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Tutti gli articoli con tag la russa

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

C’è un piccolo mago (piccolo di statura) che aleggia lieve tra i banchi del Parlamento. E’ un abile trasformista, sa mutarsi repentinamente da dipietrista a berluscones. Ama gli alambicchi della medicina naturale e il14 dicembre ha fatto l’incantesimo per salvare il governo. Scilipotter

Il suo collega responsabile, Bruno Cesario, spiega a RadioRai: “Sono diventato parlamentare con il Pd grazie a Padre Pio”. Va bene i santi in paradiso, ma è difficile immaginare l’ex segretario Veltroni con le stimmate. Forse nel 2008 pesò in modo decisivo l’intercessione celeste di suor Binetti? Adesso, tuttavia, anche Cesario ha abbandonato San Walter ed è passato alla parrocchia di Fra’ Cicchitto. Chissà cosa ne penserà Padre Pio. Pietrelcinico

Politica e make-up. La Russa dice che le parlamentari del Pdl sono gnocche e quelle di sinistra sono racchie. E’ bello vedere che si valuta soprattutto la preparazione e la loquela. Il (Ci)cerone

Ci si chiede se Gheddafi sia vivo o morto. Forse il rais libico è sparito soltanto perché è ospite fisso de ‘L’Infedele’ su La 7. Gad-dafi

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: furbata. Voto 4-. La Ue boccia il premier italiano perché il suo decreto “non apre Shengen”. Di fatto l’Europa chiude le sue frontiere ai migranti, che restano sul groppone degli italiani.

Roberto Calderoli: porcata. Voto 4-. Il ministro leghista vuole togliere i militari italiani dal Libano per stoppare i migranti. E La Russa si mette di traverso. Querelle pasticciata, Italia isolata. E fregata.

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Processo Ruby, Berlusconi e gli insulti ai pm: il prestigio dell'Italia a picco

pubblicato da Bruno Marino

Oggi c’è stata l’udienza lampo sul caso Ruby (ne parla V. in questo pezzo), è tornato di attualità un vecchio refrain: i pm rovinano l’immagine dell’Italia all’estero. Ma è proprio così? Qualche giorno fa avevamo parlato dell’intervista del ministro Frattini alla BBC e della scarsa considerazione che l’intervistatore aveva del nostro Presidente del Consiglio (definito “un pagliaccio”). Ci domandavamo come mai qualcuno si stupisse dello scarso peso internazionale del nostro paese, visto che alcune delle più alte istituzioni repubblicane sono in mano a persone discutibili (basti pensare a Berlusconi, Schifani, Calderoli, Bossi, La Russa).

Negli ultimi giorni, abbiamo toccato nuove vette di orgoglio nazionale: Scilipoti che corre come un pazzo per votare con la maggioranza (lo stesso Scilipoti che aveva detto di aver lasciato l’IdV per la maggioranza - giusto in tempo per votare la fiducia il 14 Dicembre, guarda tu alle volte il caso - anche perchè Di Pietro non lo sosteneva sul tema fondamentale dell’agopuntura), La Russa che manda a quel paese il Presidente della Camera (qui sopra il video).

Per non parlare della compravendita di parlamentari in occasione del già citato 14 Dicembre (addirittura Massimo Calearo, che in quella occasione passò dal Pd al centrodestra, rivelò il costo di un cambio di casacca in una meravigliosa intervista di Tommaso Labate sul Riformista).

C’è più gusto ad essere italiani, vero? Forse però dimentichiamo che il campione indiscusso, in quanto a sputtanamento del nostro paese all’estero, è… seguiteci dopo il salto e lo scoprirete

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Parlamento, rissa continua

pubblicato da il passator cortese

Va in onda in Parlamento, oramai senza interruzione, l’Italia della rissa continua. Anche oggi, nuova gazzarra in Aula (e fuori), con grida, fischi, insulti, lancio di giornali persino contro il presidente Fini, ministri che buttano in faccia ai deputati il loro tesserino.

Lo spettacolo che ci regala questo parlamento non è degno di nessun paese democratico e non è degno dell’Italia della prima Repubblica. Sembra di assistere a una telenovela di quart’ordine di un Paese di quart’ordine. Invece è reality vero, scene disgustose che portano a vergognarsi di essere italiani.

