
E dunque, come ammette la stessa Repubblica, Berlusconi avrebbe risposto alle sue famose dieci domande. O almeno a buona parte di esse (otto, più o meno). Per farlo avrebbe utilizzato il libro-intervista di Bruno Vespa dal litfibiano titolo Regine di cuori. Vediamo il contenuto delle risposte, in base alle prime indiscrezioni sul libro, corredate dalla controreazione di Repubblica. Quest’ultima viene qui sintetizzata, ma potete trovarla per intero ai link suggeriti.
1. Quando, signor Presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo di incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
SB: «Non ho avuto alcuna relazione con la signorina Noemi. Al riguardo si sono dette e scritte soltanto calunnie»
REP: Repubblica ha documentato, con una testimonianza mai smentita, come il premier abbia conosciuto Noemi Letizia attraverso un book fotografico. Berlusconi dice invece di aver incontrato Noemi in quattro occasioni, dunque nelle uniche circostanze già scovate da Repubblica. Quel che il premier dice oggi è in contraddizione con quanto hanno detto, nel corso del tempo, Elio Letizia, Noemi e lo stesso Berlusconi.
Continua a leggere: Le risposte di Berlusconi alle 10 domande di Repubblica

Tra i temi all’attenzione dei media stranieri questa settimana, il perdurante conflitto tra il presidente del consiglio italiano e la stampa occupa senza dubbio un posto di rilievo.
Ha suscitato particolare clamore un bruciante editoriale dell’Economist, che ha espresso il suo sostegno per la manifestazione nazionale per la libertà di stampa di oggi a Roma, affibbiando al capo del governo paragoni poco lusinghieri:
Sabato 3 ottobre si terrà a Roma una manifestazione per difendere la libertà di stampa - non in una lontana dittatura, ma proprio in Italia. I giornalisti che l’hanno indetta hanno buone ragioni per preoccuparsi. (..) Per quanto riguarda almeno questo aspetto, l’Italia di Berlusconi si sta allontanando dall’Europa occidentale per diventare più simile alle deboli democrazie dell’est. (..) Le ordinanze di Berlusconi sembrano parte di un progetto per spazzare via le ultime enclavi ribelli rimaste nei media italiani
Continua a leggere: Rassegna stampa estera: Berlusconi e la manifestazione per la libertà di stampa

Come già per la rassegna stampa estera della settimana scorsa, anche in questi giorni il nuovo quotidiano di Antonio Padellaro e Marco Travaglio ha suscitato vari commenti sulla stampa internazionale. Ve ne riportiamo alcuni.
Cominciamo dal belga De Standaard, che ha messo in evidenza come quella di lanciare una nuova testata in questo momento di crisi sia una scelta coraggiosa:
Mentre sempre più giornali in tutto il mondo faticano per restare a galla, ci sono però ancora giornalisti che credono in questo mezzo di comunicazione. Come Antonio Padellaro, che oggi senza dubbio vive uno dei giorni più emozionanti della sua carriera. (..) Il nuovo quotidiano non vuole essere un semplice quotidiano, ma è anche la reazione di un gruppo di giornalisti e ‘penne’ italiane, che vogliono testimoniare la loro fede nella forza della libertà di stampa
È Repubblica, per i lettori di polisblog, il quotidiano migliore. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha vinto il sondaggio lanciato la scorsa settimana superando il 50% delle preferenze. Il Corriere della Sera è arrivato solo secondo con un misero 17%.
Sul podio, a conferma di quanto sostenuto da Mario Adinolfi (secondo il quale i giornali di destra sono fatti meglio di quelli di sinistra), il Giornale di Vittorio Feltri seguito dal Manifesto. Quinti, a pari merito con il 5% del voti, L’Unità e La Stampa.
A pochi giorni dall’arrivo in edicola del Fatto, il quotidiano diretto da Antonio Padellaro per il quale Barbara Spinelli ha abbandonato la redazione di Mario Calabresi, è interessante osservare come il panorama della stampa italiana stia cambiando. Profondamente.
Continua a leggere: Sondaggio: è Repubblica il quotidiano migliore per i lettori di polisblog
Il Superpremier risponde indignato a una sola delle domande di Repubblica: “Io malato? Io sono come Superman, anzi Superman a me mi fa ridere“. Speriamo soltanto che non sia più veloce della luce anche nel lettone di Putin. Poi il MegaPapi denuncia svariate giornaliste dell’Unità (direttore compreso) e se la prende, legalmente parlando, anche con le battute di Luciana Littizzetto che alludevano a una sua presunta impotenza sessuale. Colte in…fallo
Mentre il Giornale si difende con le unghie e con i denti e Feltri inveisce contro Repubblica, Libero di “Mr. Scucchia” Belpietro cerca di mettere in difficoltà il direttore del quotidiano romano su questioni fiscali personali. L’interessato, però, risponde dapprima in modo preciso alla festa Pd di Genova e poi si stizzisce con il premier in un editoriale al vetriolo. Scr-Ezio Mauro
Disoccupazione alle stelle, ammortizzatori sociali da riformare, fabbriche in subbuglio. E la politica che fa? Pensa a Boffo, alle escort e ai “letti puliti”. La casta integrazione
Certo è che la vicenda del direttore di “Avvenire” sta provocando una specie di terremoto sotterraneo in seno alle gerarchie ecclesiastiche. E la Cei rischia grosso. Sofferenza episcopale italiana

