle regionali, un altro segnale di pessima salute per il Popolo della libertà in terra laziale. E le parole con cui Rossin saluta il suo ex partito lasciano poco spazio all’ottimismo: “Lascio un gruppo consiliare frammentato, una giunta comunale che va spesso e volentieri in corto circuito ed un partito che ha ribadito la sua inefficienza alle ultime elezioni non presentando le liste del Pdl e ammazzando così un’intera classe dirigente”.

Per il sindaco Alemanno, secondo cui non è accettabile che un onorevole possa dall’oggi al domani passare ad essere capogruppo Pdl a capogruppo de La Destra, senza una minima pausa di riflessione, la scelta di Rossin si spiega con l’imminenza di un sua sostituzione come capogruppo, a cui l’ex consigliere del Pdl avrebbe reagito anticipando platealmente il dissenso col proprio partito.

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: nivola. Voto 8. Il premier ricorda ed esalta la celebre Mille Miglia automobilistica: “simbolo di inventiva, passione, unità”. Quando passava Nuvolari. L’Italia del Drake, con il tricolore sul pennone. E la Lega dileggia l’Inno di Mameli e sputa sulla “bandiera”.

Piero Fassino: copilota. Voto 8. L’ex segretario Ds torna in campo e difende le scelte “di rigore” del governo Prodi: “Altrimenti saremmo come la Grecia. L’euro ha salvato il valore dei redditi e delle pensioni”. E la destra populista vuole riproporre i dazi. Lega “torcicollo”.

Lo dice D'Alema? Allora non va bene ...

pubblicato da il passator cortese


Lo sport nazionale più diffuso è quello di “condannare” basandosi su “chi” dice e non su “cosa” dice.

Prendiamo Massimo D’Alema. Sarà quello che sarà, con il suo carico di … antipatia legato a un livello di …”supponenza” e arroganza fuori corso. Quindi, l’ha detto “Baffino”? Allora è una … cazzata! Appunto.

Il lider Maximo rilascia al Corriere una intervista. E dice. Punto primo: la crisi nel centro destra è vera e profonda perché riguarda due visioni del ruolo della destra e del funzionamento del sistema politico italiano. In Fini c’è una critica radicale al carattere populista e aggressivo della destra italiana. Si è aperto un problema che riguarda il futuro del sistema democratico. Su questo punto sarebbe un errore non considerare Fini un interlocutore importante.

Punto secondo: anche Fini mette in discussione questo bipolarismo fondato sulla contrapposizione esasperata. Berlusconi ha costruito tutta la sua fortuna. sullo scontro.

Terzo: Il Pd è diviso anche su Fini (fra chi dice che bello che i due litigano, mettiamoci d’accordo con Fini e chi dice no perché così Fini fa saltare il bipolarismo).

Quarto: la crisi economica avanza e l’Italia è il paese il cui governo l’affronta peggio di tutti gli altri. Servono riforme vere e questo governo non è in grado di farle. Quinto: il Pd è in crisi perché non coglie il nodo dell’attuale crisi del sistema che non è solo la crisi del berlusconismo. E tutto è tatticismo. Bersani sta lavorando bene e a quei giovani che dicono solo male dei dirigenti del proprio partito sarebbe ora che dicessero cose utili per il Paese.

Sesto: giusto il “patto repubblicano”, insieme forze di diverso orientamento accumunate dall’interesse di difendere e riformare la Repubblica.

Tutto qui. D’Alema dixit. Allora?

Storace vuole essere decisivo "Alle regionali alleanza con il Pdl"

pubblicato da Christian De Mattia


Le regionali continuano ad essere uno degli argomenti principali del dibattito politico. Non passa giorno senza incontri tra leader, dichiarazioni su candidati governatori o alleanze sul territorio. E’ arrivato il momento di farsi sentire anche per Francesco Storace, leader del movimento La Destra. Dopo la batosta alle europee dove il cartello elettorale L’Autonomia, costituito con l’Mpa di Lombardo aveva ottenuto un misero 2.2% (quando invece alle politiche solo La Destra aveva avuto il 2.4%) sono state poche le occasioni per riportare al centro del dibattito gli ex aennini che non avevano accettato lo scioglimento di An nel Pdl.

L’appuntamento elettorale può essere la situazione ideale per il riscatto e Storace non vuole perdere l’occasione

Noi non siamo l’Udc e non vogliamo alleanze a ‘macchia di leopardo’. Pretendiamo rispetto, lo stesso rispetto che avremo per i nostri alleati anche se su alcune questioni le differenze restano. Quello che e’ piu’ importante e’ avere ben chiaro chi siamo

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Effetto ronde: a Massa Carrara ritorna la follia degli opposti estremismi

pubblicato da Luca Landoni

Era l’occasione che molti aspettavano per dare addosso a uno dei più discussi provvedimenti del pacchetto sicurezza: l’istituzione delle cosiddette “ronde”. A Massa Carrara un gruppo di antirondisti di estrema sinistra denominato Carc (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo) ha cercato lo scontro con un’associazione rondista che si richiama alla Destra di Storace. Oppure la provocazione è venuta dall’altra parte, non è dato saperlo, ma è poi così importante visto a quali teste bacate ci troviamo di fronte?

Certo, qualcuno obietterà, pur sempre meno bacate di chi ha deciso di dare l’autorizzazione al pattugliamento a un’associazione autodefinitasi SSS (Soccorso Sicurezza Sociale, sic…). È mai possibile che le autorità preposte di fronte a una sigla sinistra come questa non si siano poste qualche leggerissimo dubbio? Soprattutto in presenza di una legge, quella di istituzione dei volontari per la sicurezza, che dopo un primo periodo di caos ha vietato espressamente sigle e simboli politici nelle ronde?

Il risultato è che i massesi si sono ritrovati in giro per le loro strade codesti personaggi magari in pettorina gialla (invece che nera) ma con pur sempre stampate in bella vista le tre lettere fondanti del movimento, SSS per l’appunto. Sai che allegria, che bel tuffo in un passato che speravamo morto e sepolto.

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