Ma, in questa povera Italia ridotta a curva sud, a scene da Bud Spencer prima maniera, c’è più un italiano capace di indignarsi? I cosiddetti sit in, sono anch’essi delle messe in scena salottiere. E comunque la protesta, anche quella in Piazza Montecitorio, è legittima. Solo la violenza, qualsiasi atto di violenza, è inaccettabile, va isolato e colpito.

Per ora, la violenza è quella degli occhi torbidi del ministro La Russa e dei suoi gesti sconsiderati. La maggioranza, con la calma, sta perdendo anche la testa: oramai in piena crisi di nervi.

Ma, a dire il vero, l’isterismo è trasversale, domina da una parte e dall’altra. Alla fin fine, a rimanere … in mutande è sempre il Pd, diviso sul da farsi. Ultimo atto, quello del vice presidente del Senato Vannino Chti che ha bacchetta Rosy Bindi dopo la sua proposta dell’uscita dei parlamentari del Pd dall’aula a seguito dello scontro sul processo breve. Avanti così.

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianfranco Fini: repubblica d’Italia. Voto 8. Il presidente della Camera respinge al mittente le tardive scuse del ministro La Russa che nel caos alla Camera confessa di “aver perso la testa”. L’incorreggibile “camerata”è il simbolo di “finezza” adeguata alle sembianze luciferine. Chi ferma gli “impuniti” del “vaffanculo”?

Silvio Berlusconi: repubblica del casinò. Voto 5-. Il premier cerca il rilancio a Lampedusa con uno show studiato a tavolino: “Sono lampedusano. La notte scorsa su Internet ho comprato una villa sull’isola per poco meno di due milioni di euro. Per voi chiederò il nobel della pace”. Tutto ok. Come a l’Aquila, come a Napoli.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Sarkozy è partito in quarta a bombardare e il suo amore Carlà gli ha chiesto di curare l’aspetto umanitario della missione: “Perché non lanciamo brioches ai ribelli?”. I Sarkottini alla ciliegia

L’Italia ora chiede di diluire l’impeto francese in un comando Nato. Ma intanto il Cav si dice dispiaciuto per Gheddafi e fa capire che non avrebbe mai voluto sparare al suo vecchio amicone. CosterNato

Il ministro dell’Ambiente tedesco, Norbert Roettgen, si prepara a tirar fuori la Germania dal nucleare. Se la quarta potenza economica del mondo pensa di poter fare a meno dell’atomo, perché noi ci incaponiamo a dire che bisogna andare avanti (pur con una pausa di riflessione)? Ministro Prestigiacomo, qual è la differenza tra lei e il suo omologo Roettgen? Ci avete Roett le p…

Esilarante gaffe di La Russa che a Porta a porta chiama più volte “generale Loacker” l’ammiraglio americano Samuel Locklear che coordina la missione dalla nave Mount Whitney. Loacker?? Loacker??? Ma mica su Gheddafi stiamo lanciando praline o cioccolata. E anche l’opposizione se ne sta rendendo conto. Wafer Veltroni

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Ore 12 - Non è guerra ma ... è guerra

pubblicato da Massimo Falcioni

altroE’ vero, siamo passati dal baciamano all’elmetto, dal prostrarsi di fronte a un efferato dittatore a puntargli addosso i missili dei nostri Tornado. E allora?

Male face il “guascone” Berlusconi a baciare l’anello insanguinato del rais libico, ma bene fa oggi l’Italia, dopo i tentennamenti del governo, a essere parte attiva in questa drammatica vicenda, insieme a Francia, Gran Bretagna, Usa ecc. Sul piano degli scenari internazionali, quelli veri, conta poco ricordare i voltafaccia del nostro Premier, non conta niente provare imbarazzo nel vedere l’ex fascista La Russa “giocare” alla guerra. Già, la guerra.

Comprensibile, ma imbarazzante, la dichiarazione del presidente Napolitano: “L’Italia non è in guerra”. Oggi per fare la guerra non servono dichiarazioni formali: il cupo tuono delle bombe e il sibilo sinistro dei missili, lo strazio dei feriti e l’elenco dei morti sono molto più eloquenti ed esplicativi di qualsiasi appello.

Nessuno vuole la guerra. Ma siamo in guerra e a questa nuova realtà il Paese è meglio che si adegui prima possibile e il governo superi divisioni, contraddizioni, ritardi di ogni tipo. Di solito le guerre non durano mai poche ore, e anche questa in Libia, non farà eccezioni.