La denuncia di Repubblica e di numerosi giornali stranieri. L’annullamento in extremis dell’incontro con il cardinal Bertone per la Perdonanza. Consentitemi una previsione: su tutto questo la stampa estera camperà per settimane. Avremo modo di parlarne prestissimo con una rassegna speciale.
Per il momento, soffermiamoci sugli articoli dei media stranieri della scorsa settimana sul nostro presidente del consiglio, cominciando col notare come il Guardian avesse previsto che, in qualche modo, la partecipazione di Berlusconi alla processione avrebbe potuto essere in forse:
C’è chi dubita che l’eternamente controverso primo ministro italiano avrà voglia – o sarà in grado – di approfittare di questa opportunità. Il solo fatto di unirsi alla processione significherebbe per lui annunciare al mondo che si ritiene un peccatore con un disperato bisogno di un’opportunità. E Berlusconi, ancora più di ognuno di noi, ha difficoltà ad ammettere i propri sbagli. Quando sua moglie ha annunciato che avrebbe chiesto il divorzio a causa delle sue presunte frequentazioni di “minori”, ha dichiarato che avrebbe dovuto essere lei ha chiedere perdono a lui, e non il contrario
Continua a leggere: Rassegna stampa estera: Berlusconi, la perdonanza e "Tendenza Veronica" (Lario)

Come abbiamo segnalato ieri, il Presidente della Repubblica Napolitano ha sollecitato il governo a presentare un piano per le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia, che al momento pare non esista. Ciò a suscitato reazioni infastidite da parte della Lega Nord.
Il presidente dei deputati Roberto Cota ha ad esempio dichiarato che “in un momento come questo vanno evitate le celebrazioni elefantiache, le spese inutili e frammentate in mille rivoli. Altre sono le priorità e le esigenze della gente“. Più diretto e verace, come è suo solito, Borghezio: “la mia ricetta è proprio quella di non spendere neanche una lira“.
Ovviamente gli sprechi, quando sono veramente tali, sono sempre odiosi. Proprio per questo è curioso che questo virtuoso attacco provenga proprio dalla Lega Nord, partito che lo scorso giugno, impuntandosi nel non voler accorpare il referendum Segni-Guzzetta alle elezioni europee e amministrative, ha determinato uno spreco di risorse pubbliche compreso tra i 150 (fonte: Maroni) e i 500 milioni di euro (fonte: lavoce.info).

Anche questa settimana la notizia di politica italiana più commentata dai media internazionali è stato l’affaire Berlusconi - Patrizia D’Addario. E’ così ormai da settimane, e la tempesta mediatica non accenna a placarsi, almeno dall’altro lato delle alpi.
Cominciamo la nostra periodica rassegna con l’editoriale non firmato apparso sul britannico Observer, di particolare durezza, intitolato “Le buffonerie di Berlusconi meritano la nostra censura“, che è stato immediatamente ripreso in Francia dal Courrier International:
Molte ragioni sono state addotte per questa apparente immunità (di Berlusconi alle conseguenze dello scandalo, ndt): lo scandalo dà nuovo lustro alle credenziali di macho che attraggono alcuni dei suoi sostenitori; l’Italia è abituata alla corruzione; unn numero sufficientemente ampio di elettori preferisce la stabilità e la sfrontatezza del governo Berlusconi all’instabilità e l’ipocrisia dei precedenti premier. Inoltre, Berlusconi ha resistito a scandali che includevano accuse molto più sinistre che il saltellare con escort. Ma mentre è vero che la politica italiana ha le sue dinamiche, l’eccezione culturale non giustifica un governo marcio

Distratti come siamo da parole chiave come “Patrizia D’Addario“, rischiamo tutti di perdere di vista quelle che sono (o quantomeno dovrebbero essere) le cose importanti per la vita di un paese. Leggo ad esempio su “La Repubblica” di ieri che il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha previsto nuovi interventi per il mondo del lavoro, articolati in tre norme:
la prima riguarda la possibilità del «rientro anticipato» in fabbrica dei dipendenti in cassa integrazione allo scopo di fare corsi di formazione. (..) La seconda è la dote previdenziale di cui può beneficiare un’azienda che assume un cassaintegrato dalla nuova banca dati dell’Inps. La terza riguarda il finanziamento che un lavoratore in cig, in mobilità e forse con assegno di disoccupazione, può ottenere se si mette in proprio
Un aspetto risulta evidente: tutte norme a favore dei cassaintegrati. “E dov’è il problema?“, potrebbe chiedere qualcuno di voi: il problema c’è, e bello grosso anche. I cassaintegrati rappresentano infatti solo una piccola parte dei disoccupati: per dirla meglio, sono già dei privilegiati nel vasto insieme di coloro che sono alla ricerca di un’occupazione.
Continua a leggere: Welfare: nuovi aiuti ai cassaintegrati, piove sempre sul bagnato
Il Belpaese non è la repubblica delle banane. E’, caso mai, la repubblica delle ciliegie. E una tira l’altra.
Come le “balle” della nostra politica.
O le “balle” del premier che parla di un “progetto eversivo” contro di lui, di un “complotto” che punta a destituirlo. Solo sparate da grande calura estiva?
Può un presidente del Consiglio parlare a ruota libera, agitare scenari da fantapolitica, sostenere addirittura la tesi di un complotto, come fosse il capo tribù di uno sperduto villaggio africano?
Se è certo, Berlusconi ha il diritto-dovere di fare nomi e cognomi e mettere in piazza (in Parlamento) i fatti. Altrimenti taccia.
Ogni giorno si supera il degrado della politica. E i cittadini rispondono con il disgusto e il distacco.
A meno che il “suggeritore” del Cavaliere sia Francesco Cossiga, che si riprende la scena rivelando “un progetto eversivo, un piano trasversale tra il partito di Repubblica, Murdoch e pure Pierfurby Casini”. Ecco a che punto siamo.
A che si mira con tali affondi?
Continua a leggere: Ore 12 - La Repubblica delle banane. E il Belpaese dei "complotti"