A una domanda, su tutte, va data risposta: perché? Non possono sfuggire i motivi di interesse di Francia, Inghilterra ecc. per il petrolio e il gas della Libia. Ma nessuno poteva fingere di non vedere il massacro di un popolo e di non udire le grida di chi invocava il nostro aiuto.

Gli “insorti”, come scrive Feltri, sono peggiori del rais e quindi non vale la pena di aiutarli? Lasciamo a Feltri e/o a Bossi la libertà di ragionamenti che, oltre alla presunzione, scontano il limite di rapportare sempre tutto e tutti sul metro delle vicende politiche di casa nostra. Vicende, per lo più patetiche e prive di dignità. Questa Italia malridotta deve giocarsi bene l’ultimo granello di credibilità.

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Renato Brunetta: brezza. Voto 7+. Il ministro vuole disboscare la burocrazia della PA per liberare dai timbri le piccole imprese. Per sbrigare gli atti amministrativi le aziende italiane sborsano oltre 70 miliardi annui. Aziende strozzate da carte da bollo e nulla osta. Avanti tutta!

Silvio Berlusconi: tramontana. Voto 4-. Allarme rosso di Tremonti (la crisi non è finita), di Letta (basta compravendita parlamentari), della Cisl (400 mila cassintegrati presto disoccupati). Dulcis in fundo: La Russa litiga con l’Esercito e Bossi tratta col Pd. Tanti auguri, Cavaliere!

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Ore 12 - Studenti in lotta: Berlusconi ... "Ponzio Pilato"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroOggi e domani gli studenti tornano in piazza. Di fronte a proteste e manifestazioni imponenti e “rischiose”, il capo del governo si limita a dire: “è una questione che riguarda i ministri competenti”.

Un atteggiamento da Ponzio Pilato che la dice lunga sul senso di responsabilità di Berlusconi e sulla sua comprensione della realtà del Paese.

Neppure il forte richiamo del presidente Napolitano a capire le proteste che scaturiscono da un forte disagio sociale portano il governo a un ruolo di direzione che non sia solo quello di schierare le forze dell’ordine, con i blindati e le cariche. Non c’è nessuna apertura, nessun confronto con chi non accetta i dictait dell’esecutivo.

Al capo della Polizia Manganelli che lancia l’allarme: “Siamo stati lasciati soli di fronte al disagio sociale” rispondono in modo irresponsabile e provocatorio il ministro dell’istruzione, (con una desolante mediocrità e bassezza politica culturale, invita gli studenti “a stare a casa, a studiare”.), il ministro La Russa (per l’ex fascista i manifestanti sono assassini potenziali), il presidente dei senatori del Pdl Gasparri (con un ritorno agli anni del fascismo con la carcerazione preventiva dei “sovversivi”).

Invece della apertura, della moderazione e della saggezza, si risponde o con il più fragoroso silenzio e con il cretinismo più desolante e incendiario. Questo passa il convento.

E i violenti dei cortei portano solo acqua al mulino di chi davvero vuole trasformare la repubblica italiana in una repubblica delle banane. Col manganello.

Paese coperto dalla neve e dalla malapolitica. Italia da rottamare?

pubblicato da Massimo Falcioni

Ricapitoliamo. L’Italia pare (è) un battello (fallato) alla deriva. Un po’ bordello, un po’ casa di riposo, un po’ non si sa più cosa.

Il premier parla ancora solo della nuova compravendita di parlamentari; ministri come la rossa Brambilla sono sotto l’occhio della Corte dei conti e come il nero La Russa sbraitano in tv rivendicando “orgoglioso” il proprio passato (di bastonatore?); gran capi del Pdl come Verdini, boss di banche e appalti, indagato per il post G8 e terremoto; dopo la guerriglia romana, Manganelli, capo della polizia accusa: “Italia, paese instabile, polizia supplente”.

Per amor di patria non ricordiamo le vergogne della monnezza campana e della ricostruzione delle zone terremotate.

La ciliegina sulla torta è arrivata, come previsto, dalla prevista nevicata delle ultime ore: mezza Italia paralizzata, più per mancanza di direzione e insipienza che per altro.

Il governo non c’è. Ma soprattutto non c’è il governo della realtà, della situazione: basta un “niente” per mandare in tilt il Paese. Anche i mitici sindaci, capaci, attenti, pronti, sono un ricordo.

Firenze “chiusa” per neve, mai successo. E il sindaco Renzi, invece che fare il sindaco, pensa ad Arcore, alla grande politica, a rottamare i big del Pd. L’Italia è un paese da rottamare?